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Un tunnel per unire Asia ed Europa

<p> </p> <p><em>Il "Marmary": la prima strada sotterranea fra due continenti </em></p> <p><strong>Dall’Europa all’Asia in quattro minuti di metropolitana</strong>. E’ quanto promette il “Marmaray”: primo tunnel sottomarino fra due continenti, che da oggi avvicina le sponde di Istanbul e – nelle sue elevate ambizioni – dovrebbe nei prossimi anni promuovere la metropoli turca a snodo di una moderna Via della Seta, che corra dalle piazze europee ai fecondi mercati dell’estremo Oriente. Celebrato dal premier turco Erdogan come “realizzazione di un antico sogno ottomano”, il progetto si propone inoltre di assorbire il venti per cento del traffico urbano, che ogni giorno congestiona i due soli ponti che collegano la Istanbul asiatica a quella europea.</p>

Filippine: aiuto concreto dopo il terremoto

<p><em>Il mese scorso un violento terremoto di magnitudo 7,2 a Bohol. Kat, giovane filippino, ci racconta come i <a href="http://giovaniperunmondounito.blogspot.it/" target="_blank">Giovani per un Mondo Unito</a> hanno vissuto questo periodo</em> </p> <p><strong>"Leggendo sui giornali degli effetti devastanti del post terremoto a Bohol</strong> ho pensato di fare qualcosa di concreto per le vittime, ma anche che probabilmente era un privilegio avere la possibilità di farlo. Inizialmente avevo paura ad anadare lì a causa delle continue scosse di assestamento, ma sapevo anche che tutto questo è nulla rispetto alla sofferenza delle famiglie che hanno perso le loro case e le persone care a causa del terremoto. Con il sostegno della comunità dei Focolari , siamo andati a Bohol con circa 15 <a href="http://giovaniperunmondounito.blogspot.it/" target="_blank">Giovani per un Mondo Unito</a> e alcuni adulti di Manila e Cebu. Abbiamo preparato 200 sacchi contenenti stuoie, coperte e materiali per la fabbricazione di tende. C'era un'atmosfera molto allegra anche se è stato un lavoro duro. Ci sono volute diverse ore per completare il tutto. Siamo rimasti fino a mezzanotte e avevamo a disposizione solo poche ore per riposare.</p>

Il treno della pace arriva in Corea

<p><em>I giovani hanno viaggiato 20 giorni in tutta Europa e in Asia per lanciare un segnale contro la divisione della Corea e in favore della pace nel Paese diviso in due da 63 anni.</em></p> <p><strong>"Stanno arrivando, stanno arrivando"</strong>, grida una giovane donna guardando il treno che sta giungendo al binario 6 della stazione di Busan. Quando le porte si aprono i passeggeri scendono con le loro grandi valigie. Sembrano stanchi ma incredibilmente felici allo stesso tempo. Hanno viaggiato da Berlino a Busan per 20 giorni, percorrendo l'Europa e  l'Asia. L'obiettivo: dare un segnale contro la divisione della Corea e in favore della pace nel Paese diviso in due per 63 anni.</p> <p><strong>Il " Peace Train "  - questo il nome del progetto -, </strong>è parte di un'iniziativa di pace del Consiglio Nazionale delle Chiese in Corea che mira a sensibilizzare l'opinione pubblica sulla divisione della Penisola. Circa 120 partecipanti hanno coperto una distanza di circa 10,5 mila chilometri verso il 10 ° Assemblea del Consiglio Mondiale delle Chiese che si svolge a Busan dal 30 ottobre all'8 novembre. Il progetto è stato sostenuto da diverse organizzazioni nazionali della Chiesa.

