{"id":76375,"date":"2026-02-20T14:55:23","date_gmt":"2026-02-20T13:55:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/?p=76375"},"modified":"2026-02-23T13:33:46","modified_gmt":"2026-02-23T12:33:46","slug":"da-picasso-a-bansky-larte-non-si-limita-a-rappresentare-il-mondo-puo-contribuire-a-trasformarlo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/arte-e-impegno-sociale\/da-picasso-a-bansky-larte-non-si-limita-a-rappresentare-il-mondo-puo-contribuire-a-trasformarlo\/","title":{"rendered":"Da Picasso a Bansky: \u201cL\u2019arte non si limita a rappresentare il mondo, pu\u00f2 contribuire a trasformarlo\u201d"},"content":{"rendered":"<p><em>L\u2019arte non \u00e8 solo memoria, ma forza viva. La storica dell\u2019arte Giulia Spoltore ci guida tra le grandi opere che hanno sfidato la guerra, dimostrando come la bellezza possa trasformare la societ\u00e0 e costruire una cultura di pace universale.<\/em><\/p>\n<p>La pace \u00e8 aspirazione dell\u2019uomo, sogno, ideale, ma anche responsabilit\u00e0 e dovere. Per questo, il tema della pace \u00e8 entrato spesso nell\u2019arte. Insieme con <strong>Giulia Spoltore<\/strong>, storica dell\u2019arte e funzionario presso l\u2019Istituto centrale per la grafica di Roma (dell Ministero della cultura), proviamo a parlare di pace attraverso alcune importanti opere d\u2019arte figurativa. Partiamo da una che proprio <strong><em>La Pace<\/em><\/strong> si intitola, di <strong>Antonio Canova<\/strong>.<\/p>\n<figure id=\"attachment_76396\" aria-describedby=\"caption-attachment-76396\" style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-76396\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Giulia-Spoltore-hor-1024x576.jpg\" alt=\"Giulia Spoltore\" width=\"1024\" height=\"576\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-76396\" class=\"wp-caption-text\">Giulia Spoltore<\/figcaption><\/figure>\n<h2>Giulia, che caratteristiche ha quest\u2019opera?<\/h2>\n<p><em>La Pace <\/em>possiede una stratificazione di significati senza tempo. Compiuta tra il 1812 e il 1815, su commissione di Nikolaj Petrovi\u010d Rumjancev &#8211; diplomatico e promotore di trattati di pace per la Russia &#8211; rappresenta un concetto sul quale Canova riflette mentre l\u2019Europa \u00e8 lacerata dalle guerre napoleoniche. L\u2019artista parla al presente, radicandosi profondamente nelle radici classiche della cultura europea.<\/p>\n<h2>Come?<\/h2>\n<p>La scelta stessa del marmo, attribuibile al committente, richiama l\u2019antichit\u00e0 classica e il desiderio degli antichi di eternare opzionando materiali lapidei. Iconograficamente, Canova costruisce la figura attingendo a un lessico antico: la figura della pace richiama la Nemesi greca, simbolo della giustizia distributiva, mentre il serpente \u2013 mutuato dalla tradizione numismatica romana \u2013 allude alla guerra che viene dominata e neutralizzata.<\/p>\n<h2>Un serpente simbolico?<\/h2>\n<p>Nella cristianit\u00e0 simboleggia il demonio, la personificazione del male. Questa scelta rientra in una continuit\u00e0 di significati che l\u2019artista cavalca. Anche la scelta del latino per le iscrizioni, frutto di trattativa diplomatica, esprime messaggio politico e culturale: lingua comune per ideale comune, auspicio di concordia fra le nazioni europee.<\/p>\n<h2>Opera politica, dunque\u2026.<\/h2>\n<p>La storia successiva di questa scultura conferma quanto sia stata, suo malgrado, continuamente coinvolta in equilibri geopolitici. Donata allo Stato dopo la morte di Rumjancev &#8211; ed entrata nel primo museo pubblico russo &#8211; viene trasferita da San Pietroburgo a Mosca e, nel 1953, a Kiev, per volont\u00e0 di Nikita Krusciov. \u00c8 un passaggio rivelatore.<\/p>\n<h2>In che senso?