<p><em>Mentre continua il dramma nel Mediterraneo, delle persone che fuggono dalle guerre e la fame, in un comune di montagna del nord d’Italia, l'accoglienza si traduce in una rinascita della comunità e del territorio.</em></p> <p><strong>Cinque anni fa</strong> era inquadrato nelle classifiche tra i paesi con più alto tasso di “marginalità” sociale ed economica in Piemonte. Ma l’intera comunità ha imparato ad accogliere. <strong>Oggi, 30 profughi,</strong> quasi tutti africani oltre a una famiglia del Kosovo con tre bambini, vivono da otto mesi in un immobile di proprietà del Cottolengo.</p> <p>«<strong>Li abbiamo adottati</strong>», confidano due ultraottantenni sedute sulla panchina nella piazza del municipio. Lo avevano fatto anche durante la guerra, fa notare il presidente della “Pro Loco”, con gli ebrei e i partigiani. La Storia ritorna. <strong>Il sindaco Giacomo Lisa</strong> non ha dovuto convincere i 180 residenti del paese. Di questi solo 90 vivono a Lemie tutto l’anno.</p>
<p><em>L’escalation militare sventata in extremis tra le due Coree. Con l’accordo raggiunto dopo 3 giorni di negoziati nel villaggio di frontiera di Panmunjeom, Seul e Pyongyang hanno evitato un aggravarsi della crisi seguita ai recenti incidenti militari.</em></p> <p>“La Corea del Nord ha espresso il proprio rammarico per la recente esplosione di una mina antiuomo nella zona demilitarizzata in cui sono rimasti feriti due soldati sudcoreani” ha detto Kwan-jin, capo negoziatore sudcoreano e consigliere per la sicurezza nazionale della Presidente sudcoreana Park Geun-hye. “La Corea del Sud ha accettato di bloccare le trasmissioni di propaganda contro Pyongyang. La Corea del Nord ha accettato di porre fine all’attuale stato di guerra latente.”</p>
<p><em>Carmen, una volontaria presso il carcere nella regione orientale dell'isola caraibica, racconta il suo incontro con i «più poveri tra i poveri.» Il potere della Parola.</em></p> <p><strong></strong>"Dal 1994 ho lavorato nel Carcere Pastorale dell'Arcidiocesi di Santiago di Cuba, che comprende anche la città di Guantanamo. Insieme ad altri volontari provvediamo ai loro bisogni e a quelli dei loro parenti, perché queste persone sono davvero i più poveri tra i poveri.</p>
<p><em>70 anni fa, con il lancio della bomba atomica su Hiroshima (6 agosto 1945) e Nagasaki (9 agosto 1945), il mondo entrava nell’era nucleare: per la prima volta nella storia, l’umanità acquisiva la capacità di distruggere se stessa (nella foto, il cielo sopra Hiroshima, subito dopo l'esplosione della bomba).</em></p> <p>Poche settimane dopo, l’editoriale di America, la rivista dei gesuiti statunitensi, metteva a fuoco le domande etiche di fondo che la bomba atomica pone all’umanità: «nella sfera morale è chiaro che la bomba atomica ci mette inevitabilmente di fronte alla consapevolezza che quello che ci attende è o la fine di tutte le guerre o un futuro da incubo. I segreti della bomba, non importa quanto ben custoditi [...] verranno fuori. In un tempo non troppo lontano, la bomba sarà l'arma ordinaria di tutti i Paesi.
<p><em>Al compiersi del primo anniversario della tragedia dell'invasione della pianura di Ninive (Iraq) da parte dell'ISIS, la chiesa cattolica promuove una serata di preghiera a Fheis. Un momento di sollievo mentre l’emergenza continua.</em></p> <p><strong>Il 7 agosto scorso, la chiesa cattolica in Giordania ha voluto ricordare</strong>, con una serata ecumenica di preghiera, il tragico fatto avvenuto un anno fa, con il conseguente<strong> sfollamento di più di 100.000 cristiani.</strong></p> <p><strong><strong>«Più di 2000 fedeli</strong></strong>, in maggioranza iracheni rifugiati, hanno pregato con solennità e con un dolore profondo nel piazzale della chiesa di Fuheis», scrivono da Amman.
