{"id":74418,"date":"2025-07-04T07:30:31","date_gmt":"2025-07-04T05:30:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/economy-work\/unadolescenza-reale-in-una-fiction-cruda-adolescence-uno-specchio-sociale-2\/"},"modified":"2025-11-26T16:26:31","modified_gmt":"2025-11-26T15:26:31","slug":"unadolescenza-reale-in-una-fiction-cruda-adolescence-uno-specchio-sociale-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/economia-e-lavoro\/unadolescenza-reale-in-una-fiction-cruda-adolescence-uno-specchio-sociale-2\/","title":{"rendered":"Un&#8217;adolescenza reale in una fiction cruda: Adolescence, uno specchio sociale"},"content":{"rendered":"<p><em>Adolescence, la serie di Netflix che ha trionfato in tutto il mondo, ritrae con durezza il lato invisibile della violenza adolescenziale. Ne abbiamo parlato con la psicologa Macarena Sanjuan, sui dolori e le disconnessioni di quell\u2019universo<\/em><em>.<\/em><\/p>\n<p>Affrontando il delicato tema dell\u2019educazione, ci \u00e8 venuta in mente una delle serie pi\u00f9 forti e popolari di questo 2025: <strong><em>Adolescence<\/em><\/strong>, su <strong>Netflix<\/strong>. Abbiamo pensato di parlarne con una persona che lavora con l\u2019argomento, come la <strong>psicologa argentina Macarena Sanjuan<\/strong>, che lavora in un programma statale contro la violenza su bambini, bambine e adolescenti.<\/p>\n<p>Macarena \u00e8 psicologa clinica con un approccio alla terapia basato su evidenze scientifiche e abbiamo ragionato sul fatto che <em>Adolescence<\/em> ci parli del presente difficile degli adolescenti, di una societ\u00e0 dove i social sono armi, dove la scuola \u00e8 incapace di aiutare davvero i ragazzi. Di genitori in difficolt\u00e0, e di quanto, al di l\u00e0 del presente complesso, il rapporto tra genitori e figli sia qualcosa di profondo, complicato e incontrollabile.<\/p>\n<h3><strong>Sta in questa doppia possibilit\u00e0 di lettura, il valore della serie?<\/strong><\/h3>\n<p>Credo che il suo valore risieda in questi due punti di vista, perch\u00e9 <em>Adolescence<\/em> non presenta un caso da risolvere: dal primo episodio sappiamo che \u00e8 il protagonista \u00e8 l\u2019autore dell\u2019atto di violenza. \u00c8 proprio questo che la serie vuole mostrare:<strong> come nella quotidianit\u00e0 possano nascere situazioni di violenza in modo silenzioso e invisibile: in un rapporto quotidiano, in una famiglia, in un adolescente, in una scuola superiore.<\/strong> <em>Adolescence<\/em> cerca di mostrare quanto siano fondamentali i contesti, cio\u00e8 quanto la famiglia e la scuola svolgano ruoli molto importanti nell\u2019adolescenza, e come possano essere fattori di protezione o rischio. Inoltre, oggi l\u2019adolescenza \u00e8 attraversata dai social media e dalla tecnologia, e questo viene vissuto in solitudine o con poche reti adulte di supporto. Pensiamo che allontanandoci, o allontanando gli adolescenti dai social, non parlando dell\u2019argomento, si evitino certe situazioni. Accade il contrario.<\/p>\n<figure id=\"attachment_58532\" aria-describedby=\"caption-attachment-58532\" style=\"width: 1280px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-58532\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Adolescence_UK_n_S1_E1_00_37_21_15-Large.jpeg\" alt=\"Adolescence. Stephen Graham as Eddie Miller in Adolescence. Cr. Courtesy of Netflix \u00a9 2024\" width=\"1280\" height=\"640\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-58532\" class=\"wp-caption-text\">Adolescence. Stephen Graham as Eddie Miller in Adolescence. Cr. Courtesy of Netflix \u00a9 2024<\/figcaption><\/figure>\n<h3><strong>Eddie, il padre di Jamie, che uomo \u00e8? Non sembra un genitore particolarmente condannabile: ha limiti, fragilit\u00e0, non sa gestire le debolezze del figlio. Non ha saputo parlargli davvero, ma somiglia a tanti padri comuni. Eppure, suo figlio uccide una coetanea a tredici anni. Che idea ti sei fatta del padre di Jamie? Chi \u00e8, che responsabilit\u00e0 ha?