Storie da tutto il mondo dimostrano che un mondo unito è già in cammino. Questa piattaforma mette in luce esperienze, iniziative e progetti di persone e comunità che lavorano per l’unità e per la pace. Scopri cosa sta succedendo e lasciati ispirare.
<p><em>COP21: Alla vigilia della Conferenza sul Clima, Ban Ki-Moon ha detto:"Ora è il momento di agire!"</em></p> <p>Parigi, “<a href="http://www.un.org/sustainabledevelopment/cop21/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Conferenza sul Clima</strong></a>”, 30 Novembre - 11 dicembre 2015: in vista dell’apertura della Conferenza indetta dall’ONU, il Segretario Generale Ban Ki-Moon sollecita tutti i paesi e tutti i settori della società ad agire subito per raggiungere un accordo mondiale sul clima.</p> <p>“<em>Sono ragionevolmente ottimista e conto che i leader mondiali adotteranno un accordo ambizioso sui cambiamenti climatici.</em>”</p>
<p style="text-align: justify;"><em>In Siria la gente vuole la pace e si chiede chi invece continui a volere la guerra e a fornire armi al posto di cibo e farmaci. La testimonianza di chi si trova a convivere con la guerra e ancora spera.</em></p> <p style="text-align: justify;"><strong>«Mentre i colpi di mortaio stanno cadendo vicino a noi, la paura e la preoccupazione ci assalgono</strong> sia per la nostra vita che per quella di tutti quelli che conosciamo cristiani o musulmani, siriani o stranieri: ci accomuna l’appartenenza all’umanità e l’essere tutti fratelli e sorelle. <strong>In queste vie di Damasco si vive e si muore insieme, senza distinzione alcuna.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>"Vorrei che un giorno le persone ricordassero l'Afghanistan non per la guerra ma per i suoi standard di educazione"</em></p> <p style="text-align: justify;">Aqeela Asifi, rifugiata afgana che vive in Pakistan, è stata premiata per la sua coraggiosa e instancabile dedizione all’educazione delle bambine rifugiate afgane nel villaggio di Kot Chandana a Mianwali in Pakistan, superando lei stessa le sfide della sua vita in esilio.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Primo step di Up2me (Dipende da me), percorso educativo per la maturazione globale dell’età evolutiva, fortemente voluto da genitori e animatori giovanili. Con il supporto scientifico dell’Istituto universitario Sophia.</em></p> <p style="text-align: justify;">Il ‘via’ a questo innovativo e atteso progetto è avvenuto a Loppiano, la cittadella internazionale dei Focolari, con<strong> il primo corso per <em>tutor</em></strong>. Un centinaio – numero massimo previsto dagli organizzatori – di partecipanti di varie tipologie: insegnanti, psicologi, medici, esperti di animazione giovanile, professionisti, sono venuti da 8 Paesi europei ma anche da Brasile, Argentina, India, Burkina Faso, Camerun.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Un titolo più che mai attuale quello della recente assemblea di Religioni per la Pace Europa, su un tema scottante dell’Europa di oggi.</em></p> <p style="text-align: justify;"><strong>A 8 anni di distanza dall’ultima assise continentale</strong>, tenutasi anche in quell’occasione in Italia, rappresentanti delle diverse fedi e tradizioni religiose presenti in Europa si sono confrontati per alcuni giorni (Castel Gandolfo, 28 – 31 ottobre): la paura del diverso, dell’altro, dello straniero, sono sentimenti che si acuiscono puntualmente dopo eventi tragici, come quelli di Parigi in questi giorni – e portano a islamofobia e cristiano fobia. Di fronte a questo è necessario cogliere le grandi opportunità che si aprono a livello continentale, soprattutto, per le giovani generazioni.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il cordoglio del direttore del Centro Tevere per il dialogo di Roma, Mustafa Cenap Aydin di fronte gli attentati di Parigi: rispondere agli attacchi “disumani” rafforzando lo spirito di unità e fratellanza.