{"id":74248,"date":"2025-03-21T09:23:40","date_gmt":"2025-03-21T08:23:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/economy-work\/le-conquiste-nel-campo-dei-diritti-umani-avvengono-quando-le-persone-dal-basso-si-mobilitano-intervista-a-riccardo-noury-di-amnesty-international\/"},"modified":"2025-11-26T16:25:09","modified_gmt":"2025-11-26T15:25:09","slug":"le-conquiste-nel-campo-dei-diritti-umani-avvengono-quando-le-persone-dal-basso-si-mobilitano-intervista-a-riccardo-noury-di-amnesty-international","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/le-conquiste-nel-campo-dei-diritti-umani-avvengono-quando-le-persone-dal-basso-si-mobilitano-intervista-a-riccardo-noury-di-amnesty-international\/","title":{"rendered":"\u201cLe conquiste nel campo dei diritti umani avvengono quando le persone dal basso si mobilitano\u201d. Intervista a Riccardo Noury di Amnesty International"},"content":{"rendered":"<p><em>Abbiamo incontrato Riccardo Noury, dal 2003 portavoce ufficiale di Amnesty International Italia, organizzazione per la difesa dei diritti umani di cui fa parte dal 1980 e di cui cura l&#8217;edizione italiana del rapporto annuale. Con lui abbiamo parlato di diritti umani e del lavoro di Amnesty International.<\/em><\/p>\n<p><strong>Alcune parole tra le pi\u00f9 importanti del pianeta, ovvero: persone, verit\u00e0, libert\u00e0, giustizia e dignit\u00e0, fanno parte del vostro lavoro. Quanto \u00e8 importante difenderle e qual \u00e8 lo strumento pi\u00f9 importante che <\/strong><a href=\"https:\/\/www.amnesty.it\/\"><strong>Amnesty International<\/strong><\/a><strong> adopera per farlo?<\/strong><\/p>\n<p>Credo che nel suo elenco, molto corretto, la parola chiave sia <strong>dignit\u00e0<\/strong>, che \u00e8 il vestito pi\u00f9 intimo delle persone. Far vivere una vita degna, nel rispetto dei diritti, \u00e8 fondamentale.\u00a0Per difendere quel vocabolario, prima di tutto bisogna praticarlo. Poi ci sono delle tecniche che <a href=\"https:\/\/www.amnesty.it\/\"><strong>Amnesty International<\/strong><\/a> utilizza da quando esiste: quelle degli <strong>appelli<\/strong>. Una volta si scrivevano a mano e si spedivano con gli aerogrammi, oggi si firmano durante le manifestazioni oppure online, ma hanno sempre la stessa efficacia. <strong>Cambia la vita delle persone, firmare anche un solo appello. <\/strong>C&#8217;\u00e8 una frase ricorrente, che ci dicono ogni settimana le persone che escono dal carcere, grazie al fatto che Amnesty International ha lanciato un appello a loro favore: \u00abNon mi avete lasciato solo. Grazie a voi ho mantenuto la forza, sentivo di non essere stato abbandonato dal mondo\u00bb. A questo servono gli appelli.<\/p>\n<figure id=\"attachment_56038\" aria-describedby=\"caption-attachment-56038\" style=\"width: 1920px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-56038 size-full\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Riccardo-Noury_Amnesty-International.jpg\" alt=\"Riccardo Noury - Amnesty International | Copyright Credit: Amnesty International Italy.\" width=\"1920\" height=\"1080\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-56038\" class=\"wp-caption-text\">Riccardo Noury &#8211; Amnesty International | Copyright Credit: Amnesty International Italy.<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>Amnesty International, attraverso il suo fondatore Peter Benenson, nacque nel 1961 proprio con un appello agli organi di stampa. Quanto sono importanti oggi? Quanto conta il loro sostegno, il loro fungere da megafono?<\/strong><\/p>\n<p>Sono partner fondamentali e il fatto che spesso giochino un ruolo importante nella denuncia e nel racconto delle violazioni dei diritti umani, \u00e8 spiegato molto bene col numero di giornaliste e giornalisti che ogni anno vengono uccisi, arrestati, fatti sparire proprio perch\u00e9 hanno raccontato il vero, sfidando la regola del silenzio imposta dai regimi autoritari. <strong>Ci\u00f2 che pu\u00f2 fare il giornalismo a favore dei diritti umani, \u00e8 fondamentale.