{"id":79441,"date":"2026-10-17T14:27:15","date_gmt":"2026-10-17T12:27:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/?p=79441"},"modified":"2026-10-17T15:07:15","modified_gmt":"2026-10-17T13:07:15","slug":"elena-gentili-di-save-the-children-nostra-responsabilita-e-che-il-coraggio-dei-bambini-non-venga-lasciato-solo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/pace-e-diritti-umani\/elena-gentili-di-save-the-children-nostra-responsabilita-e-che-il-coraggio-dei-bambini-non-venga-lasciato-solo\/","title":{"rendered":"Elena Gentili di Save the Children: \u201cNostra responsabilit\u00e0 \u00e8 che il coraggio dei bambini non venga lasciato solo\u201d"},"content":{"rendered":"<p><em>Elena Gentili di Save the Children Italia analizza il lavoro umanitario nelle emergenze, l\u2019advocacy e l\u2019importanza dell\u2019educazione e dell\u2019inclusione sociale per garantire i diritti dell\u2019infanzia.<\/em><\/p>\n<p><strong>United World Project<\/strong> ha dialogato con <strong>Elena Gentili<\/strong>, responsabile di Advocacy e Policy di <a href=\"https:\/\/www.savethechildren.it\/\"><strong>Save the Children Italia<\/strong><\/a>, un&#8217;organizzazione che, con oltre 100 anni di storia e una presenza in pi\u00f9 di 100 Paesi, si ispira all&#8217;eredit\u00e0 della sua fondatrice Eglantyne Jebb: \u201cnon c\u2019\u00e8 nessuna insita impossibilit\u00e0 nel salvare i bambini del mondo. \u00c8 impossibile solo se ci rifiutiamo di farlo\u201d e \u201cogni generazione di bambini offre all\u2019umanit\u00e0 una nuova possibilit\u00e0 di rinascere dalle sue rovine\u201d.<\/p>\n<h2>Save the Children: Sopravvivere, Imparare ed Essere protetti<\/h2>\n<p><strong>Elena<\/strong> <strong>Gentili<\/strong> sottolinea che la missione dell&#8217;organizzazione si proietta con chiarezza verso il futuro: \u201cLa nostra direzione si esprime in tre grandi concetti riassumibili con breakthroughs (obiettivi di svolta) al 2030: <strong>Survive, Learn, e Be protected (Sopravvivere, Imparare ed Essere protetti)<\/strong>. Vogliamo che nessun bambino muoia per cause prevenibili prima dei 5 anni, che tutti possano accedere a un\u2019educazione di qualit\u00e0 in un mondo in cui la violenza contro l\u2019infanzia non sia pi\u00f9 tollerata\u201d.<\/p>\n<figure id=\"attachment_79492\" aria-describedby=\"caption-attachment-79492\" style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-79492 size-large\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Elena-Gentili-Save-the-Children-1024x683.jpeg\" alt=\"Elena Gentili - Save the Children\" width=\"1024\" height=\"683\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-79492\" class=\"wp-caption-text\">Elena Gentili &#8211; Save the Children<\/figcaption><\/figure>\n<h3>Elena, quanto, queste frasi, indicano il modo di agire di Save the Children?<\/h3>\n<p>Molto. Oggi ancora di pi\u00f9. Sono centrali. La prima parla di responsabilit\u00e0 e della nostra scelta di continuare a salvare i bambini nel mondo. Ci dice che le condizioni in cui vivono non sono inevitabili. Povert\u00e0, violenza, esclusione, mancato accesso all\u2019istruzione, non sono casuali, ma frutto di decisioni e politiche.<\/p>\n<h3>Quindi possono essere cambiate?