</em></p> <p style="text-align: justify;"><strong>«La tragica notizia </strong>degli orribili attentati terroristici perpetrati nella capitale francese ci ha colmato di profondo dolore<strong>.</strong> Il nostro pensiero, la nostra solidarietà, le nostre preghiere vanno alle vittime, ai feriti, alle loro famiglie, ai loro cari e al popolo francese». Sono le parole di cordoglio di<strong> Mustafa Cenap Aydin, direttore del Centro Tevere per il dialogo di Roma.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>A Kinshasa (Repubblica Democratica del Congo) 2000 bambini fanno scuola col loro grido di pace. Il racconto di Martine, che ne ha accompagnato il percorso.</em></p> <p style="text-align: justify;"><strong>«Immaginate 2.000 bimbi che cantano a ritmo rap “Pace! Pace!”</strong> e che gridano all’unisono: <em>la guerra è la morte, la pace è amore.</em> E immaginate ancora che tutto questo avvenga in un Paese martoriato da decenni da conflitti armati le cui maggiori vittime sono proprio loro, i bambini. Ora non immaginate più – racconta Martine – perché tutto questo è realmente accaduto lo scorso 7 novembre a Kinshasa, nella R.D.C.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Vi scriviamo dalla Slovacchia per raccontarvi qualcosa di quanto abbiamo vissuto le scorse setttimane...</em></p> <p style="text-align: justify;">In Ungheria, al confine con l'Austria, nelle settimane scorse arrivavano molti treni con migliaia di immigrati, che transitavano a piedi lungo il confine e in Austria riprendevano il viaggio. Ci siamo accorti che questo era molto vicino al confine con la Slovacchia e che alcune organizzazioni internazionali e slovacche si erano attivate per portare cibo, vestiti e assistenza medica. Cosi ci siamo uniti a questa iniziativa con alcuni gen, giovani e adulti.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>La nuova ondata di violenza non ferma papa Francesco che conferma di voler andare nella capitale Bangui per aprire la porta santa della cattedrale. La fraternità vissuta tra le famiglie.</em></p> <p style="text-align: justify;"><strong>L’inasprirsi nella Repubblica Centrafricana dei</strong> <a href="http://www.focolare.org/news/2015/10/09/anche-la-repubblica-centro-africana-vedra-la-pace/">gravi disordini politico-militari</a> non fa cambiare <a href="http://w2.vatican.va/content/francesco/it/travels/2015/outside/documents/papa-francesco-africa-2015.html">programma</a> a Papa Francesco che da autentico messaggero di pace, nell’omelia di Ognissanti annuncia che il 29 novembre si porterà in quel martoriato Paese. Lì da oltre tre anni si sta consumando uno dei tanti focolai di guerra che punteggiano il pianeta, ai quali neppure la Comunità Internazionale sembra dare peso. Guerre fratricide, guerre dimenticate.</p>
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Oltre 170 eventi, in decine di Paesi, hanno animato la Settimana Mondo Unito 2026 con iniziative, incontri e azioni concrete dedicate alla pace, alla fraternità e alla costruzione di un mondo più unito.
Stefano Zaffino, autore di Fraternità e Profezia: Il pensiero di Igino Giordani nel solco dell’enciclica Fratelli tutti, riflette sulla fraternità come risposta ai conflitti e alle divisioni del mondo contemporaneo.
Anna Granata, pedagogista dell'Università di Milano-Bicocca, ci ricorda in questa intervista che educare alla pace non è un'utopia astratta: è una pratica quotidiana che si compie ogni giorno nelle classi italiane, tra bambini di storie, lingue e origini diverse.
Il celebre artista Marvel e DC, Gabriele Dell’Otto, ci invita a riflettere sul ruolo dei supereroi come costruttori di pace. Un dialogo profondo su responsabilità, cittadinanza e la sfida di vivere lo straordinario nella quotidianità.