<p><em>Come ogni anno, a inizio maggio i Giovani per un Mondo Unito di tutto il mondo hanno realizzato svariate attività e iniziative all'interno della Settimana Mondo Unito. Qui di seguito trovate qualche altro frammento (e altri a questi link: <a href="http://unitedworldproject.org/it/home/14-notizie/766-qualche-stralcio-dalla-settimana-mondo-unito-2015-nel-mondo.html">1</a> - <a href="http://unitedworldproject.org/it/home/14-notizie/770-qualche-altro-frammento-dalla-settimana-mondo-unito-2015.html">2</a>).</em></p> <p><strong>Paraguay.</strong> I giovani sono andati a condividere un pomeriggio con i bambini di un asilo e sono anche andati ad accompagnare gli anziani di un ospedale geriatrico. Anche hanno lanciato la proposta di donare il sangue per aiutare chi ne ha bisogno. Domenica 10 maggio hanno fatto la chiusura della SMU nella città di Caazapá, con la corsa per l’unità, dove si sono trovati con i ragazzi per un mondo unito e i giovani di altri posti.</p> <p><strong>Filippine.</strong> Hanno fatto una campagna di consapevolizzazione e raccolta fondi per aiutare le vittime del terremoto in Nepal, chiamata “Uno per Nepal” (One for Nepal). Hanno chiesto donazioni e anche hanno fatto concerti musicali e venduto magliette.</p>
<p><em>L’Agenda ONU per lo sviluppo post-2015 in discussione in Vaticano, su iniziativa del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace. Tra le voci di donne anche quella di Rita Moussalem del Centro per il dialogo interreligioso dei Focolari.</em></p> <p><strong>Si discute di gender nel mondo occidentale</strong>; nei paesi in via di sviluppo preoccupa il dramma dello sfruttamento; in Medio Oriente i diritti delle donne e la pace. Ancora in occidente, costrette a scegliere tra lavoro e famiglia; vite che subiscono violenza…</p> <p><strong>Sono alcune delle sfide e problematiche</strong> – differenti a seconda delle varie zone geografiche – in discussione alle Nazioni Unite, in vista della nuova agenda per gli <em><a href="https://sustainabledevelopment.un.org/focussdgs.html">Obiettivi per lo sviluppo sostenibile</a></em> da attuare dopo il 2015 (data entro la quale i 193 stati membri si erano auspicati di raggiungere i famosi <em>Obiettivi del millennio</em>).</p>
<p><em><span id="result_box" lang="it"><span title="August 25th-30th 2015 ">25-30 agosto 2015<br /></span><span title="Palazzo Scopoli, Tonadico (Trento, Italia) ">Palazzo Scopoli, Tonadico (Trento, Italia)</span></span></em></p> <p><span lang="it"><span title="Palazzo Scopoli, Tonadico (Trent, Italy) "><span id="result_box" lang="it"><span title="Religions are having a strong impact on the international scene, continuing to influence heavily cultures, societies and the broader academic and public debate worldwide.">Le religioni stanno avendo un forte impatto sulla scena internazionale, continuando a influenzare pesantemente le culture, le società e il dibattito accademico e pubblico in generale in tutto il mondo. </span><span title="Understanding the role of religions in the global world has to be conceived not merely in terms of political instability, social disorder, or as a de-facto analysis of a pluralistic environment, but also as an historical fact that opens a space for a better understanding">Comprendere il ruolo delle religioni nel mondo globale deve essere concepito non solo in termini di instabilità politica, disordini sociali, o come un'analisi de facto di un ambiente pluralista, ma anche come un fatto storico che apre uno spazio per una migliore comprensione </span><span title="of the positive function that religions can actually play. ">della funzione positiva che le religioni possono effettivamente avere.</span></span></span></span></p>
<p><em>Come ogni anno, a inizio maggio i Giovani per un Mondo Unito di tutto il mondo hanno realizzato svariate attività e iniziative all'interno della Settimana Mondo Unito. Qui di seguito trovate qualche altro frammento (e altri a questo <a href="it/home/14-notizie/766-qualche-stralcio-dalla-settimana-mondo-unito-2015-nel-mondo.html">link</a>).<br /></em></p> <p><em></em><strong>Libano.</strong> Una raccolta di pacchi di cibo per poi andarli a distribuire ai senzatetto per le strade. Il tutto cercando di invitare gli amici ad aggiungersi e cercando di farlo con un grande sorriso, per portare più che solo il cibo. Foto e altre informazioni <a href="https://www.facebook.com/events/1420740168243955/">qui</a>.</p> <p><strong>Yogyakarta, Indonesia.</strong> “Games4Peace”: più di 80 partecipanti, alcuni giovani della parrocchia vicina e del focolare di Yogyakarta, amici, compagni, ecc. hanno trascorso insieme una bellissima domenica mattina di sole, giocando, correndo, imparando, costruendo rapporti di amicizia ma sopratutto testimoniando la fratellanza universale.
<p><em>Nel Centro di Cultura e Dialogo Doha si è svolta il 29 maggio la III Giornata del Cristianesimo tra i Musulmani in Polonia: «Isa bin Marjam / Gesù Cristo – Fratello di ognuno di noi». Ospiti, quest’anno, anche Maria Voce e Jesús Morán, presidente e copresidente dei Focolari.</em></p> <p><strong>In Polonia, con i suoi 38 milioni di abitanti, di cui il 90% cristiani, i musulmani figurano tra le minoranze religiose</strong>: sono 25mila, lo 0,08% della popolazione. La loro presenza risale ai Tartari nel XIV secolo; c’è poi l’immigrazione della seconda metà del XX secolo e del dopo muro di Berlino. La giornata di dialogo appena vissuta si inserisce nel percorso dei tre eventi portanti del dialogo tra cristiani e musulmani in Polonia.