<\/h3>\n<p>Si, e per questo <strong>Save the Children<\/strong> non si limita a intervenire sulle conseguenze, ma lavora sulle cause, con programmi, azioni e progetti sul territorio, con ricerca e dialogo con le istituzioni. Con advocacy e campagne, per cambiamenti sistemici nelle politiche, nelle norme, nei finanziamenti che incidano sulla vita di bambini e adolescenti nel lungo periodo. Questo approccio ci appartiene in ogni Paese: nella povert\u00e0 educativa, nella protezione dei minori migranti, nei conflitti armati, nelle crisi umanitarie, nella prevenzione della violenza e della crisi climatica. Lavoriamo perch\u00e9 la nostra esperienza si traduca in scelte pi\u00f9 giuste.<\/p>\n<h3>La seconda frase?<\/h3>\n<p>Parla pi\u00f9 in prospettiva. Di futuro. Anche nei contesti pi\u00f9 difficili, i bambini non sono solo soggetti vulnerabili da proteggere, ma titolari dei diritti, con voce e aspirazioni. Possono contribuire ai progetti di cambiamento sulle loro vite nel presente e nel futuro. Per<strong> Save the Children<\/strong> \u00e8 fondamentale <strong>lavorare non solo \u201cper\u201d, ma \u201ccon\u201d i bambini e gli adolescenti<\/strong>. Ascoltandoli, sostenendo il loro protagonismo. Offrendo loro spazi di partecipazione perch\u00e9 entrino nei processi decisionali.<\/p>\n<h3>Due frasi complementari, quelle di Jebb?<\/h3>\n<p>Descrivono molto bene l\u2019approccio di Save: non accettiamo che le ingiustizie siano inevitabili e investiamo per un futuro diverso. Riassumono l\u2019eredit\u00e0 di Jebb: <strong>trasformare l\u2019e indignazionei in responsabilit\u00e0 e la responsabilit\u00e0 in azione.<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_79494\" aria-describedby=\"caption-attachment-79494\" style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-79494 size-large\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Tommy-Trenchard-Save-the-Children-1024x683.jpeg\" alt=\"Tommy Trenchard - Save the Children\" width=\"1024\" height=\"683\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-79494\" class=\"wp-caption-text\">Tommy Trenchard &#8211; Save the Children<\/figcaption><\/figure>\n<h3>Save lavora per cambiamenti rapidi ma duraturi?<\/h3>\n<p>La reattivit\u00e0 \u00e8 fondamentale nell\u2019emergenza, ma non \u00e8 sufficiente. \u00c8 importante mantenere due orizzonti temporali: proteggere i diritti dei bambini oggi, nelle emergenze e nelle crisi, creando le condizioni per far durare quella protezione. La presenza di lungo periodo nei contesti \u00e8 fondamentale: permette di conoscere comunit\u00e0 e istituzioni, vulnerabilit\u00e0 e criticit\u00e0 che possono trasformarsi in crisi o conflitti.<\/p>\n<h3>Un doppio obiettivo?<\/h3>\n<p>Garantire aiuti salvavita e mantenere la continuit\u00e0 dei servizi educativi, sanitari e di protezione (anche psicologici) fondamentali, in una prospettiva di riabilitazione e ricostruzione. L\u2019emergenza e il dopo non vanno pensati come separati. Save, analizzando i contesti, anticipando i rischi e preparandosi alle crisi, pu\u00f2 attivarsi rapidamente pensando a ci\u00f2 che verr\u00e0 dopo. \u00c8 un principio fondamentale: tornare alla normalit\u00e0 non significa semplicemente ricostruire ci\u00f2 che esisteva prima, soprattutto quando quella normalit\u00e0 lasciava gi\u00e0 molti bambini esclusi e. Occorrono sistemi pi\u00f9 inclusivi e accessibili, funzionanti nella crisi stessa.<\/p>\n<h3>Che ruolo ha, in questo, la societ\u00e0 civile?<\/h3>\n<p>Fondamentale. Organizzazioni, associazioni e comunit\u00e0 nei territori, sono protagoniste del cambiamento: <strong>conoscendo in profondit\u00e0 contesto e dinamiche sociali, hanno accesso nel territorio come nessuna organizzazione esterna<\/strong>. Oggi, \u00e8 ancora pi\u00f9 importante, visto che nelle crisi lo spazio umanitario si restringe e l\u2019accesso per gli operatori internazionali \u00e8 pi\u00f9 complesso.