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ROM: dallo sgombero all’inclusione

<p><em>Mario Bruni, sindaco di Alghero, in Sardegna, Italia, racconta come hanno affrontato il necessario sgombero di un campo, cercando insieme ai Rom la migliore soluzione #politics4unity</em></p> <p><strong>Il campo, da alcuni anni doveva essere sgomberato</strong> per seri motivi sanitari e ambientali, ma non era lavoro semplice, dato che lì abitava una comunità di trenta famiglie. Mario Bruni, sindaco di Alghero, ha deciso di farlo, nell’attenzione di coinvolgere le stesse famiglie rom nella scelta del luogo dove trasferirsi.</p> <p><strong>Ad Alghero ci sono tanti disoccupati</strong> e c’è anche tanta gente in lista di attesa per avere una casa. Quindi, come diceva il sindaco, può essere difficile far capire ai cittadini «che ci sono finanziamenti ad hoc, che dobbiamo tutti avere a cuore l’inclusione sociale e a volte prendere anche delle decisioni che sono impopolari, che a volte non si capiscono».</p>

Cuba-USA: La cronologia del disgelo

<p><em>Le tappe della lunga storia fino all'inizio del disgelo</em></p> <p>È l’8 gennaio del 1959 quando Fidel Castro e i suoi prendono il potere a L’Avana.<br />Gli Stati Uniti mostrano sorpresa e indifferenza allo stesso tempo. Il loro uomo, il dittatore Fulgencio Battista, ha abbandonato L’Avana già da una settimana.</p>

Metta, Thailandia: “Non vogliamo convertire l’altro, piuttosto lavoriamo insieme”

<p><em>Esprienza di Metta sul dialogo interreligioso e con le autorità</em></p> <p>Sono Metta dalla Thailandia. Sono buddista. Nel 1993, ho incontrato il gruppo giovanile del Movimento dei Focolari chiamato "Gen" di Bangkok. L'idea che quei giovani hanno promosso e condiviso con me era molto interessante. Sono stata invitata a costruire la pace e l'unità così da adempiere il testamento di Gesù: "Che tutti siano uno", proprio lì nell'ambiente in cui vivo, attraverso l'amore che è essenziale per la spiritualità dell'unità.</p>

La fame nel mondo scende sotto gli 800 milioni di persone. La completa eradicazione è il prossimo obiettivo

<p><em>72 paesi hanno raggiunto l'Obiettivo di Sviluppo del Millennio di dimezzare la proporzione delle persone cronicamente sottoalimentate.</em></p> <p>Il numero complessivo delle persone che soffrono la fame nel mondo è sceso a 795 milioni - 216 milioni in meno rispetto al biennio 1990-92 - vale a dire circa una persona su nove - si legge nell'ultima edizione del rapporto annuale delle Nazioni Unite sulla fame (<a href="http://www.fao.org/hunger/en/" target="_blank" rel="noopener">Lo stato dell'insicurezza alimentare nel mondo 2015 - SOFI</a>).</p>

Crisi di coppia: irreversibile?

<p><em>A Loppiano, il 7° corso estivo per coppie che desiderano rafforzare il rapporto coniugale</em></p> <p><strong>Poca comunicazione, incapacità ad accogliere l’altro</strong>, a vedere il positivo della sua diversità, a stabilire la giusta distanza con le famiglie d’origine, spesso sono causa di crisi coniugali, in una società individualista che non crede nel matrimonio e nell’impegno di una relazione per sempre.</p> <p>L’esperienza del corso di Loppiano organizzato da Famiglie Nuove, volto a rafforzare l’unità di coppia (20-27 Giugno), quest’anno alla settima edizione, dimostra che la volontà di rimettersi in discussione, unita alla condivisione profonda con gli animatori e con le altre famiglie, e all’aiuto di esperti, possono far ripartire un rapporto che si è inceppato. Se c’è questo, anche le difficoltà più grandi si possono superare, come dimostra <strong>una coppia che si è ricongiunta dopo nove anni di separazione</strong>, offrendo una commovente testimonianza sul perdono incondizionato.</p>

Anita, Argentina: Basta fare il primo passo

<p><em>Esperienza di Anita Martinez, giovane argentina</em></p> <p>Alla fine del 2012 ho avuto un’esperienza orribile. Ero nella casa di un amico con la sua famiglia e a un certo punto 3 uomini violenti e armati sono entrati nella casa per rubare. Ci hanno picchiato e messi tutti sul pavimento nella stanza dei genitori. Poi hanno cominciato ha interrogarci e a urlarci “dove sono i soldi?” con le pistole alle nostre teste... Il papà del mio amico ha cominciato a dire a uno dei ladri che lo perdonava, e che quello non era il modo di fare le cose. L'uomo aveva cominciato ad arrabbiarsi e noi avevamo paura che facesse qualcosa si terribile al papà. Sorprendentemente, il ladro ha cominciato a piangere e a chiedere scusa.