<\/h2>\n<p><em>La Pace<\/em> diventa parte dell\u2019identit\u00e0 culturale ucraina, un\u2019eredit\u00e0 simbolica resa oggi ancora pi\u00f9 significativa dal contesto internazionale. Nel 2022, col marmo originale messo in sicurezza per proteggerlo dalla guerra, il gesso canoviano di medesimo soggetto \u00e8 stato esposto a Firenze a Palazzo Vecchio, a poca distanza dal Quarto Stato di Pellizza da Volpedo: quasi a dire che la pace appartiene ai popoli che si oppongono strenuamente alla follia della guerra.<\/p>\n<h2>Parlando di pace mi viene in mente Picasso. In che modo, <em>Guernica<\/em> \u2013 un quadro sulla guerra &#8211; ci parla di pace e come lo relazioniamo al fatto che nel dopoguerra, Picasso \u00e8 diventato attivista del movimento per la pace creando la Colomba della pace e il tempio della pace?<\/h2>\n<p><em><strong>Guernica<\/strong><\/em>, realizzata nella primavera del 1937, <strong>\u00e8 uno dei pi\u00f9 potenti manifesti realizzati contro la guerra<\/strong>, e perci\u00f2 ci parla profondamente di pace. Picasso non la rappresenta in modo diretto, ma attraverso la denuncia assoluta della barbarie: mostra ci\u00f2 che accade quando la pace viene tradita. La violenza che attraversa la tela \u2013 il grido della madre, il cavallo ferito, la luce accecante della lampadina, i corpi spezzati \u2013 non \u00e8 spettacolarizzata: \u00e8 dolore collettivo senza eroismi, senza narrativa celebrativa, senza alcuna giustificazione. Anche la grandezza della tela (oltre 3,5 metri di altezza e pi\u00f9 di 7 in lunghezza) racconta il peso schiacciante dell\u2019abominio che la guerra rappresenta per l\u2019uomo.<\/p>\n<h2>Tanta cupezza anche nella scelta dei colori?<\/h2>\n<p>La monocromia racconta l\u2019assenza della vita e della gioia che il colore rappresenta nelle sue sfumature. Questa radicalit\u00e0 rende <em>Guernica<\/em> un\u2019opera di pace. Picasso rifiuta ogni retorica e restituisce la guerra per quello che \u00e8: aberrazione che annienta l\u2019umano.<\/p>\n<figure id=\"attachment_76397\" aria-describedby=\"caption-attachment-76397\" style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-76397\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/22Guernica22-Pablo-Picasso-Foto-de-Alinson-Torres-en-Unsplash-1024x683.jpg\" alt=\"&quot;Guernica&quot; - Pablo Picasso | Foto de Alinson Torres - Unsplash\" width=\"1024\" height=\"683\" srcset=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/22Guernica22-Pablo-Picasso-Foto-de-Alinson-Torres-en-Unsplash-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/22Guernica22-Pablo-Picasso-Foto-de-Alinson-Torres-en-Unsplash-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/22Guernica22-Pablo-Picasso-Foto-de-Alinson-Torres-en-Unsplash-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/22Guernica22-Pablo-Picasso-Foto-de-Alinson-Torres-en-Unsplash-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/22Guernica22-Pablo-Picasso-Foto-de-Alinson-Torres-en-Unsplash-2048x1365.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-76397\" class=\"wp-caption-text\">&#8220;Guernica&#8221; &#8211; Pablo Picasso | Foto de Alinson Torres &#8211; Unsplash<\/figcaption><\/figure>\n<h2><em>Guernica<\/em> anticipa il Picasso attivista del dopoguerra?<\/h2>\n<p>Certamente. Il trauma della guerra civile spagnola e della Seconda guerra mondiale, segnano una soglia nella sua vita. A partire dagli anni Cinquanta, l\u2019artista sente <strong>la necessit\u00e0 di tradurre la propria posizione etica in immagini nuove, capaci di diventare strumenti di comunicazione immediata per un pubblico vasto.<\/strong> <strong>Nascono cos\u00ec due dei pi\u00f9 potenti simboli universali del Novecento: la<\/strong> <strong><em>Colomba della pace<\/em><\/strong> e il <strong><em>Tempio della pace<\/em><\/strong>.<\/p>\n<h2>La Colomba\u2026<\/h2>\n<p>Scelta come emblema del Congresso mondiale della pace del 1949, <strong>diventa presto icona globale perch\u00e9 unisce una forma estremamente sintetica a un significato leggibile da chiunque.<\/strong> Non \u00e8 un simbolo politico in senso stretto, ma un\u2019immagine archetipica che attraversa le radici giudaico cristiane: pensiamo alla colomba che annuncia a No\u00e8 la fine del diluvio, o quella che scende come Spirito nel battesimo di Ges\u00f9 e d\u00e0 avvio la sua missione salvifica.