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Filippine: Social Media per la pace

<p><em>Il racconto di un giovane comunicatore di fronte ai tragici fatti che hanno investito il Paese</em></p> <p><strong>«La nazione sta vivendo momenti molto difficili.</strong> Un battaglione di poliziotti infatti, inviati ad arrestare due persone sospettate di terrorismo, è stato assalito da combattenti del Fronte Nazionale di Liberazione Islamico e <strong>44 di loro sono stati uccisi</strong>. Il Parlamento stava proprio deliberando sul nuovo trattato di pace tra il Governo e i musulmani di Mindanao, con ampie concessioni in tanti ambiti.</p>

I leader mondiali prendono un impegno da record per proteggere i bambini più poveri con vaccini

<p><em>La Vaccine Alliance <span id="result_box" lang="it">sul percorso di immunizzare altri 300 milioni di bambini e salvare fino a 6 milioni di altre vite</span></em></p> <p>Centinaia di milioni di bambini che vivono nei paesi più poveri del mondo riceveranno vaccini salvavita come risultato di un impegno finanziario da record preso il 27 gennaio alla Conferenza di Impegno del Gavi, ospitato a Berlino dal Cancelliere Federale Tedesco Angela Merkel.</p>

#DoYouCare? Ti importa del dialogo?

<p><em>È il tema del “Regenerate” di quest’anno, l’appuntamento annuale del giovani di Irlanda e Gran Bretagna promosso dal Movimento dei Focolari. Sullo sfondo dei fatti di Parigi la questione del dialogo interpella in modo pressante.</em></p> <p><strong>Un gruppo</strong> di 80 giovani cristiani e musulmani. <strong>Un argomento</strong>: multiculturalismo, diverse religioni, dialogo. <strong>Una domanda</strong>: ti importa? <strong>Un format</strong>: quello di “<strong><em>Regenerate</em></strong>”, due giorni nell’Hertfordshire, in un clima rilassato dove si possono affrontare anche temi scottanti. Protagonisti sono i giovani dei Focolari di Inghilterra e Irlanda, quest’anno insieme a un gruppo della <strong>Islamic Unity Society</strong> con i quali da mesi cresce l’amicizia e la stima reciproca, e con cui hanno svolto diverse iniziative, da sessioni di studio al piantare alberi per la pace.</p>

“50 Acts of Giving Back”: Una coppia cancella il loro matrimonio tradizionale per donare agli altri

<p><em>Una giovane coppia ha preso i loro piani per un matrimonio e una luna di miele e li ha trasformati in una bellissima occasione per donare.</em></p> <p><span id="result_box" lang="it"><span title=""Shocked and frozen."">"Scioccati e congelati." </span><span title="Those are two words that Mark and Ismini Svensson say perfectly describe their families' reaction to their unique wedding plans. ">Queste sono le due parole che Mark e Ismini Svensson usano per descrivere alla perfezione la reazione delle loro famiglie ai loro piani di nozze unici.</span></span></p> <p><span id="result_box" lang="it"><span title="Instead of having a typical ceremony, complete with cake and family photos, the couple chose a different path: To celebrate their love by sharing good deeds across the country with people they'd never met. ">Invece di fare una cerimonia tipica, con torta e foto di famiglia, la coppia ha scelto un percorso diverso: celebrare il loro amore condividendo buone azioni in tutto il Paese con persone che non avevano mai incontrato.</span></span></p>

Turchia, uomini in minigonna per protesta contro lo stupro e l’uccisione della ventenne Ozgecan Aslan

<p><em>"La violenza non può essere colpa della gonna"</em></p> <p>Una giovane donna, <a href="http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Turchia-abiti-neri-in-segno-di-lutto-e-rabbia-per-la-brutale-morte-di-Aslan-a8ec3935-2e4f-4bd6-8885-5da1cf17c1af.html" target="_hplink" rel="noopener">Ozgecan Aslan</a>, vent'anni, è stata uccisa e bruciata a Mersin, in Turchia, dopo aver resistito al tentativo di stupro da parte dell'autista dell'autobus su cui viaggiava. In sua difesa e contro la violenza sulle donne, un gruppo di uomini ha deciso, per protesta, di sfilare per le strade di Istanbul <a href="http://www.repubblica.it/esteri/2015/02/23/foto/turchia_uomini_in_gonna_contro_la_violenza_sulle_donne-107978440/1/#1" target="_hplink" rel="noopener">con la minigonna</a>: "Se questo indumento è il responsabile di tutto, se basta indossare un abito più corto per essere immorali, se una donna che indossa una minigonna manda dei segnali sessuali e provoca quello che poi è successo a lei, allora <a href="http://www.bbc.com/news/blogs-trending-31536488" target="_hplink" rel="noopener">anche noi mandiamo questi segnali</a>", si legge nella didascalia di una foto postata da un manifestante su Facebook.</p>

