{"id":74268,"date":"2025-03-28T08:00:53","date_gmt":"2025-03-28T07:00:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/economy-work\/i-diritti-umani-sono-la-cura-in-dialogo-con-alessandra-morelli-ex-delegata-dell-uchnr\/"},"modified":"2025-11-26T16:25:20","modified_gmt":"2025-11-26T15:25:20","slug":"i-diritti-umani-sono-la-cura-in-dialogo-con-alessandra-morelli-ex-delegata-dell-uchnr","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/i-diritti-umani-sono-la-cura-in-dialogo-con-alessandra-morelli-ex-delegata-dell-uchnr\/","title":{"rendered":"\u201cI diritti umani sono la cura\u201d. Intervista con Alessandra Morelli, ex delegata dell\u2019UCHNR"},"content":{"rendered":"<p><em>Con oltre 30 anni di servizio nelle zone di conflitto per l&#8217;Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, Morelli analizza le attuali sfide in materia di diritti umani e come lavorare per ripristinare la dignit\u00e0 umana.<\/em><\/p>\n<p>Alessandra Morelli \u00e8 stata delegata dell&#8217;Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (ACNUR o <em>UNHCR, le sigle in inglese<\/em>) dal 1992 al 2021: <strong>quasi trent\u2019anni di lavoro tra i paesi pi\u00f9 fragili e sofferenti del mondo. <\/strong>Ha messo il cuore in questa lunga esperienza, anche rischiando la vita in un attentato a Mogadiscio, capitale della Somalia, sulla costa africana, nel 2014. <strong>Abbiamo dialogato con lei sul tema dei diritti umani<\/strong> partendo da una definizione che lei stessa ha dato di s\u00e9: \u201c<strong>Donna di dialogo e mediazione cresciuta tra i colori e le culture del mondo<\/strong>\u201d.<\/p>\n<figure id=\"attachment_56161\" aria-describedby=\"caption-attachment-56161\" style=\"width: 1339px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-56161 size-full\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Alessandra-Morelli-UNHCR.jpeg\" alt=\"Alessandra Morelli\" width=\"1339\" height=\"1200\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-56161\" class=\"wp-caption-text\">Alessandra Morelli<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>Alessandra, possiamo\u00a0partire da questa definizione\u00a0per raccontare la sua storia?<\/strong><\/p>\n<p>Sono stata concepita in India, appartengo a una famiglia che ha sempre viaggiato. Da qui la mia vita tra i colori, tra culture e paesi diversi. Fino al mio lavoro presso le Nazioni Unite: altro viaggio, stavolta tra paesi in conflitto. <strong>Donna di mediazione<\/strong> (umanistica, direi) <strong>e dialogo perch\u00e9 vissuta tra alterit\u00e0 mai sentite diverse da me<\/strong>. <strong>Non ho mai assolutizzato la mia identit\u00e0<\/strong>. L\u2019ho vissuta in <strong>comunione con gli altri<\/strong>. Questo <strong>non mi ha privato della mia unicit\u00e0<\/strong>. Ha solo allargato il mio sguardo ribadendo che siamo parte della stessa umanit\u00e0. <strong>Il conflitto nasce dall\u2019assolutizzazione della propria identit\u00e0<\/strong>. Sentirsi parte di altre culture conduce alla reciprocit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Cosa significa operare nell\u2019ACNUR? <\/strong><\/p>\n<p>Mi sono formata nelle emergenze. Mi sono immersa fino a sentire l\u2019odore acre del conflitto, nelle guerre maggiori dopo il crollo del Muro di Berlino e delle Torri Gemelle. Anche in paesi dove si combatte il terrorismo. <strong>Amo definire il lavoro mio e dei miei colleghi come azione per aprire spazi: di dialogo, protezione, accoglienza e cura per chi \u00e8 costretto a fuggire. <\/strong>Tra le frontiere internazionali e all\u2019interno di uno stesso Paese. Spazio come ripresa della dignit\u00e0, del soffio della vita. Ho sempre avuto a che fare con persone sradicate, prive di uno spazio che crei possibilit\u00e0 di futuro. <strong>La guerra cancella il luogo<\/strong>. Come ha detto Papa Francesco: \u201cLa guerra \u00e8 il fallimento dell\u2019essere umano\u201d.<\/p>\n<p><strong>Cos\u2019\u00e8 il contrario della guerra?<\/strong><\/p>\n<p><strong>L\u2019accoglienza. D\u00e0 compimento alla salvaguardia della dignit\u00e0 umana<\/strong>, ma nella fortezza Europa \u00e8 stata privata del suo significato profondo. \u00c8 vista come la privazione di qualcosa. <strong>In tutte le religioni, soprattutto le tre monoteistiche, c\u2019\u00e8 il seme del divino nell\u2019ospitalit\u00e0<\/strong>. Anche la parola solidariet\u00e0 \u00e8 stata svuotata del suo senso profondo; quello, per dirlo con le parole di Stefano Rodot\u00e0 (NdR: giurista e politico italiano), di bussola e risoluzione delle crisi umanitarie. <strong>Siamo scivolati nella tentazione del muro<\/strong>. Nel mio lavoro ho cercato di negoziare questi valori risolutivi con i governi dei paesi in cui ho operato. Per nutrire un\u2019umanit\u00e0 offuscata dalla violenza.