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Intervista con Città Nuova sullo UWP

<p><em>Testo completo di un'intervista che Francesco e Marianna, coordinatori dello UWP, hanno tenuto con la rivista "Città Nuova"</em></p> <p><strong>A cosa serve lo United world project?</strong></p> <p>L’idea che sta alla base del Progetto Mondo Unito è davvero semplicissima: promuovere una cultura della fraternità universale! Ancora oggi ricordiamo quando, con un gruppo di giovani provenienti da tutto il mondo, ci siamo ritrovati a Roma nel giugno del 2010. Era un momento, quello, molto simile a ciò che stiamo vivendo oggi. Tutto sembrava crollare e ovunque, nel mondo, si urlava alla necessità di un cambiamento.</p>

Tunisi, i leader e la gente comune in piazza per dire “siamo tutti Bardo”

<p><em>Siamo tutti contro il terrorismo, contro la violenza</em></p> <p>Se a Parigi tutti erano Charlie, il mondo intero questa volta è Bardo.</p> <p>Come fu a place de la Bastille per i fatti che sconvolsero la capitale francese, a Tunisi una folla enorme ha voluto rendere omaggio alle vittime dell’attentato al museo del 18 marzo, costato la vita a 22 persone.</p>

Uno sguardo sul Messico: la politica e i giovani

<p><em>Abraham, un giovane messicano, condivide la sua esperienza di lotta pacifica per un Paese migliore, tra le grandi disuguaglianze in cui è immerso.</em></p> <p>«Ciao sono Abraham, vengo del Messico: un popolo di persone nobili e con tanta fede, un popolo con le braccia aperte al mondo». Esordisce così il suo racconto davanti a una platea di 300 giovani in un’aula del Parlamento italiano, riuniti in ricordo di Chiara Lubich e della sua profetica visione sulla politica. Abraham porta con sé il bagaglio di un Paese dilaniato dal narcotraffico e dai signori della morte.

Sopravvissuti alla guerra e alla tortura uniti dalla musica

<p><em>Gli Stone Flowers, un gruppo musicale composto da sopravvissuti alla guerra e alla tortura - stanno rilasciando il loro nuovo album Ngunda, dimostrando che può nascere <em>qualcosa di bello </em> da un'inimmaginabile violenza</em></p> <p>"La musica è un modo per sopravvivere. La musica è un modo per essere compresi. La musica è vita."</p> <p>Queste parole vengono dai membri degli Stone Flowers, un progetto musicale che è sia terapeutico sia politico e che produce musica potente, edificante e bellissima. Il progetto ha la rara qualità di sensibilizzare sulle violazioni dei diritti umani pur avendo un effetto positivo e piacevole sui partecipanti e sul pubblico.</p>

Kiribati: l’onda solidale dopo il ciclone Pam

<p><em>A metà marzo alcune isole del Pacifico meridionale sono state investite dalla furia (250 Km/h) del ciclone Pam. Notizie da una comunità ai confini del mondo, dove è in corso da tempo un progetto AMU.</em></p> <p>La strada che unisce la capitale e il porto al resto dell’isola di Tarawa, la più grande dell’arcipelago delle Kiribati, in Oceania, è distrutta. Gli argini che difendevano le spiagge dalle maree sono crollati e molte abitazioni tradizionali sono state spazzate via. <strong>Il ciclone Pam</strong>, uno dei più violenti registrati nel Pacifico meridionale, <strong>ha colpito in particolare gli arcipelaghi di Vanuatu, Salomone e Kiribati</strong>, con onde altissime rafforzate da un vento che ha raggiunto i 250/300 chilometri orari. La Croce Rossa locale segnala che mancano rifugi d’emergenza, cibo e acqua potabile per molti dei 253.000 abitanti, e la popolazione sta evacuando le aree più colpite.</p>

Jason Clark, 11 anni, vende tutti i suoi giocattoli per aiutare il gemello disabile.

<p><em> "Da grande voglio comprargli una casa"</em></p> <p>Ha venduto tutti i suoi giocattoli per aiutare il fratello gemello, affetto da sindrome di Down. Jason Clark, 11 anni, non accetta l'idea che Aaron possa avere, in futuro, una vita più difficile della sua: per questo ha scelto di fare tutto il possibile per sostenerlo. Insieme ai giocattoli, ha dato via anche i suoi vecchi libri arrivando a guadagnare 400 sterline che serviranno per finanziare la scuola "speciale" di Aaron. Ha anche lanciato l'associazione <a href="http://suportthenoun.webs.com/" target="_hplink" rel="noopener">Suport The Noun</a> per aiutare altri bambini disabili: i soldi ricavati saranno destinati alla <a href="https://www.ourlearning.barnsley.org/schools/greenacre/Pages/default.aspx" target="_hplink" rel="noopener">Greenacre School di Barnsley</a>, in Inghilterra, che ha accolto il fratello negli ultimi cinque anni, e serviranno per aprire, un giorno, "altri posti magici come quello".</p>

