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“Se vuoi la pace prepara la pace”

<p><em>L’insegnamento politico che attraversa tutto il pensiero di Igino Giordani. Una riflessione di Alberto Lo Presti, direttore del Centro Igino Giordani, a partire da alcuni passi de “L’inutilità della guerra”.</em></p> <p><strong>La pace è il risultato di un progetto: un progetto di fraternità fra i popoli</strong>, di solidarietà con i più deboli, di rispetto reciproco. Così si costruisce un mondo più giusto, così si accantona la guerra come pratica barbara appartenente alla fase oscura del genere umano. E Giordani la guerra la conosceva bene: vi aveva partecipato, nel primo conflitto mondiale, meritando un’onorificenza per una grave ferita riportata sul fronte austriaco. Ma non è solo l’orrore per il sangue e per la morte che deve indurre l’uomo a rifiutare la guerra come strumento per risolvere per risolvere i problemi di ordine internazionale. La guerra può essere pensata come naturale da quelle povere menti che postulano l’uomo come una macchina assetata di potere e pronta a scagliarsi contro un qualsiasi nemico per realizzare i propri sogni di potenza.

In clinica a Kinshasa

<p><em>Nella capitale del Congo/RDC, come in molti Paesi africani, l’accesso alle cure è costoso e non sempre immediato. L’esperienza di Aline, infermiera e biologa, che sceglie l’accoglienza prima di tutto.</em></p> <p><strong>«Un giorno stavamo chiudendo, quando alle 16.30 si presenta una mamma</strong> con un bimbo di circa 8 mesi, per un prelievo di sangue». Aline M. è infermiera e biologa nella clinica universitaria di Kinshasa. Nel Congo/RDC l’indice di natalità è elevatissimo, come anche quelli di mortalità e di mortalità infantile in particolare. La speranza di vita alla nascita e l’età media della popolazione sono molto basse.</p>

Un serio appello

<p><em>La giustizia è requisito indispensabile per realizzare l’ideale della fraternità universale.</em></p> <p>[...]A tal fine bisogna assicurare il dominio incontrastato del diritto e l’infaticabile ricorso al negoziato, ai buoni uffici e all’arbitrato, come proposto dalla Carta delle Nazioni Unite, vera norma giuridica fondamentale. L’esperienza dei 70 anni di esistenza delle Nazioni Unite, in generale, e in particolare l’esperienza dei primi 15 anni del terzo millennio, mostrano tanto l’efficacia della piena applicazione delle norme internazionali come l’inefficacia del loro mancato adempimento.

Burkina Faso in una situazione politica instabile

<p><em>Le notizie riportate su questo Paese africano state allarmanti. Il conflitto politico è veramente provante per tutta la popolazione di musulmani, cristiani e animisti. Tutti sperano in una soluzione pacifica.</em></p> <p>"Dal colpo di stato giovedì 17 settembre siamo tutti ancora a casa: le scuole, uffici e negozi sono tutti chiusi. Benzina e cibo si stanno esaurendo e quant'altro sia disponibile, costa il doppio", spiega Aurora De Oliveira dei Focolari a Bobo-Dioulasso, la seconda città del Burkina Faso. La protesta qui si fa sentire, ma non così forte come nella capitale, Ouagadougou (popolazione di 1,5 milioni di euro), dove si sono svolti i principali eventi della scorsa settimana e dove più di 100 persone sono state ferite e almeno dieci sono morte.

Un esempio di riconciliazione per il mondo intero

<p><em>Il mondo ha bisogno di riconciliazione</em></p> <p>"Da alcuni mesi, siamo testimoni di un avvenimento che ci riempie di speranza: il processo di normalizzazione delle relazioni tra due popoli, dopo anni di allontanamento. È un processo, è un segno del prevalere della cultura dell’incontro, del dialogo, del «sistema della valorizzazione universale... sul sistema, morto per sempre, di dinastia e di gruppo», diceva José Martí (ibid.). Incoraggio i responsabili politici a proseguire su questo cammino e a sviluppare tutte le sue potenzialità,

Il mondo tende all’unità: uno sguardo sociopolitico

<p><em>Romano Prodi e Pasquale Ferrara intervengono all’incontro dei delegati dei Focolari nel mondo in corso a Castel Gandolfo (RM) dal 14 al 27 settembre.</em></p> <p><strong>«Abbiamo delle possibilità di reagire alla situazione attuale</strong> con forme di riorganizzazione, se vogliamo anche imperfette, ma che mettono insieme i Paesi, e persone di vario ambito. In Europa abbiamo un problema di una unità imperfetta, che bisogna portare avanti, e che oggi con l’emigrazione sentiamo essere indispensabile per il nostro futuro». Lo dichiara Romano Prodi, due volte Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica italiana e già Presidente della Commissione Europea, economista, accademico e politico, in un’intervista a margine dell’incontro dei delegati dei Focolari nel mondo.</p>