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-56181\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Alessandra-Morelli-UNHCR5.jpg\" alt=\"\" width=\"1920\" height=\"1080\" \/><\/p>\n<p><strong>Di recente, ha sviluppato un percorso tematico dal titolo <em>Verso un\u2019Economia della cura. Arte per restare umani<\/em>. Che valore ha per i diritti umani?<\/strong><\/p>\n<p>Dopo 30 anni vissuti tra i diritti disattesi, in paesi dove il diritto internazionale non viene rispettato, ho cercato di dare forma narrativa alla mia esperienza. Nel mio primo libro, <strong><em>Mani che proteggono. Storie, luoghi, volti dei miei trent\u2019anni fra guerre e conflitti<\/em><\/strong>, parlo di come si possa costantemente scivolare nel disumano.<\/p>\n<p><strong>Come vigilare su questo pericolo? <\/strong><\/p>\n<p>Mi sono chiesta quali fossero <strong>le parole per costruire, curare, da mettere urgentemente in circolazione<\/strong>. <strong><em>Accoglienza, ospitalit\u00e0, ascolto, inclusione<\/em><\/strong>. La loro mancanza \u00e8 un campanello di allarme in un contesto politico che parla di sostituzione etnica, di carico residuale, di esternalizzazione delle frontiere. Da qui il desiderio di <strong>riumanizzare attraverso meditazioni, conferenze e libri.<\/strong> Il primo libro e il secondo: <strong><em>Verso un\u2019Economia della cura. Arte per restare umani<\/em><\/strong>. Umanizzare \u00e8 un cammino di educazione. <strong>Erasmo da Rotterdam diceva: \u00b4Umani si diventa\u00b4.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Come \u00e8 cambiato il mondo in fatto di diritti umani? Evoluzione o involuzione?<\/strong><\/p>\n<p>La seconda. Dopo tanti anni tra i diritti umani negati, ho incontrato in Italia problematiche simili a quelle affrontate nel mio lavoro. <strong>La gestione delle migrazioni ci dice che non siamo consapevoli di essere parte della stessa comunit\u00e0 umana<\/strong>. Che non conosciamo la persona che fugge dai conflitti o per una vita migliore. Un confine liquido, com\u2019\u00e8 oggi quello tra richiedenti asilo e migranti economici: un corridoio purtroppo privo di vie legali. I paesi si chiudono sempre di pi\u00f9 e con l\u2019elezione di Trump ci allontaniamo dal concetto di reinsediamento. <strong>In Europa i diritti sono molto fragili, si gestiscono di pancia, assecondando gli umori popolari in funzione del voto.<\/strong> Per Platone la politica era la cura della comunit\u00e0.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-56191\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Alessandra-Morelli-UNHCR1.jpeg\" alt=\"\" width=\"1040\" height=\"780\" \/><\/p>\n<p><strong>La solidariet\u00e0 deve avere spazio nella politica? <\/strong><\/p>\n<p>L\u2019ONU fu creata come strumento di speranza dopo la Seconda guerra mondiale: per dire \u201cmai pi\u00f9\u201d al riarmo sfrenato. Quel \u201cmai pi\u00f9\u201d passa anche per il multilateralismo. All\u2019ONU nessun Paese si isola. Ragiona con gli altri su come risolvere il suo problema, ma oggi l\u2019ONU \u00e8 isolato, non gradito. Siamo tornati all\u2019unilateralismo, come vediamo tra America e Russia. \u00c8 il mondo neoliberale, dell\u2019individualismo e del potere. <strong>Pi\u00f9 si vive di potere, meno l\u2019umano si esprime.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Quanto \u00e8 importante parlare di diritti umani?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Non bisogna mollare la passione per i diritti umani:<\/strong> riportano al centro l\u2019\u201c<em>homo reciprocans<\/em>\u201d, fermano la violenza. <strong>I diritti umani sono la cura.<\/strong> Custodiscono l\u2019umano. <strong>Sono le sentinelle del benessere<\/strong>. Nella Bibbia la parola \u201csentinella\u201d \u00e8 spesso tradotta come \u201ccustode\u201d.<\/p>\n<p><strong>Cosa pu\u00f2 fare il semplice cittadino per i diritti umani?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Difenderli \u00e8 compito di tutti e responsabilit\u00e0 del singolo.