Storie da tutto il mondo dimostrano che un mondo unito è già in cammino. Questa piattaforma mette in luce esperienze, iniziative e progetti di persone e comunità che lavorano per l’unità e per la pace. Scopri cosa sta succedendo e lasciati ispirare.
<p><em>Sei esperti di New Humanity al Meeting di alto livello dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite: lotta al terrorismo, tutela dei diritti umani, empowerment delle donne, tra i temi affrontati il 15 e 16 dicembre.</em></p> <p><strong>Un bilancio a 10 anni dal Summit mondiale sulla società dell’informazione</strong> (Tunisi 2005): costruire una società dell’informazione incentrata sulla persona, inclusiva ed orientata allo sviluppo, contribuire al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, trovare forme di finanziamento adeguate per uno sviluppo equo delle infrastrutture di comunicazione, individuare meccanismi condivisi ed efficaci di gestione di internet. Come si è andati avanti su questi punti nell’ultimo decennio?</p>
<p><em>Intervista ad Antonio Diana, imprenditore di Caserta (Italia), a margine del recente convegno internazionale “Ambiente e ‘diritti’- tra responsabilità e partecipazione” promosso dai Focolari.</em></p> <p><strong>Fare impresa oggi non è certo ‘impresa’ facile. Specie a Caserta, un’area dell’Italia del sud, nota come “terra dei fuochi”,</strong> per i suoi roghi di rifiuti tossici. Eppure “una terra splendida – come l’ha definita mons. D’Alise in occasione della visita del Papa – sventrata e fatta deposito di rifiuti. C’è una disoccupazione che toglie il respiro, che strappa la speranza e mortifica le nuove generazioni…”.<strong> In dialogo con Antonio Diana, presidente di </strong><a href="http://www.erreplast.it" target="_blank" rel="noopener">Erreplast</a> , un’industria di questo territorio che si occupa di riciclo dei rifiuti:</p>
<p><em>Rispondere alla violenza con gesti di pace, intensificati dopo i drammatici fatti di Beirut e Parigi. Un fermento che accomuna le comunità dei Focolari sparse nel mondo e che contagia. La pace come arte che si impara insieme: alcuni flash.</em></p> <p>«Qui a <strong>Dallas</strong> – scrivono dal Texas – abbiamo fatto una marcia per la pace per raccogliere fondi per i rifugiati siriani”. «Noi invece – incalzano da <strong>Houston</strong> – abbiamo pensato di incontrarci per una giornata di ‘<em>team building’</em>: attraverso giochi, dinamiche, lavori di gruppo, ecc. abbiamo imparato come si diventa ‘squadra’. Il 22 novembre invece abbiamo organizzato una preghiera interreligiosa per la pace. C’erano ebrei, musulmani, indù, cristiani. Era con noi anche l’arcivecovo».</p>
<p>Nightfall in Paris has brought the promise of a new dawn in the bid to arrest global warming.</p> <p>One hundred and ninety five countries have agreed a landmark deal on climate change.</p> <p>“I now invite the COP (conference of the parties) to adopt the draft decision entitled ‘Paris agreement’ which features in the document. I’m looking around the room, I see that the reaction is positive, I don’t hear any objection, the Paris agreement for the climate is accepted,” President of the Climate Conference Laurent Fabius.</p>
<p><em>È l’iniziativa promossa da Pukat Kaj, che riunisce gli imprenditori cattolici, sui temi dell’amore (in azione), della pace e dell’armonia. All’evento hanno aderito centinaia fra professionisti, artisti e fedeli della capitale. Il ricavato destinato a progetti di solidarietà per la diocesi di Agats-Asmat (Papua), focalizzati sul settore dell’istruzione.</em></p> <p>L’amore "può essere efficace e vero solo quando si concretizza nell’azione, piuttosto che rimanere solo parole vuote. A prescindere dalla somma raccolta, questo tipo di iniziativa è fatto proprio con l’obiettivo di aiutare quanti sono nel bisogno”. È quanto ha sottolineato Evy Tjahjono, introducendo il tradizionale concerto di Natale promosso dall’Associazione imprenditori e professionisti cattolici dell’arcidiocesi di Jakarta (Pukat Kaj). Dal 1990 a oggi l’evento si è svolto in 21 occasioni e quest’anno si è concentrato sui temi dell’amore, della pace e dell’armonia.</p>
