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In India alla ricerca della fraternità

<p>Al via il <a href="http://www.uww2015.com/index.php">terzo cantiere internazionale</a> per i Giovani per un mondo unito dei Focolari a Mumbai, in occasione della Settimana mondo unito 2015. Si condivide la sospensione dei giovani nepalesi presenti all'incontro, che hanno visto dalle televisioni il loro Paese distrutto e le famiglie sfollate</p> <p><strong>"Fabric, Flavour, Festival... discovering fraternity"</strong>, (Festival di tessuti e di sapori, alla scoperta della fraternità). È questo il titolo scelto, assieme ad una grafica accattivante, per la terza tappa del cantiere internazionale dei giovani dei Focolari inserito nello <strong>United World Project.</strong> Sede del 2015 è l’India. Sono oltre 120 i giovani presenti e 25 i Paesi rappresentati. Si va dal Giappone all’Italia, dalla Corea alla Colombia, dal Nepal alla Romania: un laboratorio mondiale che, nell’ambito della <strong>Settimana Mondo Unito</strong>, testimonia quanto le differenze culturali e religiose non siano un ostacolo nel dialogo tra i popoli, ma rappresentino un trampolino di lancio per un mondo più unito e fraterno, come scritto proprio nel titolo.</p>

Dibattito ONU: «l’estremismo» del dialogo

<p><em>Il dibattito ad Alto Livello su Tolleranza e Riconciliazione, promosso dai vertici delle Nazioni Unite, è entrato nel vivo con una animata tavola rotonda, moderata dalla giornalista BBC Laura Trevelyan: il ruolo delle religioni nel mondo di oggi</em></p> <p><strong>Cosa sono le religioni nel mondo oggi?</strong> Tanti le vedono come ostacoli alla pace, residuo dei tempi passati che causano adesso un estremismo violento. Ma il mondo sarebbe davvero più pacifico senza le religioni? Il dibattito tematico ad Alto Livello “Promuovere la tolleranza e la riconciliazione”, ad un tratto si anima. Il secondo giorno dell’incontro all’ONU dà, infatti, delle direttive.</p>

Un passo avanti nella lotta contro la violenza sessuale nell’India del Nordest

<p><em>Un atto dimostrativo in un paese in cui la violenza sessuale è sfortunatamente una prassi comune</em></p> <p>L’Organizzazione Nazionale Kuki (Kuki National Organization, KNO), formazione armata di un gruppo etnico di Manipur (Nordest dell'India), ha confermato la sua politica di proibire e punire severamente ogni atto di violenza sessuale perpetrato dai suoi membri e ha concretizzato il suo impegno il 22 marzo 2015 firmando l’Atto d’Impegno di Geneva Call contro la violenza sessuale e la discriminazione di genere.

Maria Voce all’ONU: Inventare la pace

<p><em>Intervento della presidente dei Focolari Maria Voce alle Nazioni Unite nel Dibattito tematico ad Alto Livello “Promuovere la tolleranza e la riconciliazione”</em></p> <p><strong>Rischiare la propria vita per alleviare le sofferenze dei poveri: </strong>Maria Voce esordisce con il racconto della fase finale della seconda guerra mondiale, quando a Trento, nel 1943 «un gruppo di ragazze si riunisce nella piccola città di Trento, in Italia settentrionale. In mezzo alle bombe quelle ragazze, guidate da una giovanissima insegnante, Chiara Lubich, animate da una rinnovata comprensione della radicalità dell’amore evangelico, decidono di rischiare le loro vite per alleviare le sofferenze dei poveri».</p>

Il Mediterraneo deve diventare un canale umanitario

<p><em>Negare il diritto fondamentale di chiedere aiuto vorrebbe dire negare la democrazia e la dignità delle persone</em></p> <p>“Il Mediterraneo deve diventare un canale umanitario” dice alla MISNA monsignor Giancarlo Perego, il direttore della Fondazione Migrantes, dopo l’ultimo naufragio e le centinaia di vittime a largo delle coste libiche. Il primo impegno, che è necessario assolvere subito, è quello della ricerca e del soccorso. Non lasciando sola l’Italia, ma coinvolgendo l’Europa nel suo complesso. Perché, sottolinea monsignor Perego, i fondi ci sono e il diritto dei migranti a chiedere aiuto deve essere garantito. A tutti i costi, senza “discrezionalità”.</p>

Kenya: il dolore di un popolo

<p><em>Il racconto dal vivo della tragedia di Garissa (Kenya). Condividere il dolore, portare sollievo ai parenti degli studenti uccisi. La solidarietà che nasce dalla tragedia.</em></p> <p><strong>«Il Venerdì Santo è avvenuta la strage di Garissa.</strong> Mi sono recata nell’obitorio dove stavano trasportando le salme degli studenti per il riconoscimento, non lontano dalla mia casa a Nairobi, portando con me la macchina fotografica: era impossibile non sentire le sirene. Ho trovato da una parte i genitori degli studenti uccisi che svenivano… dall’altra, i colleghi con le telecamere. Certamente avrei potuto riprendere qualche intervista, ma non ce l’ho fatta; mi sono trovata subito a piangere con quelle famiglie.