Angola, finanza contro corrente

<p><em>Quando coerenza e trasparenza aprono soluzioni inattese. Il coraggio di un gruppo di lavoratori di una ONG dell’Angola li rende punto di riferimento affidabile.</em></p> <p><strong>Dal 2008 lavoro in una ONG</strong>. Ho iniziato coordinando un’area sotto la supervisione della direttrice esecutiva. Alla fine del 2010 vado in vacanza e, al mio ritorno, trovo che questa persona ha chiesto le dimissioni e mi chiedono di assumere il suo incarico. Quando comincio, trovo alcune pratiche in sospeso e, tra queste, una piuttosto delicata.</p> <p><strong>In pratica, si trattava di un vero furto</strong>, visto che durante il 2007 e il 2008 l’ex direttrice aveva sottratto le tasse dagli stipendi dei lavoratori e dall’ONG, e poi non le aveva versate allo Stato. Perciò la multa che dovevamo pagare s’aggirava intorno ai 75.000 dollari, che per la nostra organizzazione voleva dire una cifra enorme. La ex direttrice, forse per coprirsi, aveva versato sul conto di ogni lavoratore una certa somma corrispondente a quello che era stato detratto in quegli anni dal loro stipendio, tenendo invece per sé la parte che l’organizzazione avrebbe dovuto pagare allo Stato.

Diario dal Forum UNESCO dei Giovani/2

<p> </p> <p><em>Si lavora alle raccomandazioni strategiche per il 2015-2012 al secondo giorno di Forum. Seguiamo i lavori da Parigi con i Giovani per un Mondo Unito. </em></p> <p><br /><strong>Il 30 ottobre – giorno 2</strong><em><strong>.</strong> </em>“Qui al Forum si continua a lavorare sulle raccomandazioni per la Strategia Operativa sulla Gioventù 2015-2021. Si parla della revisione delle politiche dell'UNESCO, dello sviluppo delle capacità per la transizione alla vita adulta e di impegno civico.</p> <p><strong>“Durante la sessione di lavoro sul terzo tema</strong> (impegno civile, ndr.) abbiamo cominciato a condividere alcune delle nostre esperienze concrete in questo campo. Subito dopo si sono uniti anche gli altri a raccontare le azioni fatte. A questo punto la moderatrice ha proposto di suggerire all'UNESCO la creazione di una mappatura delle buone pratiche.

Diario dal Forum UNESCO dei Giovani/1

<p> </p> <p><em>Dal 29 al 31 ottobre 2013 i Giovani per un Mondo Unito stanno partecipando con lo United World Project all’ottava edizione dell’iniziativa dell’ Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura. Le attese e le speranze per l’inizio del Forum. L’impegno per la fraternità. Dalla sede centrale il racconto di questo primo giorno </em></p> <p><strong>Il 29 ottobre – giorno 1</strong>. “Oggi ci siamo trovati tutti insieme ed abbiamo fatto quattro ore di lavoro. Abbiamo percorso diversi argomenti riguardanti l’ UNESCO, la ONG New Humanity e su quanto potevamo portare al Forum.</p> <p><strong>“Abbiamo fatto un giro nella sede centrale dell'UNESCO</strong>: rivoluzionato per mettere in piedi l'organizzazione del Forum, invaso da giovani volontari che hanno preparato tutto l’evento.</p> <p><strong>“Sentiamo che la responsabilità</strong> più grande sta nell’iniziare questo sentiero e capire di più come portare il nostro contributo al mondo unito. L'ONU e l'UNESCO restano organizzazioni animate dai nostri stessi sogni di un mondo unito. E noi non crediamo alla fraternità perché ci piace l'idea, ma la viviamo, la vediamo, per questo ci crediamo. I frammenti di fraternità e il Genfest ne sono una testimonianza.

Egitto: come portare sollievo a eritrei, etiopi e sudanesi

<p><em>L'impegno a lavorare per l'unità: una aspirazione scritta nel cuore dell'uomo.L'esperienza dei <a href="http://giovaniperunmondounito.blogspot.it/" target="_blank" rel="noopener">Giovani per un Mondo Unito</a> dell'Egitto </em></p> <p><strong>Una prigione per " casi particolari " in Egitto</strong>: un ambiente difficile, una situazione controversa che ha portato lì uomini,donne e bambini per lo più cristiani dell'Eritrea. Qui i <a href="http://giovaniperunmondounito.blogspot.it/" target="_blank" rel="noopener">Giovani per un Mondo Unito</a> vivono un'esperineza intensa di fraternità.</p> <p><strong>Le storie di queste persone raccontano di un dolore incredibile</strong>. Nel tentativo di cercare un posto migliore della loro terra hanno scoperto, invece, che erano caduti nella trappola del traffico di organi umani e che presto sarebbero stati "morti anonimi". Quando l'hanno capito sono fuggiti nuovamente oltre il confine e sono arrivati in Egitto. Privi di documenti sono stati arrestati e incarcerati. Qui i<a href="http://giovaniperunmondounito.blogspot.it/" target="_blank" rel="noopener"> Giovani per un Mondo Unito</a> li hanno incontrati in attesa del loro ritorno in Eritrea.</p>