<\/strong> Come? <strong>Informandosi oltre le fake news e la propaganda.<\/strong> Cercando le fonti giuste con uno sguardo sconfinato sulla vastit\u00e0 del mondo, ben oltre il proprio orto. Educando. La cultura trasforma. <strong>La cultura fa crescere il rispetto per i diritti umani.<\/strong> <strong>Non tutti siamo chiamati a compiere grandi opere, ma tutti siamo chiamati a essere giardinieri.<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-56166\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Alessandra-Morelli-UNHCR2.jpg\" alt=\"\" width=\"1920\" height=\"1080\" \/><\/p>\n<p><strong>Che potere ha l\u2019ACNUR di portare la pace nel mondo? <\/strong><\/p>\n<p>Organizzazioni ONU come ACNUR, World Food Program, FAO, UNICEF, IFAD, <strong>rimangono dentro al conflitto fino a rischiare la vita dei suoi membri<\/strong>. \u00c8 successo a me e a miei colleghi che hanno dato la vita per una causa di pace, di riconciliazione e dignit\u00e0. <strong>Oggi l\u2019ONU \u00e8 a Gaza, in Ucraina\u2026<\/strong> siamo quelli che raccolgono i cocci.<\/p>\n<p><strong>In che modo?<\/strong><\/p>\n<p>Siamo come i maestri vasai del \u2018<em><strong>kintsukuroi\u2019<\/strong><\/em> <em>(che \u00e8 la copertina del mio secondo libro): coloro che trasfigurano i cocci rotti addirittura abbellendoli, seguendo con l\u2019oro e l\u2019argento le ferite, le crepe della rottura. Le agenzie ONU compiono gesti profetici tutti i giorni.<\/em><\/p>\n<p><em><strong>Come quello che comp\u00ec lei stessa innalzando la bandiera dell\u2019ACNUR sull\u2019aeroporto di Mogadiscio, e le cost\u00f2 l\u2019attentato che la fer\u00ec?<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em>Molte persone mi dicevano: \u201cA noi basta questo, perch\u00e9 sentiamo che non siamo soli\u201d. \u00c8 emozionante. <strong>Faccio un appello a sostenere queste organizzazioni e le ONG<\/strong>. <strong>Senza di loro sul territorio, tutto si oscurerebbe.<\/strong> Garantiscono il pane e la protezione che consente la vita e aiutano a conoscere la verit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-56171\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Alessandra-Morelli-UNHCR3.jpg\" alt=\"\" width=\"1920\" height=\"1080\" \/><\/p>\n<p><strong>Quanto \u00e8 importante la parola speranza sui diritti umani?<\/strong><\/p>\n<p>Fondamentale. L\u2019ho imparata dagli occhi, dalle parole, dal comportamento di tanti rifugiati e sfollati che avevano perso tutto ma hanno sempre custodito la speranza. <strong>La speranza terrena \u00e8 quella chiave che consente la sopravvivenza, ma si alimenta col lavoro di una comunit\u00e0 che cura<\/strong>. Poi c\u2019\u00e8 la speranza spirituale, della fede: che Dio ci lascia, ma ce la lascia,\u00a0come diceva don Tonino Bello, per lavorarci sopra. La speranza \u00e8 un dono che dobbiamo coltivare. Ecco perch\u00e9 \u2018giardinieri\u2019.<\/p>\n<p><strong>Quanto \u00e8 importante formare i giovani, per migliorare sui diritti umani?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Educare \u00e8 urgentissimo<\/strong>. Dalla consapevolezza nasce l\u2019azione. <strong>Non si agisce se non dopo una profonda riflessione.<\/strong> Manca far comprendere ai nostri giovani che <strong>i diritti umani sono nel DNA degli esseri umani stessi<\/strong>. Sono la bussola, la mappa, sono parole di vita. Ma si pu\u00f2 educare anche negli ambienti di lavoro. <strong>Occorre un cambio di paradigma. <\/strong>Uniamoci per attraversare con profezia questa fase buia, questo tempo di cuccagna del riarmo. <strong>Dopo trent\u2019anni nelle guerre, dico che le armi non portano mai la pace.<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-56176\" style=\"font-size: 1rem;\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Alessandra-Morelli-UNHCR4.jpg\" alt=\"\" width=\"1920\" height=\"1080\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Parliamo sui diritti umani con Alessandra Morelli, delegata dell\u2019Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (ACNUR) dal 1992 al 2021.<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":68930,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[],"tags":[],"class_list":["post-74268","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.6 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>\u201cI diritti umani sono la cura\u201d. 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