Il futuro dell’umanità è soprattutto nelle mani dei popoli

<p><em>STRALCI DAL DISCORSO DI FRANCESCO AI MOVIMENTI POPOLARI</em><br /><em>Santa Cruz de la Sierra (Bolivia), giovedì 9 luglio 2015</em></p> <p>“…- Sappiamo riconoscere, sul serio, che le cose non stanno andando bene in un mondo dove ci sono tanti contadini senza terra, molte famiglie senza casa, molti lavoratori senza diritti, molte persone ferite nella loro dignità?</p> <p>- Riconosciamo che le cose non stanno andando bene quando esplodono molte guerre insensate e la violenza fratricida aumenta nei nostri quartieri? Sappiamo riconoscere che le cose non stanno andando bene quando il suolo, l'acqua, l'aria e tutti gli esseri della creazione sono sotto costante minaccia?…</p>

Migrazioni: cosa posso fare io?

<p><em>Flavia Cerino, avvocato, attualmente in Sicilia, si occupa di immigrazione. In particolare è tutore per i minorenni che viaggiano soli, senza le loro famiglie. Alcune riflessioni.</em></p> <p><strong>«Quando parliamo di migrazioni, i numeri dicono più delle parole:</strong> da un rapporto pubblicato a ottobre del 2014, si deduce che nel mondo siamo 7 miliardi e 124 milioni di persone. Se la ricchezza fosse ripartita in maniera equa, ogni persona disporrebbe di un reddito medio annuo di circa 14.000 dollari USA. In realtà, 2 miliardi e 700 milioni di persone hanno un reddito di 2 dollari e mezzo al giorno. Ora, questa disuguaglianza economica, che è una disuguaglianza sociale, ha un impatto molto forte sul fenomeno migratorio: popoli interi si spostano verso i Paesi più ricchi».</p>

João, Brasile: Non c’era più pregiudizio, ma solo amore fraterno

<p><em>Esperienza di João Gustavo, giovane brasiliano</em></p> <p>Ciao, sono João Gustavo, ho 28 anni e abito in Italia per un anno lavorando al centro Internazionale dei Giovani del Movimento dei Focolari.</p> <p>Il mio paese occupa quasi il 50% del territorio del Sud America, è il più grande Paese a lingua portoghese nel mondo, abbiamo uno dei più grandi fiumi in estensione, l’Amazônas. A causa della dimensione del Paese siamo un popolo molto diversificato, abbiamo diverse culture, abitudini, accenti, cucine, musiche. Abbiamo però in comune la lingua e il sentimento di essere brasiliani.</p>

Grazie Nicholas Winton! Ci richiama a scegliere il bene!

<p><em>Non si sentiva un eroe ma lo era. Non aveva mai cercato un riconoscimento e fino al 1988 nessuno sapeva chi fosse Nicholas Winton, lo “Schindler inglese”, che salvò quasi 700 bambini ebrei dall’Olocausto e che è morto il 1° luglio a 106 anni.</em></p> <p>Fu sua moglie Greta a scoprire per caso in soffitta un vecchio album di ritagli che documentava i salvataggi dei piccoli che Winton trasferì in treno da Praga a Londra riuscendo anche a trovar loro una sistemazione.</p> <p>Tutto cominciò da una mancata settimana bianca che, naturalmente, non si chiamava così.

Semi di pace: buddisti e cristiani degli Stati Uniti in dialogo

<p><em>Sofferenza, liberazione e fraternità, temi al centro dell’incontro. Un dialogo che si trasferisce in azioni concrete nelle proprie città. Insieme in udienza con papa Francesco.</em></p> <p>«Ringrazio voi di questa visita che ho tanto a cuore, visita di fraternità, di dialogo, anche di amicizia. In questo momento storico tanto ferito da guerre, da odio, questi piccoli gesti sono seme di pace e di fraternità». Così Papa Francesco stamattina nell’udienza ai partecipanti, una 60ina provenienti dagli Stati Uniti, al Convegno buddista-cattolico in corso a Castelgandolfo presso il centro internazionale del Movimento dei Focolari.

Abraham, Messico: Io credo che un mondo unito è possibile

<p><em>Esperienza di Abraham, giovane messicano</em></p> <p>Ciao sono Abraham, vengo del Messico: un popolo di persone nobili e con tanta fede, un popolo con le braccia aperte al mondo.</p> <p>Oggi si vive una realtà difficile, nel 2006 è cominciata la lotta contro il narcotraffico, una guerra che in 8 anni ha lasciato più vittime della guerra del Vietnam. Tutte queste persone non sono solo delinquenti, talvolta sono innocenti: giornalisti, attivisti ecc.</p>

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