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Le parole che non ti ho detto

<p><em>L’Italia ha finalmente una legge dedicata all’autismo che prevede l’inserimento nei livelli essenziali di assistenza dei trattamenti per l’autismo. La storia di Federico De Rosa, che soffre di questa sindrome. A 8 anni impara a scrivere con il computer. L'autismo raccontato dal punto di vista di chi ne soffre.</em></p> <p><strong>«Io sogno spesso e tanto.</strong> Un sogno ricorrente è una giornata di sole in cui i miei sentimenti e i miei pensieri si sciolgono in una sorgente di parole per tutti i miei amici. Che bello dev’essere poter parlare!».</p> <p><strong>Federico non parla, </strong>anche se sa che la comunicazione non passa solo per il linguaggio<strong>.</strong> I primi sintomi sono evidenti già attorno al primo anno di età. Più cresce e più diminuisce la capacità di interazione con la realtà. A tre anni la diagnosi. È totalmente incapace di comunicare. Ha una delle forme più forti di Disturbo generalizzato di sviluppo, un disturbo gravissimo riconducibile all’ampio e variegato universo dell’autismo.</p>

Una scelta davvero necessaria

<p><em><span id="result_box" lang="it"><span title="One teacher's way to reconciliation in troubled Baltimore ">La strada di un insegnante verso la riconciliazione nella travagliata Baltimora</span></span></em></p> <p><span lang="it"><span title="One teacher's way to reconciliation in troubled Baltimore "><span id="result_box" lang="it"><span title="I have been in a Baltimore City Public School for the past 10 years teaching students with special needs.">Sono in una scuola pubblica di Baltimore City dagli ultimi 10 anni, passati a insegnare a studenti con bisogni speciali. </span><span title="Many come from poverty and drug-stricken areas.">Molti vengono dalla povertà e da zone colpite dalla droga. </span><span title="The majority of the children are raised by their grandmothers or single mothers.">La maggior parte dei bambini sono cresciuti dalle loro nonne o madri single. </span><span title="In some cases a father figure is absent. ">In alcuni casi <span lang="it"><span title="One teacher's way to reconciliation in troubled Baltimore "><span id="result_box" lang="it"><span title="In some cases a father figure is absent. ">è assente </span></span></span></span>una figura paterna.<br /></span></span></span></span></p> <p><span lang="it"><span title="One teacher's way to reconciliation in troubled Baltimore "><span lang="it"><span title="In some cases a father figure is absent. "><span id="result_box" lang="it"><span title="A few months ago a part of the city was engulfed in fire as protestors showed their anger over the death of Freddie Gray, a young black man who was injured while being detained by police and who later fell into a coma and died.">Pochi mesi fa una parte della città è stata inghiottita nel fuoco quando i manifestanti hanno mostrato la loro rabbia per la morte di Freddie Gray, un giovane di colore che è stato ferito mentre veniva arrestato dalla polizia e che in seguito è entrato in coma ed è morto. </span><span title="Stores were burned;">Negozi sono stati bruciati; </span><span title="bricks and rocks were thrown at the police, whom they held responsible for Gray's death. ">mattoni e sassi sono stati gettati contro la polizia, che era stata ritenuta responsabile della morte di Gray.</span></span></span></span></span></span></p>

Cuba si prepara ad accogliere Francesco

<p><em>L’Isola accoglierà il primo Papa latinoamericano. Le attese della gente, il rapporto tra Stato e Chiesa e il disgelo tra Cuba-USA. Messaggio dei vescovi cattolici e il contributo dei Focolari.</em></p> <p><strong>C’è grande attesa nell’Isola per la visita del primo Papa nato in America Latina, prevista dal 19 al 23 settembre.</strong> Certamente un’attesa che si esprime in una grande varietà a seconda della coscienza e della conoscenza di chi sia il papa e cosa rappresenti. Se si chiede alla gente per la strada si sentono, infatti, risposte di ogni genere: “Credo che si tratti di una grande persona, mi auguro che da noi si senta come a casa sua”; “Speriamo che la sua visita porti cambiamenti benefici per la gente”; “Sembra un sogno! Ci sentiamo dei privilegiati”; “È una benedizione per questo piccolo popolo, di cuore grande, accogliere tre papi in soli 13 anni”. Infatti, solo Cuba e il Brasile possono vantare questo primato. E dello stesso parere sono tanti cubani che non nascondono l’orgoglio per la terza visita di un pontefice, credenti e non.</p>