Religioni in un mondo globale

<p><em>Dal 25 al 30 agosto, 40 studenti universitari e 8 docenti, di 15 Paesi, cristiani e musulmani, hanno partecipato all’iniziativa dell’Istituto Universitario Sophia (IUS), sulle Dolomiti, con il sostegno della Provincia di Trento. Resoconto di Roberto Catalano, docente allo IUS.</em></p> <p>«La <strong>Summer School</strong> si è tenuta a Tonadico, nelle Dolomiti, sia per lo stupendo scenario che essa offre che per il legame che esiste fra Chiara Lubich e quelle località montane. In quei luoghi, infatti, nel 1949, con alcune giovani che erano con lei, Chiara ha vissuto momenti che tanto hanno significato nella storia dell’Opera da lei iniziata.</p>

#SignUp For Peace – Appello

<p> <a href="index.php?option=com_docman&view=document&alias=92-appello-uwp-2015&category_slug=azione-per-la-pace&Itemid=150" class="doclink">download</a></p> <p></p> <p>Alle Nazioni Unite<br />Alle istituzioni internazionali e nazionali<br />Alle organizzazioni internazionali e nazionali</p> <h2 style="text-align: center;">APPELLO</h2> <h1 style="text-align: center;">#SIGNUPFORPEACE</h1> <p>Siamo i Giovani per un Mondo Unito del Movimento dei Focolari, nato nel 1943 dall’esperienza di Chiara Lubich. Siamo giovani provenienti da tutto il mondo, di diverse religioni, culture, convinzioni e tradizioni; ci riconosciamo nel principio della fraternità universale e ci impegniamo a vivere secondo la cosiddetta "Regola d’Oro", che invita a fare agli altri quanto vorremmo fosse fatto a noi. Operiamo a livello internazionale in collaborazione con la ONG New Humanity.</p> <p>Siamo consapevoli dello scenario globale attuale costellato da numerosi conflitti da cui scaturiscono fenomeni come le migrazioni dei popoli che tentano di fuggire dalla violenza, dalla estrema indigenza, dalla fame e dalle ingiustizie sociali di cui sono vittime nei loro Paesi. Queste profonde ferite ci coinvolgono direttamente e ci spingono a cercare soluzioni concrete, a cui volgiamo il nostro impegno personale attraverso i così detti “frammenti di fraternità”, cioè azioni concrete per la pace, raccolte nello United World Project.</p>

Da dove partono i migranti

<p><em>Siamo dentro una Terza guerra mondiale, dobbiamo esserne consapevoli. Le ondate dei migranti sono una conseguenza dei conflitti da conoscere nella loro origine. Il compito che la politica non può eludere è quello di trovare una soluzione</em></p> <p>Stamani nella lettura dei giornali e del web mi concentro sulle notizie sui Paesi di provenienza dei migranti che bussano all'Europa.</p> <p><strong>Afghanistan:</strong> i talebani fanno evadere 355 detenuti dal carcere di Ghazni.<br /> <strong>Pakistan:</strong> bombardamenti governativi sul Waziristan, vittime talebane e civili.

Tsipras di nuovo

<p><em>Tsipras vince come previsto le elezioni e governerà di nuovo con gli alleati di destra di Anel. Le incognite del futuro</em></p> <p>E così <strong>Tsipras </strong>è di nuovo a capo della politica greca. I mercati, la Ue, gli stessi greci non ne sono poi così scontenti, anche se la partecipazione al voto è stata bassa, poco più di un elettore su due si è infatti recato alle urne.</p>

Cambiamento per il pianeta, cura delle persone

<p><em>Una campagna - Change for the planet – Care for the people - per promuovere stili di vita sostenibili, in vista della prossima Conferenza sul Clima a Parigi. Bernd Nilles, Segretario Generale della CIDSE (rete internazionale di organismi cattolici per lo sviluppo) incontra la presidente dei Focolari Maria Voce. Lavoro con le istituzioni e mobilitazione della società civile.</em></p> <p><strong>In rete per il bene comune, sull’onda della </strong><a href="http://w2.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html" target="_blank" rel="noopener">Laudato Si’</a>, che chiede azioni concrete in tempi rapidi: c’è convergenza di intenti tra Bernd Nilles e Maria Voce, che si sono incontrati al Centro internazionale dei Focolari a Rocca di Papa, lo scorso 9 settembre, insieme al copresidente, lo spagnolo Jesús Morán e alcuni collaboratori in rappresentanza dei giovani e di alcune agenzie dei Focolari (<a href="http://www.afnonlus.org/">AFN</a>, <a href="http://www.new-humanity.org/it/">New Humanity</a>, <a href="http://www.amu-it.eu/?lang=it">AMU</a>, <a href="http://edc-online.org/">EdC</a>).</p>

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