Storie da tutto il mondo dimostrano che un mondo unito è già in cammino. Questa piattaforma mette in luce esperienze, iniziative e progetti di persone e comunità che lavorano per l’unità e per la pace. Scopri cosa sta succedendo e lasciati ispirare.
<p style="text-align: justify;"><em>Si avvicina la ventesima edizione della Settimana Mondo Unito che vedrà coinvolti, dal 1 al 10 maggio, migliaia di persone a dare testimonianza che è “tempo di fraternità”. Filo conduttore di tutta la Settimana Mondo Unito sarà l’interculturalità: entrare in dialogo con le diverse culture e riconoscere, in tutte, quella pari dignità che ci fa uguali.</em></p>
<div><em>Piccolo cedro, è il significato sacro di Yary Mirì, la comunità Avà Guaranì con la quale un gruppo del Movimento dei Focolari in Paraguay è venuto a contatto. Il racconto di un’amicizia con risvolti concreti e significativi.</em></div> <p><strong>«Gli studiosi calcolano che dal 3000 a.C., circa, </strong>siano arrivate nel continente americano delle popolazioni provenienti dal sudest-asiatico<strong>. Si tratta del popolo Guaranì</strong> (e non solo), composto da tante etnie e che, nei secoli, si è diffuso dai Caraibi fino all’estremo sud del continente», spiega Diana Durán, paraguaiana, sociologa e studiosa dei popoli originari dell’America.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Azioni di accoglienza, solidarietà, educazione alla legalità, economia civile e partecipazione politica in atto in Italia e nel mondo, al centro del Festival dei giovani a Loppiano, </em><em>promosso dai Giovani per un Mondo Unito dei Focolari.</em><br /><strong><em>Con la partecipazione straordinaria del Gen Verde e del Gen Rosso.</em></strong></p>
<p><em>Francesco in visita al Villaggio della terra e alla Mariapoli romana dei Focolari. La semplicità, il calore, l'impegno... Lascia da parte con il messaggio ufficiale e parla a braccio chiedendo di non temere i conflitti ma di cogliere assieme ai rischi anche le opportunità per cambiare il mondo</em></p> <p>La notizia dell'arrivo del papa - un "metodo" che piace a Bergoglio - è giunta alla manifestazione Villaggio della Terra - Roma in Mariapoli come un fulmine a ciel sereno, anche se di cielo blu ce n'era ben poco in questa primavera romana. Qualche telefonata agli amici, la ricerca dell'itinerario di arrivo del papa, l'ebbrezza di poter vedere il più amato dei leader mondiali, e il più autorevole. "Sono felice che papa Francesco possa venire in questo villaggio che vuol essere un piccolo avamposto del Vangelo a Roma", mi dice Francesca, 22 anni, un futuro nelle Ong.</p>
<p><strong>Atene: al campo profughi del Pireo vivono 4.500 migranti,</strong> sui 53mila che si contano oggi in Grecia e isole. È un campo “informale”, che va avanti solo grazie all’attività dei volontari. Lo visitiamo, nel contesto del progetto «Giornalisti e Migrazioni», accompagnati da una di loro, Elena Fanciulli, 23 anni, dell’associazione <a href="http://www.apg23.org/" target="_blank" rel="noopener">Comunità Papa Giovanni XXIII</a>. Ad Atene da dicembre, da quando ha finito gli studi in Scienze per la Pace, la giovane italiana ha visto la situazione evolvere rapidamente.</p>
<p>Nello Yemen è entrato in vigore il cessate il fuoco. Una tregua che l’Arabia Saudita, alla guida della coalizione impegnata da un anno nella guerra contro i ribelli Houthi, si è dichiarata pronta a rispettare riservandosi tuttavia il diritto di rispondere ad eventuali attacchi da parte dei militanti sciiti appoggiati dall’Iran.</p>
<p><em>Il Movimento dei Focolari nel mondo esprime la propria vicinanza alle popolazioni colpite dai terremoti in Ecuador e in Giappone. Un pensiero particolare va alle vittime e alle loro famiglie. Attivato coordinamento aiuti per l’emergenza umanitaria.</em></p> <p><strong>«Il nostro paese è stato colpito da</strong> <a href="http://cnt.rm.ingv.it/event/6608411">un forte terremoto</a> di magnitudo 7,8 su scala Richter con epicentro nelle zone costiere. È stato sentito in tutto l’Ecuador, ma anche in alcune regioni della Colombia e nel nord del Perù – scrivono Ardita e Fabian dalla comunità dei Focolari di Quito all’indomani del sisma – La situazione è critica, soprattutto in alcune città distrutte».</p>
<p>Il 22 aprile segna la firma ufficiale dell'accordo di Parigi. È l'occasione per ricordare ai governi le loro responsabilità e l'importanza di aumentare gli impegni al fine di affrontare la crisi climatica. È anche l'occasione per sottolineare la necessità di andare avanti, sulla base mobilitazioni di Parigi, e il momento che osserviamo per un profondo cambiamento nelle nostre società.</p>
<p>Nel maggio del ’95, il Genfest - grande appuntamento mondiale dei Giovani per un Mondo Unito - si conclude con il lancio della Settimana Mondo Unito: una settimana per contribuire a creare rapporti di pacifica convivenza tra popoli e culture diverse, nel rispetto dell’identità di ogni comunità e popolo. Una proposta alle istituzioni nazionali e internazionali, pubbliche e private, di evidenziare e valorizzare le iniziative che promuovono l’unità ad ogni livello.</p> <p>A vent’anni da quello storico momento, il bilancio è estremamente positivo. Molteplici le iniziative di giovani, ragazzi e adulti, in queste edizioni della Settimana Mondo Unito che l’hanno vista farsi sempre più spazio nell’opinione pubblica, nei mass media, fra le istituzioni. Su ogni punto del pianeta, la rende affascinante una forte idealità: <strong>convincere il mondo che è “tempo di fraternità”</strong>.</p>
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United World Project lancia #ChooseToDialogue (#ScegliIlDialogo), un invito globale nell'ambito della Settimana Mondo Unito 2026. Una proposta per costruire spazi di incontro e condividere storie di impatto attraverso uno strumento potente e necessario: il dialogo.
Ecco la chiave: sapere di non sapere. Nessuno possiede la Verità assoluta e, dialogando con tutti, possiamo cogliere aspetti, frammenti della verità che ci aiutano a ricomporre un vaso andato in frantumi che possiamo rimettere in sesto solo se siamo ‘insieme’.
Anna Granata, pedagogista dell'Università di Milano-Bicocca, ci ricorda in questa intervista che educare alla pace non è un'utopia astratta: è una pratica quotidiana che si compie ogni giorno nelle classi italiane, tra bambini di storie, lingue e origini diverse.
Il celebre artista Marvel e DC, Gabriele Dell’Otto, ci invita a riflettere sul ruolo dei supereroi come costruttori di pace. Un dialogo profondo su responsabilità, cittadinanza e la sfida di vivere lo straordinario nella quotidianità.