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Azione per l’India rurale: il nuovo progetto della campagna A Vaccine for All

Iniziata circa nove mesi fa, continua la raccolta fondi che promuove l’acquisto di vaccini contro la malattia da Covid-19 nei paesi più poveri. Dopo i primi aiuti nell’Amazzonia brasiliana, oggi si prepara a sostenere alcuni villaggi nell’India rurale

Non è solo una raccolta fondi. La campagna “A Vaccine for All” si è già trasformata in aiuti concreti e sta per partire con un nuovo progetto, in India. Per chi ancora non la conoscesse (trovate ancora più informazioni in questo nostro articolo ), si tratta di un programma di raccolta di denaro da utilizzare per promuovere, concretamente e attraverso attività di sensibilizzazione, il diritto universale alla cura e all’internazionalismo dei vaccini. Ad oggi, conta più di 40 organizzazioni tra i suoi promotori, che hanno aderito al manifesto, e a febbraio 2022 ha raggiunto più di 50.000 € di donazioni. Con questa somma si è realizzato il primo progetto nel 2021 e si è programmato quello nuovo, che si trova proprio adesso in fase di sviluppo.

Spiega Melissa Mejía Flórez, responsabile della comunicazione della campagna: «Gli obiettivi che abbiamo sempre voluto raggiungere sono su due livelli: il primo, quello politico-istituzionale, che mira a sensibilizzare le organizzazioni internazionali riguardo alla necessità di sconfiggere un male comune globale, quello del virus Covid-19, attraverso un bene comune, il vaccino. Il secondo livello è quello che riguarda progetti di azione concreta, come quello sviluppato nell’Amazzonia brasiliana».

Amazzonia e India

“A Vaccine for All” ha contribuito al sostegno dell’ospedale fluviale Barco Hospital Papa Francisco, che serve più di mille comunità lungo il Rio delle Amazzoni. In particolare, si sono distribuiti Kit Covid per l’igiene e la prevenzione dal virus, materiali di protezione e per l’assistenza alle cure durante e dopo la malattia, nonché aiuti alimentari di base.

«Il secondo progetto – spiega Melissa – è nato dalla proposta di uno dei nostri promotori, ossia l’organizzazione umanitaria Shanti Ashram (India) in collaborazione con AMU (Azione per un Mondo Unito)».

Attraverso il Centro Internazionale per la Salute Infantile e Pubblica (ICPH) di Coimbatore, nell’India rurale, il programma prevede, da un lato, di sostenere i cittadini nelle procedure per ottenere la vaccinazione (molti di loro non hanno un pc a disposizione o non sanno come accedere al portale che gli permette di prenotarsi); dall’altro, si occupa di portare avanti attività di prevenzione e sensibilizzazione in circa 40 villaggi. Le persone che riceveranno la vaccinazione sono 2500, scelte tra quelle particolarmente a rischio, che verranno raggiunte attraverso cliniche mobili. 2000 di queste dosi saranno fornite dal governo locale, proprio perché uno dei punti fondamentali del progetto è la volontà di collaborare con le autorità di salute pubblica del posto; le altre 500 saranno interamente a carico del progetto.

Vaccino bene comune

In occasione del “Forum dei sindaci del Mediterraneo”, convocato dal sindaco di Firenze Dario Nardella (23-27 febbraio), è in progetto di proporre a tutti i partecipanti di sottoscrivere un appello per la sospensione dei brevetti dei vaccini già diffusi e il maggiore utilizzo del vaccino open source Corbevax, un vaccino per cui non è stato depositato alcun brevetto. Attraverso quest’azione, si spera di raggiungere non solo i sindaci del Mediterraneo ma anche alle grandi potenze mondiali. Solo così si potrà andare incontro all’obiettivo posto dall’OMS: raggiungere il 70% di popolazione mondiale vaccinata entro metà del 2022. Un obiettivo, purtroppo, ancora molto lontano.

Protagonisti i giovani

La campagna, fin dal suo nascere, ha visto la partecipazione dei giovani, impegnati per primi a portare avanti questa proposta, e nel farla diventare una realtà. Come, ad esempio, quella del movimento Giovani per un Mondo Unito, che ha inserito il progetto tra quelli da sostenere all’interno della campagna #daretocare (osare prendersi cura).

«Per collaborare con “A Vaccine for All” – spiega ancora Melissa– non ci sono soltanto le donazioni. Molto spesso le nostre risorse sono le persone e le loro competenze, che possono essere messe al servizio di grandi progetti. Credo che si possano ottenere grandissimi risultati anche per la nostra campagna, attraverso il coinvolgimento di persone (anche giovani!) che vogliono darsi da fare e mettere a disposizione idee e capacità».

Vi terremo aggiornati riguardo ai prossimi sviluppi di questo progetto in India. Stay tuned!

Per saperne di più, visitate il sito: https://www.avaccineforall.org


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