{"id":74864,"date":"2026-04-01T16:36:21","date_gmt":"2026-04-01T14:36:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/?p=74864"},"modified":"2026-04-01T16:42:05","modified_gmt":"2026-04-01T14:42:05","slug":"che-cose-il-dialogo-e-perche-e-indispensabile-per-costruire-il-mondo-che-ci-meritiamo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/dialogo-e-intercultura\/che-cose-il-dialogo-e-perche-e-indispensabile-per-costruire-il-mondo-che-ci-meritiamo\/","title":{"rendered":"Che cos\u2019\u00e8 il dialogo e perch\u00e9 \u00e8 indispensabile per costruire il mondo che ci meritiamo"},"content":{"rendered":"<h5>Di Roberto Catalano*<\/h5>\n<p><em>Ecco la chiave: sapere di non sapere. Nessuno possiede la Verit\u00e0 assoluta e, dialogando con tutti, possiamo cogliere aspetti, frammenti della verit\u00e0 che ci aiutano a ricomporre un vaso andato in frantumi che possiamo rimettere in sesto solo se siamo \u2018insieme\u2019.<\/em><\/p>\n<p>\u00abViviamo in un\u2019epoca non solo di cambiamenti, ma in un vero cambiamento d\u2019epoca\u00bb, affermava papa Francesco. Viviamo in un mondo dove i riferimenti paiono essere scomparsi e di fronte alla diversit\u00e0 sembra che l\u2019unica soluzione sia lo scontro. Siamo, infatti, spettatori inermi di conflitti e violenze in atto da anni nei confronti dei quali sembra non si possa fare nulla. Anche nei luoghi, che paiono non essere sconvolti da guerre si vive in un <strong>costante clima di polarizzazione<\/strong>. Questo significa presenza di tensioni e di potenziali conflitti che possono manifestarsi improvvisamente anche se apparentemente inattesi. Le polarizzazioni che viviamo tutti sulla nostra pelle sono spesso dovute alle <strong>sperequazioni sociali<\/strong>, alla <strong>provenienza etnico-culturale <\/strong>e, dunque, anche <strong>all\u2019appartenenza religiosa<\/strong>. A tutto questo si aggiungono le distanze generazionali, che sembrano trasformare ogni giorno il nostro mondo in compartimenti stagni, con incomunicabilit\u00e0 progressive fra generazioni, veri segmenti isolati all\u2019interno dei loro mondi nelle nostre societ\u00e0.<\/p>\n<figure id=\"attachment_77092\" aria-describedby=\"caption-attachment-77092\" style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-77092\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Michael-Dziedzic-Unsplash-2-1024x805.jpg\" alt=\"Michael Dziedzic -Unsplash\" width=\"1024\" height=\"805\" srcset=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Michael-Dziedzic-Unsplash-2-1024x805.jpg 1024w, https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Michael-Dziedzic-Unsplash-2-300x236.jpg 300w, https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Michael-Dziedzic-Unsplash-2-768x603.jpg 768w, https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Michael-Dziedzic-Unsplash-2-1536x1207.jpg 1536w, https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Michael-Dziedzic-Unsplash-2-2048x1609.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-77092\" class=\"wp-caption-text\">Michael Dziedzic -Unsplash<\/figcaption><\/figure>\n<h2>Il dialogo come una chiave<\/h2>\n<p>In questo complesso contesto, <strong>il dialogo si pone come una chiave ineludibile per il futuro dell\u2019umanit\u00e0<\/strong>. Infatti, se le parti polarizzanti e polarizzate non trovano un modo costruttivo di iniziare a parlare, per conoscersi, apprezzarsi e offrire all\u2019 \u2018altro\u2019 la possibilit\u00e0 e il diritto di \u2018essere altro\u2019, saremo condannati allo scontro frontale. In altre parole, \u00e8 necessario oggi imparare l\u2019arte del dialogare, che potremmo definire come <strong>chiave alla sopravvivenza<\/strong>. Non si tratta di una scoperta dei giorni nostri e nemmeno dei tempi recenti. Tutte le culture, se ritornano ai loro albori, si rendono conto che il dialogo ha rappresentato una chiave caratterizzante delle rispettive origini. Basta pensare che il libro fondamentale della <strong>filosofia<\/strong> <strong>confuciana<\/strong> \u00e8 <em>I Dialoghi<\/em> e anche la <strong>cultura<\/strong> <strong>indiana<\/strong> e quella <strong>buddhista<\/strong> si fondano sui dialoghi fra il guru e gli allievi o fra il Buddha e i suoi monaci. Il mondo <strong>ebraico<\/strong>, ancora oggi, nei centri di studio e diffusione della propria cultura, procede per dialoghi. Il suo metodo, infatti, \u00e8 l\u2019<em>hevruta<\/em>, che significa studiare insieme perch\u00e9 \u2013 afferma la sapienza rabbinica \u2013 studiare da soli significa restare ignoranti. Dialogico era anche il pensiero e la scuola di <strong>Platone<\/strong> e non possiamo dimenticare che le pagine pi\u00f9 belle e sfidanti dei vangeli sono quelle in cui <strong>Ges\u00f9<\/strong> entra in dialogo con i suoi discepoli, con chi incontra per le vie della Galilea e anche con la folla. Sembra, dunque, che dialogare faccia parte dell\u2019essenza umana. Ovviamente ha un suo stile, una sua metodologia e, ovviamente, i suoi fondamenti.