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Sri Lanka: tratta di persone, crimine disumano che sfalda famiglie e società

<p><em>Molti abitanti dell'isola emigrano nei Paesi del Golfo, in Medio oriente, Malaysia e Singapore in cerca di lavoro e soldi facili. Chi è poco istruito o non ha qualifiche cade vittima del traffico, tra prostituzione e lavori forzati. La testimonianza di una suora del Buon Pastore che lavora con i migranti. "È un diritto dei cittadini trovare lavoro nel proprio Paese".</em></p> <p>"La tratta di persone è uno dei crimini più crudeli e disumani che si possano infliggere su un altro individuo. Le vittime non vivono solo un'esperienza dura, ma escono cambiate nel profondo. A quel punto, tutto il sistema sociale intorno a loro si sfalda, la famiglia in primis". A parlare ad <em>AsiaNews</em> è suor Sunila Thomas Rgs, delle suore di Nostra Signora della Carità del Buon Pastore. L'istituto è uno di quelli che, in Sri Lanka, lavora con le vittime del traffico di esseri umani. "La nostra opera - sottolinea - è rivolta a persone di ogni etnia, religione e classe sociale. Per noi tutti sono esseri umani, figli e figlie di Dio".</p>

Nigeria, viaggio tra i rifugiati a Yola

<p><em>Una dura guerriglia terrorizza da tempo alcune zone della Nigeria. Gli Stati di Adamawa, Borno e Yobe sono i più colpiti dagli attacchi e da oltre un anno vige lo stato di emergenza. Un viaggio ai confini del mondo per condividere le sofferenze dei rifugiati.</em></p> <p><strong>Secondo le Nazioni Unite,</strong> sono 700 mila le persone costrette a lasciare le loro case a causa delle violenze negli stati nigeriani del nord-est. Proprio nei giorni della strage a Parigi, anche la Nigeria è tornata alla cronaca, con un’escalation criminale nello Stato del Borno ad opera degli estremisti di Boko Haram. Si parla addirittura di bambine kamikaze fatte esplodere in due mercati del Paese. La popolazione è indifesa, mentre si avanzano letture politiche contrastanti e pochi smascherano i pesanti interessi economici legati allo sfruttamento del petrolio. C’è attesa per le elezioni presidenziali di febbraio.</p>

Congo: 152 ex bambini soldato si ricongiungono con le famiglie

<p><em>147 ragazzi e cinque ragazze sono tornati a casa</em></p> <p>Le famiglie che vivono nelle province orientali del Nord Kivu, Sud Kivu e Orientale si sono ricongiunte con i loro figli, dopo mesi o anche anni di separazione. I 147 ragazzi e cinque ragazze fino a poco tempo appartenevano tutti a forze armate o gruppi armati.</p> <p>Il personale della ICRC (Croce Rossa Internazionale) ha raccolto le informazioni necessarie per rintracciare le loro famiglie e ha lavorato con i bambini nel centro per  prepararli a tornare gradualmente alle loro comunità.</p>

Stagione per la Non-Violenza di Gandhi, King e Gyatso: 30 gennaio- 4 aprile

<p><em>Tema 2015: Ispirazione, Educazione e Azione</em></p> <p>L'annuale Stagione per la Non-Violenza è arrivata ora al suo diciottesimo anno. Dall'inizio della campagna, fondata nel 1998 dal dr. Arun Gandhi e dalla Association for Global New Thought (AGNT), vi hanno partecipato leader dei cittadini guidati spiritualmente in 900 città di 67 paesi.</p> <p>Si tratta di una campagna di sensibilizzazione educativa, verso i media e di massa che va dal 30 gennaio al 4 aprile, date di commemorative della scomparsa rispettivamente del Mahatma Gandhi e di Martin Luther King, Jr</p>