Tim Cook donerà il suo patrimonio in beneficenza

<p><em>"Spero di essere la pietra nel lago che genera onde di cambiamento"</em></p> <p>Tim Cook alla sua morte donerà tutti i suoi averi in beneficenza, eccetto una piccola parte destinata a provvedere alle spese necessarie all'educazione di suo nipote di 10 anni: lo ha rivelato <a href="http://fortune.com/worlds-greatest-leaders/tim-cook-1/" target="_hplink" rel="noopener">la rivista Fortune</a> nel corso di una lunga intervista all'Amministratore Delegato di Apple.</p> <p>Cook è stato eletto da Fortune "Leader più influente del Pianeta", battendo la concorrenza di personalità del calibro di Mario Draghi, Xi Jinping e Papa Francesco.</p>

La speranza a Erbil, nel Kurdistan iracheno

<p><em>Collegamento in diretta, con una educatrice da un campo profughi nel Kurdistan iracheno. Promuovere iniziative per un’emergenza ancora in corso.</em></p> <p><strong>«Abito a Erbil, nel nord dell’Iraq, dove, nel 2010, ho iniziato una scuola per i bambini kurdi</strong> – racconta Malu Villafane, nata nelle Filippine –. In questi anni, ho lavorato nel santuario locale, organizzando varie attività. Nell’agosto scorso, il santuario è diventato un campo profughi. Le città di Sinjar e Mosul con i villaggi adiacenti, come Qaraqosh, Qaramlesh, Bartalla e altri, sono stati invasi dall’ISIS. Gli abitanti sono scappati lasciando tutto e si sono rifugiati in Kurdistan, da noi. Nel campo c’era un’aria pesantissima, di grande pessimismo, i bambini erano smarriti… Insieme ai responsabili del centro abbiamo iniziato alcune attività per i ragazzi, coinvolgendo anche alcuni colleghi della mia scuola».</p>

Congo: una guerra dimenticata

<p><em>Intervista al biologo congolese Pierre Kabeza: «Ci sono cose che non si possono capire né vedere bene se non con gli occhi che hanno pianto». L'impegno per la sua gente.</em></p> <p>La Repubblica Democratica del Congo: un grande Paese con immense risorse naturali. 72 milioni di abitanti, alcune centinaia di etnie diverse. Le difficili relazioni con l’Occidente, la guerra per lo sfruttamento dei minerali, il dramma di una popolazione dimenticata.</p>

Dal Pakistan, dopo la tragedia

<p><em>Uniti nell’immenso dolore dei cristiani e di tanti ricordiamo le vittime degli attentati a Lahore, continuando a pregare incessantemente per il dono della pace. Una testimonianza dal Pakistan.</em></p> <p><strong>«Sono passate poche ore dai tragici momenti di Yohannabad (Lahore). Siamo salvi</strong>, anche se si tratta di notizie provvisorie». Ci scrivono dal Pakistan, della piccola comunità dei Focolari in questa terra, dando notizie subito dopo i due attacchi terroristici contro due chiese cristiane, la Saint John Catholic Church e la Christ Church, dove 15 persone sono morte e molte altre sono rimaste ferite. Siamo nel Punjab, dove vive la più grande comunità cristiana del Pakistan. Quello del 15 marzo è l’attentato più grave contro i cristiani dopo quello del 2013 a Peshawar.</p>

Medio Oriente: la forza dell’amore contro il terrorismo

<p><em>Il racconto di due giovani libanesi che portano in presa diretta le storie dei loro amici in Siria, Giordania, Iraq. Dalla condivisione della sofferenza a una nuova speranza.</em></p> <p><strong>«Siamo due giovani libanesi e siamo grati per l’opportunità che ci è stata data oggi di poter parlare </strong>davanti a quest’assemblea così speciale, chiamata ad accogliere le attese e i problemi del popolo per trasformarli in leggi a servizio dell’uomo». Comincia così il racconto di Lara Abou Moussa e George Zahm, tra i <strong>400 giovani presenti il 12 marzo alla Camera dei deputati, per ricordare</strong> <strong>Chiara Lubich.</strong> 25 anni lei, laureata in biochimica e impiegata in uno studio per il controllo nella qualità del cibo, 22 anni lui, studente di marketing e pubblicità.</p>

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