<p><em>E' una collaboratrice scolastica di Padova."Era capitato anche a me" racconta.</em></p> <p><strong>14 Novembre - Trova nel cortile della scuola un portafogli</strong> e lo restituisce al proprietario, rifiutando qualsiasi forma di ricompensa e dicendo all'uomo che lo aveva smarrito: ''faccia una donazione alle popolazioni delle Filippine''.</p> <p><strong>Protagonista della vicenda</strong> è Maristella Pasqualetti, collaboratrice scolastica di una scuola di Padova. ''E' capitata la stessa cosa a me - spiega - eravamo in pizzeria e a mio marito è caduto il portafoglio. Ad indicarcelo e farcelo ritrovare fu un turista tedesco''.</p> <p> </p>
<p><em>Il nuovo governo del presidente Horacio Cartes sta rapidamente formalizzando le relazioni con i suoi partner del Mercosur. Martedì scorso l'ambasciatore che rappresenterà il paese in Venezuela, Enrique Jara ha prestato giuramento di ufficio, che di fatto significa la piena normalizzazione delle relazioni con il paese governato da Nicolas Maduro.</em></p> <p><strong>"Sono soddisfatto del lavoro di cui sono stato incaricato</strong>, per riaprire la nostra ambasciata a Caracas e dare la priorità a tutte quelle questioni bilaterali in sospeso: commercio, energia e cultura", ha detto il neo-ambasciatore paraguayano Enrique Jara in Venezuela aggiungendo della ripresa di un dialogo politico più fluido con Caracas.<em><br /></em></p> <p><strong>Jara è un diplomatico di professione</strong> che ha iniziato a lavorare nel Ministero degli esteri nel 1980, ricevendo incarichi in Brasile, Costa Rica, Nicaragua, Honduras, El Salvador, Panama e Bolivia. Oltre a Jara nel Palazzo del Governo di Asuncion ha fatto giuramento anche Elisa Mercedes Ruiz Diaz che sarà rappresentante del Paraguay all' Organizzazione degli Stati Americani a Washington.
<p><em>Il 1 dicembre parte da Kinshasa la campagna "Peace in the Great Lakes" promossa dai vescovi delle due confessioni religiose.<br /></em></p> <p><strong>Vescovi cattolici e anglicani in Congo</strong> uniti in una campagna congiunta per promuovere l'unità nella terra teatro di violenza del gruppo armato M23.</p> <p><strong>L' ACEAC (Associazione delle Conferenze Episcopali dell'Africa Centrale, <em>ndr.</em>)</strong> riunisce i vescovi della Repubblica Democratica del Congo, Burundi, Ruanda e l'Associazione dei vescovi anglicani. L' iniziativa - intitolata "Peace in teh Graet Lakes" partirà il 1 di dicembre..</p> <p><strong>Monsignor Fridoin Ambongo di Bokungo -</strong> presidente della Commissione Giustizia e Pace della ACEAC -, ha presentato la campagna a Kinshasa. Il vescovo congolese ha parlato della recente sconfitta del gruppo ribelle M23 che in questi anni ha seminato terrore tra gli abitanti del Nord Kivu. "I pastori della Chiesa anglicana e cattolica dei Grandi Laghi valutano positivamente i recenti sviluppi avvenuti nella regione, in particolare nella parte orientale della Repubblica democratica del Congo. Ringraziamo coloro che hanno reso possibile questo cambio di rotta" ha detto il Vescovo Ambogo.</p>
<p><em>Gli apparecchi indispensabili in caso di emergenza verranno posizionati nei punti nevralgici della cittadina di Bussolengo in provincia di Verona</em></p> <p><em></em><strong>Verona, 12 novembre -</strong> Il sindaco di Bussolengo Maria Paola Boscaini ha dichiarato di aver donato il suo stipendio di un mese per acquistare defibrillatori pee la cittadina in provincia di Verona. "Credo in questa iniziativa - ha dichiarato il sindaco -, e vale la pena rinunciare al salario per una causa come questa".</p> <p><strong>L'obiettivo è di posizionare</strong> i defibrillatori nelle aree affollate di Bussolengo quali scuole, palestre, complessi sportivi e centri commerciali, per dotare i residenti di un dispositivo salvavita indispensabile in caso di attacco cardiaco.