<\/p>\n<p>Non \u00e8 possibile dialogare, infatti, se, prima di tutto, non conosciamo noi stessi. <strong>L\u2019identit\u00e0 \u2013 sapere chi sono\/siamo \u2013 \u00e8 fondamentale per avere la capacit\u00e0 al dialogo.<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_77091\" aria-describedby=\"caption-attachment-77091\" style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-77091\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Debashis-RC-Biswas-Unsplash-2-1024x807.jpg\" alt=\"Debashis RC Biswas - Unsplash\" width=\"1024\" height=\"807\" srcset=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Debashis-RC-Biswas-Unsplash-2-1024x807.jpg 1024w, https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Debashis-RC-Biswas-Unsplash-2-300x237.jpg 300w, https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Debashis-RC-Biswas-Unsplash-2-768x606.jpg 768w, https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Debashis-RC-Biswas-Unsplash-2-1536x1211.jpg 1536w, https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Debashis-RC-Biswas-Unsplash-2-2048x1615.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-77091\" class=\"wp-caption-text\">Debashis RC Biswas &#8211; Unsplash<\/figcaption><\/figure>\n<p>Come altrettanto fondante \u00e8 la coscienza di una certa idea di chi \u00e8\/sono gli \u2018altri\u2019. E questo per me e per la mia comunit\u00e0. Nella vita di ciascuno di noi, infatti, esiste una costante tensione nella quale siamo chiamati a vivere ogni giorno: fra identit\u00e0 e pluralismo. Con il dialogo \u00e8 possibile facilitare il passaggio da un possibile incontro-scontro a un apprezzamento dell\u2019altro. La chiave per questo processo \u00e8 la capacit\u00e0 di mettere in atto la <strong><em>Regola d\u2019Oro<\/em><\/strong> nel nostro ambiente e contesto di vita: <strong>\u201cFare agli altri quanto vorresti che fanno a te\u201d e \u201cNon fare agli altri quello che non vorresti che facciano a te\u201d.<\/strong> Ogni cultura porta con s\u00e9 la ricchezza di una formulazione della <em>Regola d\u2019oro<\/em>, che si manifesta come <strong>un <em>know-how<\/em> indispensabile per guarire differenze, polarizzazione<\/strong> e anche arrivare alla pace, alla comprensione e apprezzamento reciproco. In effetti, la <em>Regola d\u2019oro<\/em>, se messa in pratica, ha la <strong>grande capacit\u00e0 di mettere in moto meccanismi di adattamento reciproco e aiuta singoli e gruppi a gettare ponti<\/strong>, dimenticando la possibilit\u00e0 dello \u2018scontro\u2019. L\u2019esperienza della <em>Regola d\u2019oro<\/em> aiuta a <em>essere aperti<\/em> costantemente verso chi \u00e8 diverso da me\/da noi. E apertura significa imparare dall\u2019altro, crescendo e cambiando anche la nostra percezione della realt\u00e0.<\/p>\n<h2>L\u2019essere confrontati sospende il pregiudizio e produce una domanda<\/h2>\n<p>Un secondo aspetto che il dialogo ci richiede \u00e8 quello di <strong><em>partecipare<\/em><\/strong><em>. <\/em>La Regola d\u2019oro aiuta a non chiudersi su s\u00e9 stessi e a non essere autoreferenziali e, dunque<strong>, abbassare le difese e aprirsi a chi \u00e8 diverso da me\/noi<\/strong>, imparando non poco dalla sua cultura, dalla sua personalit\u00e0 e religione. Tali atteggiamenti, tuttavia, richiedono <em>reciprocit\u00e0. <\/em>Infatti, <strong>non \u00e8 possibile fare il dialogo da soli<\/strong>. \u00c8 necessario essere insieme a vivere la <em>Regola d\u2019Oro<\/em>. \u00c8 un modo per rispondere all\u2019apertura dell\u2019altro. Tutto questo contribuisce alla <strong><em>fiducia reciproca<\/em>, che non pu\u00f2 mai essere data per scontata. La si deve conquistare ogni momento e a ogni incontro. <\/strong>E questo ci aiuta a <em>trattarci come uguali<\/em>, eliminando pregiudizi e discriminazioni, che tutti abbiamo, retaggio del nostro ambiente e dell\u2019educazione ricevuta, ma anche del bombardamento mediatico cui siamo soggetti oggi. E, infine, \u00e8 necessario essere <em>empatici<\/em>, sentire quanto l\u2019altro sente e viverlo con lui o con lei.<\/p>\n<figure id=\"attachment_77093\" aria-describedby=\"caption-attachment-77093\" style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-77093\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Vince-Fleming-Unsplash-2-1024x683.jpg\" alt=\"Vince Fleming - Unsplash\" width=\"1024\" height=\"683\" srcset=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Vince-Fleming-Unsplash-2-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Vince-Fleming-Unsplash-2-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Vince-Fleming-Unsplash-2-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Vince-Fleming-Unsplash-2-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Vince-Fleming-Unsplash-2-2048x1365.