<p><em>Una scuola nata dall’amore di tanti verso i bambini più svantaggiati di Ho Chi Minh. La visita di Laura Mattarella, figlia del Presidente della Repubblica italiana.</em></p> <p>Riuscire a descrivere un progetto sociale fin dalle sue origini, non è cosa facile: così per<strong> la scuola di Pho Cap, nella città di Ho Chi Minh, in Vietnam:</strong> un progetto che ha ricevuto l’onore di una visita privata, pochi giorni fa, di <strong>Laura Mattarella, figlia del Presidente della Repubblica italiana</strong>, che accompagnava il padre, in visita ufficiale. Accolta – senza protocolli – da alcuni membri del Movimento dei Focolari, attuali responsabili e collaboratori della Scuola, Laura Mattarella si è recata a far visita ai 100 bambini.</p>
<p><em>COP21: Alla vigilia della Conferenza sul Clima, Ban Ki-Moon ha detto:"Ora è il momento di agire!"</em></p> <p>Parigi, “<a href="http://www.un.org/sustainabledevelopment/cop21/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Conferenza sul Clima</strong></a>”, 30 Novembre - 11 dicembre 2015: in vista dell’apertura della Conferenza indetta dall’ONU, il Segretario Generale Ban Ki-Moon sollecita tutti i paesi e tutti i settori della società ad agire subito per raggiungere un accordo mondiale sul clima.</p> <p>“<em>Sono ragionevolmente ottimista e conto che i leader mondiali adotteranno un accordo ambizioso sui cambiamenti climatici.</em>”</p>
<p style="text-align: justify;"><em>In Siria la gente vuole la pace e si chiede chi invece continui a volere la guerra e a fornire armi al posto di cibo e farmaci. La testimonianza di chi si trova a convivere con la guerra e ancora spera.</em></p> <p style="text-align: justify;"><strong>«Mentre i colpi di mortaio stanno cadendo vicino a noi, la paura e la preoccupazione ci assalgono</strong> sia per la nostra vita che per quella di tutti quelli che conosciamo cristiani o musulmani, siriani o stranieri: ci accomuna l’appartenenza all’umanità e l’essere tutti fratelli e sorelle. <strong>In queste vie di Damasco si vive e si muore insieme, senza distinzione alcuna.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>"Vorrei che un giorno le persone ricordassero l'Afghanistan non per la guerra ma per i suoi standard di educazione"</em></p> <p style="text-align: justify;">Aqeela Asifi, rifugiata afgana che vive in Pakistan, è stata premiata per la sua coraggiosa e instancabile dedizione all’educazione delle bambine rifugiate afgane nel villaggio di Kot Chandana a Mianwali in Pakistan, superando lei stessa le sfide della sua vita in esilio.</p>
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United World Project lancia #ChooseToDialogue (#ScegliIlDialogo), un invito globale nell'ambito della Settimana Mondo Unito 2026. Una proposta per costruire spazi di incontro e condividere storie di impatto attraverso uno strumento potente e necessario: il dialogo.
Ecco la chiave: sapere di non sapere. Nessuno possiede la Verità assoluta e, dialogando con tutti, possiamo cogliere aspetti, frammenti della verità che ci aiutano a ricomporre un vaso andato in frantumi che possiamo rimettere in sesto solo se siamo ‘insieme’.
Anna Granata, pedagogista dell'Università di Milano-Bicocca, ci ricorda in questa intervista che educare alla pace non è un'utopia astratta: è una pratica quotidiana che si compie ogni giorno nelle classi italiane, tra bambini di storie, lingue e origini diverse.
Il celebre artista Marvel e DC, Gabriele Dell’Otto, ci invita a riflettere sul ruolo dei supereroi come costruttori di pace. Un dialogo profondo su responsabilità, cittadinanza e la sfida di vivere lo straordinario nella quotidianità.