<p><em>Milano, venerdì 13 dicembre presso la sede dell'Associazione Arcobaleno ONLUS, un'occasione per conoscere il popolo filippino, colpito dal tifone Hayan, raccogliere gli aiuti e far incontrare due Paesi.</em> </p> <p><strong>Venerdì 13 dicembre è il giorno</strong>. A Milano, via Corsico 6, l' "Associazione Arcobaleno" e i Giovani per un Mondo Unito - con la Comunità filippina milanese propongono una serata di condivisione e di solidarietà dal titolo<a href="https://www.facebook.com/events/551089758308269/?source=1" target="_blank" rel="noopener"> "Let's Philippines"</a>: balli e musica filippina, insieme ai piatti tipici. Sarà inoltre possibile partecipare alla lotteria e dare donazioni libere.</p> <p><br /><strong>Un' occasione per essere vicino</strong> al popolo filippino colpito dal tifone Hayan: per conoscere meglio un Paese che è lontano e allo stesso tempo molto vicino. Nel donare qualsiasi tipo di aiuto le nostre due Nazioni si incontrano.</p>
<p><em>Giocondo e Annina Marconi di Anghiari salvarono famiglia ebrea.</em></p> <p><strong>Ci sono due nuovi italiani</strong> tra i 'Giusti tra le nazioni': sono Giocondo ed Annina Marconi di Anghiari (Arezzo), deceduti da tempo.</p> <p><strong>Li ha nominati Yad Vashem</strong> che ha inviato, in questi giorni, la lettera di notifica a una loro nipote, Annamaria Francalanci Marconi.</p> <p><strong>Giocondo e Annina Marconi</strong>, negli anni 1943-45, salvarono una famiglia ebrea tedesca, nascondendola sotto il tetto della loro casa di Anghiari. ''Sono felice per loro, vedono premiato il coraggio mostrato'' ha detto la nipote.
<p> </p> <p><em>Governi,istituzioni,tutti operino.</em></p> <p><strong>Nuovo appello di Papa Francesco</strong> per la campagna mondiale della Caritas "contro la fame e lo spreco di cibo": "lo scandalo di milioni di persone che soffrono la fame - ha esortato - non deve paralizzarci, ma spingerci ad agire, tutti, singoli, famiglie, comunità, istituzioni, governi, per eliminare questa ingiustizia".</p> <p><strong>Bergoglio ha ripetuto</strong> due volte il titolo della campagna Caritas, "una sola famiglia umana, cibo per tutti", e ha invitato la piazza a ripeterlo con lui.
<p><em>Secondo il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon per la Giornata internazionale dei diritti umani che si celebra il 10 Dicembre.</em></p> <p> </p> <p><strong>Per la Giornata dei Diritti Umani</strong>, osservato ogni anno il 10 dicembre delle Nazioni Unite, il segretario generale Ban Ki -moon ha detto che la volontà politica degli Stati membri è la chiave per promuovere i diritti umani nel mondo con successo.</p> <p><strong>Nel messaggio il segretraio delle Nazioni Unite</strong> ha detto che "la promozione dei diritti umani è uno degli scopi fondamentali delle Nazioni Unite e l'Organizzazione ha perseguito questa missione fin dalla sua fondazione. Allora, come oggi, la chiave del successo è la volontà politica degli Stati.</p>
<p> <p><em>Il governo si rimette in moto, gli aiuti internazionali arrivano numerosi, giungono notizie di semplici, grandi iniziative dei membri del Movimento dei Focolari. Le parole del vescovo Villegas infondono coraggio nei sopravvissuti al tifone Haiyan: le Filippine, finalmente, si rialzano in piedi</em></p> <p><strong>«Ogni giorno, nonostante tutte le cattive notizie</strong>, c’è una ragione per riacquistare la speranza». Queste le parole che ha scritto Greg Suarez, un medico volontario, quando ha pubblicato la foto dell’arcobaleno. L’ha scattata quando stava salendo in cima a una struttura a Tacloban, sette giorni dopo che il tifone Haiyan colpisse la città.</p> <p><strong>È stato un bellissimo segno</strong> di speranza per la gente della città, così stanca delle lente operazioni di soccorso e delle scene di disperazione nelle strade. Ma c’è anche un’altra ragione per sperare che pian piano le persone riusciranno a rimettersi in piedi. Lo scorso giovedì i media internazionali – fra cui la BBC e la CNN – hanno criticato il presidente delle Filippine Aquino per la disorganizzazione delle operazioni di soccorso. Forse questo ha fatto ridestare il presidente che si è rimesso in piedi ed è riuscito a organizzare il suo gabinetto dopo 7 giorni. Continuando a mostrare cosa sta accadendo a Tacloban e nelle altre aree delle province di Leyte e Samar il ruolo che i media stanno giocando continua a essere cruciale.