<p><em>L’Italia ha finalmente una legge dedicata all’autismo che prevede l’inserimento nei livelli essenziali di assistenza dei trattamenti per l’autismo. La storia di Federico De Rosa, che soffre di questa sindrome. A 8 anni impara a scrivere con il computer. L'autismo raccontato dal punto di vista di chi ne soffre.</em></p> <p><strong>«Io sogno spesso e tanto.</strong> Un sogno ricorrente è una giornata di sole in cui i miei sentimenti e i miei pensieri si sciolgono in una sorgente di parole per tutti i miei amici. Che bello dev’essere poter parlare!».</p> <p><strong>Federico non parla, </strong>anche se sa che la comunicazione non passa solo per il linguaggio<strong>.</strong> I primi sintomi sono evidenti già attorno al primo anno di età. Più cresce e più diminuisce la capacità di interazione con la realtà. A tre anni la diagnosi. È totalmente incapace di comunicare. Ha una delle forme più forti di Disturbo generalizzato di sviluppo, un disturbo gravissimo riconducibile all’ampio e variegato universo dell’autismo.</p>
<p><em><span id="result_box" lang="it"><span title="One teacher's way to reconciliation in troubled Baltimore ">La strada di un insegnante verso la riconciliazione nella travagliata Baltimora</span></span></em></p> <p><span lang="it"><span title="One teacher's way to reconciliation in troubled Baltimore "><span id="result_box" lang="it"><span title="I have been in a Baltimore City Public School for the past 10 years teaching students with special needs.">Sono in una scuola pubblica di Baltimore City dagli ultimi 10 anni, passati a insegnare a studenti con bisogni speciali. </span><span title="Many come from poverty and drug-stricken areas.">Molti vengono dalla povertà e da zone colpite dalla droga. </span><span title="The majority of the children are raised by their grandmothers or single mothers.">La maggior parte dei bambini sono cresciuti dalle loro nonne o madri single. </span><span title="In some cases a father figure is absent. ">In alcuni casi <span lang="it"><span title="One teacher's way to reconciliation in troubled Baltimore "><span id="result_box" lang="it"><span title="In some cases a father figure is absent. ">è assente </span></span></span></span>una figura paterna.<br /></span></span></span></span></p> <p><span lang="it"><span title="One teacher's way to reconciliation in troubled Baltimore "><span lang="it"><span title="In some cases a father figure is absent. "><span id="result_box" lang="it"><span title="A few months ago a part of the city was engulfed in fire as protestors showed their anger over the death of Freddie Gray, a young black man who was injured while being detained by police and who later fell into a coma and died.">Pochi mesi fa una parte della città è stata inghiottita nel fuoco quando i manifestanti hanno mostrato la loro rabbia per la morte di Freddie Gray, un giovane di colore che è stato ferito mentre veniva arrestato dalla polizia e che in seguito è entrato in coma ed è morto. </span><span title="Stores were burned;">Negozi sono stati bruciati; </span><span title="bricks and rocks were thrown at the police, whom they held responsible for Gray's death. ">mattoni e sassi sono stati gettati contro la polizia, che era stata ritenuta responsabile della morte di Gray.</span></span></span></span></span></span></p>