<\/p>\n<h3>A questo si aggiunge il lavoro di advocacy, giusto?<\/h3>\n<p>Necessario per trasformare l\u2019esperienza operativa, immediata e continuativa, in cambiamento strutturale. La presenza accanto a famiglie e bambini, ci mostra dove i sistemi non funzionano. Quali diritti non sono garantiti e perch\u00e9. Da qui, raccolta dati, proposte di policy, interlocuzioni a vari livelli, per creare un contesto che eviti la crisi umanitaria. <strong>Non basta raggiungere un bambino con un servizio se le condizioni che hanno prodotto quelle vulnerabilit\u00e0 restano. <\/strong>Con l\u2019advocacy cerchiamo di incidire su norme, politiche, finanziamenti e pratiche, andando oltre i singoli progetti.<\/p>\n<h3>Abbiamo accennato all\u2019ascolto. Quanto \u00e8 importante?<\/h3>\n<p>L\u2019ascolto di bambini, bambine, giovani, famiglie e comunit\u00e0 \u00e8 fondamentale. Per essere sostenibile, <strong>una risposta deve partire dalle nuove generazioni<\/strong>.<\/p>\n<figure id=\"attachment_79496\" aria-describedby=\"caption-attachment-79496\" style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-79496 size-large\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Maria-Jose-Medina-Echeverria-Save-the-Children-1024x683.jpeg\" alt=\"Mari\u0301a Jose\u0301 Medina Echeverri\u0301a - Save the Children\" width=\"1024\" height=\"683\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-79496\" class=\"wp-caption-text\">Mari\u0301a Jose\u0301 Medina Echeverri\u0301a &#8211; Save the Children<\/figcaption><\/figure>\n<h3>Save the Children (da oltre 100 anni e in pi\u00f9 di 100 paesi) lavora dalle emergenze all\u2019educazione. Possiamo definirvi un albero grande con rami diversi e complementari?<\/h3>\n<p><em>\u00c8 un\u2019immagine molto efficace: restituisce l\u2019idea di una grande organizzazione globale, con un tronco che ha sviluppato competenze e modalit\u00e0 d\u2019intervento: i rami, che partono dalla stessa radice e obiettivo: i diritti di bambini e bambine. La nostra direzione si esprime in tre grandi concetti riassumibili con breakthroughs al 2030. Survive, Learn, e Be protected: vogliamo che nessun bambino muoia per cause prevenibili prima dei 5 anni, che tutti possano accedere a un\u2019educazione di qualit\u00e0 in un mondo in cui la violenza contro l\u2019infanzia non sia pi\u00f9 tollerata. I nostri rami, diversi e complementari, riguardanti tematiche e modi, devono dialogare tra loro. Questo \u00e8 fondamentale nelle risposte ai problemi dell\u2019infanzia. Un elemento che attraversa radici, tronco e rami, poi, \u00e8 il protagonismo di bambini e ragazzi.<\/em><\/p>\n<h3>L\u2019infanzia \u00e8 patrimonio di risorse ma vulnerabile. Quanto, guerre o catastrofi, impattano sull\u2019infanzia?<\/h3>\n<p><em>Oggi le crisi &#8211; povert\u00e0, insicurezza alimentare, conflitti, cambiamento climatico &#8211; si sovrappongono e si alimentano a vicenda, con conseguenze per tutta la vita. Le guerre sono tra le minacce pi\u00f9 drammatiche, anche perch\u00e9 sempre pi\u00f9 lunghe e combattute in contesti densamente popolati, fino agli spazi della convivenza civile. Lasciano conseguenze soprattutto sui bambini, a partire dalla perdita di istruzione che \u00e8 anche di socialit\u00e0. L\u2019impatto non si misura solo su morti e feriti, ma anche su sfollamenti e smarrimento di punti di riferimento. Il nostro ultimo report dice che <strong>520 milioni di bambini vivono in aree di conflitto. Pi\u00f9 di 1 su 5!