<p><em>L’idea semplice e originale di un’insegnante di sostegno aiuta a sciogliere le tensioni presenti in classe già tra i piccoli. Il racconto della maestra.</em></p> <p><strong>«Lavoro in una scuola elementare come insegnante di sostegno</strong>. Nella mia classe c’è F., un bimbo con l’apparecchio acustico. Ha problemi di comportamento e difficoltà nel rapportarsi con i compagni, i quali a loro volta gli fanno dispetti e lo escludono nei giochi. In generale, nella classe c’è rivalità tra i bambini, che fanno a gara per sottolineare l’errore o il difetto di chi si mostra più debole. Così ho pensato di coinvolgerli in un’attività che li gratificasse, aiutandoli a vedere il buono che c’è in ognuno di loro, e sperando che vedessero il buono anche in F.
<p><em>L’esperienza di Rahmé conferma che in nome della fratellanza si può abbattere qualsiasi tipo di barriera, anche a costo di gravi rischi</em>.</p> <p><strong>«Dopo gli studi di stilista, ho lavorato per vari anni</strong> nel settore dell’abbigliamento. La Provvidenza ha poi voluto che lavorassi in un’organizzazione umanitaria con una religiosa del Movimento dei Focolari. Insieme abbiamo portato avanti dei progetti di insegnamento di cucito, ricamo e come stilista per le donne sfollate, aiutandole così a trovare un lavoro per sostenere le loro famiglie.</p> <p><strong>Nel settembre 2012 si sono iscritte al corso 45 donne</strong> appartenenti a tutte le diverse confessioni presenti nel Paese (sunnite, sciite, cristiane, alaouite, druse) e di vari orientamenti politici. Una cosa sola le accomunava: erano sfollate e avevano perso tutto. Le tensioni tra loro erano molto forti ed evidenti, rifiutavano persino di trovarsi nello stesso posto.
<p><em>Il 2 ottobre, Giornata Internazionale della Non-violenza è anche il giorno del compleanno del Mahatma Gandhi, leader del movimento per l' indipendenza indiana e pioniere della filosofia della non-violenza.</em></p> <p><em></em><strong>Secondo la risoluzione dell'Assemblea Generale</strong> A/RES/61/271 del 15 giugno 2007 che ha stabilito la commemorazione della Giornata Internazionale della non violenza, essa è un'occasione per "divulgare il messaggio anche attraverso l'educazione e la sensibilizzazione del pubblico". La risoluzione riafferma "la rilevanza universale del principio della non-violenza" e il desiderio di "assicurare una cultura di pace, tolleranza, comprensione e non-violenza".</p> <p><strong>Introducendo la risoluzione in Assemblea Generale</strong>, il ministro indiano di Stato per gli Affari Esteri Anand Sharma, ha detto che la sponsorizzazione della risoluzione in modo ampio e diversificato è stato un riflesso del rispetto universale per il Mahatma Gandhi e della perdurante attualità della sua filosofia.
<p><em>La condivisione è un atto di fraternità. Una storia dal Texas</em></p> <p><strong>"Inizio il mio primo semestre in un college</strong>, dove scopro che tutti erano profondamente individualisti. Poca o nessuna comunicazione tra gli studenti, e ciò che si diceva spesso non era piacevole. Nella mia classe di matematica, ho scoperto che il mio vicino di banco faceva spesso commenti poco carini su tutti gli amici ed anche a me capitava.</p> <p><strong>Questa però era anche la mia possibilità</strong> "di costruire ponti". Così un giorno ho portato un sacchetto di patatine in classe ed ho informato i miei amici di quello che volevo fare.
