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Burkina Faso in una situazione politica instabile

<p><em>Le notizie riportate su questo Paese africano state allarmanti. Il conflitto politico è veramente provante per tutta la popolazione di musulmani, cristiani e animisti. Tutti sperano in una soluzione pacifica.</em></p> <p>"Dal colpo di stato giovedì 17 settembre siamo tutti ancora a casa: le scuole, uffici e negozi sono tutti chiusi. Benzina e cibo si stanno esaurendo e quant'altro sia disponibile, costa il doppio", spiega Aurora De Oliveira dei Focolari a Bobo-Dioulasso, la seconda città del Burkina Faso. La protesta qui si fa sentire, ma non così forte come nella capitale, Ouagadougou (popolazione di 1,5 milioni di euro), dove si sono svolti i principali eventi della scorsa settimana e dove più di 100 persone sono state ferite e almeno dieci sono morte.

Un esempio di riconciliazione per il mondo intero

<p><em>Il mondo ha bisogno di riconciliazione</em></p> <p>"Da alcuni mesi, siamo testimoni di un avvenimento che ci riempie di speranza: il processo di normalizzazione delle relazioni tra due popoli, dopo anni di allontanamento. È un processo, è un segno del prevalere della cultura dell’incontro, del dialogo, del «sistema della valorizzazione universale... sul sistema, morto per sempre, di dinastia e di gruppo», diceva José Martí (ibid.). Incoraggio i responsabili politici a proseguire su questo cammino e a sviluppare tutte le sue potenzialità,

Il mondo tende all’unità: uno sguardo sociopolitico

<p><em>Romano Prodi e Pasquale Ferrara intervengono all’incontro dei delegati dei Focolari nel mondo in corso a Castel Gandolfo (RM) dal 14 al 27 settembre.</em></p> <p><strong>«Abbiamo delle possibilità di reagire alla situazione attuale</strong> con forme di riorganizzazione, se vogliamo anche imperfette, ma che mettono insieme i Paesi, e persone di vario ambito. In Europa abbiamo un problema di una unità imperfetta, che bisogna portare avanti, e che oggi con l’emigrazione sentiamo essere indispensabile per il nostro futuro». Lo dichiara Romano Prodi, due volte Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica italiana e già Presidente della Commissione Europea, economista, accademico e politico, in un’intervista a margine dell’incontro dei delegati dei Focolari nel mondo.</p>

Religioni in un mondo globale

<p><em>Dal 25 al 30 agosto, 40 studenti universitari e 8 docenti, di 15 Paesi, cristiani e musulmani, hanno partecipato all’iniziativa dell’Istituto Universitario Sophia (IUS), sulle Dolomiti, con il sostegno della Provincia di Trento. Resoconto di Roberto Catalano, docente allo IUS.</em></p> <p>«La <strong>Summer School</strong> si è tenuta a Tonadico, nelle Dolomiti, sia per lo stupendo scenario che essa offre che per il legame che esiste fra Chiara Lubich e quelle località montane. In quei luoghi, infatti, nel 1949, con alcune giovani che erano con lei, Chiara ha vissuto momenti che tanto hanno significato nella storia dell’Opera da lei iniziata.</p>

#SignUp For Peace – Appello

<p> <a href="index.php?option=com_docman&view=document&alias=92-appello-uwp-2015&category_slug=azione-per-la-pace&Itemid=150" class="doclink">download</a></p> <p></p> <p>Alle Nazioni Unite<br />Alle istituzioni internazionali e nazionali<br />Alle organizzazioni internazionali e nazionali</p> <h2 style="text-align: center;">APPELLO</h2> <h1 style="text-align: center;">#SIGNUPFORPEACE</h1> <p>Siamo i Giovani per un Mondo Unito del Movimento dei Focolari, nato nel 1943 dall’esperienza di Chiara Lubich. Siamo giovani provenienti da tutto il mondo, di diverse religioni, culture, convinzioni e tradizioni; ci riconosciamo nel principio della fraternità universale e ci impegniamo a vivere secondo la cosiddetta "Regola d’Oro", che invita a fare agli altri quanto vorremmo fosse fatto a noi. Operiamo a livello internazionale in collaborazione con la ONG New Humanity.</p> <p>Siamo consapevoli dello scenario globale attuale costellato da numerosi conflitti da cui scaturiscono fenomeni come le migrazioni dei popoli che tentano di fuggire dalla violenza, dalla estrema indigenza, dalla fame e dalle ingiustizie sociali di cui sono vittime nei loro Paesi. Queste profonde ferite ci coinvolgono direttamente e ci spingono a cercare soluzioni concrete, a cui volgiamo il nostro impegno personale attraverso i così detti “frammenti di fraternità”, cioè azioni concrete per la pace, raccolte nello United World Project.</p>

Da dove partono i migranti

<p><em>Siamo dentro una Terza guerra mondiale, dobbiamo esserne consapevoli. Le ondate dei migranti sono una conseguenza dei conflitti da conoscere nella loro origine. Il compito che la politica non può eludere è quello di trovare una soluzione</em></p> <p>Stamani nella lettura dei giornali e del web mi concentro sulle notizie sui Paesi di provenienza dei migranti che bussano all'Europa.</p> <p><strong>Afghanistan:</strong> i talebani fanno evadere 355 detenuti dal carcere di Ghazni.<br /> <strong>Pakistan:</strong> bombardamenti governativi sul Waziristan, vittime talebane e civili.

