Teens Magazine, una rivista realizzata esclusivamente da giovani con una prospettiva fresca sull’attualità
La rivista Teens Magazine è un luogo in cui i giovani parlano al mondo. Uno spazio per le loro idee e le loro storie. “Volevano raccontarsi ai ‘grandi’ per comunicare loro tutto il positivo di cui sono protagonisti“, afferma Aurora Nicosia, la direttrice.
Una delle otto Community dello United World Project si chiama “Comunicazione & Media” e si occupa di sottolineare l’importanza dell’informazione e della comunicazione per la pace e lo sviluppo integrale, esplorando il potenziale di nuovi linguaggi e tecnologie, compresa l’intelligenza artificiale.
Con gli stessi compiti e obiettivi, opera il progetto Teens Magazine, sviluppato da Teens4Unity. Si tratta di laboratori di giornalismo per giovani, guidati da giornalisti professionisti. Diverse realtà di questo tipo sono presenti in Argentina, Cile, Paraguay, Uruguay, Brasile, Panama, USA, Portogallo, Italia, Spagna, Ungheria, Filippine, India e Kenya.

L’obiettivo di Teens Magazine: essenza e traiettoria
È un modo, per giovani appassionati di scrittura, di imparare a sviluppare idee e veicolarle in modo efficace e inclusivo, interagendo con altri ragazzi in un clima di scambio, che può arrivare ad essere culturale tra diversi paesi. L’obiettivo di Teens è dare voce alle opinioni dei giovani su temi di attualità che li riguardano, per la costruzione di un mondo più unito.
Per approfondire il valore di Teens, abbiamo avuto il piacere di incontrare la giornalista Aurora Nicosia, direttrice della rivista italiana Teens Magazine. Le sue parole ci hanno aiutato a conoscere meglio le sfumature di un importante progetto che in tutto il Paese va avanti da tempo. Con lei siamo partiti dall’inizio.
Aurora, quando è cominciato tutto?
Teens nasce 13 anni fa all’interno del gruppo editoriale Città Nuova, per il desiderio di un gruppo di ragazzi di avere uno strumento attraverso il quale far sentire la propria voce; raccontare di sé stessi, diversamente da come vengono descritti normalmente dagli adulti e dagli stessi media. Questi ragazzi volevano raccontarsi ai “grandi” per comunicare loro tutto il positivo di cui sono protagonisti.

E voi li avete aiutati…
Noi adulti ci siamo messi a disposizione, in ascolto di questo desiderio e abbiamo dato vita a questa rivista bimestrale che tocca i temi più vari: dalla cittadinanza al dialogo, dall’ambiente allo sport, dalla politica alla giustizia, dai diritti all’economia. Non è difficile immaginare quanti argomenti abbiamo trattato in questi 13 anni.
Come è organizzata la redazione di Teens?
La redazione è sparsa su tutto il territorio nazionale. Ci troviamo ogni due mesi via zoom per ragionare sul tema del numero che andiamo a costruire e, quando è possibile, una volta l’anno in presenza. Da un po’ di tempo realizziamo numeri monotematici. Ognuno dei ragazzi avanza le sue proposte, si costruisce il menabò e ci si distribuisce il lavoro di scrittura. Ci sono diverse rubriche, da Teens news a Teens cinema, sport, scienza, arte…
Voi adulti che posizione mantenete?
Facciamo loro da tutor, ma gli articoli sono scritti tutti dai giovani, visto che la particolarità di Teens è di essere scritta dai ragazzi per i ragazzi. Noi facciamo da supporto per eventuali correzioni, confronti, per contattare qualcuno da intervistare. Siamo al loro fianco e li aiutiamo fino all’impaginazione del numero, per la quale è preziosa – possiamo dire che è parte integrante del progetto – l’agenzia Hammer di San Benedetto del Tronto. La veste grafica di una rivista è sempre molto importante, a maggior ragione quando si tratta di una rivista per ragazzi.

Quali sono i punti fermi da cui Teens non potrebbe mai prescindere?
Prima di tutto il rispetto. Per le persone di cui si parla, per i temi che si affrontano, improntati al dialogo e alla fraternità. Chiaramente, non ci occupiamo solo di storie o argomenti positivi. Teens affronta anche temi scottanti, importanti. Sempre, però, nell’ottica costruttiva della fraternità.
Che spazio e che importanza ha il tema del dialogo nella redazione di Teens?
È un tema fondamentale che viviamo prima di tutto all’interno della redazione, come dialogo intergenerazionale arricchente per tutti, ragazzi e adulti. È un dialogo che si vive alla pari, perché ognuno ha da dare all’altro e da ricevere dall’altro. È un dialogo che prosegue con le persone che si vanno a intervistare e all’interno delle classi in cui Teens viene utilizzato come strumento di formazione, alimentando a sua volta un confronto costruttivo sui temi affrontati nella rivista. Proprio il prossimo numero di maggio/giugno, ha come focus il dialogo, con esperienze, riflessioni, approfondimenti su questo tema. Del resto, non è la prima volta che, in 13 anni, ci occupiamo di dialogo in modo serio e costruttivo.

In che rapporto possono stare la realtà, anche drammatica, che un giornalista non può mai negare, e la speranza che dà forza per affrontare la realtà stessa?
Anche la speranza è un tema fondamentale. Oggi, forse, più che in passato. È vero, viviamo in un mondo terribile, dove le guerre, l’odio, le relazioni difficili tra singoli e popoli, hanno la meglio e la centralità sui media. Sembra che esista solo questo, ma noi abbiamo il dovere di alimentare la speranza, che non significa essere superficiali oppure ottimisti. Proprio a partire da questa realtà così difficile, sappiamo che non è l’unica alla quale dare attenzione. Ricordo sempre che il mio primo direttore a Città Nuova, Guglielmo Boselli, diceva che «bisogna avere il fiuto dell’amore per coglierlo ovunque ce n’è traccia». Ci sono tante tracce di realtà positive, di persone che si danno da fare e spendono la propria vita per costruire il bene comune, per un mondo più solidale e unito.
Sono esempi che aiutano i ragazzi di Teens…
Anche i nostri ragazzi hanno il diritto di credere, di vedere la possibilità di fare qualcosa di diverso. Anzi, loro stessi, col loro sguardo, sono in grado di cogliere i segni di speranza e di parlarne nei loro articoli. Credo che la speranza sia assolutamente importante e un giornalista non può negare la possibilità di sperare ancora anche per affrontare i momenti più difficili e bui della Storia. Spesso si tratta di spiragli di luce che passano attraverso una feritoia: piccole luci che permettono di andare oltre il buio di questo mondo.