<p><em>Ai risultati del quinto rapporto dell'organismo delle Nazioni Unite di valutazione sullo stato del clima presentato il 27 settembre a Stoccolma</em></p> <p><strong>Cos’è il Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico ( IPCC )?</strong></p> <p>Istituito nel 1988, l'IPCC è un organismo delle Nazioni Unite che valuta lo stato della scienza del clima. Produce valutazioni su larga scala ogni cinque-sette anni. L'ultimo rapporto , pubblicato a Parigi nel 2007, stabiliva che secondo il 90% degli scienziati gli esseri umani sono stati responsabili del riscaldamento globale. Al gruppo di scienziati è stato assegnato il premio Nobel per la pace, nello stesso anno , condividendolo con l'ex vicepresidente americano Al Gore.</p>
<p><em>La Bertola srl, la storia di un'impresa vista con gli occhi di un imprenditore di Piedimonte</em></p> <p><strong>Livio Bertola è il proprietario di una società</strong>, che impiega una trentina di lavoratori a Marene, in provincia di Cuneo. Nel 1995 Livio ha conosciuto l'ideale della fraternità, lo ha abbracciato e ne ha fatto un modo di vivere, non solo nella sua città ma anche nella sua azienda, con risultati davvero sorprendenti ed un impatto sulla zona circostante importante. Livio ha recentemente raccontato la sua storia su Raidue nel corso del programma "Sulla via di Damasco".</p> <p><strong>Per noi ha raccontato alcuni fatti della sua vita</strong> legati alla sua società,testimoniando la costruzione di un tessuto sociale sano che va oltre le mura dell'azienda.</p>
<p><em>A Roma, il 21 settembre, i Giovani per un Mondo Unito incontrano Óscar Arias Sánchez, Nobel per la pace 1987 ed ex presidente del Costa Rica. La sua adesione allo United World Project.</em></p> <p><strong>L’impegno comune per la pace.</strong> Ecco cosa ha fatto scattare immediata l’intesa tra la delegazione dei Giovani per un Mondo Unito (GMU) e il Nobel per la Pace 1987 Óscar Arias Sánchez, già presidente del Costa Rica. Arias si trovava a Roma per una conferenza della Comunità di Sant’Egidio sul Trattato internazionale sul commercio delle armi adottato dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite e per l’udienza con Papa Francesco.</p> <p><strong>Obiettivo dell’incontro era trovare forme di collaborazione</strong> con la “Fondazione Arias per la pace e sviluppo umano”, giacché anche i GMU lavorano per la pace e la fraternità.</p>
<p><em>Says absence of peace anywhere a threat to peace allover</em></p> <p><strong>Prime Minister Sheikh Hasina</strong> on Friday said Bangladesh will continue to contribute actively to international peace by advocating for the renunciation of the use of force and for universal and complete disarmament as enshrined in the Constitution.</p> <p><strong>“A democratic, inclusive and participatory environment</strong> is absolutely critical for peace to prevail in any society,” she said in a message on the occasion of International Day of Peace.<br />At the same time, Hasina said, there needs to be sustained investment in peace, tolerance and harmony by promoting quality and transformative education and a sound cultural orientation.</p> <p><strong>“I, therefore, find the theme – ‘Education for Peace’</strong> – to be of utmost relevance for the observance of this year’s International Day of Peace.”<br />She said all must think of recalibrating traditional education methods towards promoting cross-cultural dialogue and understanding, and should also use social media and other education tools to propagate a culture of peace and non-violence among children.
<p style="margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"><em><span style="color: black;">Nel messaggio per la prossima Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, papa Francesco ricorda che nessun paese può affrontare da solo le emergenze legate al fenomeno</span></em></p> <p style="margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"><em><span style="color: black;"> </span></em></p> <p style="margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"><strong><span style="color: black;">Città del Vaticano, 24 Settembre 2013 (</span><span style="color: black;"><a href="http://www.zenit.org/?utm_campaign=quotidiano&utm_medium=email&utm_source=dispatch"><span style="color: #0000ee;">Zenit.org</span></a></span></strong><span style="color: black;"><strong>)</strong> - Il fenomeno delle migrazioni svela due facce: da un lato le lacune nell’accoglienza e l’impreparazione delle autorità, dall’altro la speranza per un futuro migliore dei popoli. Su questo assunto si apre il Messaggio di papa Francesco per la prossima Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato (19 gennaio 2014), sul tema <em>Migranti e rifugiati: verso un mondo migliore</em>.</span><span style="color: black;">(…) </span></p> <p style="margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"><span style="color: black;"> </span></p> <p style="margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"><span style="color: black;"><strong>È impossibile, ha proseguito il Santo Padre, “ridurre lo sviluppo alla mera crescita economica</strong>, conseguita, spesso, senza guardare alle persone più deboli e indifese”. È fondamentale, quindi, “passare da una cultura dello scarto ad una cultura dell’incontro e dell’accoglienza”.</span></p> <p style="margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"><span style="color: black;">I migranti e i rifugiati non sono “pedine sullo scacchiere dell’umanità” ma esseri umani che cercano un “di più”, non solo nell’“avere” o nel “conoscere” ma soprattutto nell’“essere”.</span></p>
<p><em>Episodi a catena nel circuito virtuoso del “date e vi sarà dato”. Storie quotidiane di una famiglia italiana.</em></p> <p><br /><strong>Problemi economici, come in tante famiglie</strong>. Stipendi arretrati, e infine, sospensione del lavoro. Con tre figlie piccole il futuro potrebbe sembrare minaccioso. Come fare? Misurare le proprie necessità su quelle degli altri può sembrare una scelta folle, ma in questo caso, è risultata vincente. I fatti, raccontati dalla mamma, lo dimostrano.
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