<p><em>Oriente Europeo (Romania) ed Estremo Oriente (Cina). Come denominatore comune, la capacità dei giovani di progettare il nuovo per due scottanti obiettivi: ecumenismo e pace.</em></p> <p><strong>C’è aria di festa a Resita, un Municipio romeno</strong> di quasi 90.000 abitanti situato<strong> al confine con la Serbia.<br /> </strong></p> <p>Già da ieri sera i primi arrivi dall’Italia – di giovani cattolici – accolti con una cerimonia ufficiale nella chiesa ortodossa più antica della città e alloggiati presso le famiglie dei loro coetanei romeni. <strong>Oggi invece arrivano i giovani ortodossi</strong> del posto: chi in pullman, chi in auto, anche a piedi. L’amministrazione comunale ha organizzato un momento di saluto prima che la comitiva al completo si diriga a Baile Herculane, villaggio turistico nel sudovest del Paese, dove <strong>avrà luogo un “campo ecumenico”</strong>. Le parole del vice-sindaco parlano di compiacimento e congratulazioni per<strong> l’esperienza di gemellaggio tra la parrocchia romena dell’Assunta e quella di Borgo s. Maria, a Pesaro (Italia)</strong>, che dura ormai da 8 anni.
<p><em>È l’incisivo e illuminato messaggio di papa Francesco per la XLIX Giornata mondiale per la pace. Il commento di Margaret Karram, focolarina arabo-palestinese.</em></p> <p><strong><a href="http://w2.vatican.va/content/francesco/it/messages/peace/documents/papa-francesco_20151208_messaggio-xlix-giornata-mondiale-pace-2016.html" target="_blank" rel="noopener">Il messaggio</a> di Papa Francesco, in quest’anno giubilare della Misericordia, sollecita più che mai a vivere per il dono immenso della Pace</strong>. Un appello forte, che scuote le coscienze e invita alla conversione. Pace e Misericordia: due elementi imprescindibili per la convivenza umana e per quella con il Creato. Due parole di cui prendiamo, oggi, maggiore consapevolezza per gli effetti della loro assenza.</p>
<p><em>Fare dono gli uni agli altri delle proprie ricchezze di vita e di pensiero sul tema dello Spirito Santo. Questo l’obiettivo del simposio tenutosi a Cluj-Napoca, in Romania. Nuovi sviluppi.</em></p> <p><strong>Conoscersi, dialogare, approfondire la comunione. </strong>Era questa l’esigenza che già nel lontano 2004 aveva spinto la facoltà di Teologia Ortodossa dell’Università Babeş – Bolyai di Cluj-Napoca e i membri del Movimento dei Focolari ad iniziare un fruttuoso scambio spirituale e di esperienze di vita. Nel tempo questa comunione si è arricchita di un corso di ecumenismo, per sfociare poi, negli ultimi anni, in un dialogo anche sul piano teologico. Nel comune desiderio di far incontrare la teologia ortodossa e il carisma dell’unità, di Chiara Lubich. E giungere – quest’anno – dopo l’accordo di collaborazione siglato tra la Facoltà rumena e l’Istituto Universitario Sophia (IUS) di Loppiano (Firenze), ad un Simposio tra le due istituzioni accademiche, tenutosi a Cluj-Napoca il 26-28 novembre.</p>
<p>E se invece di persone in fuga, si muovessero i beni?</p> <p>Non per espansioni commerciali, speculazioni, traffici, conquiste … No.<br />Ma perché sono beni dell’unica famiglia umana.</p> <p>Beni comuni da gestire con la partecipazione di chi abita le terre in cui i beni esistono o sono prodotti, da trattare nel rispetto dell’ambiente, da destinare a chi ne ha reale bisogno.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il progetto Economia di Comunione (EdC) sbarca in Centro America suscitando la curiosità di imprenditori alla ricerca di valori che umanizzino lavoro e produzione. La testimonianza di un architetto.</em></p> <p style="text-align: justify;">Anche nel piccolo Paese centramericano, con una forte ascendenza indigena e quindi sensibile ai contrasti sociali, sono nove gli imprenditori guatemaltechi che dal giugno scorso si sono iscritti ad un corso <a href="http://www.edc-online.org" target="_blank" rel="noopener">EdC</a>. A cadenza mensile stanno così approfondendo i fondamenti del progetto, confrontandosi anche con esperienze già in atto in altre parti del mondo. «Il testo base – spiega Sandra Macario, coordinatrice del corso – è il libro di Bruni “<em>Il prezzo della gratuità</em>”, ma spesso facciamo anche collegamenti Skype con altri imprenditori EdC di Città del Messico e di altre parti dell’America Latina».</p>
<p style="text-align: left;">Secondo le stime dell’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) e dell'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) persecuzioni, conflitti e povertà hanno costretto la cifra record di un milione di persone a fuggire in Europa nel 2015.</p> <p style="text-align: justify;">In base ai dati dell’UNHCR, al 21 dicembre 972.500 persone circa avevano attraversato il Mar Mediterraneo. In aggiunta, l’OIM stima che oltre 34.000 persone abbiano attraversato le frontiere terrestri fra Turchia e Bulgaria e Turchia e Grecia.</p> <p style="text-align: justify;">Il numero di persone costrette alla fuga da guerre e conflitti è il più alto registrato in Europa occidentale e centrale dal 1990, quando diversi conflitti divamparono nella ex Jugoslavia.</p>
