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Cattolici e anglicani insieme per la pace in Congo

<p><em>Il 1 dicembre parte da Kinshasa la campagna "Peace in the Great Lakes" promossa dai vescovi delle due confessioni religiose.<br /></em></p> <p><strong>Vescovi cattolici e anglicani in Congo</strong> uniti in una campagna congiunta per promuovere l'unità nella terra teatro di violenza del gruppo armato M23.</p> <p><strong>L' ACEAC (Associazione delle Conferenze Episcopali dell'Africa Centrale, <em>ndr.</em>)</strong> riunisce i vescovi della Repubblica Democratica del Congo, Burundi, Ruanda e l'Associazione dei vescovi anglicani. L' iniziativa - intitolata "Peace in teh Graet Lakes" partirà il 1 di dicembre..</p> <p><strong>Monsignor Fridoin Ambongo di Bokungo -</strong> presidente della Commissione Giustizia e Pace della ACEAC -, ha presentato la campagna a Kinshasa. Il vescovo congolese ha parlato della recente sconfitta del gruppo ribelle M23 che in questi anni ha seminato terrore tra gli abitanti del Nord Kivu. "I pastori della Chiesa anglicana e cattolica dei Grandi Laghi valutano positivamente i recenti sviluppi avvenuti nella regione, in particolare nella parte orientale della Repubblica democratica del Congo. Ringraziamo coloro che hanno reso possibile questo cambio di rotta" ha detto il Vescovo Ambogo.</p>

Sindaco italiano rinuncia allo stipendio per acquistare defibrillatori

<p><em>Gli apparecchi indispensabili in caso di emergenza verranno posizionati nei punti nevralgici della cittadina di Bussolengo in provincia di Verona</em></p> <p><em></em><strong>Verona, 12 novembre -</strong> Il sindaco di Bussolengo Maria Paola Boscaini ha dichiarato  di aver donato il suo stipendio di un mese per acquistare defibrillatori  pee la cittadina in provincia di Verona. "Credo in questa iniziativa - ha dichiarato il sindaco -, e vale la pena rinunciare al salario per una causa come questa".</p> <p><strong>L'obiettivo è di posizionare</strong> i defibrillatori nelle aree affollate di Bussolengo quali scuole, palestre, complessi sportivi e centri  commerciali, per dotare i residenti di un dispositivo salvavita indispensabile in caso di attacco cardiaco.

Il Tifone Haiyan nelle Filippine: tra distruzione e aiuti

<p><em>Mobilitati i soccorsi internazionali che sono già all'opera, ma  si contiinua a lottare per raggiungere alcune delle città e dei villaggi spazzati dalla tempesta.</em></p> <p> </p> <p><strong>I funzionari stimano fino a 10.000 persone</strong>  morte a Tacloban ( a Leyte Island, Filippine) a causa di Haiyn, il violento tifone che si è abbatutto sulle Filippine l'8 novembre.Centinaia di migliaia sono gli sfollati. Dopo aver abbattuto case, scuole e un aeroporto,  Haiyn si è diretto verso il nord del Vietnam in prossimità del confine cinese, dove ha perso potenza trasformandosi in tempesta tropicale.<br /><br /><strong>Quattro sono stati i milioni di persone colpite nelle Filippine</strong> da questo tifone senza precedenti e molti stanno lottando per sopravvivere senza cibo, riparo e acqua potabile .<br />Un enorme sforzo internazionale è in corso, ma si lotta per raggiungere alcuni paesi e villaggi spazzati dalla tempesta.</p>

Violenza in Colombia: un popolo indigeno chiede il riconoscimento della propria identità

<p><em>Gli Awa, un popolo che da anni vive in una delle zone più colpite dal conflitto nello Stato con capitale Bogotà</em></p> <p><strong>Gli Awà sono una popolazione indigena</strong> che si trova al confine tra Ecuador e Colombia ma non si sentono parte di nessuna delle due società moderne. Inoltre, anche loro soffrono le conseguenze del conflitto armato che si svolge in Colombia da molti anni. (…)</p> <p><strong>In Ecuador ci sono più di 4.000 Awà e 40.000 in Colombia</strong>, in pratica il confine è inesistente.  Il Grand Awa Family è considerata un unico territorio indipendentemente dai confini riconosciuti a livello internazionale. Purtroppo per il popolo Awa vivono in una delle aree più colpite dal conflitto. (…)</p>