<\/strong> Si prevede che <strong>nel 2026 oltre 200 milioni di bambini avranno bisogno di assistenza umanitaria<\/strong>. Il piano umanitario di Save, nel 2026, punta a raggiungere 17,8 milioni di persone tra cui 10,1 milioni di bambini in 45 paesi: con aiuti e rafforzando la leadership delle comunit\u00e0 locali, per investire di pi\u00f9 sulla prevenzione. <\/em><\/p>\n<h3>Anche contro le disuguaglianze\u2026<\/h3>\n<p><em>Il tema delle disuguaglianze colpisce moltissimo l\u2019infanzia, sia tra diversi Paesi che nello stesso Paese. C\u2019\u00e8 il rischio della perdita di opportunit\u00e0 per chi nasce in una famiglia pi\u00f9 povera o in una periferia marginalizzata, in zone isolate o interessate da conflitto. Una crisi tende ad aumentare le disuguaglianze e compromettere l\u2019accesso ai servizi. Noi lavoriamo perch\u00e9 questo non avvenga. Per noi la pace non \u00e9 soltanto assenza di guerra. <strong>Una pace duratura si construisce anche prima, riducendo le disiguaglianze, rafforzando la coesione sociale e creando opportunit\u00e1 di partecipazione, perch\u00e9 le persona possano sentirse riconosciute, ascoltate e parte di un futuro comune.<\/strong><\/em><\/p>\n<h3><em>Senza dimenticare il problema della fame.<\/em><\/h3>\n<p><em><strong>153 milioni di bambini affrontano l\u2019insicurezza alimentare con conseguenze sul lungo periodo.<\/strong><\/em><em> Quando parliamo delle crisi multidimensionali sull\u2019infanzia, dobbiamo guardare all\u2019immediato e al dopo. Per questo lavoriamo sulla coesione sociale e sulla pace. Lo sviluppo di sistemi giusti e di opportunit\u00e0 equamente distribuite, pone le condizioni essenziali per una societ\u00e0 pi\u00f9 inclusiva e solida, capace di affrontare le crisi. <\/em><\/p>\n<h3>Save si confronta con ogni momento drammatico. Dunque, oggi, anche con i cambiamenti climatici?<\/h3>\n<p>\u00c8 un lavoro centrale, visto che ormai colpiscono i diritti dell\u2019infanzia. Un nostro report parla di circa 1 miliardo di bambini \u2013 la met\u00e0 della popolazione infantile globale \u2013 in paesi considerati a rischio estremo. <strong>Non hanno contribuito alle cause ma ne subiscono le conseguenze, oggi e domani.<\/strong> <a href=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/it\/salute-sport-ed-ecologia\/lorna-gold-il-movimento-laudato-si-e-lemergenza-di-una-nuova-forma-di-essere\/\">Il cambiamento climatico \u00e8 moltiplicatore delle crisi e amplificatore delle disuguaglianze<\/a>. Da un altro report risultano <strong>7740 milioni di bambini<\/strong> che affrontano le povert\u00e0 multidimensionali con elevati rischi climatici.<\/p>\n<h3>Come vi state muovendo?<\/h3>\n<p>Per rispondere efficacemente a questo problema bisogna muoversi su pi\u00f9 livelli nei diversi paesi, e di nuovo \u00e8 fondamentale il protagonismo dei giovani: la loro voce e la loro mobilitazione per i processi decisionali sulle politiche climatiche. Per questo sviluppiamo percorsi educativi per far riconoscere i rischi e formare le competenze per le proposte di cambiamento. Tra poche settimane parteciperemo per la quinta volta alla Cop31 collegando il tema del clima ai diritti dell\u2019infanzia chiedendo di accelerare la riduzione delle emissioni per mantenere l\u2019obiettivo di limitare il riscaldamento globale a 1,5 gradi. Una grande sfida!<\/p>\n<h3>Possiamo dire che oggi l\u2019infanzia \u00e8 a rischio anche nei paesi pi\u00f9 solidi?