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-77093\" class=\"wp-caption-text\">Vince Fleming &#8211; Unsplash<\/figcaption><\/figure>\n<p>Nel corso di questi processi se si tratta di vero dialogo, i due o pi\u00f9 protagonisti \u2013 come individui ma anche come gruppi\/comunit\u00e0 &#8211; vivono una esperienza in cui ciascuno \u00ab<em>si sente implicato, minacciato, incoraggiato, stimolato, provocato, profondamente scosso<\/em>\u00bb.<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a> <strong>Il dialogo ha una valenza trasformante: se ne esce sempre profondamente diversi da come si \u00e8 entrati<\/strong>. Ovviamente, ognuno \u00e8 figlio della propria etnia, cultura, comunit\u00e0 sociale (gruppo, clan, trib\u00f9, casta, partito politico ecc.) e porta con s\u00e9 pregiudizi nei confronti dell\u2019altro e delle altre comunit\u00e0. <strong>Avere \u2018pregiudizi\u2019 non \u00e8 necessariamente negativo. Lo diventa quando questi si trasformano in dogmi incrollabili.<\/strong> Il filosofo tedesco Gadamer valorizza l\u2019importanza di possedere pregiudizi che ritiene legittimi e che, come tali, non possono essere condannati o eliminati.<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a> <strong>Non si tratta, infatti, di rinnegare la propria tradizione di provenienza o prendere le distanze dalle origini religiose e culturali che ci caratterizzano.<\/strong> Non sarebbe possibile, in quanto ciascuno di noi \u00e8 legato in maniera indissolubile alla propria tradizione e a quelle prospettive che gli\/le sono state trasmesse. <strong>Il processo \u00e8, piuttosto, quello di un andirivieni ermeneutico, che precede l\u2019incontro con l\u2019 \u2018altro\u2019 e che permette di cambiare, raffinare e correggere le aspettative che ciascuno porta in cuore e nella mente. <\/strong>Non \u00e8 facile essere coscienti di questi pregiudizi che ciascuno di noi ha in s\u00e9. Ce ne rendiamo conto solo quando essi vengono sfidati e messi in discussione da uno stimolo esterno. Proprio qui inizia il processo che ci pu\u00f2 portare a capire il \u2018diverso\u2019. <strong>L\u2019essere confrontati da qualcuno, infatti, interrompe o sospende il pregiudizio e produce una domanda<\/strong>.<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a> Ci\u00f2 che importa \u00e8 essere pronti a accettare questo processo che porta alla coscienza socratica del \u2018sapere di non sapere\u2019. Infatti, una domanda pu\u00f2 essere formulata e posta solo da chi \u00e8 cosciente della propria ignoranza e desidera conoscere.<\/p>\n<p>Ecco la chiave: sapere di non sapere. Nessuno possiede la Verit\u00e0 assoluta e, <a href=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/workshop\/scuola-di-dialogo-interreligioso-2025-non-e-solo-teoria-ma-un-cammino-di-vita-capace-di-trasformare-la-societa\/\">dialogando con tutti, possiamo cogliere aspetti, frammenti della verit\u00e0<\/a> che ci aiutano a ricomporre un vaso andato in frantumi che possiamo rimettere in sesto solo se siamo \u2018insieme\u2019. <strong>Ma per tutto questo \u00e8 necessaria la pazienza di costruire o ricostruire momento per momento, giorno dopo giorno una \u2018cultura del dialogo\u2019. Ognuno ne \u00e8 protagonista.<\/strong><\/p>\n<p><em>*L&#8217;autore \u00e8 professore presso l&#8217;<\/em><a href=\"https:\/\/www.sophiauniversity.org\/en\/\"><em>Istituto Universitario Sophia<\/em><\/a><em> ed esperto in dialogo interreligioso<\/em><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a>\u00a0 R. Panikkar, <em>L\u2019incontro indispensabile: dialogo delle religioni<\/em>, Jaca Book, Milano 2001, 33.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> Cfr. H.G Gadamer, <em>Truth and Method<\/em>, Sheed &amp; Ward, London, 1975, 277.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> Cfr. H.G Gadamer, <em>Truth and Method<\/em>, 207.<\/p>\n<figure id=\"attachment_77135\" aria-describedby=\"caption-attachment-77135\" style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-77135\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/nl2-1024x576.jpg\" alt=\"#ChooseToDialogue | United World Week 2026\" width=\"1024\" height=\"576\" srcset=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/nl2-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/nl2-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/nl2-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/nl2.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-77135\" class=\"wp-caption-text\">#ChooseToDialogue | United World Week 2026<\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ecco la chiave: sapere di non sapere. 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