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<p> </p> <p><i>L'UWP raccontato dai giovani portoghesi dove ad Arco-Iris hanno organizzato un Forum nazionale e a Lisbona un progetto di volontariato per bambini e anziani. Prospettive di una fraternità sempre attenta al locale.</i></p> <p> </p> <p><img src="images/news/2013-2015/Portogallo_Meeting_ottobre_2013.png" alt="Portogallo Meeting ottobre 2013" style="float: left; margin-top: 5px; margin-right: 5px;" />Dal Portogallo diverse le azioni negli ultimi mesi nell’ottica fraterna: da un meeting a fine ottobre al volontariatocon protagonisti i Giovani per un Mondo Unito.</p> <p><strong>Una cittadinanza per la fraternità</strong></p> <p>“Novanta giovani nei giorni dal 12 al 13 ottobre si sono incontrati per il primo Meeting nazionale “Una Meta: una Cittadinanza per la Fraternità” ad un anno dopo il Genfest 21o2 in cui era stato lanciato lo UWP. Per capire come si stava evolvendo e, ci dicono: “per mettere in moto le proposte dell’UWP a livello locale e condividendo i frammenti di fraternità molto interessanti fatti nelle proprie località”.
<p> <p><em>Otto donne vestite di nero hanno pagato la spesa a chi non poteva permetterselo al mercato di Atene.</em></p> <p><img src="images/news/2013-2015/Barbakeios.jpg" width="230" height="150" alt="Barbakeios" style="float: left; margin-top: 5px; margin-right: 5px;" /><strong>E' stata raccontata</strong> dal quotidiano "La Repubblica" nei giorni di Natale. Ha fatto il giro del web. Ha dato speranza. E' la storia che viene dalla Grecia messa in ginocchio dalla crisi economica. </p> <p><strong>Il 22 dicembre al popolare mercato di Atene</strong>, Barbakeios, dove si vendono ogni tipo di prodotto alimentare otto donne, vestite di nero, si sono messe vicino alle casse di un negozio pagando la spesa a coloro che avevano piccole porzioni di carne.
<p> </p> <p><em>Durante le vacanze, molte sono le persone coinvolte nel dare e nel servire gli altri. Ma finisce con le festività natalizie? E come possiamo dare in modo che possano beneficiarne veramente gli altri?</em></p> <p><strong><img src="images/news/2013-2015/Donare.jpg" width="268" height="188" alt="Donare" style="float: left; margin-top: 5px; margin-right: 5px;" />Le persone sono fondamentalmente</strong> persone votate al dono o al prendere? La capacità di prendersi cura degli altri, aiutare e condividere è parte della nostra natura umana? Nelle società primitive, la comunità era un elemento essenziale. Essere soli è quasi l'equivalente ad essere condannati a morire nel deserto. Nel mondo di oggi sembra che siamo meno dipendenti l'uno dall'altro. Nel mondo degli affari si dice spesso che le persone che vogliono salire la scala della carriera debbano pensare solo a se stessi: "è vincitore perché prende tutto". </p> <p><strong>Adam Grant, un giovane professore</strong> della Wharton School all'Università della Pensilvenia descrive l'esatto opposto di questo tipo di analisi nel suo libro di "Dare e avere". Chi dona ha più successo, sono i migliori networkers e tutto questo paga se si dona senza aspettativa. Offre poi esempi straordinari di come le persone che offrono sempre il loro aiuto ricevono molto di più nel lungo periodo.</p>
<p><em>Un "brano di fraternità" dall'India. I dieci anni di vita di un progetto partito per aiutare alcune famiglie indigenti che oggi si prende cura di oltre 115 ragazzi con un ventaglio di attività dalla formazione scolastica all’educazione interculturale, alla cura e assistenza medica.</em></p> <p><strong><img src="images/news/2013-2015/Mumbai.jpg" width="250" height="166" alt="Mumbai" style="float: left; margin-top: 5px; margin-right: 5px;" />Mumbai è il centro economico dell’India</strong> ed una delle più grandi e popolose città del Paese. Ma gran parte dei suo venti milioni di abitanti vive per strada o negli slums, le baraccopoli che costellano il panorama urbano. In alcuni di essi, situati a quaranta minuti di treno dal centro città nell’area nord ovest, abitano in condizioni di estrema povertà circa quattrocentomila persone.</p> <p><strong>Proprio qui nel 1997</strong> dal desiderio di aiutare alcune famiglie dello slum è nato un progetto sociale in collaborazione con il “Sostegno a distanza” di Azione per Famiglie Nuove (AFN). Nel 2001, durante la sua prima visita in India, Chiara Lubich incoraggiò a proseguire e sviluppare questa attività come “risposta concreta alla povertà che ci circonda”.