<\/p>\n<h2>E <em>i<strong>l Tempio della pace<\/strong><\/em>?<\/h2>\n<p>Appartiene a una dimensione pi\u00f9 meditativa, quasi sacrale. Non \u00e8 tra le sue opere pi\u00f9 note e riflette un\u2019idea spirituale della pace. \u00c8 un grande ciclo pittorico realizzato tra il \u201852 e il \u201853 per la cappella del castello di Vallauris, in Provenza ed \u00e8 oggi parte del Mus\u00e9e National Picasso, La Guerre et la Paix. Picasso vuole trasformare quello spazio sacro in luogo dedicato alla riflessione sulla pace: tempio laico e simbolico.<\/p>\n<h2>Come procede?<\/h2>\n<p>L\u2019artista adopera la curvatura delle volte e l\u2019unit\u00e0 dello spazio come parte integrante dell\u2019opera. Non si limita a decorare: riconfigura l\u2019ambiente per creare un percorso che oggi definiremmo \u201cimmersivo\u201d. L\u2019insieme misura oltre 100 m\u00b2, ed \u00e8 realizzato su pannelli flessibili poi adattati alle pareti.\u00a0 L\u2019opera racconta due mondi: la pace e la guerra, con la prima che entra nel pannello della seconda come una guardia nuda con una lancia, una bilancia e uno scudo su cui \u00e8 rappresentata la colomba.<\/p>\n<h2>Un significato vicino a <em>La Pace<\/em> di Canova?<\/h2>\n<p>Esatto, e la figura che amo di pi\u00f9 \u00e8 un cavallo alato che traina un aratro guidato da un bambino: immagine potentemente simbolica. Rimanda a Pegaso e all\u2019ispirazione divina, ma anche alla profezia di Isaia: \u201cForgeranno le loro spade in vomeri\u201d, trasformando cos\u00ec gli strumenti di morte in strumenti di vita.<\/p>\n<h2>Tre opere e un percorso coerente\u2026<\/h2>\n<p>Picasso si avvicina alla pace perch\u00e9 ha fatto esperienza della guerra. <em>Guernica<\/em> \u00e8 l\u2019atto di denuncia; le opere del dopoguerra, sono la proposta. Picasso ci dice: dopo aver mostrato cos\u2019\u00e8 la guerra, sono chiamato a riflettere su cosa pu\u00f2 essere la pace. Questa continuit\u00e0 rende il suo contributo cos\u00ec importante. <strong>Picasso ci ricorda che la pace non \u00e8 solo assenza della guerra, ma processo attivo, impegno personale e collettivo, immagine da inventare e reinventare continuamente.<\/strong> <strong>L\u2019arte non si limita a rappresentare il mondo, pu\u00f2 contribuire a trasformarlo.<\/strong><\/p>\n<h2>Anche con i luoghi\u2026<\/h2>\n<p>Certamente, e abitando a Roma non posso non menzionare l\u2019<em>Ara Pacis<\/em>, il grande altare innalzato dal Senato per la pace conquistata da Augusto nel 9 d.C. dopo le campagne di Spagna e Gallia. \u00c8 un monumento di propaganda, che legittima il potere politico di una figura storica straordinaria, ma ci dice come la pace sia una leva per tutti. Soprattutto, ci tengo a menzionare una chiesa: Santa Maria della Pace, sulla quale sta uscendo un volume importante per il Ministero della Cultura, che ho il privilegio di curare con tre importanti storici dell\u2019architettura: Paul Davies, Maria Beltramini, Augusto Roca De Amicis.<\/p>\n<h2>Di cosa si tratta?<\/h2>\n<p>Di una chiesa straordinaria che conserva opere di Raffaello, Orazio Gentileschi, e deve un aggiornamento seicentesco a Pietro da Cortona. Oggi finalmente riusciamo a restituirle l\u2019attenzione che merita.<\/p>\n<h2>Da dove nasce il nome?<\/h2>\n<p>Da una vicenda che intreccia miracolo, devozione popolare e politica pontificia nel cuore della Roma del Quattrocento. Santa Maria della Pace nasce da una concatenazione di eventi: un miracolo popolare, una guarigione attribuita alla Vergine, un voto fatto da papa Sisto IV durante una minaccia di guerra, e infine una pace ritrovata. L\u2019edificio stesso della chiesa e la sua dedicazione alla \u201cMadonna della Pace\u201d sono il sigillo di una storia di sofferenza, fede e gratitudine, che trasform\u00f2 un\u2019immagine ferita da un sacrilegio nel centro spirituale di un nuovo e splendido santuario romano.