Taiwan: “La nostra Africa”, solidarietà con le vittime di ebola

<p><em>Un breve racconto di un'esperienza di alcuni giovani a Taipei.</em></p> <p><strong>«A</strong> <strong>Taiwan</strong> <strong>la questione dell’epidemia di ebola non ha fatto notizia</strong>, tranne quando sembrava che il pericolo potesse estendersi oltre i confini africani. Per la maggior parte della gente è un problema lontano che non ha niente a che fare con loro. Ma noi, Giovani per un Mondo Unito (<a href="http://y4uw.org/">GMU</a>) – sia quelli di Taiwan che alcuni studenti di altri Paesi che studiano qui il cinese – sentivamo diversamente, perché ciascuno di noi a questo mondo è parte della stessa famiglia umana.</p>

Dopo Charlie Hebdo, per Francia e occidente è tempo di attuare una “laicità positiva”

<p><em>La libertà di espressione non è fine a se stessa. Gli opposti estremismi del fondamentalismo violento e della libertà assoluta devono lasciare spazio alla "volontà di convivenza". L'occidente sta diventando una società multireligiosa. Come per la Shoah, occorre trovare un limite al "negazionismo" verso le religioni. Il Libano come modello. La laicité è morta.</em></p> <p>Beirut (AsiaNews) - Anche papa Francesco è sceso in campo nel dibattito planetario sulla libertà d'espressione, seguito al massacro di Charlie Hebdo. Egli ha assicurato che ognuno ha "il diritto", anzi "l'obbligo di dire ciò che pensa per aiutare il bene comune"; allo stesso tempo egli fa comprendere che coloro che provocano o offendono possono aspettarsi una reazione. Da notare che il papa attribuisce alla libertà di espressione una finalità: il bene comune. In altri termini, la libertà non è fine a se stessa. Lo ha già detto Giovanni Paolo II: "la libertà senza la verità è una vertigine mortale". Naturalmente il papa ha anche riaffermato che "uccidere in nome di Dio" è una reale "aberrazione".</p>

“Caro papà del sedile 16C”: la lettera della mamma di Kate, bimba autistica, allo sconosciuto dell’aereo

<p><em>Kate, la figlia di Shanell, è affetta da autismo. Dopo una gita a Disneyland, durante il viaggio di ritorno verso casa, in aereo la bambina era seduta vicino ad uno sconosciuto. Quello che è successo in quel viaggio è documentato in questa lettera di ringraziamento che Shanell, la mamma, sul suo blog <a href="http://www.goteamkate.com/blog/dear-daddy-in-seat-16c-flight-1850-from-philly">Go Team Kate</a> scrive al passeggero seduto accanto alla figlia.</em></p> <p>Caro "Papà",</p> <p>Non so il tuo nome, ma mia figlia <a href="http://www.goteamkate.com/">Kate</a> ti ha chiamato "papà" per l'intera durata del nostro viaggio la settimana scorsa e tu non l'hai mai corretta. Infatti, non ti sei tirato indietro perché probabilmente potevi capire che lei non ti stava davvero confondendo con suo padre, ma stava testando la sua fiducia nei tuoi confronti. Se ti ha chiamato così, vuol dire che ha pensato che potevate andare d'accordo.</p>

Chiara Lubich: si apre la causa di canonizzazione

<p><em>Martedì 27 gennaio, alle ore 16, nella Cattedrale di Frascati (RM), il Vescovo Mons. Raffaello Martinelli procederà all’apertura della causa di beatificazione e canonizzazione della fondatrice dei Focolari.</em></p> <p><strong></strong><strong>È con una lettera al Movimento dei Focolari che la presidente </strong><a href="http://www.focolare.org/news/2014/09/15/maria-voce/">Maria Voce</a><strong> con viva gioia comunica l’apertura della causa</strong>, invitando tutti coloro che vivono la spiritualità dell’unità ad essere una «viva testimonianza» di quanto Chiara ha vissuto, annunciato e condiviso con tanti, nell’impegno comune a «farsi santi insieme».</p>