<p><em>Non solo crisi ma anche buone notizie. La guardia costiera greca ha tratto in salvo un'imbarcazione che navigava al largo del sud del Paese. <span class="Apple-style-span" style="font-size: 15px;"><br /></span></em></p> <p><strong><img src="images/news/2013-2015/Immigrati.jpg" width="250" height="150" alt="Immigrati" style="float: left; margin-top: 5px; margin-right: 5px;" />"97 persone salvate lo scorso giovedì</strong> tra cui tre presunti trafficanti". Lo ha detto il portavoce della guardia costiera AFP aggiungendo che sono stati presi tutti nella città occidentale di Pylos.<br />"I trafficanti sono ora detenuti nella stazione di polizia mentre le altre 94 persone sono state ospitate temporaneamente in uno stadio".</p> <p><strong>La barca ha incontrato le prime difficoltà</strong> nella serata di Lunedi. L'operazione di salvataggio, in cui sono state impiegate 13 navi e un elicottero, è stato completata il Mercoledì. Tutti i migranti stanno bene secondo la guardia costiera. Le loro nazionalità non sono state rilasciate. Due donne incinte e una donna anziana sono state portate nell'ospedale della città in misura precauzionale.</p>
<p> </p> <p><em>Il pontefice ha inoltre individuato in Sud Sudan, Repubblica Centrafricana e Nigeria gli altri luoghi di conflitto. Decine di migliaia i turisti, pellegrini e romani che sono riuniti sotto il balcone della Basilica di San Pietro nella Città del Vaticano. Notizie anche da Betlemme.</em></p> <p><br /><strong><img src="images/news/2013-2015/Natale_Vaticano.jpg" width="250" height="150" alt="Natale Vaticano" style="float: left; margin-top: 5px; margin-right: 5px;" />Il messaggio di Papa Francesco per il giorno di Natale</strong> è incentrato sul desiderare un mondo migliore e di pace per la terra di nascita di Gesù, la Siria e l'Africa, nonché per la dignità dei migranti e dei rifugiati costretti a fuggire dalla miseria e dai conflitti .</p> <p><strong>Il pontefice ha parlato dal balcone centrale</strong> della Basilica di San Pietro Mercoledì a decine di migliaia di turisti, pellegrini e romani riuniti nella piazza. Ha affermato che occorreva unirsi al canto degli angeli con tutti coloro che sperano "in un mondo migliore ", e con quelli che "si impegnano con umiltà per gli altri". Tra i luoghi devastati dai conflitti, papa Francesco ha individuato Siria, Sud Sudan, Repubblica Centrafricana, Nigeria e Iraq. Ha anche pregato per i colloqui di pace tra israeliani e palestinesi.</p>
<div style="height: 100%; color: #515151; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; margin-right: 0px; margin-left: 0px; background-image: initial; background-color: #ffffff; padding-right: 5px; padding-left: 5px; line-height: 130%; min-width: 90%; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial;"> <p style="font-size: 15px;"><em>Budapest punta a passare da 130mila a 300mila ettari entro 2020.</em></p> <p style="font-size: 15px;"><span class="Apple-style-span" style="font-size: 17px;"><strong>L'Ungheria punta a raddoppiare</strong> la superficie da destinare all'agricoltura ecologica, anche attraverso la distribuzione di fondi agli agricoltori, a sviluppare maggiormente l'uso dell'''organic farming'' e a puntare su tecniche di allevamento rispettose della natura e delle condizioni di vita degli animali.</span></p> <p style="font-size: 15px;"><span class="Apple-style-span" style="font-size: 17px;"></span><span class="Apple-style-span" style="font-size: 17px;"><strong>L'esecutivo magiaro</strong> specifica che sugli obiettivi si lavorerà nell'ambito del quadro finanziario pluriennale Ue 2014-2020.</span></p>
<p><em>Per aiutare a ristabilire l’ordine e sciogliere la tensione, dopo i gravi incidenti di ordine sociale iniziati con lo sciopero della polizia.</em></p> <p><em></em><em></em></p> <p style="display: inline !important;"><strong>Córdoba, una città con 1,2 milioni di abitanti</strong>, nel cuore dell’Argentina. La polizia provinciale protesta chiedendo un aumento di salario, fino al punto di scioperare, ritirandosi nelle proprie caserme e lasciando le strade senza vigilanza. Due persone sono morte e oltre mille locali commerciali, case private e perfino il deposito della Caritas sono stati presi d’assalto tra il 3 e il 4 dicembre, da parte di gruppi di delinquenti organizzati. Coprifuoco forzato per gli abitanti, rimasti chiusi nelle proprie abitazioni, negli uffici pubblici, nelle scuole e nelle università, con i mezzi pubblici fermi.</p> <p><strong>Per ristabilire la calma è stata importante</strong> l’azione di mediazione svolta dal Comipaz (comitato interreligioso), attraverso gli interventi del vescovo ausiliare Pedro Javier Torres, del Rabbino Marcelo Polakoff e di autorità e rappresentanti di diverse confessioni religiose.
<p><em>A Betlemme, dove la segreteria dei Giovani per un Mondo Unito si è trovata con i Giovani per un Mondo Unito della Terra Santa. E' l'iniziativa per questo periodo a fare di ogni città un luogo capace di accogliere i soli, gli emarginati e i senza tetto. </em></p> <p><em></em><strong>Natale a Betlemme</strong>: «Un’occasione unica per coronare l’anno incontrandoci con i Giovani per un Mondo Unito della Terra Santa, per un Natale di accoglienza e di pace», raccontano Maria Guaita, Andrew Camilleri e Claudia Barrero, della segreteria internazionale dei GMU.</p> <p><strong>Cosa significa per voi trascorrere il Natale in Terra Santa?</strong> «Abbiamo colto questo invito come una proposta da estendere a tutti i Giovani per un Mondo Unito sparsi nel mondo – racconta Maria Guaita –. Il Vangelo ci dice che Maria e Giuseppe non trovarono posto nell’albergo, che il Verbo venne tra la sua gente ma i suoi non lo hanno accolto. Vogliamo accoglierlo, specialmente nei soli, negli emarginati, nei poveri e senza tetto. Perciò vorremmo impegnarci perché ogni nostra città diventi una piccola Betlemme che ospita il Presepe, che offre una culla a Gesù».
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