Dalla piazza di Torino a un laboratorio artistico a Madrid: arte sociale in azione
“Piazze di Pace” e “LabArt 2025”: due esperienze in Italia e in Spagna mostrano come l’arte sociale possa incidere sullo spazio pubblico, sul lavoro comunitario e sulla formazione di giovani artisti impegnati nella trasformazione sociale.
Non abbiamo dubbi nell’affermare che l’arte, quando si lega all’impegno sociale, quando cioè si mette al servizio diretto delle persone e dei popoli, quando contribuisce alla pace, alla giustizia e alla crescita della società umana, trova la sua espressione più compiuta, il suo senso più profondo, il suo fine più alto.
Raccontiamo perciò, in questo articolo (che è parte integrante del nostro focus di febbraio sull’arte e l’impegno sociale), due esperienze di arte al servizio della collettività, entrambe accompagnate e sostenute da una delle otto Communities dello United World Project: Art & Social Commitment.

Questa comunità utilizza ogni forma d’arte per affrontare questioni sociali e promuovere i diritti umani e le relazioni armoniose tra persone, popoli e culture, mettendo il bene comune prima dell’autoaffermazione narcisistica del singolo artista.
Di queste due esperienze – entrambe ricordate nel documento “Together to Care” – pubblicato lo scorso novembre dai Youth for a United World (Y4UW), la prima arriva dall’Italia e si chiama Piazze di Pace. La seconda dalla Spagna ed è LabArt 2025.
L’esperienza di Piazze di Pace a Torino, Italia
Piazze di Pace arriva da Torino: città nel nord dell’Italia -nella quale si trova l’Arsenale della pace, luogo straordinario-.
In cosa consiste l’esperienza di Piazze di Pace? Nel fatto che alcuni studenti hanno preso la bella e incoraggiante iniziativa di trasformare una semplice strada in una “piazza” destinata all’incontro, alla riflessione e allo svago costruttivo. Lo hanno fatto collaborando attivamente con una scuola locale, con la chiesa vicina, con il consiglio comunale e con l’intera amministrazione comunale.

I giovani che hanno portato avanti il progetto di Piazze di Pace hanno trovato uno spazio a traffico limitato e qui hanno iniziato a organizzare iniziative culturali e ricreative con gli abitanti del luogo.
Inizialmente, Piazze di Pace ha avuto uno svolgimento temporaneo, ma poi, grazie alla sua qualità, grazie all’impegno di questi giovani, l’esperienza si è intensificata portando a una festa nella nuova “piazza” ancora una volta organizzata dai giovani in collaborazione con il consiglio comunale.
Piazze di pace rappresenta dunque un’ottima occasione per decidere e crescere insieme, per veicolare i valori della pace e dell’unità, con l’alleanza sana, fertile e preziosa, tra gli abitanti del posto e i giovani per costruire il futuro insieme, per realizzare, uniti dagli stessi desideri e obiettivi, una nuova piazza permanente.
L’esperienza di LabArt, dalla Spagna
Dalla Spagna, invece, più precisamente dal Centro Mariapoli Luminosa – Las Matas, di Madrid-, arriva l’altrettanto interessante esperienze di LabArt 2025: un congresso internazionale per giovani artisti col sottotitolo Living, thinking, making.L’iniziativa di LabArt 2025, destinata a giovani dai 18 ai 35 anni, ha riunito, dal 31 agosto al 4 settembre 2025, 30 artisti provenienti da 10 paesi del mondo: Brasile, Cuba, Spagna, Romania, Italia, Bulgaria, Ucraina, Armenia, Inghilterra e Panama. Per cinque intense giornate, questi artisti si sono offerti reciprocamente – ognuno con la propria cultura e unicità – uno scambio creativo fecondo. Per tutto questo tempo, hanno collaborato avvalendosi di un elemento in particolare, di un dettaglio che ha reso davvero unico l’evento: l’incontro tra professionisti affermati e giovani talenti emergenti. Questo approccio, diciamo di dialogo intergenerazionale tra artisti, ha favorito un confronto naturale e una vicendevolezza organica, dando coraggio e stimolo ai partecipanti, mettendoli nella condizione di sperimentare liberamente il proprio sentire artistico, di condividere la propria visione poetica e di aprire nuovi orizzonti e prospettive insieme.
Diversi i temi al centro di LabArt 2025: la vocazione, la spiritualità, la comunione e la dimensione sociale dell’arte, col suo enorme valore (di cui parlavamo all’inizio dell’articolo). Superando le preoccupazioni puramente tecniche, lavorando sui contenuti e sui concetti alti appena citati, i partecipanti hanno esplorato le domande esistenziali che hanno dato spessore al lavoro creativo di quei cinque giorni.
Gli obiettivi di LabArt 2025 -si legge nel sito– sono stati i seguenti: 1) Offrire a chi sta iniziando la propria carriera professionale o sta valutando la propria vocazione artistica, l’esperienza di chi ha già percorso un tratto di strada. 2) Presentare approcci basati sulla relazionalità e su un dialogo profondo. 3) Aiutare a ottenere risorse e strumenti per vivere appieno l’ispirazione artistica e facilitare la materializzazione del processo creativo.
LabArt 2025 è stato organizzato da Clarté: una rete internazionale di artisti impegnati nella valorizzazione dei prodotti culturali e nello scambio di esperienze e idee, con collaboratori che hanno fatto della dimensione artistica una scelta di vita essenziale.
Entrambe queste esperienze sono raggi di sole nel tempo spesso nebbioso del presente. Danno coraggio ed entusiasmo a ogni generazione: osservare l’incontro tra arte e giovani, come accaduto con Piazze di Pace e LabArt 2025, riempie il cuore di speranza.