Al Jardin de Montbrillant

<p><em>Volevano sgozzare tutti i presenti e dar fuoco al locale. Ma dopo essersi sentiti accolti e ascoltati qualcosa cambia.</em></p> <p><strong></strong><strong>Ginevra, rue de Montbrillant n.3</strong> Come ogni venerdì, mi reco al “<em>Jardin de Montbrillant”</em>, un luogo d’accoglienza e d’incontro per persone bisognose di questa città cosmopolita, dove è possibile consumare dei pasti. Oggi, come di consueto, accogliamo a mezzogiorno circa 150 persone di ogni nazionalità.</p> <p><strong>La sala è già piena e tutto sembra svolgersi nel migliore dei modi</strong>.

Pietro, Chiara e Matteo: Scuola di Partecipazione di Torino

<p><em>Esperienza di Pietro, Chiara e Matteo sull'impegno politico e la cittadinanza attiva</em></p> <p>Buongiorno a tutti, <br />Siamo Pietro, Chiara e Matteo. Tre studenti in rappresentanza della scuola di partecipazione di Torino.</p> <p>Con altri venti ragazzi in età compresa tra i venti e i trent'anni abbiamo scelto di iniziare un percorso di cittadinanza attiva riletta sotto la luce dell'ideale della fraternità espresso dal pensiero politico di Chiara Lubich.</p>

Nigeria. Yakoko e il dono della pioggia

<p><em>Nei villaggi rurali nel nordest nigeriano la siccità stava creando grave disagio alla popolazione. Da Onitsha (24 ore di viaggio) alcuni giovani e adulti dei Focolari sono andati a visitarla per condividere la situazione e portare aiuti materiali. E spirituali.</em></p> <p><strong><img style="margin-right: 5px; float: left;" src="http://www.focolare.org/wp-content/uploads/2015/07/2.jpg" height="150" />In Nigeria c’è un grande dislivello di sviluppo fra le città e i villaggi rurali</strong> dove non ci sono quasi infrastrutture e mancano elettricità, cure mediche, strade, ecc. Yakoko è un uno di questi villaggi – vicino al deserto, in mezzo alle montagne – nel quale la comunità cristiana e quella musulmana vivono da sempre in grande concordia. La sera, dopo il lavoro nei campi, gli uomini si incontrano in piazza per discutere attorno ad una bevanda alcolica che producono dal loro <em>Guinea corn</em>.</p>

Discovering Fraternity – Rapporto 2015

<p><em>“Chiediamo agli imprenditori, ai politici, agli esponenti delle organizzazioni religiose, delle associazioni civiche ed altri di farsi estremisti del dialogo...”</em></p> <p><img style="margin-right: 5px; float: left;" src="http://www.uww2015.com/assets/pages/gallery/imgs/u-nite1/IMG_1807.JPG" height="150" /><strong>“Fabric, Flavour, Festival. Discovering Fraternity”</strong> è il titolo dell'evento centrale della Settimana Mondo Unito 2015 (<a href="http://www.uww2015.com/">www.uww2015.com</a>) che ha radunato circa 150 giovani provenienti da 18 paesi del mondo a Mumbai e Coimbatore (India) dal 27 aprile al 4 maggio 2015. Nei mesi scorsi vi abbiamo a lungo aggiornato quanto avvenuto proprio in India, così come in ogni altro angolo del pianeta.</p>