<p><em>Promozione dialogo interreligioso e cooperazione culturale.</em></p> <p> </p> <p><strong>Il papa copto ortodosso</strong> Tawadros II ha ricevuto nella sede del patriarcato al Cairo l'ambasciatore d'Italia Maurizio Massari. Nel corso di un "lungo e cordiale colloquio", si legge in una nota dell'ambasciata, e' stata discussa "la proficua collaborazione tra il governo italiano e la Chiesa copta ortodossa d'Egitto".</p> <p><strong>Massari ha ribadito l'attenzione</strong> riservata dall'Italia alla promozione del dialogo interreligioso, esprimendo piena solidarieta' a Tawadros II "per i recenti, tragici eventi che hanno coinvolto i cristiani copti nelle zone dell'Alto Egitto, in particolare nel governatorato di Minya".
<p><em>Ai teologi, siate pionieri dialogo Chiesa con altre culture.</em></p> <p><strong>"Dio non è una minaccia per l'uomo!</strong> La fede nel Dio unico e tre volte santo non è e non può mai essere generatrice di violenza e di intolleranza". Lo ha affermato papa Francesco ricevendo in udienza la Commissione teologica internazionale.</p> <p><strong>I teologi, ha detto</strong>, sono "pionieri" del "dialogo della Chiesa con le culture; un dialogo al tempo stesso critico e benevolo, che deve favorire l'accoglienza della Parola di Dio da parte degli uomini di ogni nazione, razza, popolo e lingua".</p> <p>
<p> <p><em>Rinnovato l'appello alla radio italiana contro l'estorsione per il cuoco siciliano.</em></p> <p><strong>Il cuoco siciliano Natale Giunta</strong>, che vive sotto la minaccia della criminalità organizzata dopo aver denunciato quattro uomini per tentata estorsione all'inizio di quest'anno, ha rinnovato il suo appello agli imprenditori per resistere alla mafia. "Tutto è iniziato quano i truffatori hanno iniziato ad appoggiarsi su di me nel marzo 2012" ha detto il rinomato ristoratore stamttina in una trasmissione radiofonica di RAI 1. " Mi hanno detto che dovevo porre fine alla mia attività. In termini "Mafia", avrei dovuto chiedere ai clan il permesso prima di fare business".</p> <p><strong>"Non ho esitato ad andare alla polizia</strong> perché questa cultura è estranea a me" ha detto Natale Giunta, nativo di Palermo.