<p><em>"Ho fatto semplicemente questo: aiutarlo. E credo che chiunque avrebbe fatto la stessa cosa nella mia situazione."</em></p> <p>Ha messo da parte il "protocollo" dettato dalla sua religione: uno studente Sikh della Nuova Zelanda si è tolto il turbante per aiutare un bambino rimasto vittima di un incidente stradale. Proprio perché il sikhismo prescrive a tutti i fedeli di <a href="http://sikhiesikh.org/sikhi-sikh/il-turbante/" target="_hplink">indossare sempre il turbante</a> e di non toglierlo mai, Harman Singh, 22 anni, è diventato un eroe: sulla sua pagina Facebook ha ricevuto centinaia di messaggi di ringraziamento. "Non gli è importato nulla di avere, in quel momento, il capo scoperto - scrive un utente -. L'unica cosa che voleva era aiutare quel bambino".</p>
<p><em>Come ogni anno, a inizio maggio i Giovani per un Mondo Unito di tutto il mondo hanno realizzato svariate attività e iniziative all'interno della Settimana Mondo Unito. Qui di seguito ne trovate alcuni stralci:</em></p> <p><strong>Chaco, Argentina.</strong> “Cambia il volto”. Nella piazza principale, l’attività ha visto come protagonisti ragazzi e giovani che hanno partecipato con diversi giochi. L’idea era promuovere il sorriso, capendo che è la prima azione individuale che si può fare per la pace. Anche hanno fatto un murale collettivo, hanno fatto delle foto con il tag “Io lavoro per la pace”. Alla fine hanno comunicato con i giovani di Washington, negli Stati Uniti, per passare il testimone.</p> <p><strong>Curitiba, Brasile.</strong> Nelle attività l’impronta è stata il rapporto tra i giovani e gli adolescenti:
<p><em>È in corso la prima scuola panafricana e internazionale di EdC: l’energia di un popolo giovane con aspirazioni e sogni alti tra le grandi sfide del continente.</em></p> <p><strong>«Siamo una nuova generazione che vuole prendere il timone dell’</strong><a href="http://www.edc-online.org" target="_blank" rel="noopener">Economia di Comunione</a>. Siamo consapevoli della nostra inesperienza e della nostra immaturità, ma siamo anche felici di sperimentare che questa è esattamente la nostra forza, non vogliamo smettere di sognare». Liliane Mugombozi, giornalista in Kenya, raccoglie la voce di un giovane camerunese, tra i partecipanti alla scuola internazionale dell’Economia di Comunione (EdC) in corso dal 22 al 26 maggio alla Mariapoli Piero, cittadella dei Focolari vicino a Nairobi, Kenya.</p>
<p><em>Jason Almeida, di Mumbay, racconta il progetto di assistenza ai bambini e alle famiglie delle baraccopoli di Mumbai. Quello di Jason è un racconto è per immagini, raccolte in un PowerPoint che è possibile scaricare <a href="http://www.umanitanuova.org/it/pdf/italiano/223-udisha-2015.html">qui</a>.</em></p> <p><strong><strong>Udisha </strong></strong>è una parola sanscrita che indica i "primi raggi di sole" e simboleggia la speranza che vogliamo dare ai bambini del nostro progetto. Mumbai, chiamata Bombay fino a pochi anni fa, è una megalopoli con una popolazione di oltre 14 milioni. E’ la capitale commerciale dell'India producendo il 5% del PIL del paese, il 25% della produzione industriale, e il 70% delle transazioni di capitali dell'economia indiana.</p>
<p><em>Fornitura di pasti scolastici, attenzione sulla salute e l’alimentazione</em></p> <p>Il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite, in collaborazione con la Royal Health Awareness Society e il Ministero dell’Educazione, ha avviato un progetto pilota per la fornitura di pasti scolastici a circa 2.300 studenti di 10 scuole pubbliche del Governatorato di Madaba, nella Giordania Centrale.</p>
<p><em>1300 tra studenti e professori di scuole e università egiziane hanno testimoniato il loro impegno per la pace</em></p> <p>«Il Forum della Pace è stata un'esperienza unica. Mi sono goduto ogni momento del programma. Un tale incontro (…) ci fa sperare che giorni migliori stanno arrivando e che un giorno la povertà, la fame, la discriminazione e la guerra vedranno una fine».</p> <p>Rasha,insegnante d'inglese al Rowad American College, descrive così <a href="http://living-peace.blogspot.it/p/italiano.html" target="_blank">Living Peace 2015</a> che si è appena concluso al Cairo, preceduto da tre giorni di congresso ad Alessandria d’Egitto, che si sono rivelati fondamentali per creare una base di conoscenza tra i giovani e gli studenti da tutte le parti del mondo, per assicurare la successiva riuscita del Forum.</p>
<p><em>Dieci giorni, in contemporanea, nei cinque continenti, per trasmettere all’opinione pubblica lo sforzo di ogni giorno nel costruire la pace. Alcuni flash da Terra Santa, Siria, Congo, Argentina, Hong Kong, Macao, Germania, Slovacchia e Portogallo.</em></p> <p><strong>Giovani e ragazzi dei Focolari, con tanti loro amici</strong>. Un focus su alcune iniziative, non fra le più affollate o realizzate in note città, ma significative perché dicono che chiunque, in qualunque situazione, può dare alla pace il proprio contributo.</p>
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