<p><em>L'impegno di Antonio Monteiro e sua moglie a Faira Brava per salvare varie specie di uccelli in estinzione tra cui le aquile del Bonelli. Proteggere gli uccelli si è trasformato in qualcosa di più grande che ha il potenziale per portare più persone e lavoretti per una zona che necessita di entrambe. </em></p> <p> <strong>Rodrigo Figueira de Castelo, Portogallo -</strong> In una piovosa mattina d'inverno Antonio Monteiro e due colleghi stavano spingendo la carrozzina di un malato lungo una pista sassosa della riserva naturale di Faia Brava nel nord-est del Portogallo. Improvvisamente il signor Monteiro, guardando verso l'alto esclama: "Guardate! L'Africa!".Una decina di grifoni, enormi uccelli con teste bianche e ali fulve, stavano planando sulla zona.</p> <p><strong>E 'stato per proteggere questi magnifici uccelli</strong> e altre specie in via d'estinzione, comprese le aquile del Bonelli che il signor Monteiro e sua moglie, Ana Berliner - entrambi biologi della fauna selvatica -, che hanno iniziato circa 15 anni fa a darsi da fare per Faia Brava - meglio conosciuta come " scogliera selvaggia" in portoghese.</p>
<p> </p> <p><em>Myanmar (Birmania), paese con più di 50 milioni di abitanti, situato nell’Asia sudorientale. In un piccolo villaggio al sud del Paese, è in corso di realizzazione un progetto per la produzione di energia elettrica biogas, frutto dello sforzo comune e solidale di tanti.</em></p> <p><strong>«Fin dalla sua fondazione nel 1860</strong> – racconta il parroco p. Carolus Su Naing –, la parrocchia ha servito la chiesa locale interessandosi soprattutto dello sviluppo sociale e pastorale degli abitanti del luogo e, nel tempo, ha fondato altre 4 parrocchie: Pinle, Aima,Pein ne gone, Myitkalay e Wakema, dove abitano complessivamente circa 8.000 cattolici. Kanazogone ha avuto sempre un ruolo vitale nel prendersi cura delle persone più bisognose della regione. Quando, nel 2008, il ciclone “Nargis” si abbatté sulla regione del Delta, il nostro villaggio divenne il centro dei rifugiati: circa 3000 persone colpite dal ciclone».
<p> </p> <p><em>E' quanto afferma la Cluster Munition Coalition a cinque anni dalla conferenza di firma della Convenzione di Oslo del 2008.</em><strong><br /></strong></p> <p><strong>Migliaia di vite civili</strong> sono stati salvate dalla Convenzione 2008 sulle munizioni a grappolo da quanto è stata aperta alle firme cinque anni fa oggi, ha affermato la Cluster Munition Coalition.</p> <p><strong>A cinque anni dalla conferenza di firma</strong> della Convenzione di Oslo il 3 dicembre 2008, più della metà delle nazioni del mondo hanno già aderito al trattato, creando un potente stigma globale contro l'uso di questa arma indiscriminata.</p>
<p> <em>Quando il Natale ha il valore aggiunto della sfida dell’unità politica e sociale.</em></p> <p><strong>La Chiesa Ortodossa d’Egitto</strong> celebra le festività natalizie del 7 gennaio rivolgendo preghiere che parlano di stabilità politica, sicurezza, pace sociale.</p> <p><strong>Il nostro corrispondente al Cairo</strong> Mohammed Shaikhibrahim ha visitato la cattedrale della capitale alla quale i fedeli possono accedere soltanto dopo un controllo di sicurezza.</p> <p><strong>“Ringraziamo Nostro Signore</strong> in questi giorni che ci rendono più uniti” dice l’arcivescovo Saleeb Matta Sawiris. “Il Paese ha stabilito un giorno festivo per tutti gli egiziani, Natale arriva quest’anno all’inizio di una nuova fase nella storia del nostro amato Paese, durante l’avvio della road map”.
