{"id":74818,"date":"2025-12-19T05:00:41","date_gmt":"2025-12-19T04:00:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/?p=74818"},"modified":"2025-12-19T20:48:31","modified_gmt":"2025-12-19T19:48:31","slug":"il-cinema-smonta-pregiudizi-medfilm-festival-come-strumento-di-trasformazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/comunicazione-e-media\/il-cinema-smonta-pregiudizi-medfilm-festival-come-strumento-di-trasformazione\/","title":{"rendered":"\u201cIl cinema smonta pregiudizi\u201d: MedFilm Festival come strumento di trasformazione"},"content":{"rendered":"<p><em>\u201cCome si pu\u00f2 non temere qualcuno? Solo conoscendolo\u201d. <\/em><em>La <\/em><em>fondatrice del MedFilm Festival, Ginella Vocca, spiega come il cinema di qualit\u00e0 sia uno strumento disarmante per il dialogo, l&#8217;intercultura e la trasformazione sociale, costruendo l&#8217;unit\u00e0 nel Mediterraneo.<\/em><\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un Festival di cinema dedicato al Mediterraneo, un festival sul dialogo, sulla relazione tra le preziose diversit\u00e0 di questo antico mare ricco di storie e culture. Si chiama <strong>MedFilm Festival<\/strong>, si svolge a Roma ed esiste, con successo, da <strong>31 anni<\/strong>. Per questo, parlandone con <strong>Ginella<\/strong> <strong>Vocca<\/strong> &#8211; sua ideatrice, fondatrice e direttrice &#8211; siamo partiti dall\u2019inizio.<\/p>\n<figure id=\"attachment_74808\" aria-describedby=\"caption-attachment-74808\" style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-74808 size-large\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Ginella-Vocca-MedFilm-Festival-_horiz-1024x576.jpg\" alt=\"Ginella Vocca - MedFilm Festival\" width=\"1024\" height=\"576\" srcset=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Ginella-Vocca-MedFilm-Festival-_horiz-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Ginella-Vocca-MedFilm-Festival-_horiz-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Ginella-Vocca-MedFilm-Festival-_horiz-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Ginella-Vocca-MedFilm-Festival-_horiz-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Ginella-Vocca-MedFilm-Festival-_horiz.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-74808\" class=\"wp-caption-text\">Ginella Vocca &#8211; MedFilm Festival<\/figcaption><\/figure>\n<h3>Come nacque l\u2019idea di un Festival che abbracciasse l\u2019intero Mediterraneo?<\/h3>\n<p>Da un sentimento di attenzione e riconoscenza verso le culture dell\u2019Africa che ho scoperto, da bambina, grazie al lavoro di mio padre. In paesi come la Libia e la Nigeria. Andandolo a trovare, finita la scuola, ho iniziato ad amare una musica, un audiovisivo e un\u2019arte che, tornata in Italia, non ritrovavo. Ho iniziato a domandarmi, col tempo, <strong>perch\u00e9 l\u2019Africa, in particolare il nord del continente, non fosse rappresentato nei circuiti ufficiali.<\/strong> Da qui la genesi di un Festival che colmasse un vuoto, una mancanza.<\/p>\n<h3>Quanto \u00e8 importante, oggi, l&#8217;esistenza di un festival come il Med, con la sua capacit\u00e0 di contribuire alla costruzione di una sorta di coscienza unitaria di questo straordinario mare? Pur nel rispetto e nella valorizzazione delle varie culture?<\/h3>\n<p>Per noi \u00e8 indispensabile, perch\u00e9 \u00e8 necessario avere testimonianze dirette dai talenti dei paesi dell\u2019area. <strong>Purtroppo, del Mediterraneo si parla spesso come di un unico indistinto<\/strong>, quando invece \u00e8 uno spazio straordinariamente sfaccettato, con temi comuni sui quali \u00e8 fondamentale costruire un\u2019identit\u00e0 condivisa e nuove prospettive di pace e prosperit\u00e0.<\/p>\n<h3>Per quel Mediterraneo abbondante di ricchezze\u2026<\/h3>\n<p>Il Mediterraneo \u00e8 un mondo straordinariamente ricco, sia di materie prime che di cultura. <strong>Forse per questo \u00e8 cos\u00ec conteso e drammaticamente attraversato da eventi terribili. La cultura \u00e8 una porta che rimane sempre aperta, anche dove quelle della diplomazia e della politica si chiudono in malo modo. La cultura travalica i confini ed \u00e8 di difficile contenimento.