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Myanmar sull’orlo del baratro, le responsabilità di Russia e Cina

 
13 Agosto 2021   |   Myanmar, Covid-19, Città Nuova
 
Di George Ritinsky

La situazione del Myanmar è drammatica: i contagi da Covid-19 sono altissimi e non ci sono cure. I militari cacciano i cittadini bombardando le case. 18 milioni di persone rischiano la fame. Quali sono gli interessi stranieri nel Paese?

Quando in un Paese sta per esplodere una rivolta o una guerra, una delle prime cose che iniziano a scarseggiare sono i containers. Quando le aziende di trasporto e logistica internazionale come Maersk, Msc, oppure Oocl intuiscono che la situazione sta peggiorando in una certa nazione, iniziano a non inviare più container in quel Paese, per una semplice ragione: evitare i furti.

Un container vale, infatti, circa 3.800 dollari e rubarne uno o più è abbastanza facile. Sono utilizzati anche per farne case e rifugi, pertanto meglio tenerli al sicuro nei depositi, lontano dai ladri. Due mesi fa mi avevano avvertito: “Non si trovano container per spedire merce da Yangon: vuole dire che la situazione in Myanmar sta per precipitare”. E così è stato: dal primo febbraio ad oggi ci sono stati in Myanmar più di più di 900 morti tra le persone che manifestano contro il regime militare, quel regime che ha letteralmente rubato il potere al Paese. Centinaia di migliaia di persone sono attualmente disperse nelle foreste nel nord del paese per sfuggire al Tatmadaw (l’esercito che sostiene il regime) che non ha esitato a bombardare con potenti elicotteri da guerra (di fabbricazione russa) e carri armati (sempre tecnologia russa, ma anche locale) la gente nelle case.

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