<p><em>Mandela, un solo mandato come presidente del Sudafrica, ritiratosi dalla vita pubblica dal 2010 quando la nazione ha ospitato i Mondiali di calcio. Ma i suoi decenni di carcere e la sua lotta per il perdono in risposta alla vendetta ha fatto di lui un potente simbolo della lotta per porre fine al sistema brutalmente codificato di questo Paese, che affida alla risoluzione pacifica anche i più complessi conflitti.</em></p> <p><strong>"La nostra nazione ha perso</strong> il suo figlio più grande" ha detto il presidente Jacob Zuma in un discorso televisivo nella notte di giovedi, aggiungendo che Mandela era morto alle 20:50 ora locale. "La sua umiltà, la sua compassione e la sua umanità gli sono valsi il nostro amore e la nostra gratitudine".</p> <p><strong>Zuma ha definito la morte di Mandela</strong> "il momento del nostro dolore più grande" e ha detto che i pensieri del Sudafrica sono con la famiglia dell'ex presidente. "Hanno sacrificato e sofferto tanto perché il nostro popolo potesse essere libero" ha detto.</p>
<p><em>Il Rabbino Sid Schwarz, direttore di Fede e Bene Comune all' Auburn Theological Seminary, racconta la sua Hanukkah sul blog dell'huffingtonpost.com. Come con il Natale e la Kwanza, Hanukkah cade durante il solstizio d'inverno, nel periodo più buio dell'anno allo stesso modo "ognuno di noi avrà bisogno di trovare il modo per accendere una candela e bandire l'oscurità".</em></p> <p><strong>"Per la prima notte di Hanukkah di quest'anno</strong>, mi sono ritrovato in un luogo insolito. Pensavo che sarei stato ospite di uno dei tradizionali eventi ebraici organizzati dall' ambasciatore israeliano negli Stati Uniti Michael Oren. Ma, all'ultimo minuto mi è stato chiesto dall'Ambasciatore indonesiano Dino Patti Djalal, di partecipare ad un gruppo interreligioso che comprendeva uno dei principali religiosi musulmani del suo Paese, il dottor Din Syamsuddin. Syamsuddin è il presidente di Muhammadiyah, un'organizzazione di 29 milioni di musulmani che sponsorizza una vasta gamma dei programmi sociali ed educativi in Indonesia e più di una dozzina di università. Sempre nello stesso gruppo c'era il reverendo Michael Livingston, presbiteriano ed ex presidente del Consiglio Nazionale delle Chiese, a capo di un'iniziativa per combattere la povertà.
<p><em>Ma anche più fondi accoglienza, esperti diritto asilo sui confini</em></p> <p> </p> <p><strong>Sull'immigrazione l'Ue</strong> prova a muovere i primi passi, sollecitata dalla Commissione, che con Cecilia Malstrom in testa incalza: "Questo è il momento di agire".</p> <p><strong>L'occasione è la presentazione del lavoro</strong> condotto dalla task force per il Mediterraneo (il gruppo di esperti dei 28 con la regia dell'esecutivo comunitario e la partecipazione di varie agenzie Ue). Un dossier di 15 pagine diviso in 38 azioni, che domani sarà discusso dai ministri degli Affari interni riuniti in consiglio, prima di passare al vaglio del vertice del 19 e 20 dicembre.
<p> </p> <p><em>A volte rispondere ad una richiesta d'aiuto può avere conseguenze imprevedibili: l’avventura di una comunità che si prende cura dei non vedenti, dando vita ad un'esperienza pilota nel suo genere.</em></p> <p><strong>Orano, la seconda città dell’Algeria</strong>, si affaccia sul Mediterraneo. È uno dei maggiori centri commerciali e culturali dell’Africa del Nord.</p> <p><strong>Un gruppo di persone</strong>, per lo più musulmane, impegnate a vivere secondo i valori della fraternità proposti dai Focolari, porta avanti un’esperienza con persone non vedenti. Scheherazad ne fa parte dal 1990: “Nel 1997, attraverso una mia sorella più giovane che lavora in una clinica oculistica – racconta –, conosco una suora cattolica che cercava una persona che insegnasse il francese ad un gruppo di non vedenti della città; non mi sento preparata, sono una casalinga e mi sembra che questo impegno superi le mie capacità; eppure, d’accordo con mio marito, decido di accettare, cosciente che in quella proposta si può nascondere un preciso piano di Dio”.</p>
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