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Workshop

Lavorare come le api: insieme e in modo sostenibile

 
 
Di Anita Martínez

Quest’anno, nella 5° edizione delle “Vacanze diverse” a El Espinal (Salta, AR), è stata visitata la nuova sala di estrazione e frazionamento del miele creata in collaborazione con un’associazione di donne del luogo: un progetto che tende a potenziare la produzione di miele nella comunità locale.

Quest’anno, le Vacaciones diferentes” (vacanze diverse) a El Espinal, un paese situato nella provincia di Salta, nel nord-ovest dell’Argentina, sono giunte alla loro quinta edizione. Dal 2016, infatti, diversi giovani argentini prendono parte al progetto denominato “Turismo Sustentable Noa” (TSNOA), un progetto di turismo sostenibile e solidale nel nord-ovest del paese che cerca di generare lo sviluppo umano e sociale delle comunità indigene e contadine, lavorando insieme a loro per valorizzarne le attività e la ricchezza culturale.

Tra le escursioni svolte durante quest’ultima edizione, c’è stata la visita alla nuovissima sala di smielatura e frazionamento del miele, che fa parte del programma di “Desarrollo Apícola en la Comunidad El Espinal” (Sviluppo dell’apicoltura nella comunità di El Espinal), e affidata all’Associazione delle Donne di El Espinal, che è un’associazione che riunisce 37 soci, tra gli altri: artigiani, persone che lavorano in attività turistiche e apicoltori, a cui partecipano anche uomini.

Promozione dell’attività locale

La produzione artigianale del miele è una delle attività principali che alcuni abitanti erano soliti svolgere tradizionalmente nelle loro case. Il TSNOA ha promosso la costruzione di un locale per la smielatura e il frazionamento del miele, al fine di aumentare e professionalizzare il processo e raggiungere così il grande obiettivo: esportare il proprio miele. Oggi, infatti, il miele viene venduto per lo più localmente ai turisti e ai visitatori che attraversano la zona.

Agustín Cabezas, Coordinatore del NOA Turismo Sostenibile, spiega il processo che ha portato ad ottenere il finanziamento del progetto: “noi, insieme al Segretario degli Affari Agrari della Provincia di Salta, abbiamo lavorato in modo coordinato per realizzare un progetto per la costruzione di questa sala. Nel 2018, dopo tanto lavoro e difficoltà superate, siamo riusciti a presentarlo al Ministero dell’Industria agroalimentare nazionale, ed è stato selezionato”.

Nell’agosto del 2019, una volta arrivati i finanziamenti, sono iniziati i lavori. Bisognava attrezzare il locale, acquistare i macchinari industriali, gli alveari e le piante da frutto per nutrire le api.

All’epoca, Magdalena Zerpa, presidente dell’Associazione delle Donne di El Espinal, commentò ai microfoni di un media locale: “siamo madri, mogli, sorelle e imprenditrici, molti anni fa avevamo il sogno di una cooperativa che potesse essere indipendente e lavorare con dignità, oggi siamo felici perché vediamo il nostro sogno realizzarsi e questo ci riempie di gioia e ci motiva a raddoppiare il nostro lavoro”.

Obiettivi alti ma sostenibili

“Il progetto mira ad aumentare il numero di chili di miele prodotto all’anno, e ciò che la sala di smielatura permette è la possibilità di certificazione del miele. Perché il processo di estrazione e frazionamento che verrà effettuato in questa sala sarà abilitato dalla bromatologia (ndr. Scienza che studia le sostanze alimentari per stabilirne composizione, genuinità, stato di conservazione, nonché eventuali inquinamenti e sofisticazioni), nel rispetto delle norme igieniche. In questo caso, il miele sarà certificato e potrà essere commercializzato in altri modi e persino esportato”, continua Cabezas.

La sala è stata completata nel dicembre 2019 e ora è iniziata la formazione per imparare ad usarla, con il supporto dell’Istituto Nazionale di Tecnologia Agricola (INTA), che ha messo a disposizione gratuitamente anche un tecnico specialista in apicoltura per la loro formazione.

“Tutto è scalabile e lento, perché è un progetto molto ambizioso e ci vorrà del tempo per raggiungere l’obiettivo di esportare il miele ma siamo sulla buona strada”, conclude con entusiasmo Agustín Cabezas.

 

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