<p><em>1300 tra studenti e professori di scuole e università egiziane hanno testimoniato il loro impegno per la pace</em></p> <p>«Il Forum della Pace è stata un'esperienza unica. Mi sono goduto ogni momento del programma. Un tale incontro (…) ci fa sperare che giorni migliori stanno arrivando e che un giorno la povertà, la fame, la discriminazione e la guerra vedranno una fine».</p> <p>Rasha,insegnante d'inglese al Rowad American College, descrive così <a href="http://living-peace.blogspot.it/p/italiano.html" target="_blank">Living Peace 2015</a> che si è appena concluso al Cairo, preceduto da tre giorni di congresso ad Alessandria d’Egitto, che si sono rivelati fondamentali per creare una base di conoscenza tra i giovani e gli studenti da tutte le parti del mondo, per assicurare la successiva riuscita del Forum.</p>
<p><em>Dieci giorni, in contemporanea, nei cinque continenti, per trasmettere all’opinione pubblica lo sforzo di ogni giorno nel costruire la pace. Alcuni flash da Terra Santa, Siria, Congo, Argentina, Hong Kong, Macao, Germania, Slovacchia e Portogallo.</em></p> <p><strong>Giovani e ragazzi dei Focolari, con tanti loro amici</strong>. Un focus su alcune iniziative, non fra le più affollate o realizzate in note città, ma significative perché dicono che chiunque, in qualunque situazione, può dare alla pace il proprio contributo.</p>
<p><em>Eradicare la fame e la malnutrizione. Porre un freno all'obesità promuovendo una cultura di prevenzione.</em></p> <p><a href="http://www.expo2015.org/it">Expo Milano 2015</a> è l’Esposizione Universale che l’Italia ospiterà dal primo maggio al 31 ottobre 2015 e sarà il più grande evento mai realizzato sull’alimentazione e la nutrizione. Per sei mesi Milano diventerà una vetrina mondiale in cui i Paesi mostreranno il meglio delle proprie tecnologie per dare una risposta concreta a un’esigenza vitale: riuscire a garantire cibo sano, sicuro e sufficiente per tutti i popoli, nel rispetto del Pianeta e dei suoi equilibri. Un’area espositiva di 1,1 milioni di metri quadri, più di 140 Paesi e Organizzazioni internazionali coinvolti, oltre 20 milioni di visitatori attesi. Sono questi i numeri dell’evento internazionale più importante che si terrà nel Paese.</p>
<p><em>Il 10 maggio si ricorda l’incontro tra il Vescovo di Roma e il capo della chiesa copta, la più grande chiesa cristiana in Egitto. Una via da percorrere insieme verso l’unità visibile. Il commento di Sherin, focolarina della Chiesa copta.</em></p> <p><strong>10 maggio 2013. </strong>Papa Francesco e Papa Tawadros II si incontrano in Vaticano, in ricordo dello storico appuntamento di 40 anni prima tra i loro predecessori, Papa Paolo VI e Papa Shenouda III. Da lì era partita una <a href="http://w2.vatican.va/content/paul-vi/it/speeches/1973/may/documents/hf_p-vi_spe_19730510_dichiarazione-comune.html">dichiarazione comune</a> sull’unica fede professata da chiese con tradizioni diverse. «Sono convinto – aveva affermato papa Francesco – che, con la guida dello Spirito Santo, la nostra perseverante preghiera, il nostro dialogo e la volontà di costruire giorno per giorno la comunione nell’amore vicendevole ci consentiranno di porre nuovi e importanti passi verso la piena unità».</p>
<p><em>Le proteste esplose dopo la morte del 25enne afroamericano Freddie Gray mentre era in stato di arresto. L’impegno delle comunità dei Focolari, insieme ad altri gruppi, per pacificare la città.</em></p> <p>«<strong>I fatti che sono successi hanno risvegliato la solidarietà nella comunità cittadina</strong>. Tanti leader e gruppi religiosi, e organizzazioni civili, si sono messi a lavorare insieme per pulire strade ed edifici e per aiutare in tanti modi, facendo vedere il volto positivo della città, pur ferita profondamente», scrive <strong>Lucia</strong>, corresponsabile del Movimento dei Focolari, da Washington.<strong><br /> </strong></p> <p><strong></strong><strong>I fatti di cui parla sono ben noti, e cioè</strong> le proteste popolari che si sono scatenate a Baltimora, nello scorso mese e tuttora in corso, dopo la morte del 25enne afroamericano Freddie Gray mentre era in stato di arresto. Baltimora, la più grande città del Maryland con più di 600.000 abitanti, è un crogiuolo di gruppi etnici in particolare afroamericani.</p>
<p><em>Forte appello del Movimento politico per l’unità, di fronte al dramma umanitario che ha come scenario il Mediterraneo. Denuncia delle contraddizioni del piano appena varato dall’Europa. Proposta di iniziative politiche coerenti.</em></p> <p>L'ennesima tragedia avvenuta nel Canale di Sicilia con il suo pesantissimo bilancio di vite umane richiede una risposta che non può più essere solamente quella dell'indignazione e del dolore, ma che deve articolarsi in termini politici e propositivi.</p> <p>Bisogna distinguere tre diversi ambiti di iniziativa e di azione pubblica e politica.</p>