<p><em>L’Isola accoglierà il primo Papa latinoamericano. Le attese della gente, il rapporto tra Stato e Chiesa e il disgelo tra Cuba-USA. Messaggio dei vescovi cattolici e il contributo dei Focolari.</em></p> <p><strong>C’è grande attesa nell’Isola per la visita del primo Papa nato in America Latina, prevista dal 19 al 23 settembre.</strong> Certamente un’attesa che si esprime in una grande varietà a seconda della coscienza e della conoscenza di chi sia il papa e cosa rappresenti. Se si chiede alla gente per la strada si sentono, infatti, risposte di ogni genere: “Credo che si tratti di una grande persona, mi auguro che da noi si senta come a casa sua”; “Speriamo che la sua visita porti cambiamenti benefici per la gente”; “Sembra un sogno! Ci sentiamo dei privilegiati”; “È una benedizione per questo piccolo popolo, di cuore grande, accogliere tre papi in soli 13 anni”. Infatti, solo Cuba e il Brasile possono vantare questo primato. E dello stesso parere sono tanti cubani che non nascondono l’orgoglio per la terza visita di un pontefice, credenti e non.</p>
<p><em>Volevano sgozzare tutti i presenti e dar fuoco al locale. Ma dopo essersi sentiti accolti e ascoltati qualcosa cambia.</em></p> <p><strong></strong><strong>Ginevra, rue de Montbrillant n.3</strong> Come ogni venerdì, mi reco al “<em>Jardin de Montbrillant”</em>, un luogo d’accoglienza e d’incontro per persone bisognose di questa città cosmopolita, dove è possibile consumare dei pasti. Oggi, come di consueto, accogliamo a mezzogiorno circa 150 persone di ogni nazionalità.</p> <p><strong>La sala è già piena e tutto sembra svolgersi nel migliore dei modi</strong>.
<p><em>Esperienza di Pietro, Chiara e Matteo sull'impegno politico e la cittadinanza attiva</em></p> <p>Buongiorno a tutti, <br />Siamo Pietro, Chiara e Matteo. Tre studenti in rappresentanza della scuola di partecipazione di Torino.</p> <p>Con altri venti ragazzi in età compresa tra i venti e i trent'anni abbiamo scelto di iniziare un percorso di cittadinanza attiva riletta sotto la luce dell'ideale della fraternità espresso dal pensiero politico di Chiara Lubich.</p>
<p><em>Nei villaggi rurali nel nordest nigeriano la siccità stava creando grave disagio alla popolazione. Da Onitsha (24 ore di viaggio) alcuni giovani e adulti dei Focolari sono andati a visitarla per condividere la situazione e portare aiuti materiali. E spirituali.</em></p> <p><strong><img style="margin-right: 5px; float: left;" src="http://www.focolare.org/wp-content/uploads/2015/07/2.jpg" height="150" />In Nigeria c’è un grande dislivello di sviluppo fra le città e i villaggi rurali</strong> dove non ci sono quasi infrastrutture e mancano elettricità, cure mediche, strade, ecc. Yakoko è un uno di questi villaggi – vicino al deserto, in mezzo alle montagne – nel quale la comunità cristiana e quella musulmana vivono da sempre in grande concordia. La sera, dopo il lavoro nei campi, gli uomini si incontrano in piazza per discutere attorno ad una bevanda alcolica che producono dal loro <em>Guinea corn</em>.</p>
<p><em>“Chiediamo agli imprenditori, ai politici, agli esponenti delle organizzazioni religiose, delle associazioni civiche ed altri di farsi estremisti del dialogo...”</em></p> <p><img style="margin-right: 5px; float: left;" src="http://www.uww2015.com/assets/pages/gallery/imgs/u-nite1/IMG_1807.JPG" height="150" /><strong>“Fabric, Flavour, Festival. Discovering Fraternity”</strong> è il titolo dell'evento centrale della Settimana Mondo Unito 2015 (<a href="http://www.uww2015.com/">www.uww2015.com</a>) che ha radunato circa 150 giovani provenienti da 18 paesi del mondo a Mumbai e Coimbatore (India) dal 27 aprile al 4 maggio 2015. Nei mesi scorsi vi abbiamo a lungo aggiornato quanto avvenuto proprio in India, così come in ogni altro angolo del pianeta.</p>
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