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Un milione di rifugiati e migranti fuggiti in Europa nel 2015

<p style="text-align: left;">Secondo le stime dell’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) e dell'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) persecuzioni, conflitti e povertà hanno costretto la cifra record di un milione di persone a fuggire in Europa nel 2015.</p> <p style="text-align: justify;">In base ai dati dell’UNHCR, al 21 dicembre 972.500 persone circa avevano attraversato il Mar Mediterraneo. In aggiunta, l’OIM stima che oltre 34.000 persone abbiano attraversato le frontiere terrestri fra Turchia e Bulgaria e Turchia e Grecia.</p> <p style="text-align: justify;">Il numero di persone costrette alla fuga da guerre e conflitti è il più alto registrato in Europa occidentale e centrale dal 1990, quando diversi conflitti divamparono nella ex Jugoslavia.</p>

Nigeria: educazione alla pace

<p><em>Come aiutare i ragazzi a maturare consapevolmente la scelta del bene? Le buone pratiche della scuola “Fraternità” di Igbarian in Nigeria.</em></p> <p><strong>Quella educativa è una delle sfide più importanti anche della società nigeriana,</strong> dove alle volte si verificano tra ragazzi comportamenti aggressivi e le tradizioni religiose infondono paura e un senso di impotenza di fronte al male.<br /> <strong>“Un giorno – ci racconta Christiane – una madre non ha più portato la figlia a scuola</strong> perché avevamo chiesto di far tagliare i capelli ai bambini che cominciavano la prima classe di materna. Una persona dotata, secondo le credenze, di conoscenza degli spiriti, le aveva detto che, se avesse tagliato i capelli alla figlia, questa sarebbe morta. Perciò la bambina non è più venuta”.</p>

Natale in Siria

<p><em>Un Paese a “pericolosità variabile”: un giorno tranquillo e un giorno sotto le bombe. I giovani dei Focolari si preparano al Natale andando di casa in casa nel segno della condivisione e della speranza. A colloquio con Pascal Bedros, del Movimento dei Focolari in Siria.</em></p> <p><strong>«La vita di ogni giorno varia, perché il pericolo è variabile.</strong> In alcuni giorni non succede niente e puoi dimenticarti che c’è la guerra. In altri può succedere che quando vai al lavoro, tu venga colpito da pallottole vaganti, o vedere scontri o addirittura bombe che piovono all’improvviso sulla gente e su quartieri civili». A parlare è Pascal, libanese, del Focolare di Aleppo, che vive in Siria da alcuni anni. Nonostante la guerra.</p>

New York: conferenza sulla società dell’informazione

<p><em>Sei esperti di New Humanity al Meeting di alto livello dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite: lotta al terrorismo, tutela dei diritti umani, empowerment delle donne, tra i temi affrontati il 15 e 16 dicembre.</em></p> <p><strong>Un bilancio a 10 anni dal Summit mondiale sulla società dell’informazione</strong> (Tunisi 2005): costruire una società dell’informazione incentrata sulla persona, inclusiva ed orientata allo sviluppo, contribuire al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio,  trovare forme di finanziamento adeguate per uno sviluppo equo delle infrastrutture di comunicazione, individuare meccanismi condivisi ed efficaci di gestione di internet. Come si è andati avanti su questi punti nell’ultimo decennio?</p>

Impresa, legalità, ambiente: una scommessa vincente

<p><em>Intervista ad Antonio Diana, imprenditore di Caserta (Italia), a margine del recente convegno internazionale “Ambiente e ‘diritti’- tra responsabilità e partecipazione” promosso dai Focolari.</em></p> <p><strong>Fare impresa oggi non è certo ‘impresa’ facile. Specie a Caserta, un’area dell’Italia del sud, nota come “terra dei fuochi”,</strong> per i suoi roghi di rifiuti tossici. Eppure “una terra splendida – come l’ha definita mons. D’Alise in occasione della visita del Papa – sventrata e fatta deposito di rifiuti. C’è una disoccupazione che toglie il respiro, che strappa la speranza e mortifica le nuove generazioni…”.<strong> In dialogo con Antonio Diana, presidente di </strong><a href="http://www.erreplast.it" target="_blank" rel="noopener">Erreplast</a> , un’industria di questo territorio che si occupa di riciclo dei rifiuti:</p>

Artigiani di pace crescono

<p><em>Rispondere alla violenza con gesti di pace, intensificati dopo i drammatici fatti di Beirut e Parigi. Un  fermento che accomuna le comunità dei Focolari sparse nel mondo e che contagia. La pace come arte che si impara insieme: alcuni flash.</em></p> <p>«Qui a <strong>Dallas</strong> – scrivono dal Texas – abbiamo fatto una marcia per la pace per raccogliere fondi per i rifugiati siriani”. «Noi invece – incalzano da <strong>Houston</strong> – abbiamo pensato di incontrarci per una giornata di ‘<em>team building’</em>: attraverso giochi, dinamiche, lavori di gruppo, ecc. abbiamo imparato come si diventa ‘squadra’. Il 22 novembre invece abbiamo organizzato una preghiera interreligiosa per la pace. C’erano ebrei, musulmani, indù, cristiani. Era con noi anche l’arcivecovo».</p>