<\/strong> Ecco perch\u00e9 \u00e8 importantissimo dare voce, spazio e visibilit\u00e0 ai talenti dell\u2019area del Mediterraneo, che sono tantissimi, sia nel rispetto della tradizione che nelle innovazioni. Compresi i giovani autori e persino gli studenti dell\u2019audiovisivo, che il Med monitora attraverso il progetto Metexis.<\/p>\n<figure id=\"attachment_74810\" aria-describedby=\"caption-attachment-74810\" style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-74810 size-large\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/MedFilm-Festival--1024x683.jpg\" alt=\"MedFilm Festival\" width=\"1024\" height=\"683\" srcset=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/MedFilm-Festival--1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/MedFilm-Festival--300x200.jpg 300w, https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/MedFilm-Festival--768x512.jpg 768w, https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/MedFilm-Festival--1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/MedFilm-Festival--2048x1365.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-74810\" class=\"wp-caption-text\">MedFilm Festival<\/figcaption><\/figure>\n<h3>Quanto si presta, Il Med ad essere strumento per il dialogo e l\u2019intercultura?<\/h3>\n<p>il MedFilm Festival non si presta, ma vuole essere strumento per il dialogo e la conoscenza delle culture, per l\u2019intercultura, per <strong>la sopravvivenza delle diversit\u00e0 culturali che, come quelle biologiche sono indispensabili per la sopravvivenza della specie<\/strong>. Dunque, \u00e8 fondamentale conoscere, osservare, ascoltare in modo diretto le culture dei popoli che rendono ricca e unica l\u2019area del Mediterraneo.<\/p>\n<h3>Se diciamo che il Med \u00e8 uno strumento per la pace, lei come commenta?<\/h3>\n<p><strong>Il primo passo verso l\u2019apertura all\u2019altro \u00e8 non temerlo. Come si pu\u00f2 non temere qualcuno? Solo conoscendolo. <\/strong><strong>Quindi, il cinema e la cultura, in generale, sono il modo pi\u00f9 bello, pi\u00f9 libero e sincero di conoscere un popolo.<\/strong> Quindi si, Il Med \u00e8 un veicolo di pace da sempre, anche nella sua dimensione strutturale: al suo interno convivono realt\u00e0 istituzionali e diplomatiche spesso di difficile conciliazione, cos\u00ec come gli artisti, nonostante la presenza di istituzioni forti e di rappresentanti diplomatici dei loro paesi, si sentono totalmente liberi di esprimersi. Tutto questo non \u00e8 facile da gestire, ma sono 31 anni che riusciamo a farlo con un certo successo, perch\u00e9 animati dall\u2019obiettivo di ascoltare, conoscere, dialogare.<\/p>\n<h3><em>Il Med sa entrare nelle pieghe della complessit\u00e0, anche drammatica, del Mediterraneo. Non fa di questo mare una Cartolina<\/em><\/h3>\n<p><em>No, non fa di questo mare una cartolina, anche se comunque \u00e8 irresistibilmente bello, anche nelle sue rappresentazioni pi\u00f9 drammatiche, per la sua luce e i suoi colori: dall\u2019azzurro del mare al rosso della terra. Fino alle sue architetture: <a href=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/workshop\/global-sumud-flotilla-a-gaza-la-potente-missione-che-protegge-i-civili-nel-conflitto\/\">cito Gaza, una delle citt\u00e0 e dei porti pi\u00f9 antichi del Mediterraneo, le cui architetture, purtroppo, non esistono pi\u00f9 perch\u00e9 distrutte.<\/a> Ci sono anche luoghi della Libia completamente rasi al suolo, le grandi statue dei Buddha. Luoghi dell\u2019Iran, dell\u2019Iraq. Negli ultimi trent\u2019anni sono avvenute cose terribile che tendono alla cancellazione della memoria. Il cinema ci aiuta anche con la sua capacit\u00e0 di testimoniare la bellezza dei luoghi.