<p><em>Uguali "senza discriminazioni" davanti alla legge, è la prima volta.</em></p> <p><strong>La parità assoluta tra uomini e donne</strong> entra per la prima volta nella costituzione tunisina.</p> <p><strong>La costituente tunisina ha infatti approvato</strong> oggi (6 Dicembre, <em>ndr.</em>) un articolo del progetto di Costituzione che introduce per la prima volta nel Paese l'uguaglianza "senza alcuna discriminazione" davanti alla legge tra "cittadini e cittadine".</p> <p><strong>L'articolo 20 è stato approvato</strong> con 159 voti favorevoli su 169.</p>
<p><em>Al MAMT testimonianze civilta' e migrazioni da oltre 40 paesi.</em></p> <p><strong>Una "sala preghiere" comune</strong> aperta alle religioni monoteiste del Mediterraneo sarà inaugurato domani (19 Dicembre, <em>ndr.</em>) dall'Imam Hamid Saydawi, atto simbolico d'apertura del MAMT, Museo Mediterraneo dell'Arte, della Musica e delle Tradizioni, che apre le sue porte alla città.</p> <p><strong>"La Sala è luogo di preghiera</strong> per i musulmani e per tutti coloro che credono nel Dio Unico - spiega il presidente della Fondazione Mediterraneo Michele Capasso promotore del museo - Vi si trovano il Mihrab e due scritti rari sul nome di Allah. Il primo, offerto dal Sultanato dell'Oman, significa 'Dio Clemente e Misericordioso ' ed è tagliato dalla copertura della Kaaba, una costruzione che si trova nella Masjid al-Haram, al centro della Mecca e costituisce il luogo più sacro dell'Islam.</p>
<p><em>Iniziativa dei City Angels, come camerieri un gruppo di studenti.</em></p> <p><strong>Non sono stati reclutati vip</strong> ma solo un piccolo esercito di una trentina studenti dai 14 ai 18 anni per servire i circa 200, tra clochard, 'nuovi poveri' e disoccupati, che oggi hanno pranzato al Principe di Savoia, lo storico hotel a cinque stelle di Milano.</p> <p><strong>L'iniziativa, promossa dai City Angels</strong>, è stata voluta dal direttore dell'albergo, Ezio Indiani, e ha visto il prezioso contributo della madrina dell' associazione, Daniela Javarone.</p>
<p>"Garantire pari opprtunità a tutti". Lo afferma la International Law Obligation.</p> <p><strong>La Tunisia dovrebbe portare</strong> la sua bozza di progetto costituzionale in linea con gli standard internazionali sui diritti umani e sugli obblighi del Paese in virtù del diritto internazionale. E' quanto affermano quattro organizzazioni per i diritti umani. L'Assemblea Costituente nazionale (NCA) ha iniziato la votazione articolo per articolo, ieri, 3 gennaio 2014.</p> <p><strong>Tra le modifiche più urgenti</strong> una chiara affermazione sulle convenzioni sui diritti già ratificato dalla Tunisia - e che abbiano la supremazia sul diritto nazionale -, e l'inclusione di una disposizione anti-discriminazione che sancisca la parità tra uomini e donne in tutte le sue sfaccettature.</p>
<p><em>Il racconto di un gruppo di giovani musulmani della comunità dei Focolari nel Paese nord africano. La scoperta della potenza dell’amore che supera ogni diversità.</em><br /><br /><strong><img src="images/news/2013-2015/Gen_Algerini.jpg" width="250" height="154" alt="Gen Algerini" style="float: left; margin-top: 5px; margin-right: 5px;" />«Per molto tempo abbiamo pensato</strong> che non sarebbe stato possibile rapportarsi con giovani cristiani in un modo così profondo, ma le cose che vengono da Dio non possono essere in disaccordo.<br />Siamo musulmani, di cultura e di convinzione. Veniamo da un Paese, l’Algeria, in cui la quasi totalità è musulmana, dove il contatto con altre religioni è molto raro, o meglio assente.</p> <p><strong>Certo diventava una grande sfida.</strong> Prima perché le nostre culture sono diverse, diversità coltivate soprattutto da delle dottrine politiche e storiche, e che sono in più infiorate nel quotidiano da molti ostacoli di ordine sociale e culturale.
<p><em>E' il messaggio di Papa Francesco per singoli e popoli. Lo proponiamo in versione integrale.</em></p> <p><span style="font-size: 11pt; line-height: 115%; font-family: Calibri, sans-serif;"><img src="images/news/2013-2015/Papa_Francesco_Colombe.jpg" width="201" height="150" alt="Papa Francesco Colombe" style="float: left; margin-top: 5px; margin-right: 5px;" /><span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 15px;"><strong><strong>"Fraternità: fondamento e via per la pace".</strong> </strong>Questo il titolo scelto da papa Francesco in occasione della 47sima Giornata Mondiale della Pace istituita da Paolo VI.</span></span></p> <p><strong><span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"> <p><strong>Il documento, datato 8 dicembre</strong>, consiste in 10 punti includenti un breve prologo e una conclusione strutturate su due domande della Bibbia: "Dov'è il tuo fratello?" (Genesis 4:9) e "Sarete tutti fratelli" (Matteo 23:8); insieme a sei frasi che descrivono la fraternità su pace, povertà, economia, guerra, corruzione e natura.</p>
<p><em>Ne fanno parte Bosnia, Croazia, Italia, Serbia. Adesione Fvg.</em></p> <p><strong><img src="images/news/2013-2015/I_care_for_Europe.jpg" width="200" height="150" alt="I care for Europe" style="float: left; margin-top: 5px; margin-right: 5px;" />E' nato "I care for... Europe",</strong> network tra piccoli Comuni Europei con lo scopo di far conoscere tra loro le comunità dei vari Paesi e avviare un percorso comune sulla difesa dei diritti umani e l'adozione di politiche di sviluppo locale e di cooperazione. L'avvio di "I care for ... Europe", è stato sancito con un evento di tre giorni ospitato in Friuli Venezia Giulia dove sono giunti oltre 200 cittadini da Croazia, Serbia e Bosnia-Herzegovina. Del progetto, infatti, fanno parte i centri di Tarcento e Aquileia per l'Italia, Rakovica per la Croazia, Čapljina per la Bosnia-Erzegovina, Bač per la Serbia.
Sharing stories inspires change, connects communities and shows the strength of collective action
Add your voice by sharing your story, initiative, or project. After review, it could be featured on our global platform to inspire change far beyond your community.