<\/strong><\/h3>\n<p>Vediamo questo padre inizialmente in modo sospettoso; poi lo scopriamo comune, normale, <strong>con una reazione che potrebbe avere qualsiasi altro genitore<\/strong>, con momenti di disregolazione emotiva o atteggiamenti pi\u00f9 aggressivi, dovuti al fatto che non comprende la situazione. Come chiunque, non riesce a credere che suo figlio sia stato capace di fare ci\u00f2 che ha fatto. \u00c8 una situazione estremamente difficile da affrontare. Nessuno \u00e8 preparato a qualcosa del genere. Tuttavia, emerge come sia il padre che la madre di Jamie, inizino a porsi domande: avrebbero potuto accompagnarlo in modo diverso? Hanno responsabilit\u00e0? <strong>La serie mette in discussione i ruoli e le funzioni dei genitori, non dal punto di vista della colpa, ma del dubbio, della responsabilit\u00e0 e della vicinanza emotiva con un figlio.<\/strong><\/p>\n<h3><strong>C&#8217;\u00e8 un altro padre, nel film: il poliziotto, ovvero il pap\u00e0 di un adolescente che va nella stessa scuola di Jamie, e non \u00e8 particolarmente popolare. Questo secondo padre ha il merito, o forse la fortuna (avendo visto l&#8217;accaduto) di prendere suo figlio con s\u00e8 e parlarci davvero. Gli dice verso la fine del secondo episodio: \u201cOggi stiamo insieme e parliamo, perch\u00e8 ti voglio bene&#8221;. Pu\u00f2 essere questo a fare la differenza, in un tempo cos\u00ec difficile? Trovare il modo, di ascoltare davvero i nostri figli?<\/strong><\/h3>\n<p>Penso che ogni famiglia sia diversa e che questa serie mostri due modi di relazionarsi all\u2019interno di una famiglia. In questo caso, anche il padre poliziotto non aveva una grande comunicazione con suo figlio. Non sapeva nemmeno se andasse a scuola, com\u2019erano i suoi legami, pensieri o sentimenti. Tuttavia, c\u2019\u00e8 questo momento di connessione. Entrambi lo vogliono: il figlio desidera parlare e il padre ascoltare. Ecco il dialogo attraverso l\u2019ascolto. Ascoltare senza giudicare, senza criticare. In quella sequenza, il padre semplicemente ascolta, accoglie, accompagna il figlio nella realt\u00e0 che sta vivendo. Si avvicina. Come dicevo prima\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 ,<strong> allontanarci o evitare i social media non \u00e8 il modo per gestire meglio certe situazioni. Lo \u00e8 piuttosto creare spazi di dialogo, di vicinanza senza pregiudizi, validando le emozioni degli adolescenti, riconoscendo le situazioni che li attraversano.<\/strong><\/p>\n<h3><strong>Mi ha colpito molto la lingua che gli adolescenti usano attraverso gli emoji. Una lingua fatta di parole precise, significati impossibili da capire per i genitori. Sono il segno di una grande frattura tra genitori e figli?\u00a0<\/strong><\/h3>\n<p>Evitando di toccare il tema dei social media non riusciremo a controllarli. \u00c8 l\u2019opposto. I social esistono! Non possiamo cambiarli n\u00e9 controllarli. Dobbiamo imparare a relazionarci con loro. Pi\u00f9 ci allontaniamo o neghiamo la loro presenza, meno conosceremo il mondo in cui vivono oggi gli adolescenti. <strong>In questo mondo esiste ci\u00f2 che la serie ci mostra: emoji con significati particolari, app, giochi\u2026 tutto ha un linguaggio che, se non lo impariamo, \u00e8 come se parlassimo un\u2019altra lingua<\/strong><strong>.<\/strong> Per questo \u00e8 importante creare spazi di dialogo, avvicinarsi con interesse, curiosit\u00e0, per capire. Non per giudicare. Io lavoro con adolescenti e mi insegnano continuamente cose nuove: parole, termini, applicazioni, modi di usare i social. Anch\u2019io ho i social, ma non li uso nello stesso modo loro. Bisogna condividere per poter accompagnare.