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Kyoko, Tokyo: Solo piccoli esempi delle molte esperienze…

<p><em>"Volevo iniziare alcune attività in cui i giovani potessero liberamente partecipare e sentirsi a casa"</em></p> <p><img style="margin-right: 5px; float: left;" src="http://farm8.static.flickr.com/7299/9593048563_1d55ec837e_m.jpg" height="150" />Sono Kyoko, vivo a Tokyo.</p> <p>La vita a Tokyo è molto individualista e troppo impegnata per creare relazioni con gli altri. Molti di noi si sentono soli anche se i posti sono così affollati. Come ho deciso di vivere per un mondo unito, volevo iniziare alcune attività in cui i giovani potessero liberamente partecipare e sentirsi a casa, ma nella nostra società è difficile invitare in qualsiasi attività in cui si si incontrano molte persone nuove.</p>

L’Ecuador sceglie la partecipazione

<p><em>Un passo avanti verso l'equità e la giustizia sociale in Ecuador</em></p> <p><img style="margin-right: 5px; float: left;" src="http://www.mppu.org/images/news/2013-2015/Quito_montage_794x488.png" height="150" />Centinaia di persone hanno partecipato alle riunioni del dialogo nazionale per l'equità e la giustizia sociale convocate in Ecuador. Opposizione e società civile erano state invitate dal governo dopo le proteste e le polemiche che hanno accolto in giugno le proposte del presidente Rafael Correa per una più equa distribuzione della ricchezza, in particolare attraverso un disegno di legge che avrebbe gravato sulle eredità.</p>

I rifugiati imparano a riconnettersi

<p><em>In Mauritania, una madre congolese sta aiutando i rifugiati a riconnettersi insegnando informatica, 17 anni dopo la sua fuga. Scritto da Helena Pes</em></p> <p><img style="margin-right: 5px; float: left;" src="http://tracks.unhcr.org/wp-content/uploads/2015/07/07222015_Featured_RefugeesConnecting.jpg" height="150" />La città di Nouakchott, Mauritania, non è estranea ai rifugiati. Circa 1.500 persone che sono fuggite alcuni dei più sanguinosi conflitti in Africa ora la chiamano casa. Una di loro, Budiaki*, è seduta in una sala computer presso un vivace Centro Femminile quando arrivo, utilizzando le proprie esperienze di vita in fuga per aiutare le donne come lei.</p>

George e Lara, Libano: La violenza non potrà mai mettere fine all’uomo e alla forza dell’amore

<p><em>Esperienza di George e Lara, dal Libano</em></p> <p><strong>LARA:</strong></p> <p>Siamo George e Lara e veniamo dal Libano. Vi ringraziamo per quest’opportunità di poter parlare.</p> <p>Come sapete, il Medio Oriente vive una delle pagine più sanguinose della storia dell’umanità. Davanti a tanto orrore, l‘esempio straordinario di persone condannate a morte che rifiutano di rinnegare la loro religione, che pregano per i loro persecutori e che perdonano questi massacri prima della loro morte, come è stato per i ventuno copti morti in Libia durante gli eventi di febbraio scorso; ciò ci interpella profondamente, sia cristiani che musulmani che vivono in questi Paesi. Ci richiama alla grandezza dell’amore, del perdono, che un giorno cambieranno la faccia della terra.</p>

George and Lara, Lebanon: Violence will never put an end to man and the power of love

<p><em>Experience by George and Lara, from Lebanon</em></p> <p><strong>LARA:</strong></p> <p>We are George and Lara and we come from Lebanon. We thank you for this opportunity to speak.</p> <p>As you know, the Middle East is living one of the worst pages of the history of mankind. In front of such horror, the outstanding example of people sentenced to death because they refuse to renounce their religion, they pray for their persecutors and they forgive these massacres before their death, as it was for the twenty-one Copts killed in Libya during the events of last February; that challenges us deeply, both Christians and Muslims living in these countries. It reminds us of the greatness of love, forgiveness, which one day will change the face of the Earth.</p>

ROM: dallo sgombero all’inclusione

<p><em>Mario Bruni, sindaco di Alghero, in Sardegna, Italia, racconta come hanno affrontato il necessario sgombero di un campo, cercando insieme ai Rom la migliore soluzione #politics4unity</em></p> <p><strong>Il campo, da alcuni anni doveva essere sgomberato</strong> per seri motivi sanitari e ambientali, ma non era lavoro semplice, dato che lì abitava una comunità di trenta famiglie. Mario Bruni, sindaco di Alghero, ha deciso di farlo, nell’attenzione di coinvolgere le stesse famiglie rom nella scelta del luogo dove trasferirsi.</p> <p><strong>Ad Alghero ci sono tanti disoccupati</strong> e c’è anche tanta gente in lista di attesa per avere una casa. Quindi, come diceva il sindaco, può essere difficile far capire ai cittadini «che ci sono finanziamenti ad hoc, che dobbiamo tutti avere a cuore l’inclusione sociale e a volte prendere anche delle decisioni che sono impopolari, che a volte non si capiscono».</p>