<p><em>Di fronte alle guerre assurde che insanguinano il pianeta, un appuntamento per tutti a mezzogiorno, per chiedere, uniti, il dono della pace.</em></p> <p>A volte siamo sommersi dalle notizie di guerre, terrorismo e ci sentiamo impotenti e sgomenti di fronte al dolore di tante vittime innocenti.<br />Run4Unity, che ci ha unito in una grandiosa staffetta mondiale, vuole promuovere una cultura di pace e di unità.</p> <p>Invitiamo tutti a raccogliersi in preghiera - o in silenzio - per ottenere la pace per ogni nazione del pianeta:</p>
<p><em>Il cantiere dei giovani per un mondo unito si trasferisce dentro i progetti sociali del Movimento dei focolari e di altre organizzazioni che lavorano per rispondere ai bisogni del territorio. Il dialogo interreligioso è la nota del giorno</em></p> <p>La giornata dedicata al festival, nel cantiere internazionale dei giovani per un mondo unito celebra la diversità come ponte per il dialogo. Ai presenti si è aggiunto anche Zain, giovane giornalista indiano, inviato di Channel News Asia che avendo saputo di questo laboratorio internazionale, ha deciso di venire di persona a constatarne i lavoro e gli effetti perché «è importante che i giovani si interroghino su come essere generatori di dialogo».</p>
<p><em>I giovani cenano nelle famiglie di Coimbatore, tra le baracche e in condizioni di vita non sempre facili: qui si incontrano mondi per gettare ponti reali di conoscenza e solidarietà. Molteplici i progetti di alfabetizzazione e di assistenza ai giovani ammalati</em></p> <p>Oggi è il giorno del “Flavour”. Si comincia condividendo i piatti della tradizione indiana e assieme al cibo si condividono le proprie esperienze, valorizzando le differenze culturali come occasioni di condivisione intensa.</p> <p>Marilù, ad esempio, ci racconta che, dopo essere nata e cresciuta in Italia, è in India da circa 30 anni. Quando parla della sua esperienza, gli occhi le si illuminano in una maniera particolare.
<p>Al via il <a href="http://www.uww2015.com/index.php">terzo cantiere internazionale</a> per i Giovani per un mondo unito dei Focolari a Mumbai, in occasione della Settimana mondo unito 2015. Si condivide la sospensione dei giovani nepalesi presenti all'incontro, che hanno visto dalle televisioni il loro Paese distrutto e le famiglie sfollate</p> <p><strong>"Fabric, Flavour, Festival... discovering fraternity"</strong>, (Festival di tessuti e di sapori, alla scoperta della fraternità). È questo il titolo scelto, assieme ad una grafica accattivante, per la terza tappa del cantiere internazionale dei giovani dei Focolari inserito nello <strong>United World Project.</strong> Sede del 2015 è l’India. Sono oltre 120 i giovani presenti e 25 i Paesi rappresentati. Si va dal Giappone all’Italia, dalla Corea alla Colombia, dal Nepal alla Romania: un laboratorio mondiale che, nell’ambito della <strong>Settimana Mondo Unito</strong>, testimonia quanto le differenze culturali e religiose non siano un ostacolo nel dialogo tra i popoli, ma rappresentino un trampolino di lancio per un mondo più unito e fraterno, come scritto proprio nel titolo.</p>
<p><em>Il dibattito ad Alto Livello su Tolleranza e Riconciliazione, promosso dai vertici delle Nazioni Unite, è entrato nel vivo con una animata tavola rotonda, moderata dalla giornalista BBC Laura Trevelyan: il ruolo delle religioni nel mondo di oggi</em></p> <p><strong>Cosa sono le religioni nel mondo oggi?</strong> Tanti le vedono come ostacoli alla pace, residuo dei tempi passati che causano adesso un estremismo violento. Ma il mondo sarebbe davvero più pacifico senza le religioni? Il dibattito tematico ad Alto Livello “Promuovere la tolleranza e la riconciliazione”, ad un tratto si anima. Il secondo giorno dell’incontro all’ONU dà, infatti, delle direttive.</p>
<p><em>Un atto dimostrativo in un paese in cui la violenza sessuale è sfortunatamente una prassi comune</em></p> <p>L’Organizzazione Nazionale Kuki (Kuki National Organization, KNO), formazione armata di un gruppo etnico di Manipur (Nordest dell'India), ha confermato la sua politica di proibire e punire severamente ogni atto di violenza sessuale perpetrato dai suoi membri e ha concretizzato il suo impegno il 22 marzo 2015 firmando l’Atto d’Impegno di Geneva Call contro la violenza sessuale e la discriminazione di genere.
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