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#OpenYourBorders: Una proposta dei GMU per tutti

<p>Siamo i "Giovani per un Mondo Unito" e sentiamo urgente intervenire e fare qualcosa in questa situazione mondiale che stiamo attraversando. Spinti dalle esperienze di tanti, vogliamo proporre un progetto per incidere nelle nostre comunità, nei nostri Paesi anche presso le istituzioni, nei social media e dire a gran voce, tutta l’Opera insieme, coinvolgendo più persone possibile, che: ”VOGLIAMO LA PACE E L’UNITÀ FRA I POPOLI”.</p> <p>Quindi proponiamo a tutti di incominciare come primo passo, dall’<strong>11 Settembre 2015</strong> a:</p>

Guatemala: Elezioni alle porte

<p><em>Da aprile si è diffusa una nuova coscienza partecipativa nella popolazione. Dimissioni e arresti ai vertici del Paese centroamericano. Il contributo del Movimento politico per l’unità. #politics4unity</em></p> <p><strong>Lo scorso mese di aprile</strong> si è scoperta un’enorme truffa ai danni dello Stato da parte di funzionari del Servizio di Amministrazione Tributario (SAT) collusi con alti vertici della politica. La stretta collaborazione tra il Ministero Pubblico e la Commissione internazionale contro l’Impunità in Guatemala (CICIG) ha permesso di portare in giudizio per corruzione decine di persone implicate. Tra le più note la Vicepresidente. Questo ha provocato nei cittadini un’onda di indignazione mai vista negli ultimi 60 anni, che è andata crescendo.</p>

Campagna ambientale di Religioni per la Pace

<p><em>Raggiungere entro il 2050 l’obiettivo del 100% delle energie rinnovabili. Questa la richiesta ai capi di stato di ciascun Paese promossa da Religions for Peace. Firma anche tu.</em></p> <p><strong></strong><strong>Il cambiamento climatico è una delle maggiori sfide morali del nostro tempo</strong>. I leader delle diverse religioni, si uniscono per sostenere una campagna mondiale, con l’obiettivo di <strong>raggiungere entro il 2050 l’obiettivo del 100% delle energie rinnovabili.</strong></p>

Una valle rinata grazie ai migranti

<p><em>Mentre continua il dramma nel Mediterraneo, delle persone che fuggono dalle guerre e la fame, in un comune di montagna del nord d’Italia, l'accoglienza si traduce in una rinascita della comunità e del territorio.</em></p> <p><strong>Cinque anni fa</strong> era inquadrato nelle classifiche tra i paesi con più alto tasso di “marginalità” sociale ed economica in Piemonte. Ma l’intera comunità ha imparato ad accogliere. <strong>Oggi, 30 profughi,</strong> quasi tutti africani oltre a una famiglia del Kosovo con tre bambini, vivono da otto mesi in un immobile di proprietà del Cottolengo.</p> <p>«<strong>Li abbiamo adottati</strong>», confidano due ultraottantenni sedute sulla panchina nella piazza del municipio. Lo avevano fatto anche durante la guerra, fa notare il presidente della “Pro Loco”, con gli ebrei e i partigiani. La Storia ritorna. <strong>Il sindaco Giacomo Lisa</strong> non ha dovuto convincere i 180 residenti del paese. Di questi solo 90 vivono a Lemie tutto l’anno.</p>

Accordo in extremis tra le due Coree ferma escalation militare

<p><em>L’escalation militare sventata in extremis tra le due Coree. Con l’accordo raggiunto dopo 3 giorni di negoziati nel villaggio di frontiera di Panmunjeom, Seul e Pyongyang hanno evitato un aggravarsi della crisi seguita ai recenti incidenti militari.</em></p> <p>“La Corea del Nord ha espresso il proprio rammarico per la recente esplosione di una mina antiuomo nella zona demilitarizzata in cui sono rimasti feriti due soldati sudcoreani” ha detto Kwan-jin, capo negoziatore sudcoreano e consigliere per la sicurezza nazionale della Presidente sudcoreana Park Geun-hye. “La Corea del Sud ha accettato di bloccare le trasmissioni di propaganda contro Pyongyang. La Corea del Nord ha accettato di porre fine all’attuale stato di guerra latente.”</p>