<\/p>\n<h2>Cosa troviamo in <em>S.M. della Pace<\/em>?<\/h2>\n<p>Nella grande regia decorativa elaborata da Pietro da Cortona, un ruolo centrale \u00e8 affidato alle <strong>figure allegoriche <\/strong>che animano gli arconi e la controfacciata. Sono le Virt\u00f9 che rappresentano un vero e proprio \u201ccodice morale\u201d inscritto nell\u2019architettura: la <strong>Fortezza<\/strong>, la <strong>Prudenza.<\/strong> Questo ciclo seicentesco si integra armoniosamente, nel percorso iconografico della chiesa, <strong>con le due grandi allegorie della Pace e della<\/strong> <strong>Giustizia<\/strong>, collocate sopra il timpano dell\u2019altare maggiore, ma anche in controfacciata. Sono parte essenziale del programma decorativo, volto a esaltare il titolo stesso della chiesa. La Pace si fonda sul duplice asse biblico che lega Maria al dono della concordia messianica mentre la <strong>Giustizia<\/strong> \u2014 virt\u00f9 regale e divina \u2014 evoca la visione conciliata del Salmo 85, secondo cui \u201cgiustizia e pace si baceranno\u201d.<\/p>\n<h2>Allegorie non solo come ornamenti\u2026.<\/h2>\n<p>Sono strumenti teologici: guidano lo sguardo lungo l\u2019asse simbolico che unisce il presbiterio all\u2019ottagono, articolando un discorso morale che dalla Pace \u2014 dono divino e fondamento della chiesa \u2014 si irradia nelle virt\u00f9, chiamando chi entra a muoversi in uno spazio che non \u00e8 solo architettura, ma itinerario di elevazione spirituale.<\/p>\n<h2>Avvicinandoci ad aggi, mi colpisce <em>Tuttomondo<\/em>: il murale di Keith Haring realizzato a Pisa nel 1989, sulla parete esterna della Chiesa di Sant\u2019Antonio Abate. Cosa ne pensi?<\/h2>\n<p><strong><em>Tuttomondo<\/em><\/strong> \u00e8 l\u2019<strong>ultima opera pubblica &#8211; credo l\u2019unica pensata come permanente <\/strong>&#8211; dell\u2019artista americano. Completata in soli quattro giorni con l\u2019aiuto di studenti e maestranze locali. Haring, invitato a Pisa, rimane colpito dalla citt\u00e0 e desidera lasciare un segno. Cos\u00ec il Comune e il parroco della chiesa concedono la grande parete nord del convento, semidistrutto dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale.<\/p>\n<figure id=\"attachment_76395\" aria-describedby=\"caption-attachment-76395\" style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-76395\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/22Tuttomondo-Keith-Haring22-Photo-by-Marco-Pomella-Pixabay-1024x703.jpg\" alt=\"&quot;Tuttomondo&quot; - Keith Haring | Photo by Marco Pomella - Pixabay\" width=\"1024\" height=\"703\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-76395\" class=\"wp-caption-text\">&#8220;Tuttomondo&#8221; &#8211; Keith Haring | Photo by Marco Pomella &#8211; Pixabay<\/figcaption><\/figure>\n<h2>Cosa vediamo nel murale?<\/h2>\n<p>Circa 30 figure tra uomini e animali antropomorfi, definite dai tipici contorni neri e da colori vivaci. Non c\u2019\u00e8 un centro narrativo: la composizione \u00e8 un flusso continuo e dinamico, un po\u2019 come il nostro quotidiano tran tran. Ogni figura porta con s\u00e9 un simbolo, per un racconto visivo di pace, armonia, cooperazione e unit\u00e0 del genere umano.<\/p>\n<h2>Quali simboli?<\/h2>\n<p>Una croce formata da 4 figure che rappresenta la <em>croce pisana<\/em>, simbolo della citt\u00e0; le forbici antropomorfe che tagliano un serpente alludono alla vittoria del bene sul male. Un uomo che sostiene un delfino invita alla cura della natura; le figure umane di colori diversi che condividono la stessa forma, suggeriscono uguaglianza e superamento del razzismo. Una madre che culla il bambino celebra la maternit\u00e0 e la continuit\u00e0 della vita. La figura con il braccio che si ricongiunge alla gamba allude al simbolo dell\u2019infinito.<\/p>\n<h2>Ancora pi\u00f9 vicini al presente, penso all\u2019opera di Bansky, <em>Dove of Peace<\/em>, con la colomba che indossa un giubbotto antiproiettile.