Napoli: Famiglie di Cuore

<p><em>Un progetto di accompagnamento per famiglie adottive a cura di AFN onlus da realizzarsi con il contributo dell’Istituto Banco di Napoli Fondazione. L’importanza di sostenere le famiglie nell’iter dell’adozione e anche dopo.</em></p> <p><strong><a href="http://www.focolare.org/wp-content/uploads/2015/02/DEPLIANT_AFN.pdf"></a>I timbri sui documenti ci sono tutti: ora è figlio a tutti gli effetti.</strong> Un figlio su cui riversare quella piena d’amore che i genitori adottivi da sempre hanno in serbo. Anni di attesa e traversate sull’oceano non li hanno fermati. Dopo un primo fugace incontro in cui figlio-genitori si sono ‘riconosciuti’, trascorsa una breve convivenza in hotel all’estero, finalmente sono a casa.  Un’esperienza esaltante, unica, quella di veder concluso l’iter adottivo che però, più che una conclusione, ha tutte le sembianze di un inizio. In salita.</p>

Chiesa filippina: quasi concluso il progetto residenziale per le vittime del tifone Yolanda

<p><em>P. Gariguez, segretario esecutivo Nassa-Cbcp, parla di "80% dei lavori completato". Tutti gli alloggi saranno pronti entro la fine di marzo, in tutto sono 3.753 unità abitative. Agli occupanti la Chiesa garantirà non solo un tetto, ma anche i mezzi necessari per poter sopravvivere. Obiettivo uno "sviluppo umano integrato".</em></p> <p>Manila - Il progetto residenziale promosso dalla Chiesa filippina, a favore delle popolazioni vittime di calamità e dei sopravvissuti ai disastri naturali, il più recente dei quali è il tifone Yolanda, è "completato all'80%". In un'intervista a <em>Radio Veritas</em> p. Edu Gariguez, segretario esecutivo della Caritas filippina (il National Secretariat for social Action - Justice and Peace, Nassa), è ottimista e assicura che i lavori saranno ultimati entro la fine di marzo. I complessi abitativi sono sparsi fra le nove province ecclesiastiche colpite dal tifone che si è abbattuto l'8 novembre 2013 nel centro dell'arcipelago seminando morte e devastazione.</p>

Zlatan Ibrahimović: cinquanta nomi tatuati sul suo corpo per dire no alla fame nel mondo

<p><em>"Ci sono nomi che nessuno si preoccupa di ricordare, per cui nessuno fa il tifo... gli 805 milioni di persone che soffrono la fame nel mondo oggi"</em></p> <p>Cinquanta tatuaggi non permanenti. Carmen, Mariko, Antoine, Sawsan, Chheuy, Lida, Siatta, Rahma, Yaae… Cinquanta nomi di persone che soffrono la fame e che Zlatan Ibrahimović si è fatto scrivere sulla pelle per poi mostrarli al mondo, in occasione della partita di sabato contro il Caen che il PSG ha pareggiato 2-2. Ibra ha segnato il gol del momentaneo 1-0 e poi ha esibito il suo fisico pieno di tatuaggi.</p>

Un rapporto dell’ONU sollecita un maggiore impegno nella prevenzione della violenza per i bambini dell’Africa