<\/h3>\n<p><em>La ricchezza di un Paese non dice quanto vengano garantiti i diritti di tutti i bambini. Non basta guardare alla media ma notare come i diritti sono distribuiti. In Italia, per esempio, esistono disparit\u00e0 sociali molto forti e sempre pi\u00f9 evidenti: dalla povert\u00e0 educativa al benessere psicosociale e la salute mentale degli adolescenti, con nuove forme di violenza e sfruttamento anche on-line, fino alle condizioni dei minori migranti, che faticano ad avere una vera inclusione sociale. Save \u00e8 presente sul territorio per migliorare l\u2019accesso ai servizi e intercettare i bisogni, per la ricerca e la raccolta di dati utili alla riflessione sulle cause delle disuguaglianze. <strong>I diritti non possono considerarsi acquisiti una volta per tutte, in nessun Paese.<\/strong><\/em><\/p>\n<h3>Cos\u2019\u00e8 esattamente la povert\u00e0 educativa?<\/h3>\n<p><em>Non solo la possibilit\u00e0 di andare o non andare a scuola, ma la mancata possibilit\u00e0 di apprendere e sviluppare le proprie capacit\u00e0, aspirazioni, talenti. Di costruire relazioni e partecipare alla vita sociale. Di immaginare e costruire il proprio futuro. Incide la condizione economica della famiglia e il territorio in cui si vive, quindi la disponibilit\u00e0 e la qualit\u00e0 dei servizi. Il rischio della povert\u00e0 educativa, \u00e8 che le condizioni di partenza di un bambino, determinino troppo presto le possibilit\u00e0 future.<\/em><\/p>\n<figure id=\"attachment_79498\" aria-describedby=\"caption-attachment-79498\" style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-79498 size-large\" src=\"https:\/\/www.unitedworldproject.org\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Albaraa-Mansoor-Save-the-Children-1024x683.jpeg\" alt=\"Albaraa Mansoor - Save the Children\" width=\"1024\" height=\"683\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-79498\" class=\"wp-caption-text\">Albaraa Mansoor &#8211; Save the Children<\/figcaption><\/figure>\n<h3>Come lavorate in questo senso?<\/h3>\n<p><em>Un esempio sono, dal 2014, i Punti luce: spazi ad alta densit\u00e1 educativa. 27 in 20 citt\u00e0 e quindici regioni italiane. Sostegno gratuito allo studio, laboratori, attivit\u00e0 sportive, culturali, occasioni di relazione sociale. Qui si lavora anche con le famiglie. Abbiamo raggiunto finora circa 72.000 tra bambini e adolescenti. Come sempre, per\u00f2, lavoriamo anche per cambiare le condizioni che conducono alle diseguaglianze, e qui <strong>la scuola assume un ruolo centrale<\/strong>.<\/em><\/p>\n<h3>In che modo?<\/h3>\n<p><em>Per esempio con i nostri dossier Back to school, con cui osserviamo lo stato della scuola italiana da una prospettiva specifica, soprattutto con la voce di studenti, insegnanti ed educatori e comunit\u00e0 educanti. L\u2019edizione del 2025 \u2013 Chiamami col mio nome \u2013 si \u00e8 concentrata nello specifico, sugli studenti con background migratorio. Ancora una volta bisogna lavorare sulla riduzione delle disuguaglianze e investire nella scuola pubblica come strumento dove davvero questo possa avvenire e alimentare inclusione e partecipazione. <\/em><\/p>\n<h3>Mi sembra che il tema dei migranti sia centrale per Save the Children<\/h3>\n<p><em>Lavorando da molti anni con i minorenni da proteggere e tutelare, ci occupiamo anche dei minori stranieri non accompagnati. Ci basiamo sul \u201csuperiore interesse del minore\u201d: per noi principio fondamentale, faro. Lavoriamo su due dimensioni: la presa in carico, diretta, nei luoghi di arrivo e transito, e il lavoro di advocacy per rafforzare norme, politiche e sistemi di tutela. Siamo presenti nei punti di sbarco del Sud Italia e in alcune aree di frontiera terrestre, con offerta di informazioni, supporto e protezione diretta di bambini, adolescenti e famiglie reduci da viaggi lunghi e traumatici. A Ventimiglia abbiamo attivato uno spazio di ascolto e supporto a minori non accompagnati. Accanto a questo lavoro, grazie a partnership strategiche, portiamo avanti progetti come quello di Civico Zero.