Giovani per la pace: tre esperienze di dialogo interculturale e interreligioso in Europa e Brasile
I Youth For a United World (Y4UW), New Humanity NGO e il Movimento dei Focolari sono protagonisti di tre esperienze concrete di dialogo tra culture e religioni: dall’Europa al Brasile, passando per le scuole.
Il dialogo è un ponte imprescindibile per costruire la pace. È strumento, disarmato e disarmante, capace di mutare un conflitto (reale o potenziale) in opportunità di incontro, scambio, comprensione reciproca e crescita comune. Per questo segnaliamo di continuo storie di dialogo, e lo facciamo ancor più volentieri quando sono proposte da giovani.
Una tra le otto comunità dello United World Project è dedicata a “Dialogo e Intercultura” e si propone di essere luogo in cui generare e mettere insieme progetti di cooperazione locali e globali incentrati sulla promozione dell’interculturalità e dell’impegno sociale.
Tra i progetti da segnalare su dialogo e intercultura, ne riprendiamo tre presenti nel documento “Together to care: for our human family and our common home”, il quale, prodotto a Novembre 2025 dai Youth For a United World (Y4UW), riporta il lavoro di questi giovani insieme a New Humanity NGO e il Movimento dei Focolari, a due anni circa dal Genfest 2024 che ha riunito, in Brasile, oltre 3000 giovani. Da quest’evento sono nate molte delle iniziative raccontate appunto nel documento Together to care.
Giovani Costruttori di Pace – Italia, Grecia, Romania, Spagna, Turchia
Il primo progetto si chiama Giovani Costruttori di Pace – Italia, Grecia, Romania, Spagna, Turchia: partendo dall’intuizione di un insegnante italiano, l’iniziativa ha ottenuto una forte partecipazione da parte di altre scuole in Grecia, Romania, Spagna e Turchia. In totale, circa 550 studenti di età compresa tra i 5 e i 14 anni vi hanno preso parte con lo scopo di promuovere esperienze concrete di costruzione della pace e di incoraggiare la comprensione reciproca attraverso giochi e attività educative.

Come attività finale, gli studenti delle varie nazioni hanno creato un volantino con un codice QR che rimanda a una petizione per la Pace. L’iniziativa ha già raccolto più di 1.800 firme, con l’esposizione di questo codice digitale agli ingressi di luoghi come scuole, negozi, locali. L’invito è di leggere e firmare la petizione alla Pace, mentre questa azione/manifestazione, fa comprendere bene agli studenti di paesi diversi che, nonostante la loro giovane età, possono contribuire attivamente alla costruzione della pace universale. Tutti i giovani partecipanti, di culture, lingue e religioni diverse- Islam, Cristianesimo (cattolico e ortodosso), Ebraismo e Buddismo – hanno imparato che la diversità può non essere divisiva ma arricchente. Hanno appreso che la conoscenza reciproca fa scoprire cose dell’altro diverse dagli stereotipi, smonta i pregiudizi e può abbattere paura e distanze. Questi giovani hanno compreso che la conoscenza è il primo passo verso la costruzione di ponti per la promozione di una pace che deve essere punto di riferimento nel cammino quotidiano.
Progetto DialogUE – Unione Europea
Un altro progetto segnalato dal documento Together to care, si chiama DialogUE: Diverse Identità Alleate, Aperte, per Generare un’Europa Unita. Nato all’interno di New Humanity NGO (che da sempre mette il dialogo al centro) e sostenuto da 14 organizzazioni della società civile provenienti da 9 paesi dell’UE, il progetto ha promosso il dialogo interculturale e interreligioso in tutta Europa con lo scopo di approfondire, in due anni, il senso del dialogo e la possibilità di viverlo nel quotidiano, attraverso 8 webinar aperti a tutti, con circa 10.000 partecipanti da più di 20 Paesi europei.
DialogUE ha proposto un incontro/confronto tra religioni e culture diverse, per costruire coesione e unità prima di tutto a livello europeo. Ha voluto sperimentare la possibilità di trarre frutto dal dialogo, anche difficile, impegnativo, sfidante, tra diversità, in funzione di quella che possiamo definire “unità nella molteplicità”.
Il progetto si è avvalso di decenni di esperienza nel dialogo interreligioso e interculturale, e ha lavorato sui metodi per renderlo efficace con esperti internazionali e quattro gruppi di dialogo al lavoro su tre aree tematiche: comunicazione, ecologia e politiche sociali.
DialogUE ha incentivato, attraverso la rete Insieme per l’Europa, lo scambio tra cristiani di diverse confessioni. Poi quello tra cristiani e musulmani attraverso il Centro per il Dialogo Interreligioso del Movimento dei Focolari. Ancora, lo scambio tra cristiani e non credenti attraverso la piattaforma DIALOP per un dialogo trasversale. Infine, lo scambio tra europei occidentali e dell’Europa centrale e orientale attraverso il Gruppo di dialogo multipolare.

Nell’ottobre 2024, il Parlamento europeo ha ospitato la conferenza finale del progetto DialogUE, che ha riunito rappresentanti delle istituzioni dell’UE con partner del progetto e comunità religiose e della società civile. Sono state presentate raccomandazioni politiche del progetto all’Unione europea, riassunte nell’opuscolo DialogUE Kit, che offre strumenti pratici per rafforzare il dialogo e la coesione sociale.
Il consigliere generale per l’area di Cultura e Studio del Movimento dei Focolari Francisco Canzani ha sottolineato, nel suo intervento, che il dialogo è costruito da tre elementi: atteggiamenti, strumenti, metodo. Su quest’ultimo, il metodo del consenso differenziato e del dissenso qualificato, nato all’interno della piattaforma tra cristiani e marxisti DIALOP, è oggi fonte di ispirazione e pratica per altri gruppi di dialogo.
Scuola di dialogo interreligioso 2025 – Brasile
Il terzo progetto segnalato dal documento Together to care, si chiama Scuola di Dialogo Interreligioso per Giovani 2025 e si è tenuto dal 19 al 21 settembre scorso presso la Mariapoli Ginetta a San Paolo, in Brasile. All’evento, intitolato “Unità di Dio e Unità in Dio: un cammino di incontro e di ascolto”, hanno partecipato giovani e adulti interessati al confronto interreligioso, con lo scopo di promuovere la convivenza, lo studio delle religioni e il dialogo tra giovani e adulti.
Il Genfest 2024 ha donato ai giovani partecipanti fiducia nell’amicizia e nel dialogo tra diversità. Li ha resi consapevoli dell’efficacia dell’incontro con l’altro, a partire da quello con chi professa una fede diversa. Da qui è nato il desiderio di continuare su questo cammino, in questi giovani positivamente segnati dall’esperienza vissuta nella Comunità di Dialogo e Intercultura del Genfest. Questi giovani si sono impegnati nell’affrontare diversi temi, attraverso momenti di studio, preghiera condivisa, dialogo e vita comunitaria: la spiritualità dell’unità, l’introduzione all’Islam, il Documento sulla Fratellanza Umana, i 60 anni dalla Nostra Aetate.
La Scuola di Dialogo Interreligioso per Giovani 2025 si inserisce nelle iniziative di dialogo promosse dalle comunità di ispirazione cristiana nel paese, focalizzandosi su un incontro sincero tra fedi diverse. Da questo incontro, la Scuola di Dialogo Interreligioso 2025 ha fatto nascere un messaggio di speranza: solo il dialogo può trasformare il mondo in una casa comune.