Tsipras di nuovo

<p><em>Tsipras vince come previsto le elezioni e governerà di nuovo con gli alleati di destra di Anel. Le incognite del futuro</em></p> <p>E così <strong>Tsipras </strong>è di nuovo a capo della politica greca. I mercati, la Ue, gli stessi greci non ne sono poi così scontenti, anche se la partecipazione al voto è stata bassa, poco più di un elettore su due si è infatti recato alle urne.</p>

Cambiamento per il pianeta, cura delle persone

<p><em>Una campagna - Change for the planet – Care for the people - per promuovere stili di vita sostenibili, in vista della prossima Conferenza sul Clima a Parigi. Bernd Nilles, Segretario Generale della CIDSE (rete internazionale di organismi cattolici per lo sviluppo) incontra la presidente dei Focolari Maria Voce. Lavoro con le istituzioni e mobilitazione della società civile.</em></p> <p><strong>In rete per il bene comune, sull’onda della </strong><a href="http://w2.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html" target="_blank" rel="noopener">Laudato Si’</a>, che chiede azioni concrete in tempi rapidi: c’è convergenza di intenti tra Bernd Nilles e Maria Voce, che si sono incontrati al Centro internazionale dei Focolari a Rocca di Papa, lo scorso 9 settembre, insieme al copresidente, lo spagnolo Jesús Morán e alcuni collaboratori in rappresentanza dei giovani e di alcune agenzie dei Focolari (<a href="http://www.afnonlus.org/">AFN</a>, <a href="http://www.new-humanity.org/it/">New Humanity</a>, <a href="http://www.amu-it.eu/?lang=it">AMU</a>, <a href="http://edc-online.org/">EdC</a>).</p>

Elezioni in Myanmar fra tensioni e speranze

<p><em>La campagna elettorale in corso. L’appello di Aung San Suu Kyi e la speranza di un vero cambiamento dopo anni di asfissiante dittatura militare. Il problema della frangia estremista del buddhismo theravadabirmano</em></p> <p>Il prossimo 8 novembre il Myanmar vivrà un momento che ci si augura possa rappresentare una svolta nella storia del Paese. Oltre 30 milioni di cittadini si recheranno alle urne per le elezioni che dovrebbero rappresentare “un vero cambiamento politico ed amministrativo” per usare le parole della signora Aung San Suu Kyi, leader storica e carismatica dell’opposizione al potere militare che da decenni controlla il Paese con pugno di ferro. Proprio la Aung San Suu Kyi ha lanciato la campagna elettorale con un messaggio sui social chiedendo, fra l’altro, alla comunità internazionale di vigilare affinché le elezioni si possano svolgere in maniera libera e veramente democratica.</p>

Migranti in Ungheria

<p><em>Un flusso quotidiano di migliaia di migranti che varcano il confine ungherese diretti in Austria e Germania. Una situazione di emergenza che rende difficile la sua gestione. E poi la gente, in cui spesso vince il senso di umanità.</em></p> <p><strong>«Un dolore che incontriamo, sotto volti diversi, davanti alle nostre case e porte</strong>, ogni giorno», scrivono Viktória Bakacsi e László Vizsolyi, responsabili del Movimento dei Focolari in Ungheria, per esprimere quanto vivono in questo periodo. «Abbiamo ascoltato le parole di Papa Francesco, ed ora proveremo a capire come metterle in pratica ancora di più».</p> <p><strong>«Ormai da mesi – scrivono – il flusso di immigrati è continuo</strong>, tutti i giorni arrivano in Ungheria circa 2000 persone: famiglie con bambini, stanchissimi, disperati, anche ammalati, senza niente e spesso senza documenti e con la ferma volontà di proseguire verso la Germania o altra destinazione. Nonostante la confusione, tantissime persone si muovono e aiutano: organizzazioni ecclesiali così come associazioni civili».</p>

Glolé, Costa d’Avorio: da noi c’è posto

<p><em>Un villaggio alle porte della foresta dove l’ideale della fraternità si traduce in scelte concrete per il bene comune: una casa per gli ospiti, la banca del riso, il centro sanitario, la cura dei bambini. Il racconto di Gilbert.</em></p> <p><strong>7 kilometri addentrandosi nella foresta, dove si arriva a piedi o con un furgoncino</strong> (il <em>baka</em>) che supera tutte le buche di acqua e fango scavate durante la stagione delle piogge. Nel villaggio di Glolé, uno dei 18 del Cantone (nella regione del Tonkpi, a Man, nordovest della Costa d’Avorio), non c’è l’elettricità, di conseguenza neanche la televisione, non c’è internet, non ci sono negozi. Molti dei suoi abitanti sono stati toccati dall’ideale di fraternità di Chiara Lubich. Lo vivono nel quotidiano a partire dalla parola del Vangelo messa in pratica, e anche la struttura sociale e politica che li tiene insieme, viene gradualmente arricchita e illuminata da questa esperienza.

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