Terra dei Fuochi, al via i rilevamenti aerei

<p><em>Firmata in Campania la convenzione tra Regione e Capitanerie</em></p> <p><strong>Napoli -</strong> Per identificare le anomalie e le criticità ambientali in Campania e combattere i reati connessi, come i roghi dei rifiuti nella tristemente nota Terra dei Fuochi, scende in campo l'alta tecnologia: è previsto l'impiego di un aereo ATR 42 MP per il telerilevamento infrared, dei satelliti e anche dei droni, nella convenzione firmata l'  novembre a Napoli tra il presidente della Regione Campania Stefano Caldoro e il comandante generale del Corpo capitanerie di Porto Felicio Angrisano.</p> <p> </p> <p> </p>

8° Youth Forum UNESCO: cantiere giovane

<p><em>Prima partecipazione per i GMU all'8° UNESCO Youth Forum insieme a 500 giovani. Tre giorni di lavoro sul tema "Inclusione giovanile e sociale" le cui raccomandazioni saranno presentate alla Conferenza Generale di novembre. "Diversi, ma così impegnati per risolvere i problemi insieme.Questo ci ha fatto sentire veramente come una sola famiglia".</em> </p> <p><strong>Per prima volta, tre delegati di Giovani per un Mondo Unito</strong> hanno partecipato all’8° UNESCO Youth Forum. Sono stati tre giorni di intenso lavoro nella sede centrale a Parigi, dal 29 al 31 ottobre. Radunati attorno al tema "Inclusione Giovanile e Sociale: Impegno Civico, Dialogo e Sviluppo di Competenze", 500 ragazzi e ragazze di tutto il mondo hanno dibattuto sui principali obiettivi della bozza di strategia verso i giovani dell'istituzione internazionale per il periodo 2014-2021.</p> <p><strong>Loro, i giovani</strong>, hanno formulato raccomandazioni per i Paesi membri dell'UNESCO che saranno presentate durante la sessione del 37 ° Conferenza Generale dell'UNESCO che si terrà nelle prossime settimane 5-20 novembre, <em>ndr.</em>). I partecipanti hanno lavorato insieme, inoltre, per scegliere quindici progetti giovanili da promuovere che hanno ricevuto il <em>label</em> “8th UNESCO Youth Forum”.</p>

Diario dal Forum UNESCO dei Giovani/3

<p><em>I discorsi diplomatici di  chiusura. Le parole del presidente della Conferenza Generale dell'UNESCO  Katalin Bogyay. Il contributo che ciascuno può dare. La terza e ultima parte del racconto dei giovani.</em></p> <p><strong>"Nella terza giornata forte è stato l'impatto</strong> in noi dei discorsi dei diplomatici di chiusura del Forum. E’ stato molto forte sentire loro parlare di concetti che sono molto vicini al nostro ideale: il mondo deve vivere come una sola famiglia umana, che per arrivare alla pace dobbiamo aprire il cuore ed amarci gli uni gli altri. Sono i piccoli atti concreti che costituiscono un mondo migliore.</p> <p><strong>"Risuonano ancora di più le parole di Katalin Bogyay</strong>, presidente della Conferenza Generale, che ha partecipato al Genfest. Lei ha chiuso il Forum parlando a tutti di “Ubuntu”, questo valore africano che esprime la convinzione che 'io sono perché noi siamo' e che è alla base di Sharing With Africa, prossima tappa dello United World Project. Ciò che mi ha colpito di più è stato conoscere tantissimi giovani che credono tanto alle loro idee e capacità per poter cambiare il mondo.</p>

Scegliere oltremisura

<p><em>Dall'Egitto un'azione fraterna: quando dare equivale a ricevere. Dalla pagina Facebook dei <a href="https://www.facebook.com/Y4UW.JO?fref=ts" target="_blank">Giovani pe un Mondo Unito della Giordania</a></em></p> <p><strong>"Due anni fa ho lavorato per il periodo estivo presso l'ambasciata britannica</strong>. Stavo cercando di risparmiare quanto più denaro possibile per pagarmi l'ultimo anno di  università e non essere di peso ai miei genitori. Dopo 4 mesi di duro lavoro sono riuscito a mettere da parte una grossa somma di denaro che avrebbe coperto tutte le spese dell'ultimo anno.</p> <p><strong>"Un giorno ho incontrato una persona che avevo conosciuto per strada</strong>. Appena mi ha visto si è sentita di confidarmi le difficoltà che stava affrontando. Aveva molti debiti e non sapeva come uscire da questa situazione. La somma di cui aveva bisogno era esattamente la somma che faticosamente avevo messo da parte.</p>