<\/strong> Cos\u00ec come pu\u00f2 fare il contrario: spesso la criminalizzazione da parte dei governi, di attivit\u00e0 del tutto legittime, \u00e8 preceduta da una narrazione criminalizzante svolta dagli organi di informazione. Il loro lavoro, in quel caso, \u00e8 contrario ai diritti umani.<\/p>\n<p><strong>Amnesty International conta ben 248.909 persone coinvolte in attivit\u00e0 di educazione e formazione ai diritti umani. Quanto \u00e8 importante investire e lavorare sulla formazione e sull&#8217;educazione, preventivamente, a monte, per costruire una cultura dei diritti umani?\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 una delle attivit\u00e0 pi\u00f9 importanti di Amnesty International: <strong>parlare di diritti umani nel momento in cui le menti delle persone si formano<\/strong>, per esempio durante i percorsi scolastici, \u00e8 molto utile perch\u00e9 far modificare la mente agli adulti \u00e8 possibile, ma ci vuole pi\u00f9 tempo e bisogna combattere contro pregiudizi ormai radicati. <strong>Raccontare cosa sono i diritti umani, spiegare come possono essere difesi, aiuta anche a difendere i propri, e quindi il lavoro che facciamo nelle scuole \u00e8 fondamentale.<\/strong> Io per lavoro parlo con l&#8217;informazione, con i media, ma vi assicuro che ogni volta che entro in una scuola e parlo con gli studenti, sono altrettanto felice e convinto che sar\u00e0 utile.<\/p>\n<p><strong>Viviamo in un mondo iperconnesso e complesso, sempre pi\u00f9 influenzato dall&#8217;intelligenza artificiale. Come possono, anche dal basso, le persone comuni, lavorare in funzione dei diritti umani?\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Il periodo \u00e8 effettivamente molto difficile perch\u00e9 <strong>alla novit\u00e0 dell&#8217;intelligenza artificiale si aggiunge quella storica della deficienza umana<\/strong>, mettiamola cos\u00ec: fatta di doppi standard da parte dei governi, di scelte politiche che puniscono i nemici e premiano gli amici, che delegittimano la giustizia internazionale a seconda di come si comporti. Di fronte a tutto questo, c&#8217;\u00e8 da ricordare che <strong>le conquiste nel campo dei diritti umani, in Italia come nel resto del mondo, avvengono quando le persone dal basso si mobilitano.<\/strong> Non solo sui social, dove pure \u00e8 necessario stare, ma mettendoci testa per avere una strategia, cuore per avere emozioni, piedi per camminare e riempire le strade e le piazze. I successi nel campo dei diritti umani arrivano cos\u00ec. Non perch\u00e9 ci sia un governo che li elargisce, ma perch\u00e9 \u00e8 costretto a cedere alla <strong>forza della protesta di massa<\/strong>. Sempre <strong>pacifica, ma di massa<\/strong>.<\/p>\n<figure id=\"attachment_56043\" aria-describedby=\"caption-attachment-56043\" style=\"width: 1920px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-56043 size-full\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Universal-Declaration-of-Human-Rights-75th-Anniversary-Colosseum-Rome-Italy-_-Copyright-Credit-Amnesty-International-Italy-1.jpg\" alt=\"&quot;Universal Declaration of Human Rights 75th Anniversary&quot;, Colosseum Rome (Italy) In celebration of the 75th anniversary of the Universal Declaration of Human Rights, the Amnesty candle and the opening lines of Article One were we projected on the most famous monument in Rome. | Copyright Credit: Amnesty International Italy.\" width=\"1920\" height=\"1080\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-56043\" class=\"wp-caption-text\">&#8220;Universal Declaration of Human Rights 75th Anniversary&#8221;, Colosseum Rome (Italy) In celebration of the 75th anniversary of the Universal Declaration of Human Rights, the Amnesty candle and the opening lines of Article One were we projected on the most famous monument in Rome | Copyright Credit: Amnesty International Italy.<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>C&#8217;\u00e8 un caso di violazione dei diritti umani che oggi merita particolare attenzione perch\u00e9 legato al nostro tempo? Se s\u00ec, come possiamo contribuire a farlo emergere?