<\/p>\n<figure id=\"attachment_58527\" aria-describedby=\"caption-attachment-58527\" style=\"width: 1920px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-58527\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/A_103_Unit_00116_RT_low.jpg\" alt=\"Adolescence. Erin Doherty as Briony Ariston in Adolescence. Cr. Courtesy of Ben Blackall\/Netflix \u00a9 2024\" width=\"1920\" height=\"957\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-58527\" class=\"wp-caption-text\">Adolescence. Erin Doherty as Briony Ariston in Adolescence. Cr. Courtesy of Ben Blackall\/Netflix \u00a9 2024<\/figcaption><\/figure>\n<h3><strong>La scuola in <em>Adolescence<\/em> non fa una bella figura. Tutto il secondo episodio ci mostra i suoi limiti evidenti. Quanto \u00e8 fragile e quanto dovrebbe essere importante la scuola per i giovani?<\/strong><\/h3>\n<p>\u00c8 una domanda ampia e complessa, perch\u00e9 la scuola ha diverse funzioni ed \u00e8 un&#8217;istituzione complessa. Riguarda molte necessit\u00e0, e tutto dipende dal luogo e dal contesto di cui si parla. <strong>Non \u00e8 lo stesso parlare di una scuola come quella della serie, in Inghilterra, o quella che conosco io in Argentina o in altri luoghi dell\u2019America Latina. <\/strong>Penso che le scuole abbiano un ruolo fondamentale e rispondano al contesto in cui sono inserite. Posso parlare da qui, dove andare a scuola non significa solo apprendere sul piano accademico, ma anche ricevere cibo, supporto e vestiti.<\/p>\n<h3><strong>Possiamo dire che una sua funzione certa \u00e8 educare?<\/strong><\/h3>\n<p>Educare \u00e8 la funzione principale della scuola e credo che dovremmo trovare nuove modalit\u00e0, perch\u00e9 i bisogni degli adolescenti di ieri non sono gli stessi di oggi. <strong>\u00c8 necessario creare spazi dedicati all\u2019educazione emotiva, con materie che possano affrontare e mettere in discussione pensieri, relazioni, ideali, andando oltre l\u2019aspetto accademico<\/strong><strong>.<\/strong> A scuola succedono molte cose. Si costruiscono relazioni, emozioni, modi di connettersi o disconnettersi dagli altri. In una societ\u00e0 in cui siamo apparentemente sempre connessi attraverso i social, ma allo stesso tempo profondamente disconnessi<strong>, la scuola rappresenta un luogo di connessione, ma di altro tipo: una connessione faccia a faccia. <\/strong><\/p>\n<h3><strong>Nella serie si parla di cultura INCEL. Quanto ne sappiamo e quanto davvero \u00e8 diffusa tra i giovanissimi?<\/strong><\/h3>\n<p>A dire la verit\u00e0, non conoscevo la cultura INCEL prima di vedere <em>Adolescence<\/em>. Appena l\u2019hanno nominata, la prima cosa che ho fatto \u00e8 stata cercare di informarmi di pi\u00f9, e credo che questo faccia parte proprio della mancanza di conoscenza, del nostro scarso coinvolgimento nei temi che vivono gli adolescenti. Ho pensato anche ad alcune figure come gli influencer o le persone <strong>che si esprimono attraverso i social e promuovono questo tipo di culture violente. Anche questo va reso visibile, messo in discussione<\/strong>. Bisogna creare spazi in cui ci si possa chiedere se tutto questo sia davvero positivo o no, cosa ne pensiamo, cosa pensano gli adolescenti di questa cultura maschilista e violenta. Una cultura che continua ad esistere, ora anche dietro a uno schermo.