<p><em>La libertà dalla violenza rimane fondamentale per il raggiungimento di un futuro sostenibile in cui ogni bambino possa crescere sano, forte, ben educato, culturalmente sensibile e protetto in maniera efficace.</em></p> <p>Ragazze e ragazzi africani continuano a essere sottoposti a livelli angoscianti di violenza fisica, sessuale ed emotiva, nonostante le significative misure giuridiche e politiche adottate in tutta la regione, secondo un nuovo rapporto sostenuto dalle Nazioni Unite.</p> <p>Lanciato l'11 febbraio presso la sede delle Nazioni Unite a New York, il <em>Rapporto Africano sulla Violenza sui Bambini</em> è il primo rapporto completo del suo genere nella regione e sviluppa l'impegno proposto dagli Stati membri dell'Unione Africana a promuovere una cosiddetta "Africa adatta ai Bambini."</p>

Ucraina: l’unica parola giusta è pace

<p><em>Mentre il mondo guarda i tragici eventi che si svolgono in Ucraina, il Papa invoca la pace. La piccola comunità dei Focolari si attiva, insieme ad altri cristiani, per “protestare” con la preghiera.</em></p> <p><strong>«Fratelli e sorelle, quando io sento le parole ‘vittoria’ o ‘sconfitta’</strong> – ha detto papa Francesco nell’<a href="http://w2.vatican.va/content/francesco/it/audiences/2015/documents/papa-francesco_20150204_udienza-generale.html" target="_blank" rel="noopener">udienza generale del 4 febbraio</a> scorso – sento un grande dolore, una grande tristezza nel cuore. Non sono parole giuste; l’unica parola giusta è ‘pace’. Questa è l’unica parola giusta. Io penso a voi, fratelli e sorelle ucraini … Pensate, questa è una guerra fra cristiani! Voi tutti avete lo stesso battesimo! State lottando fra cristiani. Pensate a questo scandalo. E preghiamo tutti, perché la preghiera è la nostra protesta davanti a Dio in tempo di guerra».</p> <p><strong>Mentre la diplomazia mondiale si mobilita</strong>, i fatti sembrerebbero smentire ogni prospettiva di pace. Eppure c’è gente e istituzioni che s’adoperano con coraggio per salvaguardarla, anche a rischio della propria vita.</p>

Una luce contro la tratta

<p><em>La 1ª giornata mondiale di preghiera e di riflessione ma anche di denuncia, celebrata l’8 febbraio è stata fortemente voluta da Papa Francesco e promossa dal variegato mondo delle congregazioni e istituti religiosi col patrocinio di due importanti dicasteri pontifici.</em></p> <p><strong>Sr Tina Ventimiglia, Francescana dei Poveri, e Resi e Alessandra,</strong> volontarie dell’<a href="http://associazionerandi.org/" target="_blank" rel="noopener">associazione Randi</a> che nell’impegno a vivere la spiritualità dell’unità, trovano forme impensate per  l’incontro e l’accompagnamento. E il riscatto. Il ruolo della prevenzione: creare opportunità di sviluppo nel sud del mondo.</p> <p>L’8 febbraio, in concomitanza con la <strong>memoria liturgica di s. Giuseppina Bakhita</strong>, suora sudanese, che da bambina fece la drammatica esperienza della schiavitù, si è celebrata la <a href="https://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2015/02/03/0088/00187.html" target="_blank" rel="noopener">prima giornata mondiale contro la tratta</a>.

Sri Lanka: tratta di persone, crimine disumano che sfalda famiglie e società

<p><em>Molti abitanti dell'isola emigrano nei Paesi del Golfo, in Medio oriente, Malaysia e Singapore in cerca di lavoro e soldi facili. Chi è poco istruito o non ha qualifiche cade vittima del traffico, tra prostituzione e lavori forzati. La testimonianza di una suora del Buon Pastore che lavora con i migranti. "È un diritto dei cittadini trovare lavoro nel proprio Paese".</em></p> <p>"La tratta di persone è uno dei crimini più crudeli e disumani che si possano infliggere su un altro individuo. Le vittime non vivono solo un'esperienza dura, ma escono cambiate nel profondo. A quel punto, tutto il sistema sociale intorno a loro si sfalda, la famiglia in primis". A parlare ad <em>AsiaNews</em> è suor Sunila Thomas Rgs, delle suore di Nostra Signora della Carità del Buon Pastore. L'istituto è uno di quelli che, in Sri Lanka, lavora con le vittime del traffico di esseri umani. "La nostra opera - sottolinea - è rivolta a persone di ogni etnia, religione e classe sociale. Per noi tutti sono esseri umani, figli e figlie di Dio".</p>

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