Diritti umani, pace, legalità e giustizia

2019/2020

Nella consapevolezza che la pace muore se divorzia dalla giustizia, sogniamo un mondo dove la Regola d’oro, cuore di tante civiltà e tradizioni, diventi la via da percorrere personalmente e insieme. Facciamo nostro l’obiettivo della fraternità universale, chiave del presente e del futuro dei nostri popoli, l’unica capace di disarmare la cultura dello scarto ed aprire ad una maggiore condivisione dei beni, di interdipendenza e dialogo, via maestra per la pace.

piste d’azione:

Vogliamo essere il cambiamento che desideriamo avvenga nel mondo, e per questo ci impegniamo in prima persona, ognuno nell’ambiente in cui opera, a:

  • riconoscere e promuovere i diritti umani, fondamentali e inviolabili, inscritti nella dignità costitutiva della persona, mattoni nell’edificazione del bene comune;
  • essere operatori di pace, presenti là dove la pace è ferita, l’equilibrio del mondo compromesso, i diritti umani negati;
  • essere risposta concreta per superare lo s-contro con l’in-contro, il dis-accordo con l’accordo possibile, l’offesa con percorsi di riconciliazione, la frattura con il dialogo, la rottura dei rapporti con la riparazione che risana;
  • educare e educarci alla pratica della legalità, che nell’osservanza delle leggi guarda al bene dell’altro come al proprio, fino all’impegno personale contro ogni forma di corruzione;
  • intraprendere azioni di giustizia per difendere la dignità della vita di ogni persona.

esempi di buone pratiche:

Impegniamoci da subito, nell’oggi che è nelle nostre mani, coinvolgendo amici, colleghi, le nostre comunità civili o religiose, le associazioni, le istituzioni nazionali e internazionali.  Sporchiamoci le mani insieme a tanti e con creatività, partendo dalle sfide del nostro territorio.

Tante le proposte di azione già in atto. Eccone alcune:

  • Time Out for Peace, tutti i giorni a mezzogiorno di ogni fuso orario ci fermiamo per un attimo di silenzio o di preghiera per chiedere, uniti, il dono della pace e rimettere a fuoco l’impegno personale a costruirla lì dove viviamo;
  • Living Peace International, un progetto internazionale di educazione alla pace;
  • Economia Disarmata, un gruppo di riflessione e azione per il disarmo;
  • MilONGa Project, una piattaforma di volontariato internazionale che offre l’opportunità ai giovani dai 21 ai 35 anni di sperimentare un volontariato “fraterno” e interculturale, da svolgere in sinergia col lavoro delle ONG che già si stanno spendendo nelle diverse periferie del pianeta.
  • Summer Campus di Legalità e Cantieri Hombre Mundo, laboratori di formazione e azione attivati in varie parti del mondo, su un territorio, in risposta ad una esigenza sociale e/o di una determinata periferia;
  • Slotmob, campagna contro le nuove povertà e la dipendenza dal gioco d’azzardo;
  • Rete Progetto Pace, una rete internazionale di scuole, enti e associazioni che collaborano per promuovere una cultura di pace;
  • Non Dalla Guerra, un progetto di educazione alla Pace e di volontariato internazionale;
  • Sports4Peace, educare alla Pace attraverso il gioco e lo sport;
  • Pro Bono Recife, consulenza giuridica gratuita perché tutti abbiano garantito l’accesso alla giustizia;
  • Conferenze e workshop, attorno ai temi dei Diritti Umani, Pace, Legalità e Giustizia.

Pathways Kits:

Il 10 dicembre 1948 veniva approvata dall’Assembla Generale delle Nazioni Unite l’Universal Declaration of Human Rights: una svolta nella storia dell’umanità, guardata – così nel Preambolo – come famiglia umana. L’universalità sottolinea la centralità della dignità umana, costitutiva di ogni persona e fonte di diritti fondamentali e inviolabili. Sono diritti personali e sociali, che non coincidono con le pretese dell’individuo, né possono essere concepiti come suoi poteri; sono attributi essenziali di ogni essere umano e come tali meritevoli di tutela.

È scritto nel Preambolo della Costituzione dell’UNESCO del 1945: «Le guerre hanno origine nello spirito degli uomini, è nello spirito degli uomini che si debbono innalzare le difese della pace». In un mondo lacerato da conflitti di ogni genere, terrorismo, distruzioni, sopraffazione, muri che si innalzano anche nei cuori, la pace si può edificare a partire da piccoli passi e gesti concreti. È frutto di un dialogo autentico, di fraternità vissuta affinché si realizzi quello che oggi è riconosciuto come “diritto alla pace”, nel cammino verso l’unità dei popoli.

Nell’attuale cambiamento d’epoca, le norme da sole non bastano a impedire violenza, illegalità diffusa, corruzione, sfruttamento. La legalità deve farsi “cultura” e prassi di vita per cittadini e istituzioni, nelle molteplici relazioni e nella reciprocità di diritti e doveri fino a guardare al bene dell’altro come al proprio.

Drammi e vicende della storia ci raccontano che al fondo di ogni ingiustizia si nasconde qualunque scelta, violenta o meno, che esclude o nega l’altro. Così, la giustizia attende nelle relazioni il primo passo: è inclusione e riconoscimento della dignità di ciascuno. È condivisione oltre ogni abbandono, apertura di sé fin dai piccoli gesti, si fa dono nella capacità di immedesimarsi in ogni situazione di disagio e vulnerabilità. La giustizia restaura, non distrugge, è condizione della pace.

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