Kyoko, Tokyo: Solo piccoli esempi delle molte esperienze…

<p><em>"Volevo iniziare alcune attività in cui i giovani potessero liberamente partecipare e sentirsi a casa"</em></p> <p><img style="margin-right: 5px; float: left;" src="http://farm8.static.flickr.com/7299/9593048563_1d55ec837e_m.jpg" height="150" />Sono Kyoko, vivo a Tokyo.</p> <p>La vita a Tokyo è molto individualista e troppo impegnata per creare relazioni con gli altri. Molti di noi si sentono soli anche se i posti sono così affollati. Come ho deciso di vivere per un mondo unito, volevo iniziare alcune attività in cui i giovani potessero liberamente partecipare e sentirsi a casa, ma nella nostra società è difficile invitare in qualsiasi attività in cui si si incontrano molte persone nuove.</p>

L’Ecuador sceglie la partecipazione

<p><em>Un passo avanti verso l'equità e la giustizia sociale in Ecuador</em></p> <p><img style="margin-right: 5px; float: left;" src="http://www.mppu.org/images/news/2013-2015/Quito_montage_794x488.png" height="150" />Centinaia di persone hanno partecipato alle riunioni del dialogo nazionale per l'equità e la giustizia sociale convocate in Ecuador. Opposizione e società civile erano state invitate dal governo dopo le proteste e le polemiche che hanno accolto in giugno le proposte del presidente Rafael Correa per una più equa distribuzione della ricchezza, in particolare attraverso un disegno di legge che avrebbe gravato sulle eredità.</p>

I rifugiati imparano a riconnettersi

<p><em>In Mauritania, una madre congolese sta aiutando i rifugiati a riconnettersi insegnando informatica, 17 anni dopo la sua fuga. Scritto da Helena Pes</em></p> <p><img style="margin-right: 5px; float: left;" src="http://tracks.unhcr.org/wp-content/uploads/2015/07/07222015_Featured_RefugeesConnecting.jpg" height="150" />La città di Nouakchott, Mauritania, non è estranea ai rifugiati. Circa 1.500 persone che sono fuggite alcuni dei più sanguinosi conflitti in Africa ora la chiamano casa. Una di loro, Budiaki*, è seduta in una sala computer presso un vivace Centro Femminile quando arrivo, utilizzando le proprie esperienze di vita in fuga per aiutare le donne come lei.</p>

George e Lara, Libano: La violenza non potrà mai mettere fine all’uomo e alla forza dell’amore

<p><em>Esperienza di George e Lara, dal Libano</em></p> <p><strong>LARA:</strong></p> <p>Siamo George e Lara e veniamo dal Libano. Vi ringraziamo per quest’opportunità di poter parlare.</p> <p>Come sapete, il Medio Oriente vive una delle pagine più sanguinose della storia dell’umanità. Davanti a tanto orrore, l‘esempio straordinario di persone condannate a morte che rifiutano di rinnegare la loro religione, che pregano per i loro persecutori e che perdonano questi massacri prima della loro morte, come è stato per i ventuno copti morti in Libia durante gli eventi di febbraio scorso; ciò ci interpella profondamente, sia cristiani che musulmani che vivono in questi Paesi. Ci richiama alla grandezza dell’amore, del perdono, che un giorno cambieranno la faccia della terra.</p>

George and Lara, Lebanon: Violence will never put an end to man and the power of love

<p><em>Experience by George and Lara, from Lebanon</em></p> <p><strong>LARA:</strong></p> <p>We are George and Lara and we come from Lebanon. We thank you for this opportunity to speak.</p> <p>As you know, the Middle East is living one of the worst pages of the history of mankind. In front of such horror, the outstanding example of people sentenced to death because they refuse to renounce their religion, they pray for their persecutors and they forgive these massacres before their death, as it was for the twenty-one Copts killed in Libya during the events of last February; that challenges us deeply, both Christians and Muslims living in these countries. It reminds us of the greatness of love, forgiveness, which one day will change the face of the Earth.</p>

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