India: Piggy Bank, più si dà più si ottiene

<p><em>Un’iniziativa nata da bambini che vivono nelle baraccopoli di Mumbai e dagli amici dello Shanti Ashram di Coimbatore, col sostegno del Progetto Udisha.</em></p> <p><strong></strong><strong>Insieme allo <a href="http://shanthiashram.org/" target="_blank" rel="noopener">Shanti Ashram</a>, movimento indù di ispirazione gandhiana,</strong> <a href="http://www.udisha.org/" target="_blank" rel="noopener">Udisha</a> porta avanti e sostiene diverse attività, fra queste, la <strong>Piggy Bank</strong>, <strong>col motto: “Più si dà, più si ottiene”.</strong> «Iniziato nel marzo 2014, il progetto si ispira alla <strong>“cultura del dare”</strong> – scrive Valentino Agri, uno dei coordinatori – secondo una definizione cara a <a href="http://www.focolare.org/chiara-lubich/chi-e-chiara/">Chiara Lubich</a>. C’è il forte desiderio di condividere con i bambini e le loro famiglie la scoperta dell’immenso amore di Dio per ciascuno di noi».</p>

Arcivescovo di Jos: Non dimenticate che anche noi soffriamo, Boko Haram va fermata

<p><em>Mons. Ignatius Kaigam racconta le sofferenze di un Paese colpito dalle violenze di matrice islamista. Per il prelato “non è uno scontro fra cristiani e musulmani”, ma gesti di un gruppo sempre più potente, che colpisce chiunque si frapponga ai suoi obiettivi. Egli auspica maggiore impegno internazionale e “più determinazione contro il terrorismo”.</em></p> <p>Jos (AsiaNews) - "Non dimenticate che siamo qui, che anche noi stiamo soffrendo, che centinaia di persone sono state uccise, vi sono migliaia di sfollati che non hanno un posto in cui vivere. Abbiamo bisogno di aiuto e di un sostegno concreto per mettere fine a questi attacchi". È questo l'appello lanciato attraverso <em>AsiaNews</em> da mons. Ignatius Kaigama, arcivescovo di Jos, in Nigeria, nazione dell'Africa centrale insanguinata dalle violenze di matrice islamista del gruppo Boko Haram.

Haiti, per non dimenticare

<p>5 anni fa un catastrofico terremoto colpiva l’isola caraibica. L’impegno in azioni di aiuto di vario tipo a favore della popolazione haitiana.</p> <p><strong>U</strong><strong>na tragedia «che ha lasciato dietro di sé morte, distruzione e anche disperazione»</strong> dove «tanto è stato realizzato per ricostruire il Paese» ma dove «molto lavoro resta ancora da fare». Lo ha ricordato papa Francesco ai partecipanti all’incontro promosso nel 5° anniversario del terremoto ad Haiti, avvenuto il 12 gennaio 2010.</p>

USA – Nuova legge a tutela dei minori

<h2><span lang="it">USA - Nuova legge a  tutela dei minori per imporre piani di emergenza agli Stati che non hanno adottato misure soddisfacenti secondo la Disaster Report Card di Save the Children</span></h2> <p><span id="result_box" lang="it"><em>Quasi un decennio dopo l'uragano Katrina, finalmente <span id="result_box" lang="it">un'azione federale</span> richiederà una pianificazione dell’emergenza per i fornitori di assistenza all'infanzia.</em><br /></span></p> <p>Fairfield, Connecticut, USA - Quasi un decennio dopo che l'uragano Katrina ha mostrato alla nazione come i bambini siano vulnerabili ai disastri naturali, si richiede che tutti gli Stati creino degli standard di pianificazione dell’emergenza per i fornitori di assistenza all'infanzia. Non volendo aspettare ulteriormente l’azione dei singoli Stati, il Congresso ha incluso standard di pianificazione dell’emergenza riguardanti i minori monitorati annualmente da Save the Children nella legge bipartisan del 2014 sullo sviluppo della cura dei minori. Oggi, il presidente Barack Obama ha firmato il disegno di legge istituendo nuovi standard di sicurezza, di salute e di istruzione per pa all'infanzia in tutto il Paese.</p>

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