Cuba-USA: La cronologia del disgelo

<p><em>Le tappe della lunga storia fino all'inizio del disgelo</em></p> <p>È l’8 gennaio del 1959 quando Fidel Castro e i suoi prendono il potere a L’Avana.<br />Gli Stati Uniti mostrano sorpresa e indifferenza allo stesso tempo. Il loro uomo, il dittatore Fulgencio Battista, ha abbandonato L’Avana già da una settimana.</p>

Metta, Thailandia: “Non vogliamo convertire l’altro, piuttosto lavoriamo insieme”

<p><em>Esprienza di Metta sul dialogo interreligioso e con le autorità</em></p> <p>Sono Metta dalla Thailandia. Sono buddista. Nel 1993, ho incontrato il gruppo giovanile del Movimento dei Focolari chiamato "Gen" di Bangkok. L'idea che quei giovani hanno promosso e condiviso con me era molto interessante. Sono stata invitata a costruire la pace e l'unità così da adempiere il testamento di Gesù: "Che tutti siano uno", proprio lì nell'ambiente in cui vivo, attraverso l'amore che è essenziale per la spiritualità dell'unità.</p>

La fame nel mondo scende sotto gli 800 milioni di persone. La completa eradicazione è il prossimo obiettivo

<p><em>72 paesi hanno raggiunto l'Obiettivo di Sviluppo del Millennio di dimezzare la proporzione delle persone cronicamente sottoalimentate.</em></p> <p>Il numero complessivo delle persone che soffrono la fame nel mondo è sceso a 795 milioni - 216 milioni in meno rispetto al biennio 1990-92 - vale a dire circa una persona su nove - si legge nell'ultima edizione del rapporto annuale delle Nazioni Unite sulla fame (<a href="http://www.fao.org/hunger/en/" target="_blank" rel="noopener">Lo stato dell'insicurezza alimentare nel mondo 2015 - SOFI</a>).</p>

Crisi di coppia: irreversibile?

<p><em>A Loppiano, il 7° corso estivo per coppie che desiderano rafforzare il rapporto coniugale</em></p> <p><strong>Poca comunicazione, incapacità ad accogliere l’altro</strong>, a vedere il positivo della sua diversità, a stabilire la giusta distanza con le famiglie d’origine, spesso sono causa di crisi coniugali, in una società individualista che non crede nel matrimonio e nell’impegno di una relazione per sempre.</p> <p>L’esperienza del corso di Loppiano organizzato da Famiglie Nuove, volto a rafforzare l’unità di coppia (20-27 Giugno), quest’anno alla settima edizione, dimostra che la volontà di rimettersi in discussione, unita alla condivisione profonda con gli animatori e con le altre famiglie, e all’aiuto di esperti, possono far ripartire un rapporto che si è inceppato. Se c’è questo, anche le difficoltà più grandi si possono superare, come dimostra <strong>una coppia che si è ricongiunta dopo nove anni di separazione</strong>, offrendo una commovente testimonianza sul perdono incondizionato.</p>

Anita, Argentina: Basta fare il primo passo

<p><em>Esperienza di Anita Martinez, giovane argentina</em></p> <p>Alla fine del 2012 ho avuto un’esperienza orribile. Ero nella casa di un amico con la sua famiglia e a un certo punto 3 uomini violenti e armati sono entrati nella casa per rubare. Ci hanno picchiato e messi tutti sul pavimento nella stanza dei genitori. Poi hanno cominciato ha interrogarci e a urlarci “dove sono i soldi?” con le pistole alle nostre teste... Il papà del mio amico ha cominciato a dire a uno dei ladri che lo perdonava, e che quello non era il modo di fare le cose. L'uomo aveva cominciato ad arrabbiarsi e noi avevamo paura che facesse qualcosa si terribile al papà. Sorprendentemente, il ladro ha cominciato a piangere e a chiedere scusa.

Il futuro dell’umanità è soprattutto nelle mani dei popoli

<p><em>STRALCI DAL DISCORSO DI FRANCESCO AI MOVIMENTI POPOLARI</em><br /><em>Santa Cruz de la Sierra (Bolivia), giovedì 9 luglio 2015</em></p> <p>“…- Sappiamo riconoscere, sul serio, che le cose non stanno andando bene in un mondo dove ci sono tanti contadini senza terra, molte famiglie senza casa, molti lavoratori senza diritti, molte persone ferite nella loro dignità?</p> <p>- Riconosciamo che le cose non stanno andando bene quando esplodono molte guerre insensate e la violenza fratricida aumenta nei nostri quartieri? Sappiamo riconoscere che le cose non stanno andando bene quando il suolo, l'acqua, l'aria e tutti gli esseri della creazione sono sotto costante minaccia?…</p>

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