Cuba: Ero in carcere e mi hai visitato

<p><em>Carmen, una volontaria presso il carcere nella regione orientale dell'isola caraibica, racconta il suo incontro con i «più poveri tra i poveri.» Il potere della Parola.</em></p> <p><strong></strong>"Dal 1994 ho lavorato nel Carcere Pastorale dell'Arcidiocesi di Santiago di Cuba, che comprende anche la città di Guantanamo. Insieme ad altri volontari provvediamo ai loro bisogni e a quelli dei loro parenti, perché queste persone sono davvero i più poveri tra i poveri.</p>

La bomba atomica, 70 anni dopo

<p><em>70 anni fa, con il lancio della bomba atomica su Hiroshima (6 agosto 1945) e Nagasaki (9 agosto 1945), il mondo entrava nell’era nucleare: per la prima volta nella storia, l’umanità acquisiva la capacità di distruggere se stessa (nella foto, il cielo sopra Hiroshima, subito dopo l'esplosione della bomba).</em></p> <p>Poche settimane dopo, l’editoriale di America, la rivista dei gesuiti statunitensi, metteva a fuoco le domande etiche di fondo che la bomba atomica pone all’umanità: «nella sfera morale è chiaro che la bomba atomica ci mette inevitabilmente di fronte alla consapevolezza che quello che ci attende è o la fine di tutte le guerre o un futuro da incubo. I segreti della bomba, non importa quanto ben custoditi [...] verranno fuori. In un tempo non troppo lontano, la bomba sarà l'arma ordinaria di tutti i Paesi.

In Giordania, a un anno dalla tragedia di Ninive

<p><em>Al compiersi del primo anniversario della tragedia dell'invasione della pianura di Ninive (Iraq) da parte dell'ISIS, la chiesa cattolica promuove una serata di preghiera a Fheis. Un momento di sollievo mentre l’emergenza continua.</em></p> <p><strong>Il 7 agosto scorso, la chiesa cattolica in Giordania ha voluto ricordare</strong>, con una serata ecumenica di preghiera, il tragico fatto avvenuto un anno fa, con il conseguente<strong> sfollamento di più di 100.000 cristiani.</strong></p> <p><strong><strong>«Più di 2000 fedeli</strong></strong>, in maggioranza iracheni rifugiati, hanno pregato con solennità e con un dolore profondo nel piazzale della chiesa di Fuheis», scrivono da Amman.

Le parole che non ti ho detto

<p><em>L’Italia ha finalmente una legge dedicata all’autismo che prevede l’inserimento nei livelli essenziali di assistenza dei trattamenti per l’autismo. La storia di Federico De Rosa, che soffre di questa sindrome. A 8 anni impara a scrivere con il computer. L'autismo raccontato dal punto di vista di chi ne soffre.</em></p> <p><strong>«Io sogno spesso e tanto.</strong> Un sogno ricorrente è una giornata di sole in cui i miei sentimenti e i miei pensieri si sciolgono in una sorgente di parole per tutti i miei amici. Che bello dev’essere poter parlare!».</p> <p><strong>Federico non parla, </strong>anche se sa che la comunicazione non passa solo per il linguaggio<strong>.</strong> I primi sintomi sono evidenti già attorno al primo anno di età. Più cresce e più diminuisce la capacità di interazione con la realtà. A tre anni la diagnosi. È totalmente incapace di comunicare. Ha una delle forme più forti di Disturbo generalizzato di sviluppo, un disturbo gravissimo riconducibile all’ampio e variegato universo dell’autismo.</p>

