<p style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;"><span class="Apple-style-span" style="line-height: 15px;"><em>La guerra in Siria. Tutti i conflitti dimenticati. Il nostro appello sul sito dello UWP, come uno spazio per dialogare e condividere pensieri e azioni per la pace</em></span></p> <p><strong>La Siria, l’Egitto, l’Afghanistan e il Congo</strong> solo per citare alcuni Stati, terre di conflitti in cima alle notizie. O più silenti, ma sempre cruenti in termini di vite spezzate, odi diffusi e miseria che aggiunge miseria.
<p><em>A conclusione del convegno-laboratorio che ha radunato 650 educatori di tutto il mondo, l’adesione a un ‘patto educativo’ che traccia un percorso: la missione dell’educare che porta alla pace continua nelle centinaia di iniziative e progetti in corso. Ed anche uno spazio durante il live streaming per lo United World Project</em></p> <p><strong>Educazione, via privilegiata alla ricerca della pace</strong>. Con questo filo si sono intrecciati i percorsi di famiglie e scuola, animatori di gruppi e studiosi di pedagogia ed anche di giovani e giovanissimi di diversi contesti culturali, impegnati quotidianamente a confrontarsi con la questione educativa, presenti a <a href="http://www.new-humanity.org/it/learning-fraternity.html" target="_blank" rel="noopener">Learning Fraternity </a>(Castelgandolfo, Roma – 6-8 settembre 2013).
<p><em>Come tradurre l'impegno del "fare gli altri quello che vorresti fosse fatto a te?". La voce dei giovani dalla pagina Facebook dei <a href="https://www.facebook.com/Y4UW.JO?fref=ts" target="_blank" rel="noopener">Giovani per un Mondo Unito della Giordania</a></em></p> <p>In oltre 60mila si sono impegnati con una <a href="http://unitedworldproject.org/en/signatures/sign-up-online.html" target="_blank" rel="noopener">firma </a>a vivere la Regola d'oro con lo United World Project: giovani, adulti e anche personalità. E sono anche tanti i modi per "farla nostra" nelle situazioni quotidiane o più impegnative perché significa andare "oltre" il nostro stile di vita e averne uno nuovo che fa, dell'altro, il nostro centro.
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: 15.75pt; vertical-align: baseline;"><i><span style="font-size: 9pt; color: #323232;">20 di agosto. Il dato? Gli uomini consumano molto di più di quanto il Pianeta possa produrre in un anno </span></i></p> <p style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: 15.75pt; vertical-align: baseline;"><span style="font-size: 9pt; color: #323232; background-image: initial; background-attachment: initial; background-color: #f1f5f5;">Esistono solo un certo numero risorse naturali che la Terra può fornire e oggi siamo andati oltre il nostro limite annuale. L'“<strong>Earth Overshoot Day</strong>” segna la data è il momento dell'anno (20 agosto, <em>ndr.</em>) in cui gli esseri umani hanno usato tanto la natura, come la terra, gli alberi e i pesci, come gli ecosistemi del Pianeta in grado di rigenerarsi.</span></p>
<p><em>“Una società moderna ha bisogno di fraternità per governare i rapporti sociali complessi”. Per “Protagonisti della fraternità”, a dieci anni dalla scomparsa, presentiamo la figura di Sergio Vieira De Mello, funzionario dell’Onu, promotore della pace nei luoghi di conflitto accanto ai rifugiati e in difesa dei diritti dell’uomo</em></p> <p> <br /><strong>Ore 16:40 del 19 agosto 2003</strong>. Una violenta esplosione fa saltare l’Hotel Canal, quartier generale dell’Onu a Bagdad. Un attentato gravissimo in cui perdono la vita 22 persone. Tra loro, il brasiliano Sergio Vieira de Mello, inviato speciale delle Nazioni Unite. Tre i giorni di lutto ufficiale che saranno decretati dall’allora presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva per la morte dell'alto commissario Onu per i diritti umani. Nel 2008 l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha proclamato per il 19 agosto la Giornata Mondiale Umanitaria. Un modo per sensibilizzare l’opinione pubblica su questioni umanitarie perché è in modo globalizzato che oggi si vivono i conflitti. A Bologna una piazza che conduce a Porta Europa è intitolata a suo nome.</p>
<p><em>L'impatto e la crescente curiosità creatasi atorno ad un piccolo gruppo di giovani al confine con il Texas. La scelta di andare avanti anche nei momenti difficili</em></p> <p><br /> <strong>"Vengo da una piccola città vicino a El Paso, in Texas</strong>, dove non sempre c'è modo di divertirsi nel tempo libero. Ma mi è stato offerto, però, qualcosa di più prezioso. Un'attività enorme per il gruppo giovanile di cui faccio parte è stata la trasmissione di una stazione radio locale chiamata “Chicos Por la Unidad” (Ragazzi per l'unità, <em>ndr.</em>), 1110 AM Radio Guadalupana. Anche se El Paso è stata nominata la città più sicura in America per gli ultimi tre anni, a causa della sua posizione al confine con il Messico, le persone sono comunque continuamente esposte alla violenza, l'ingiustizia e la povertà. Ma noi volevamo trovare un modo per dare i valori di pace, fratellanza e l'amore per i giovani di El Paso e Ciudad Juarez, la nostra "città sorella", una delle città più pericolose del Messico. Ci sono voluti tre mesi per ottenere l'approvazione, ma alla fine abbiamo creato un programma chiamato "Ragazzi per l'unità. Dove solo l'amore può cambiare il mondo".