Italiani più altruisti

<p><em>Ricerca Censis: cittadini preoccupati dal presente, ma pronti a tendere una mano</em></p> <p> </p> <p><strong>Roma, 6 novembre - "C'è voglia di altruismo" in Italia</strong>: aiutare chi è in difficoltà trasmette più energia positiva (lo pensa il 29,5% degli italiani) dell'andare in palestra o in centri estetici (16%). E sebbene la preoccupazione sia un sentimento che attanaglia il presente dell'85% degli italiani, esiste un 59% di cittadini che si sente vitale e un 46% pronto a fare qualcosa, anche se non sa cosa. E' una popolazione meno egoista, che ha voglia di ritrovare l'altro, preoccupata ma non disperata, quella che emerge dalla ricerca del Censis ''I valori degli italiani 2013. Il ritorno del pendolo'' (Marsilio Editori) (...).</p>

Un tunnel per unire Asia ed Europa

<p> </p> <p><em>Il "Marmary": la prima strada sotterranea fra due continenti </em></p> <p><strong>Dall’Europa all’Asia in quattro minuti di metropolitana</strong>. E’ quanto promette il “Marmaray”: primo tunnel sottomarino fra due continenti, che da oggi avvicina le sponde di Istanbul e – nelle sue elevate ambizioni – dovrebbe nei prossimi anni promuovere la metropoli turca a snodo di una moderna Via della Seta, che corra dalle piazze europee ai fecondi mercati dell’estremo Oriente. Celebrato dal premier turco Erdogan come “realizzazione di un antico sogno ottomano”, il progetto si propone inoltre di assorbire il venti per cento del traffico urbano, che ogni giorno congestiona i due soli ponti che collegano la Istanbul asiatica a quella europea.</p>

Filippine: aiuto concreto dopo il terremoto

<p><em>Il mese scorso un violento terremoto di magnitudo 7,2 a Bohol. Kat, giovane filippino, ci racconta come i <a href="http://giovaniperunmondounito.blogspot.it/" target="_blank">Giovani per un Mondo Unito</a> hanno vissuto questo periodo</em> </p> <p><strong>"Leggendo sui giornali degli effetti devastanti del post terremoto a Bohol</strong> ho pensato di fare qualcosa di concreto per le vittime, ma anche che probabilmente era un privilegio avere la possibilità di farlo. Inizialmente avevo paura ad anadare lì a causa delle continue scosse di assestamento, ma sapevo anche che tutto questo è nulla rispetto alla sofferenza delle famiglie che hanno perso le loro case e le persone care a causa del terremoto. Con il sostegno della comunità dei Focolari , siamo andati a Bohol con circa 15 <a href="http://giovaniperunmondounito.blogspot.it/" target="_blank">Giovani per un Mondo Unito</a> e alcuni adulti di Manila e Cebu. Abbiamo preparato 200 sacchi contenenti stuoie, coperte e materiali per la fabbricazione di tende. C'era un'atmosfera molto allegra anche se è stato un lavoro duro. Ci sono volute diverse ore per completare il tutto. Siamo rimasti fino a mezzanotte e avevamo a disposizione solo poche ore per riposare.</p>

Il treno della pace arriva in Corea

<p><em>I giovani hanno viaggiato 20 giorni in tutta Europa e in Asia per lanciare un segnale contro la divisione della Corea e in favore della pace nel Paese diviso in due da 63 anni.</em></p> <p><strong>"Stanno arrivando, stanno arrivando"</strong>, grida una giovane donna guardando il treno che sta giungendo al binario 6 della stazione di Busan. Quando le porte si aprono i passeggeri scendono con le loro grandi valigie. Sembrano stanchi ma incredibilmente felici allo stesso tempo. Hanno viaggiato da Berlino a Busan per 20 giorni, percorrendo l'Europa e  l'Asia. L'obiettivo: dare un segnale contro la divisione della Corea e in favore della pace nel Paese diviso in due per 63 anni.</p> <p><strong>Il " Peace Train "  - questo il nome del progetto -, </strong>è parte di un'iniziativa di pace del Consiglio Nazionale delle Chiese in Corea che mira a sensibilizzare l'opinione pubblica sulla divisione della Penisola. Circa 120 partecipanti hanno coperto una distanza di circa 10,5 mila chilometri verso il 10 ° Assemblea del Consiglio Mondiale delle Chiese che si svolge a Busan dal 30 ottobre all'8 novembre. Il progetto è stato sostenuto da diverse organizzazioni nazionali della Chiesa.

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