<\/p>\n<figure id=\"attachment_58542\" aria-describedby=\"caption-attachment-58542\" style=\"width: 1920px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-58542\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Adolescence_UK_n_S1_E4_00_48_42_10.jpeg\" alt=\"Adolescence. (L to R) Christine Tremarco as Manda Miller, Stephen Graham as Eddie Miller, in Adolescence. Cr. Courtesy of Netflix \u00a9 2024\" width=\"1920\" height=\"960\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-58542\" class=\"wp-caption-text\">Adolescence. (L to R) Christine Tremarco as Manda Miller, Stephen Graham as Eddie Miller, in Adolescence. Cr. Courtesy of Netflix \u00a9 2024<\/figcaption><\/figure>\n<h3><strong>Di Jamie, colpisce la fredda intelligenza. A volte d\u00e0 l&#8217;impressione di avere dentro una follia per certi versi rassicurante, perch\u00e9 lo rende diverso da tanti adolescenti, ma altre volte sembra un ragazzo normale, e questo inquieta ancora di pi\u00f9. Perch\u00e9 ci inquieta cos\u00ec tanto?<\/strong><\/h3>\n<p>Credo che ci preoccupi cos\u00ec tanto perch\u00e9 \u00e8 un adolescente qualunque, un ragazzo come tanti che, senza bisogno di etichette, vive difficolt\u00e0 e commette un atto profondamente violento. <strong>Ci parla del fatto che l\u2019adolescenza \u00e8 una fase complessa perch\u00e9 c\u2019\u00e8 un essere umano in fase di sviluppo<\/strong>. Siamo sempre in evoluzione e apprendimento, ma l\u2019adolescenza \u00e8 un momento di pieno sviluppo, una costante ricerca di identit\u00e0: chi sono, cosa mi piace, cosa voglio fare, come voglio essere. Sono domande molto intense.<\/p>\n<h3><strong>Tornando a Jamie?<\/strong><\/h3>\n<p>\u00c8 un adolescente come tanti, che compie qualcosa di estremamente atroce, doloroso e difficile da comprendere\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 .<strong> Jamie ci mostra la mancanza di accompagnamento, la paura che si pu\u00f2 provare in un\u2019et\u00e0 in cui i legami e la dimensione sociale sono tanto importanti. La paura di essere giudicato per non rispondere alle norme o agli stereotipi.<\/strong> <strong>\u00c8 un ragazzo che perde il controllo emotivamente<\/strong>. Ecco perch\u00e9 \u00e8 cos\u00ec importante accompagnare con un\u2019educazione emotiva, con spazi e relazioni che permettano di trovare strumenti e competenze per relazionarsi con le proprie emozioni, dubbi e domande.<\/p>\n<h3><strong>Possiamo dire che Jamie \u00e8 solo?<\/strong><\/h3>\n<p>Lo \u00e8 abbastanza. Non perch\u00e9 non abbia nessuno: ha una famiglia, una scuola, degli amici, ma \u00e8 solo con ci\u00f2 che gli accade dentro, con i suoi pensieri e sentimenti. Ci scuote tanto e ci inquieta perch\u00e9, da un lato, \u00e8 un ragazzo di 13 anni che va a scuola, vuole uscire con gli amici<strong>; ma dall\u2019altro \u00e8 un ragazzo che, internamente, sta affrontando paure, ansie, incertezze, rabbia<\/strong>, e finisce per compiere l\u2019atto pi\u00f9 violento.<\/p>\n<h3><strong>In sintesi, e conclusione, che idea ti sei fatta di <em>Adolescence<\/em>?<\/strong><\/h3>\n<p>La serie non ci lascia un messaggio, una morale o un insegnamento preciso, ma ci lascia con pi\u00f9 domande che risposte: perch\u00e9 succede questo? Pu\u00f2 succedere a chiunque? \u00c8 davvero cos\u00ec o no? Credo che questo sia l\u2019aspetto bello e innovativo della serie, che nella sua forma cruda e realistica cerca di farci porsi delle domande, quelle domande che permettono di avvicinarsi a un dialogo pi\u00f9 vero, un dialogo pi\u00f9 genuino con gli adolescenti, con una rete di adulti che accompagni l\u2019adolescenza. Che non la giudichi o critichi con lo sguardo adulto, ma che la possa accompagnare e convalidare, perch\u00e9 \u00e8 una fase piena di emozioni intense, di grandi ricerche. Credo che gli adolescenti abbiano bisogno di adulti che li accompagnino, che siano presenti. <strong>E noi adulti abbiamo bisogno degli adolescenti che ci insegnino, ci condividano, ci mettano in discussione, perch\u00e9 alla fine crescere e far crescere \u00e8 sempre un atto condiviso.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Adolescence, la serie di Netflix che ha trionfato in tutto il mondo, ritrae con durezza il lato invisibile della violenza adolescenziale. 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