<\/h2>\n<p>Realizzata sul muro di separazione a Betlemme, nel 2005, <em>Dove of Peace<\/em> grida una cosa forte e chiaro. Come indica il mirino puntato, la pace \u00e8 sempre sotto attacco e dunque va difesa. Direi, interpretando in modo personale, non con la lotta armata, ma cercando un giubbotto antiproiettile da metterle: sappiamo che l\u2019unico giubbotto antiproiettile contro la guerra \u00e8 l\u2019amore, in ogni sua forma praticata, dalla gentilezza al sacrificio di s\u00e9.<\/p>\n<h4><a href=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/pace-e-diritti-umani\/aeham-ahmad-il-pianista-di-yarmouk-nel-cielo-bombardato-della-siria\/\"><strong><em>Potrebbe interessarti anche leggere: Aeham Ahmad: il pianista di Yarmouk nel cielo bombardato della Siria<\/em><\/strong><\/a><\/h4>\n<figure id=\"attachment_76427\" aria-describedby=\"caption-attachment-76427\" style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-76427\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Self-Portrait-Banksy-Photo-by-Dylan-Shaw-Unsplash-Large-1024x682.jpeg\" alt=\"&quot;Self Portrait&quot; - Banksy - Photo by Dylan Shaw - Unsplash Large\" width=\"1024\" height=\"682\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-76427\" class=\"wp-caption-text\">&#8220;Self Portrait&#8221; &#8211; Banksy &#8211; Photo by Dylan Shaw &#8211; Unsplash Large<\/figcaption><\/figure>\n<h2>Del rapporto tra arte e pace si \u00e8 occupato anche Michelangelo Pistoletto. Penso all\u2019installazione <em>La pace preventiva<\/em>&#8230;<\/h2>\n<p>Fu presentata nel 2023 a Palazzo Reale di Milano, ed \u00e8 molto importante nell\u2019ultima fase della ricerca dell\u2019artista, incentrata sulla trasformazione sociale attraverso l\u2019arte. <strong><em>La pace preventiva<\/em><\/strong> occupava integralmente la monumentale Sala delle Cariatidi, ferita dai bombardamenti del 1943 e volutamente lasciata con quei segni, perch\u00e9 in Italia <strong>il restauro non significa alterazione della storia, ma accettazione della stratificazione che in questo caso vuol dire anche registrare la follia della guerra. <\/strong>Un luogo carico di memoria storica, dunque, lo stesso in cui nel 1953 fu esposto il Guernica di Picasso. La pace preventiva era in dialogo strettissimo con la storia della sala.<\/p>\n<h2>In cosa consisteva?<\/h2>\n<p>In un labirinto di cartone ondulato, steso e modulato sull\u2019intera superficie della sala. All\u2019interno si aprivano nicchie e snodi che accoglievano alcune delle opere pi\u00f9 significative di Pistoletto. Tra cui le iconiche <em>Venere degli stracci<\/em>, <em>Mappamondo<\/em>, <em>La mela reintegrata<\/em>, <em>La colomba della pace<\/em>. Il visitatore era invitato a camminare dentro un tracciato sinuoso, volutamente disorientante, concepito come metafora del cammino interiore necessario per \u201cuscire dal labirinto della realt\u00e0 quotidiana e instaurare la Pace Preventiva\u201d.<\/p>\n<h2>Cosa si intende per pace preventiva?<\/h2>\n<p>La convinzione che la pace non sia un risultato successivo al conflitto, come accade nella geopolitica tradizionale<a href=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/arte-e-impegno-sociale\/da-plur1bus-a-this-is-us-le-serie-tv-per-parlare-di-noi\/\">,<strong> ma un processo che va instaurato prima, attraverso responsabilit\u00e0 individuali e collettive<\/strong><\/a>. Come dichiara lo stesso Pistoletto, l\u2019arte deve mettere il cittadino \u201cal centro di una trasformazione responsabile della societ\u00e0\u201d e attivare pratiche di partecipazione democratica che allarghino l\u2019orizzonte del possibile. Il labirinto de <em>La pace preventiva<\/em> si caricava di un\u2019ulteriore valenza simbolica: un invito a riconoscere il \u201cmostro\u201d che abita il conflitto, ma anche le nostre menti contorte.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019arte non \u00e8 solo memoria, ma forza viva. 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