<p><em>Mobilitati i soccorsi internazionali che sono già all'opera, ma si contiinua a lottare per raggiungere alcune delle città e dei villaggi spazzati dalla tempesta.</em></p> <p> </p> <p><strong>I funzionari stimano fino a 10.000 persone</strong> morte a Tacloban ( a Leyte Island, Filippine) a causa di Haiyn, il violento tifone che si è abbatutto sulle Filippine l'8 novembre.Centinaia di migliaia sono gli sfollati. Dopo aver abbattuto case, scuole e un aeroporto, Haiyn si è diretto verso il nord del Vietnam in prossimità del confine cinese, dove ha perso potenza trasformandosi in tempesta tropicale.<br /><br /><strong>Quattro sono stati i milioni di persone colpite nelle Filippine</strong> da questo tifone senza precedenti e molti stanno lottando per sopravvivere senza cibo, riparo e acqua potabile .<br />Un enorme sforzo internazionale è in corso, ma si lotta per raggiungere alcuni paesi e villaggi spazzati dalla tempesta.</p>
<p><em>Gli Awa, un popolo che da anni vive in una delle zone più colpite dal conflitto nello Stato con capitale Bogotà</em></p> <p><strong>Gli Awà sono una popolazione indigena</strong> che si trova al confine tra Ecuador e Colombia ma non si sentono parte di nessuna delle due società moderne. Inoltre, anche loro soffrono le conseguenze del conflitto armato che si svolge in Colombia da molti anni. (…)</p> <p><strong>In Ecuador ci sono più di 4.000 Awà e 40.000 in Colombia</strong>, in pratica il confine è inesistente. Il Grand Awa Family è considerata un unico territorio indipendentemente dai confini riconosciuti a livello internazionale. Purtroppo per il popolo Awa vivono in una delle aree più colpite dal conflitto. (…)</p>
<p><em>Firmata in Campania la convenzione tra Regione e Capitanerie</em></p> <p><strong>Napoli -</strong> Per identificare le anomalie e le criticità ambientali in Campania e combattere i reati connessi, come i roghi dei rifiuti nella tristemente nota Terra dei Fuochi, scende in campo l'alta tecnologia: è previsto l'impiego di un aereo ATR 42 MP per il telerilevamento infrared, dei satelliti e anche dei droni, nella convenzione firmata l' novembre a Napoli tra il presidente della Regione Campania Stefano Caldoro e il comandante generale del Corpo capitanerie di Porto Felicio Angrisano.</p> <p> </p> <p> </p>
<p><em>Prima partecipazione per i GMU all'8° UNESCO Youth Forum insieme a 500 giovani. Tre giorni di lavoro sul tema "Inclusione giovanile e sociale" le cui raccomandazioni saranno presentate alla Conferenza Generale di novembre. "Diversi, ma così impegnati per risolvere i problemi insieme.Questo ci ha fatto sentire veramente come una sola famiglia".</em> </p> <p><strong>Per prima volta, tre delegati di Giovani per un Mondo Unito</strong> hanno partecipato all’8° UNESCO Youth Forum. Sono stati tre giorni di intenso lavoro nella sede centrale a Parigi, dal 29 al 31 ottobre. Radunati attorno al tema "Inclusione Giovanile e Sociale: Impegno Civico, Dialogo e Sviluppo di Competenze", 500 ragazzi e ragazze di tutto il mondo hanno dibattuto sui principali obiettivi della bozza di strategia verso i giovani dell'istituzione internazionale per il periodo 2014-2021.</p> <p><strong>Loro, i giovani</strong>, hanno formulato raccomandazioni per i Paesi membri dell'UNESCO che saranno presentate durante la sessione del 37 ° Conferenza Generale dell'UNESCO che si terrà nelle prossime settimane 5-20 novembre, <em>ndr.</em>). I partecipanti hanno lavorato insieme, inoltre, per scegliere quindici progetti giovanili da promuovere che hanno ricevuto il <em>label</em> “8th UNESCO Youth Forum”.</p>
<p><em>I discorsi diplomatici di chiusura. Le parole del presidente della Conferenza Generale dell'UNESCO Katalin Bogyay. Il contributo che ciascuno può dare. La terza e ultima parte del racconto dei giovani.</em></p> <p><strong>"Nella terza giornata forte è stato l'impatto</strong> in noi dei discorsi dei diplomatici di chiusura del Forum. E’ stato molto forte sentire loro parlare di concetti che sono molto vicini al nostro ideale: il mondo deve vivere come una sola famiglia umana, che per arrivare alla pace dobbiamo aprire il cuore ed amarci gli uni gli altri. Sono i piccoli atti concreti che costituiscono un mondo migliore.</p> <p><strong>"Risuonano ancora di più le parole di Katalin Bogyay</strong>, presidente della Conferenza Generale, che ha partecipato al Genfest. Lei ha chiuso il Forum parlando a tutti di “Ubuntu”, questo valore africano che esprime la convinzione che 'io sono perché noi siamo' e che è alla base di Sharing With Africa, prossima tappa dello United World Project. Ciò che mi ha colpito di più è stato conoscere tantissimi giovani che credono tanto alle loro idee e capacità per poter cambiare il mondo.</p>
<p><em>Dall'Egitto un'azione fraterna: quando dare equivale a ricevere. Dalla pagina Facebook dei <a href="https://www.facebook.com/Y4UW.JO?fref=ts" target="_blank">Giovani pe un Mondo Unito della Giordania</a></em></p> <p><strong>"Due anni fa ho lavorato per il periodo estivo presso l'ambasciata britannica</strong>. Stavo cercando di risparmiare quanto più denaro possibile per pagarmi l'ultimo anno di università e non essere di peso ai miei genitori. Dopo 4 mesi di duro lavoro sono riuscito a mettere da parte una grossa somma di denaro che avrebbe coperto tutte le spese dell'ultimo anno.</p> <p><strong>"Un giorno ho incontrato una persona che avevo conosciuto per strada</strong>. Appena mi ha visto si è sentita di confidarmi le difficoltà che stava affrontando. Aveva molti debiti e non sapeva come uscire da questa situazione. La somma di cui aveva bisogno era esattamente la somma che faticosamente avevo messo da parte.</p>
<p><em>Ricerca Censis: cittadini preoccupati dal presente, ma pronti a tendere una mano</em></p> <p> </p> <p><strong>Roma, 6 novembre - "C'è voglia di altruismo" in Italia</strong>: aiutare chi è in difficoltà trasmette più energia positiva (lo pensa il 29,5% degli italiani) dell'andare in palestra o in centri estetici (16%). E sebbene la preoccupazione sia un sentimento che attanaglia il presente dell'85% degli italiani, esiste un 59% di cittadini che si sente vitale e un 46% pronto a fare qualcosa, anche se non sa cosa. E' una popolazione meno egoista, che ha voglia di ritrovare l'altro, preoccupata ma non disperata, quella che emerge dalla ricerca del Censis ''I valori degli italiani 2013. Il ritorno del pendolo'' (Marsilio Editori) (...).</p>
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