I progressi del Niger nella mortalità infantile

<p> </p> <p><em>Secondo il report stilato dall'Ong Save the Children dal 1990 <span style="font-size: 11pt; line-height: 115%; font-family: Calibri, sans-serif;">è</span> la nazione dell'Africa occidentale che <span style="font-size: 11pt; line-height: 115%; font-family: Calibri, sans-serif;">più <span style="font-size: 11pt; line-height: 115%; font-family: Calibri, sans-serif;">ha</span></span> implementato i programmi nutrizionali e l'accesso gratis alle cure per donne incinte e bambini</em></p> <p><strong>Il Niger è tra il Paese che dal 1990 ha compiuto i maggiori progressi</strong> a livello mondiale sulla riduzione della mortalità infantile. Questo <em><span style="font-size: 11pt; line-height: 17px; font-family: Calibri, sans-serif;">è quanto sostiene </span></em>uno studio della Ong 'Save the children'.Tra le altre nazioni che hanno fatto i maggiori passi avanti nella lotta contro la mortalità infantile ci sono anche Liberia, Ruanda, Indonesia, Madagascar, India, Cina, Egitto, Tanzania e Mozambico.</p> <p><strong>I Paesi, invece, che hanno fatto il minimo progresso</strong>: Haiti, Papua Nuova Guinea e Guinea Equatoriale, continua il report. Certo il tasso di mortalità infantile al di sotto dei cinque anni di età resta ancora alto in Niger, ma è stato ridotto di due terzi: da 326 su 1000 bambini nel 1990 a 114 su 1000 nel 2012.</p>

“La gioia vera non viene dalla cose” ha detto il Papa alle famiglie

<p><i>Al raduno mondiale delle famiglie per l'Anno della Fede</i><em></em></p> <p><strong>(AGI) - CdV, 27 ott. -</strong> "Tutti sappiamo che le famiglie, specialmente quelle giovani, sono spesso 'di corsa', molto affaccendate; ma qualche volta ci pensate che questa 'corsa' puo' essere anche la corsa della fede?". Sono parole di Papa Francesco al raduno mondiale delle famiglie in occasione dell'Anno della fede. "Le famiglie cristiane - ha detto nella straordinaria omelia di oggi - sono famiglie missionarie, nella vita di ogni giorno, facendo le cose di tutti i giorni, mettendo in tutto il sale e il lievito della fede!"</p> <p><strong>E poi: "La gioia vera che si gusta nelle famiglia</strong> non e' qualcosa di superficiale, non viene dalle cose, dalle circostanze favorevoli". Per Francesco "la gioia vera viene da un'armonia profonda tra le persone, che tutti sentono nel cuore e che ci fa sentire la bellezza di essere insieme, di sostenerci a vicenda nel cammino della vita" (...).</p>

E’ morto Augusto Odone, papà dell’ “Olio di Lorenzo”

<p><em>Economista della World Bank, era riuscito ad interrompere il decorso della malattia degenerativa del figlio</em></p> <p><strong>(AGI) - Roma, 25 ott. -</strong> E' morto a 80 anni Augusto Odone, economista della World Bank noto per aver creato insieme alla moglie Michaela l'"Olio di Lorenzo", un cocktail di due oli alimentari con cui era riuscito a interrompere il decorso della gravissima malattia degenerativa, la adrenoleucodistrofia, che affliggeva il figlio Lorenzo.</p> <p><strong> La storia, che e' divenuta nel 1992 anche un film</strong> con Nick Nolte nel ruolo di Augusto e Susan Sarandon in quello di Michaela, ha commosso il mondo, tanto che la morte di Odone, avvenuta ieri ad Acqui Terme, dove si era ritirato dopo decenni negli Stati Uniti, ha trovato spazio in numerosi siti di informazione d'Oltreoceano.</p>

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