\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Ce ne sono tanti, ma il primo che mi viene in mente, e che riguarda anche l&#8217;Italia, \u00e8 quello di uno scienziato, cittadino iraniano e svedese, che parla un perfetto italiano avendo fatto ricerca per molto tempo presso l&#8217;Universit\u00e0 del Piemonte Orientale di Novara. Si chiama <strong>Ahmadreza Djalali<\/strong> e nel 2016 \u00e8 stato arrestato in Iran, nel 2017 condannato a morte. Gli avevano proposto di fare da spia in favore dell&#8217;Iran, il suo paese, nei vari convegni scientifici ai quali &#8211; come esperto di medicina di emergenza o dei disastri &#8211; avrebbe preso parte. Lui ha ribadito di essere uno scienziato, non una spia, e l&#8217;hanno punito con il reato inesistente di fare la spia contro l&#8217;Iran per conto di Israele. Ad aprile saranno 8 anni che si trova nel braccio della morte in Iran ed \u00e8 palesemente un ostaggio tipico di quella politica che prende in mano cittadini stranieri per ottenere qualcosa in cambio dagli Stati di appartenenza. <strong>\u00c8 una storia dimenticata per cui colgo ogni occasione per rilanciarla.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 il pi\u00f9 grande successo che avete ottenuto di recente? E qual \u00e8 il messaggio di speranza che se ne pu\u00f2 trarre?<\/strong><\/p>\n<p>Non \u00e8 tra i pi\u00f9 recenti, perch\u00e9 ogni giorno succede\u00a0qualcosa di buono nel mondo ed \u00e8 bene sottolinearlo, ma certamente il pi\u00f9 famoso \u00e8 il ritorno a Bologna di <strong>Patrick Zaki<\/strong>, lo studente dell&#8217;Universit\u00e0 Alma Mater che nel 2020 era stato arrestato a El Cairo ed \u00e8 riuscito a tornare in Italia solo nel luglio 2023. Per\u00f2 se vogliamo parlare di uno recentissimo, il 4 marzo \u2013 e qui il tema della speranza e della pace c&#8217;entra tutto, un obiettore di coscienza israeliano, <strong>Itamar Greenberg<\/strong>, \u00e8 stato scarcerato dopo 197 giorni di carcere perch\u00e9 aveva rifiutato l\u2019arruolamento nell&#8217;esercito. Perch\u00e9 non voleva essere parte di quel progetto di distruzione di massa che in termini giuridici si chiama genocidio dell&#8217;esercito israeliano contro la Striscia di Gaza.<\/p>\n<p><strong>Si parla di crisi dei diritti umani, ma ci sono aspetti positivi, progressi che non vengono abbastanza raccontati?\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Il periodo \u00e8 estremamente simile agli anni &#8217;90: un decennio segnato da due genocidi e dalla guerra nei Balcani che inizi\u00f2 nel &#8217;91 e termin\u00f2 nel &#8217;99 (insieme ad altri fatti). Per\u00f2, proprio in quel decennio ci fu una reazione: dal basso con la solidariet\u00e0, dall&#8217;alto con i tribunali internazionali. <strong>La speranza di oggi si chiama giustizia.<\/strong> Quella che serve a punire, dopo averli accertati, i crimini e chi li ha commessi. Quella che serve a <strong>dare verit\u00e0 e giustizia alle vittime e a sconfiggere l&#8217;impunit\u00e0<\/strong>. La parola chiave di oggi, associata a speranza e futuro, \u00e8 giustizia.<\/p>\n<p><strong>Se Amnesty International dovesse inviare un messaggio ai leader mondiali, in questo delicatissimo momento storico, quale sarebbe la richiesta pi\u00f9 urgente?<\/strong><\/p>\n<p>Di <strong>non giocare con la vita delle persone per calcoli politici<\/strong>. E di abbandonare i doppi standard per cui a parit\u00e0 di situazioni e di responsabilit\u00e0 di governo, se un governo \u00e8 amico lo si perdona, se \u00e8 nemico si fa di tutto per punirlo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abbiamo incontrato Riccardo Noury, dal 2003 portavoce ufficiale di Amnesty International Italia, organizzazione per la difesa dei diritti umani di cui fa parte dal 1980 e di cui cura l&#8217;edizione italiana del rapporto annuale. 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