<\/em><\/p>\n<figure id=\"attachment_74806\" aria-describedby=\"caption-attachment-74806\" style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-74806 size-large\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/22Bimo22-MedFilm-Festival-1024x576.jpeg\" alt=\"&quot;Bimo&quot; - MedFilm Festival\" width=\"1024\" height=\"576\" srcset=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/22Bimo22-MedFilm-Festival-1024x576.jpeg 1024w, https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/22Bimo22-MedFilm-Festival-300x169.jpeg 300w, https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/22Bimo22-MedFilm-Festival-768x432.jpeg 768w, https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/22Bimo22-MedFilm-Festival.jpeg 1280w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-74806\" class=\"wp-caption-text\">&#8220;Bimo&#8221; &#8211; MedFilm Festival<\/figcaption><\/figure>\n<h3><em>Si vede, per esempio, la distruzione nel film <\/em><em>Nezouh,\u00a0Il buco nel cielo<\/em><em>, un\u2019opera siriana di qualche anno fa passata per il Med. Quanto \u00e8 importante restituire questa drammaticit\u00e0 complessa, da un punto di vista storico, per rendere efficace il dialogo sul Mediterraneo?<\/em><\/h3>\n<p><em><strong>Nezouh, il buco nel cielo<\/strong><\/em><em> <a href=\"http:\/\/www.unitedworldproject.org\/watch\/poesia-contro-la-guerra\/\">(puoi vedere la nostra recensione qui)<\/a>, lo abbiamo portato in anteprima in Italia, e abbiamo un rapporto meraviglioso con la sua regista: Soudade Kaadan. Un\u2019amica del Med, un\u2019artista straordinaria e visionaria. Il suo film \u00e8 speciale perch\u00e9 racconta una storia assurda &#8211; per persone che vivono nella pace come noi &#8211; quella di una casa a cui via via vengono distrutte le finestre e le mura, fino a creare un buco che mostra il cielo. Attraverso questo foro, la protagonista passer\u00e0 per iniziare una nuova esistenza, di cui il film non ci dice l\u2019esito. La regista \u00e8 riuscita a rendere una situazione cos\u00ec tremendamente drammatica in forma di commedia umana, perch\u00e9 cos\u00ec \u00e8 l\u2019essere umano: capace di attraversare l\u2019abisso e uscirne con ancora dentro la voglia di vivere e costruire.<\/em><\/p>\n<h3>Il cinema \u00e8 un linguaggio universale capace di attraversare confini. Quanto lo avete riscontrato, in questa lunga esperienza? Quanto siete ancora pi\u00f9 consapevoli, ora, che il cinema sia uno strumento disarmante?<\/h3>\n<p>Il cinema \u00e8 uno strumento disarmante, almeno quello di qualit\u00e0, capace di affronta temi universali, importanti per ogni essere umano, perch\u00e9 <strong>smonta pregiudizi<\/strong>. \u00c8 disarmante, per\u00f2, nel momento in cui trova visibilit\u00e0 presso il pubblico. Quello che possiamo dire &#8211; e la cosa ci lusinga molto &#8211; \u00e8 che gli spettatori dopo aver frequentato il Med, raccontano di aver sentito un sapore talmente forte, che quando tornano in sala per altre proposte, le trovano insipide, banali.<\/p>\n<h3>Cosa vi dicono queste loro sensazioni?<\/h3>\n<p>Che spesso le distribuzioni ufficiali non aiutano quel tipo di cinema &#8211; tra l\u2019altro molto valido dal punto di vista tecnico \u2013 che non ti lascia indifferente, ma dona qualcosa che germoglia dentro fino a maturare in nuova consapevolezza. In Italia, manca un po\u2019 l\u2019attenzione per quel cinema che sappia uscire dalle regole commerciali. Noi andiamo avanti nella nostra direzione e lavoriamo anche per questo.