Una scelta davvero necessaria

<p><em><span id="result_box" lang="it"><span title="One teacher's way to reconciliation in troubled Baltimore ">La strada di un insegnante verso la riconciliazione nella travagliata Baltimora</span></span></em></p> <p><span lang="it"><span title="One teacher's way to reconciliation in troubled Baltimore "><span id="result_box" lang="it"><span title="I have been in a Baltimore City Public School for the past 10 years teaching students with special needs.">Sono in una scuola pubblica di Baltimore City dagli ultimi 10 anni, passati a insegnare a studenti con bisogni speciali. </span><span title="Many come from poverty and drug-stricken areas.">Molti vengono dalla povertà e da zone colpite dalla droga. </span><span title="The majority of the children are raised by their grandmothers or single mothers.">La maggior parte dei bambini sono cresciuti dalle loro nonne o madri single. </span><span title="In some cases a father figure is absent. ">In alcuni casi <span lang="it"><span title="One teacher's way to reconciliation in troubled Baltimore "><span id="result_box" lang="it"><span title="In some cases a father figure is absent. ">è assente </span></span></span></span>una figura paterna.<br /></span></span></span></span></p> <p><span lang="it"><span title="One teacher's way to reconciliation in troubled Baltimore "><span lang="it"><span title="In some cases a father figure is absent. "><span id="result_box" lang="it"><span title="A few months ago a part of the city was engulfed in fire as protestors showed their anger over the death of Freddie Gray, a young black man who was injured while being detained by police and who later fell into a coma and died.">Pochi mesi fa una parte della città è stata inghiottita nel fuoco quando i manifestanti hanno mostrato la loro rabbia per la morte di Freddie Gray, un giovane di colore che è stato ferito mentre veniva arrestato dalla polizia e che in seguito è entrato in coma ed è morto. </span><span title="Stores were burned;">Negozi sono stati bruciati; </span><span title="bricks and rocks were thrown at the police, whom they held responsible for Gray's death. ">mattoni e sassi sono stati gettati contro la polizia, che era stata ritenuta responsabile della morte di Gray.</span></span></span></span></span></span></p>

Cuba si prepara ad accogliere Francesco

<p><em>L’Isola accoglierà il primo Papa latinoamericano. Le attese della gente, il rapporto tra Stato e Chiesa e il disgelo tra Cuba-USA. Messaggio dei vescovi cattolici e il contributo dei Focolari.</em></p> <p><strong>C’è grande attesa nell’Isola per la visita del primo Papa nato in America Latina, prevista dal 19 al 23 settembre.</strong> Certamente un’attesa che si esprime in una grande varietà a seconda della coscienza e della conoscenza di chi sia il papa e cosa rappresenti. Se si chiede alla gente per la strada si sentono, infatti, risposte di ogni genere: “Credo che si tratti di una grande persona, mi auguro che da noi si senta come a casa sua”; “Speriamo che la sua visita porti cambiamenti benefici per la gente”; “Sembra un sogno! Ci sentiamo dei privilegiati”; “È una benedizione per questo piccolo popolo, di cuore grande, accogliere tre papi in soli 13 anni”. Infatti, solo Cuba e il Brasile possono vantare questo primato. E dello stesso parere sono tanti cubani che non nascondono l’orgoglio per la terza visita di un pontefice, credenti e non.</p>

Al Jardin de Montbrillant

<p><em>Volevano sgozzare tutti i presenti e dar fuoco al locale. Ma dopo essersi sentiti accolti e ascoltati qualcosa cambia.</em></p> <p><strong></strong><strong>Ginevra, rue de Montbrillant n.3</strong> Come ogni venerdì, mi reco al “<em>Jardin de Montbrillant”</em>, un luogo d’accoglienza e d’incontro per persone bisognose di questa città cosmopolita, dove è possibile consumare dei pasti. Oggi, come di consueto, accogliamo a mezzogiorno circa 150 persone di ogni nazionalità.</p> <p><strong>La sala è già piena e tutto sembra svolgersi nel migliore dei modi</strong>.

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