Operazione Africa: il miracolo nella foresta
Il racconto di una storia eccezionale, iniziata sessant’anni fa che mette in relazione la tribù Bangwa del Cameroon con i giovani del mondo. Un racconto a puntate per scoprire, piano piano, una rivoluzione che ci interpella ancora oggi.
Ci sono storie che lasciano un segno! Storie di vita che anche a distanza di anni continuano a parlare al cuore delle persone che le hanno vissute, ma anche a coloro che ne portano avanti gli ideali. Così è per la storia del Movimento Gen, i “giovani” del Movimento dei Focolari, che incoraggiati da Chiara Lubich (1920-2008) la loro fondatrice, si erano fatti promotori di quella che loro chiamavano semplicemente una “rivoluzione”, già sessant’anni fa: in mezzo ai grandi cambiamenti economici, politici e sociali degli anni ’60 del secolo scorso, soprattutto in Europa, ma non solo, questi giovani avevano sperimentato che la fraternità che il Vangelo auspicava era cosa fattibile, concreta, bellissima, capace di cambiare le storie e la “Storia”, dando risposte ai grandi “perché” della loro vita.
Mille e mille, in quegli anni, sono state le iniziative portate avanti da quei giovani, nelle piccole strade di un villaggio sperduto come nelle grandi metropoli. Nelle università, negli ambienti sportivi, di gioco, nei luoghi di lavoro, nelle case: ogni occasione era buona e ogni strumento adatto a stare vicini a chi soffriva, a dare consolazione a un pianto, ma anche a far capire a quante più persone possibili, che la fraternità non era un gioco, ma dava gusto alla vita.
Che cos’è il progetto Operazione Africa
È chiaro che in un contesto così non poteva rimanere inascoltato il grido proveniente da una popolazione, i Bangwa, che vivevano in una parte remota della foresta africana, in Cameroon. I Bangwa erano un popolo di antica civiltà, con la ricchezza dei più puri valori africani, con un forte senso della comunità, dell’essere insieme.

Un flagello si era abbattuto su quella popolazione che non sapeva come reagire, ma non potevano assistere inermi alla distruzione della loro gente e della loro civiltà; disperati, avevano chiesto aiuto anche a quel Dio dei cristiani, anche se non lo conoscevano così bene.
Quella preghiera non sappiamo ancora oggi che giri veramente abbia fatto. Sappiamo che era arrivata alle orecchie del vescovo locale, Jules Peeters (1913-2002), un missionario olandese da anni in Cameroon, che subito aveva contattato Chiara Lubich.
Da quel grido è partita una storia che sa di miracolo, un vero “miracolo nella foresta” che ha coinvolto tantissime persone in tutte le parti del mondo, e fin dal 1969 è diventata una vera e propria operazione internazionale, con i giovani dei Focolari in prima linea: è stata la ben nota “Operazione Africa”, per il popolo Bangwa.
A sessant’anni dalla nascita del Movimento Gen, non c’era forse modo migliore di celebrare questo anniversario, ricordando quella storia, soprattutto con le voci dei giovani di allora che l’hanno vissuta, intrecciata con quella dei giovani e meno giovani di oggi che la portano avanti.
Il podcast che qui presentiamo racconta a puntate proprio tutto questo attraverso la voce dei protagonisti Bangwa, ma anche dei giovani di altre parti del mondo: cosa era successo veramente al popolo Bangwa? Perché i giovani dei Focolari di tutto il mondo si erano impegnati così tanto in quegli anni e cosa è rimasto oggi di quel vissuto? Cosa dice la storia dei Bangwa ai giovani che anche oggi abbracciano l’ideale della fraternità?
Forse può apparire presuntuoso rispondere a tutte queste domande. È stato necessario però porsele, per capire cosa è veramente successo in quegli anni, mettendo in risalto come quell’operazione sia diventata un paradigma importante per la vita di tanti giovani e comunità nel mondo.
Tant’è che l’operazione non si è fermata nemmeno oggi: sviluppata in “Progetto Africa” nei primi anni 2000, ha assunto diverse forme e contesti, con sviluppi che arrivano ai giorni nostri.

Perché l’abbiamo detto all’inizio: ci sono storie che lasciano il segno, e quel segno continua a interpellarci ancora oggi: la cultura dei Bangwa ad esempio, sempre più in relazione con le altre culture dei Paesi africani e non solo, vuole sempre di più rispondere alla domanda di senso della vita mettendo come base la categoria della relazione con l’altro. E poi, progetti concreti come “Together for a new Africa”, realizzato da giovani provenienti da diversi Paesi africani, con l’obiettivo di preparare le nuove generazioni alla leadership per affrontare le sfide cruciali del Continente.
Per non parlare di ciò che, nello spirito della reciprocità, le culture africane continuano a dare a tutti noi. Sì! Ce ne sarebbero ancora da raccontare… Buon ascolto!
Operazione Africa su Spotify: ascolta i 4 episodi
- 1 — Un’introduzione a Operazione Africa e alla crisi sanitaria che si è sviluppata lì.
- 2 — Un’intervista a Paola, Roberto e Iride su come hanno vissuto questa iniziativa in Europa e nel resto del mondo.
- 3 — Un’intervista a Margaret Coen, oggi giornalista irlandese, che da Gen ha viaggiato a Fontem a gennaio insieme a una Gen francese.
- 4 — Un’intervista a Melchiorre di Together for New Humanity, che ripercorre il cammino da Operazione Africa a Progetto Africa.