COP21: approvato l’accordo

<p>Nightfall in Paris has brought the promise of a new dawn in the bid to arrest global warming.</p> <p>One hundred and ninety five countries have agreed a landmark deal on climate change.</p> <p>“I now invite the COP (conference of the parties) to adopt the draft decision entitled ‘Paris agreement’ which features in the document. I’m looking around the room, I see that the reaction is positive, I don’t hear any objection, the Paris agreement for the climate is accepted,” President of the Climate Conference Laurent Fabius.</p>

Jakarta, un concerto di Natale per raccogliere fondi a favore dei bisognosi

<p><em>È l’iniziativa promossa da Pukat Kaj, che riunisce gli imprenditori cattolici, sui temi dell’amore (in azione), della pace e dell’armonia. All’evento hanno aderito centinaia fra professionisti, artisti e fedeli della capitale. Il ricavato destinato a progetti di solidarietà per la diocesi di Agats-Asmat (Papua), focalizzati sul settore dell’istruzione.</em></p> <p>L’amore "può essere efficace e vero solo quando si concretizza nell’azione, piuttosto che rimanere solo parole vuote. A prescindere dalla somma raccolta, questo tipo di iniziativa è fatto proprio con l’obiettivo di aiutare quanti sono nel bisogno”. È quanto ha sottolineato Evy Tjahjono, introducendo il tradizionale concerto di Natale promosso dall’Associazione imprenditori e professionisti cattolici dell’arcidiocesi di Jakarta (Pukat Kaj). Dal 1990 a oggi l’evento si è svolto in 21 occasioni e quest’anno si è concentrato sui temi dell’amore, della pace e dell’armonia.</p>

Vietnam: una scuola di periferia

<p><em>Una scuola nata dall’amore di tanti verso i bambini più svantaggiati di Ho Chi Minh. La visita di Laura Mattarella, figlia del Presidente della Repubblica italiana.</em></p> <p>Riuscire a descrivere un progetto sociale fin dalle sue origini, non è cosa facile: così per<strong> la scuola di Pho Cap, nella città di Ho Chi Minh, in Vietnam:</strong> un progetto che ha ricevuto l’onore di una visita privata, pochi giorni fa, di <strong>Laura Mattarella, figlia del Presidente della Repubblica italiana</strong>, che accompagnava il padre, in visita ufficiale. Accolta – senza protocolli – da alcuni membri del Movimento dei Focolari, attuali responsabili e collaboratori della Scuola, Laura Mattarella si è recata a far visita ai 100 bambini.</p>

Ora è il momento di agire!

<p><em>COP21: Alla vigilia della Conferenza sul Clima, Ban Ki-Moon ha detto:"Ora è il momento di agire!"</em></p> <p>Parigi, “<a href="http://www.un.org/sustainabledevelopment/cop21/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Conferenza sul Clima</strong></a>”, 30 Novembre - 11 dicembre 2015: in vista dell’apertura della Conferenza indetta dall’ONU, il Segretario Generale Ban Ki-Moon sollecita tutti i paesi e tutti i settori della società ad agire subito per raggiungere un accordo mondiale sul clima.</p> <p>“<em>Sono ragionevolmente ottimista e conto che i leader mondiali adotteranno un accordo ambizioso sui cambiamenti climatici.</em>”</p>

Siria, il dramma che continua

<p style="text-align: justify;"><em>In Siria la gente vuole la pace e si chiede chi invece continui a volere la guerra e a fornire armi al posto di cibo e farmaci. La testimonianza di chi si trova a convivere con la guerra e ancora spera.</em></p> <p style="text-align: justify;"><strong>«Mentre i colpi di mortaio stanno cadendo vicino a noi, la paura e la preoccupazione ci assalgono</strong> sia per la nostra vita che per quella di tutti quelli che conosciamo cristiani o musulmani, siriani o stranieri: ci accomuna l’appartenenza all’umanità e l’essere tutti fratelli e sorelle. <strong>In queste vie di Damasco si vive e si muore insieme, senza distinzione alcuna.</strong></p>

Aqeela Asifi vince il Premio Nansen 2015 per i rifugiati

<p style="text-align: justify;"><em>"Vorrei che un giorno le persone ricordassero l'Afghanistan non per la guerra ma per i suoi standard di educazione"</em></p> <p style="text-align: justify;">Aqeela Asifi, rifugiata afgana che vive in Pakistan, è stata premiata per la sua coraggiosa e instancabile dedizione all’educazione delle bambine rifugiate afgane nel villaggio di Kot Chandana a Mianwali in Pakistan, superando lei stessa le sfide della sua vita in esilio.</p>

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