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Workshop

CONCERTO PER LA PACE A MEDAN

 
6 Giugno 2016   |   , ,
 

I Giovani per un Mondo Unito indonesiani hanno iniziato ad incontrarsi sin dall’inizio di marzo: «qualche volta mi è venuta voglia di mollare – racconta Ika – ma quando stavo per cedere, l’unità fra di noi mi sosteneva e ci incoraggiavamo reciprocamente. A volte c’erano opinioni molto differenti. Eppure, ho sperimentato quanto sia importante perdere la propria idea per amore degli altri». Continua Randi: «Nonostante ci fossero tanti impegni e difficoltà ci siamo lanciati in questa avventura. Per coprire le spese dell’evento, ad esempio, abbiamo addirittura cantato in alcuni ristoranti».

Optimized IMG 9767Insomma, più forte di tutto era la voglia di aiutare sorelle e fratelli che scappavano dalla guerra!

Il giorno del concerto, in una atmosfera carica di gioia ed entusiasmo, si sono alternati sul palco cinque artisti: un coro di una università cattolica e quattro cantanti. «Grazie alla preparazione di questo evento – racconta Novita – ho riscoperto la ricchezza della diversità: diversità di idee, diversità di religione… ma tutti uniti dalla voglia di testimoniare che un mondo unito è possibile».

Ai 350 giovani provenienti da tutto il Paese è stata lanciata una sfida: impegnarsi concretamente per costruire la pace. Ecco alcune delle riflessioni lasciati dai partecipanti: mettere in pratica la pace nella vita quotidiana cominciando a casa con la mia famiglia; valorizzare le differenze ed amarsi a vicenda; aiutarci nonostante le differenze; la pace inizia partendo dal proprio ambiente…

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Grazie a questo evento sono stati raccolti circa 600 euro (l’equivalente di 4 mesi di stipendio).

Qualche giorno dopo, poi, ci si è dati appuntamento nuovamente in un parco della città per salutare uno dei giovani, che sarebbe partito per la Scuola Gen di Tagaytay: «accanto a noi c’era una famiglia che parlava arabo. Inizialmente – racconta Erick – abbiamo provato a giocare con i bambini per creare un clima di accoglienza. Ma il nostro tentativo non ha avuto un grande successo. Rispettando la loro volontà, abbiamo cercato di non essere invasivi. Durante il momento della merenda, però, abbiamo invitato tutta la famiglia ed è stato bello stare un po’ con loro. Alla fine, la tensione si è sciolta e siamo stati tanto tempo insieme, a cantare e divertirci come una unica grande famiglia».


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