<\/em><\/p>\n<h3>Di cosa si tratta?<\/h3>\n<p><em>Centri diurni in quattro citt\u00e0 italiane: Roma, Milano, Torino e Catania. Punti di riferimento per molti minori stranieri non accompagnati e giovani migrante. Per noi questi ragazzi non sono un problema da gestire, ma persone con capacit\u00e1, aspirazioni ed energie che possono rappresentare una rucchezza per il Paese e per la comunit\u00e1, se vengono create le condizioni perch\u00e9 possano esprimerle.<\/em><\/p>\n<h3>Tornando all\u2019advocacy?<\/h3>\n<p><em>Da questo punto di vista un passaggio fondamentale \u00e8 stato quello della Legge 47 del 2017: la cosiddetta legge Zampa che abbiamo fortemente sostenuto insieme ad altre organizzazioni della societ\u00e0 civile. Il prossimo aprile sar\u00e0 il decennale di questa Legge che ha rappresentato un avanzamento importante nel riconoscere i minori stranieri non accompagnati in primo luogo come minorenni. Quindi portatori di diritti come gli altri. Negli anni abbiamo continuato a monitorarne l\u2019attuazione del Patto europeo su migrazione e asilo. <\/em><\/p>\n<h3>Come si fa a mantenere la speranza in un clima cos\u00ec difficile?<\/h3>\n<p><em>Alcuni numeri sono impressionanti e scoraggianti, ma la speranza per <strong>Save The Children<\/strong> non \u00e8 qualcosa di astratto: \u00e8 frutto di esperienza concreta. Nasce dagli incontri, nasce quando una bambina riesce a studiare anche nei contesti pi\u00f9 difficili, da un\u2019altra malnutrita che recupera peso e salute, da un adolescente che ritrova spazi sicuri, da uno in fuga che cerca una scuola, da chi sotto le bombe continua a immaginare un futuro diverso. La spinta pi\u00f9 forte per la speranza arriva dai bambini e dai giovani. Il loro coraggio diventa il nostro coraggio. La nostra responsabilit\u00e0 \u00e8 che quel coraggio non venga lasciato solo. Ma la speranza da sola non basta, deve essere accompagnata da competenze, coordinamento e risorse. Da persone disposte a trasformarla. Mi collego alla frase citata all\u2019inizio di Eglantyne Jebb: \u201c<\/em>Non c\u2019\u00e8 nessuna insita impossibilit\u00e0 nel salvare i bambini del mondo. \u00c9 impossibile solo se ci rifiutiamo di farlo\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Elena Gentili di Save the Children Italia analizza il lavoro umanitario nelle emergenze, l\u2019advocacy e l\u2019importanza dell\u2019educazione e dell\u2019inclusione sociale per garantire i diritti dell\u2019infanzia.<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":79470,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[45],"tags":[],"class_list":["post-79441","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-pace-e-diritti-umani"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.4 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Elena Gentili di Save the Children: \u201cNostra responsabilit\u00e0 \u00e8 che il coraggio dei bambini non venga lasciato solo\u201d - 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