<\/p>\n<figure id=\"attachment_74807\" aria-describedby=\"caption-attachment-74807\" style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-74807 size-large\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/22Calle-Malaga22-MedFilm-Festival-1024x576.jpeg\" alt=\"&quot;Calle Malaga&quot; - MedFilm Festival\" width=\"1024\" height=\"576\" srcset=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/22Calle-Malaga22-MedFilm-Festival-1024x576.jpeg 1024w, https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/22Calle-Malaga22-MedFilm-Festival-300x169.jpeg 300w, https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/22Calle-Malaga22-MedFilm-Festival-768x432.jpeg 768w, https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/22Calle-Malaga22-MedFilm-Festival.jpeg 1280w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-74807\" class=\"wp-caption-text\">&#8220;Calle Malaga&#8221; &#8211; MedFilm Festival<\/figcaption><\/figure>\n<h3>All&#8217;interno del Med \u00e8 presente il progetto<em>\u00a0Costruttori di dialogo<\/em>. Di cosa si tratta in particolare?\u00a0Come si integra alla struttura, alla mentalit\u00e0, del festival?<\/h3>\n<p>Tutto avviene nella struttura stessa del Festival, che mette in dialogo istituzioni nazionali e internazionali, sedi diplomatiche in Italia e all\u2019estero, artisti tra loro e con le istituzioni. L\u2019alto e il basso, il Sud, l\u2019Est, il Nord e l\u2019Ovest. Tutto dialoga nel festival, perch\u00e9 tutto \u00e8 contenuto in un disegno armonico al suo interno. Compresi i detenuti del carcere di Rebibbia che partecipano come giurati al progetto Metexis. Cos\u00ec come i vari reparti industriali dell\u2019area del Mediterraneo che vengono ospitati a Roma durante il Festival, e gli addetti ai lavori (tra cui registi e produttori) dei quattro angoli del Mediterraneo, che durante il Med meeting si incontrano per sviluppare sinergie e collaborazioni: per provare a creare nuove opere in collaborazione tra di loro. Tutto dialoga nel Med.<\/p>\n<h3>Come scegliete i film?<\/h3>\n<p>Il Med \u00e8 una macchina complessa, che gode di pochi finanziamenti. Chi ci lavora lo fa con grandi motivazioni. Il comitato di selezione \u00e8 composto da sei persone tutte espertissime nel cinema del Mediterraneo, ognuno con le sue specificit\u00e0: chi sul cinema iraniano, chi egiziano, chi libanese. Ognuno fa delle proposte, ma apriamo anche un bando sulla piattaforma freeway attraverso il quale possono iscriversi i film nelle varie edizioni del Med. Dai circa <strong>7\/800 che si iscrivono<\/strong>, viene selezionato il meglio per ogni edizione. Circa il 10%.<\/p>\n<h3>Papa Leone XIV ha da poco definito i cineasti \u00abpellegrini dell\u2019immaginazione, narratori di speranza, messaggeri di umanit\u00e0\u00bb. E ha citato il messaggio agli artisti di Paolo VI: \u00abQuesto mondo ha bisogno di bellezza per non sprofondare nella disperazione\u00bb. Da qui l\u2019invito a \u00abfare del cinema un\u2019arte dello Spirito\u00bb, capace di \u00abeducare lo sguardo\u00bb e di \u00abnon fuggire il mistero della fragilit\u00e0\u00bb. \u00abIl grande cinema \u2013 ha spiegato \u2013 non sfrutta il dolore, lo accompagna, lo indaga. Dare voce ai sentimenti complessi \u00e8 un atto d\u2019amore\u00bb.\u00a0Quanto si trova d\u2019accordo con queste parole?<\/h3>\n<p>Ogni parte del discorso di Papa Leone XIV \u00e8 assolutamente condivisibile, soprattutto da chi fa questo lavoro di ricerca e diffusione culturale (\u00e8 la missione del Festival). \u00c8 vero che questo mondo ha bisogno di bellezza per non sprofondare nella disperazione, e sicuramente il cinema \u00e8 arte dello spirito come tutte le arti. Per di pi\u00f9 <strong>il cinema \u00e8 un\u2019arte popolare che raggiunge milioni di persone, per cui ha una potenza enorme di educazione allo sguardo e ci aiuta a non fuggire dal mistero della fragilit\u00e0 umana.<\/strong> Bellissimo anche il tema di non sfruttare il dolore, ma accompagnarlo, indagarlo, dando voce ai protagonisti. Mi \u00e8 capitato in pi\u00f9 occasioni, anche quest\u2019anno, con il regista palestinese Kamal Aljafari, di riconoscere nella sua energia una speranza per me. Quando l\u2019arte \u00e8 sincera e pura, pu\u00f2 raccontare i drammi pi\u00f9 terribili ma lo fa sempre, come dicevamo, con un segno di speranza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cCome si pu\u00f2 non temere qualcuno? Solo conoscendolo\u201d. 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