<p><em>Come aiutare i ragazzi a maturare consapevolmente la scelta del bene? Le buone pratiche della scuola “Fraternità” di Igbarian in Nigeria.</em></p> <p><strong>Quella educativa è una delle sfide più importanti anche della società nigeriana,</strong> dove alle volte si verificano tra ragazzi comportamenti aggressivi e le tradizioni religiose infondono paura e un senso di impotenza di fronte al male.<br /> <strong>“Un giorno – ci racconta Christiane – una madre non ha più portato la figlia a scuola</strong> perché avevamo chiesto di far tagliare i capelli ai bambini che cominciavano la prima classe di materna. Una persona dotata, secondo le credenze, di conoscenza degli spiriti, le aveva detto che, se avesse tagliato i capelli alla figlia, questa sarebbe morta. Perciò la bambina non è più venuta”.</p>
<p><em>Un Paese a “pericolosità variabile”: un giorno tranquillo e un giorno sotto le bombe. I giovani dei Focolari si preparano al Natale andando di casa in casa nel segno della condivisione e della speranza. A colloquio con Pascal Bedros, del Movimento dei Focolari in Siria.</em></p> <p><strong>«La vita di ogni giorno varia, perché il pericolo è variabile.</strong> In alcuni giorni non succede niente e puoi dimenticarti che c’è la guerra. In altri può succedere che quando vai al lavoro, tu venga colpito da pallottole vaganti, o vedere scontri o addirittura bombe che piovono all’improvviso sulla gente e su quartieri civili». A parlare è Pascal, libanese, del Focolare di Aleppo, che vive in Siria da alcuni anni. Nonostante la guerra.</p>
<p><em>Sei esperti di New Humanity al Meeting di alto livello dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite: lotta al terrorismo, tutela dei diritti umani, empowerment delle donne, tra i temi affrontati il 15 e 16 dicembre.</em></p> <p><strong>Un bilancio a 10 anni dal Summit mondiale sulla società dell’informazione</strong> (Tunisi 2005): costruire una società dell’informazione incentrata sulla persona, inclusiva ed orientata allo sviluppo, contribuire al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, trovare forme di finanziamento adeguate per uno sviluppo equo delle infrastrutture di comunicazione, individuare meccanismi condivisi ed efficaci di gestione di internet. Come si è andati avanti su questi punti nell’ultimo decennio?</p>
<p><em>Intervista ad Antonio Diana, imprenditore di Caserta (Italia), a margine del recente convegno internazionale “Ambiente e ‘diritti’- tra responsabilità e partecipazione” promosso dai Focolari.</em></p> <p><strong>Fare impresa oggi non è certo ‘impresa’ facile. Specie a Caserta, un’area dell’Italia del sud, nota come “terra dei fuochi”,</strong> per i suoi roghi di rifiuti tossici. Eppure “una terra splendida – come l’ha definita mons. D’Alise in occasione della visita del Papa – sventrata e fatta deposito di rifiuti. C’è una disoccupazione che toglie il respiro, che strappa la speranza e mortifica le nuove generazioni…”.<strong> In dialogo con Antonio Diana, presidente di </strong><a href="http://www.erreplast.it" target="_blank" rel="noopener">Erreplast</a> , un’industria di questo territorio che si occupa di riciclo dei rifiuti:</p>
<p><em>Rispondere alla violenza con gesti di pace, intensificati dopo i drammatici fatti di Beirut e Parigi. Un fermento che accomuna le comunità dei Focolari sparse nel mondo e che contagia. La pace come arte che si impara insieme: alcuni flash.</em></p> <p>«Qui a <strong>Dallas</strong> – scrivono dal Texas – abbiamo fatto una marcia per la pace per raccogliere fondi per i rifugiati siriani”. «Noi invece – incalzano da <strong>Houston</strong> – abbiamo pensato di incontrarci per una giornata di ‘<em>team building’</em>: attraverso giochi, dinamiche, lavori di gruppo, ecc. abbiamo imparato come si diventa ‘squadra’. Il 22 novembre invece abbiamo organizzato una preghiera interreligiosa per la pace. C’erano ebrei, musulmani, indù, cristiani. Era con noi anche l’arcivecovo».</p>
<p>Nightfall in Paris has brought the promise of a new dawn in the bid to arrest global warming.</p> <p>One hundred and ninety five countries have agreed a landmark deal on climate change.</p> <p>“I now invite the COP (conference of the parties) to adopt the draft decision entitled ‘Paris agreement’ which features in the document. I’m looking around the room, I see that the reaction is positive, I don’t hear any objection, the Paris agreement for the climate is accepted,” President of the Climate Conference Laurent Fabius.</p>
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