Un B&B aperto ai migranti

<p><em>A Firenze un progetto di accoglienza in un “Bed and Breakfast” di famiglia. Una delle tante iniziative sostenute dalle Famiglie Nuove dei Focolari, sparse nel mondo, rivolte ai più bisognosi.</em></p> <p><strong></strong><strong>Cesar, un diciottenne del </strong>Ghana<strong>, è stato salvato quando ormai stava annegando</strong>, avendo bevuto acqua e carburante. Da quella traversata sono state tratte in salvo 72 persone, mentre 32 non ce l’hanno fatta. <strong>Maria, nigeriana incinta di sette mesi,</strong> riceve una telefonata del padre mentre era per strada col marito e il figlioletto. Diceva loro di non tornare a casa perché la chiesa era stata bruciata e la madre uccisa. <strong>Sono scappati con quello che avevano </strong>e, arrivati in Libia, avendo soldi per un solo passaggio per l’Italia, è partita solo lei. Il marito ed il piccolo sono rimasti dall’altra parte del Mediterraneo in attesa di un prossimo imbarco.</p>

Donbass: a Berlino Russia e Ucraina concordi nell’appoggiare cessate il fuoco

<p><em>Un appello al rispetto del cessate il fuoco sembra la sola strada percorribile</em></p> <p>Il ritiro delle armi pesanti dal fronte di combattimento nel Donbass non soltanto dovrà continuare ma includerà anche l’artiglieria leggera e i carri armati.</p> <p>Su questa linea hanno trovato un accordo a Berlino i Ministri degli Esteri di Russia, Ucraina, Francia e Germania, il cosiddetto formato Normandia, riunitosi in serata, prima del vertice del G7 che si terrà oggi a Losanna.</p>

Intervista con Città Nuova sullo UWP

<p><em>Testo completo di un'intervista che Francesco e Marianna, coordinatori dello UWP, hanno tenuto con la rivista "Città Nuova"</em></p> <p><strong>A cosa serve lo United world project?</strong></p> <p>L’idea che sta alla base del Progetto Mondo Unito è davvero semplicissima: promuovere una cultura della fraternità universale! Ancora oggi ricordiamo quando, con un gruppo di giovani provenienti da tutto il mondo, ci siamo ritrovati a Roma nel giugno del 2010. Era un momento, quello, molto simile a ciò che stiamo vivendo oggi. Tutto sembrava crollare e ovunque, nel mondo, si urlava alla necessità di un cambiamento.</p>

Tunisi, i leader e la gente comune in piazza per dire “siamo tutti Bardo”

<p><em>Siamo tutti contro il terrorismo, contro la violenza</em></p> <p>Se a Parigi tutti erano Charlie, il mondo intero questa volta è Bardo.</p> <p>Come fu a place de la Bastille per i fatti che sconvolsero la capitale francese, a Tunisi una folla enorme ha voluto rendere omaggio alle vittime dell’attentato al museo del 18 marzo, costato la vita a 22 persone.</p>

Uno sguardo sul Messico: la politica e i giovani

<p><em>Abraham, un giovane messicano, condivide la sua esperienza di lotta pacifica per un Paese migliore, tra le grandi disuguaglianze in cui è immerso.</em></p> <p>«Ciao sono Abraham, vengo del Messico: un popolo di persone nobili e con tanta fede, un popolo con le braccia aperte al mondo». Esordisce così il suo racconto davanti a una platea di 300 giovani in un’aula del Parlamento italiano, riuniti in ricordo di Chiara Lubich e della sua profetica visione sulla politica. Abraham porta con sé il bagaglio di un Paese dilaniato dal narcotraffico e dai signori della morte.

Sopravvissuti alla guerra e alla tortura uniti dalla musica

<p><em>Gli Stone Flowers, un gruppo musicale composto da sopravvissuti alla guerra e alla tortura - stanno rilasciando il loro nuovo album Ngunda, dimostrando che può nascere <em>qualcosa di bello </em> da un'inimmaginabile violenza</em></p> <p>"La musica è un modo per sopravvivere. La musica è un modo per essere compresi. La musica è vita."</p> <p>Queste parole vengono dai membri degli Stone Flowers, un progetto musicale che è sia terapeutico sia politico e che produce musica potente, edificante e bellissima. Il progetto ha la rara qualità di sensibilizzare sulle violazioni dei diritti umani pur avendo un effetto positivo e piacevole sui partecipanti e sul pubblico.</p>

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