<p><em>Città del Vaticano, 31 luglio - Papa Francesco mercoledì scorso ha annunciato che il tema per la celebrazione della sua prima Giornata della Pace</em> <em>s<span class="Apple-style-span"><span class="Apple-style-span"><span class="Apple-style-span"><span class="Apple-style-span"><span class="Apple-style-span">arà "<strong>Fraternità</strong>, fondamento e cammino alla pace"</span></span></span></span></span></em></p> <p><i><span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"><i><span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"><i><span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"><i><span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"><span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;">Celebrata il 1 gennaio, la Giornata della pace era stato frutto dell'intuizione di Papa Paolo VI </span>e promossa per porre fine alla violenza mondiale."<strong>Fraternità</strong>, un dono e un compito che viene da Dio Padre. Urge essere solidali contro la disuguaglianza e la povertà che danneggia il tessuto sociale, per prendersi cura di ogni persona, specialemente delle più deboli e indifese, per amare lui o lei come se stessi, </span></i></span></i></span></i></span></i><span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"><span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"><span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;">con il cuore di Gesù" si legge nella dichiarazione vaticana.</span></span></span></p>
<p><em>Coniugare la legalità all’ambiente, all’accoglienza e al lavoro. Se ne parla dal 29 luglio al 2 agosto a Caserta con i 500 giovani da tutta Italia per “Legalità. Protagonisti della nostra terra”</em></p> <p>Erano tutti ai blocchi di partenza, il 29 luglio, in un vero e proprio “collegamento ideale”: i 500 ragazzi dei Giovani per un Mondo Unito del PalaVignola di Caserta con i 2 milioni di giovani a Rio De Janeiro della Giornata mondiale della gioventù. Stiamo parlando di “Legalità- Protagonisti della nostra terra”, il primo meeting nazionale dei Giovani per un mondo unito con iniziative, dibattiti e forum sulla legalità coniugate all’ambiente, all’accoglienza e al lavoro. Quattro giorni dal 29 al 2 agosto il cui obiettivo si riassume in quanto affermato durante la conferenza stampa del 26 luglio scorso da due Giovani per un Mondo Unito, Francesca Santoro di Milano e Antonio Pone di Napoli, “Siamo impegnati a dare il proprio contributo in quelle "periferie dell'esistenza" che sono le ferite dei nostri territori".
<p><em>Piccole e grandi esperienze. Alla vigilia della Gmg si è tenuto un seminario alla PUC University in cui giovani appartenenti alle tre grandi relioni monotesite hanno costruito ponti a Rio de Janeiro</em></p> <p><strong>Per la prima volta nella storia della Gmg</strong> si sono incontrati. Stiamo parlando dei giovani delle tre grandi religioni monoteistiche che domenica, 21 luglio, in 150 tra cattolici, ebrei e musulmani si sono riuniti in un auditorium della PUC University per un seminario promosso dalla Interreligious Youth di Rio de Janeiro (JIRJ, in Portoghese) al fine di celebrare l'“unità nella diversità” e mettere in pratica il dialogo, scendendo fino ai più piccoli dettagli. Da qui la scelta degli organizzatori di non offrire alcun rinfresco durante l'intervallo, al fine di rispettare il periodo di digiuno musulmano del Ramadan.</p>
<p><em>Dal sito <a href="http://www.focolare.org">www.focolare.org</a>. Nell’esperienza della comunità dei Focolari di Acquaviva delle Fonti (BA), vivendo la ‘Regola d’oro’ si vive lo spirito di famiglia con chi è lontano dalla propria</em></p> <p><strong>Provengono dai paesi e dalle culture più diverse</strong>: Albania, Ucraina, Georgia, Marocco, Senegal, Romania, Nigeria, Bielorussia. Come tanti altri loro connazionali hanno lasciato spesso situazioni drammatiche dietro di sé, e i propri cari, nella speranza di un lavoro e di una prospettiva di vita.
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