Storie da tutto il mondo dimostrano che un mondo unito è già in cammino. Questa piattaforma mette in luce esperienze, iniziative e progetti di persone e comunità che lavorano per l’unità e per la pace. Scopri cosa sta succedendo e lasciati ispirare.
<p style="text-align: justify;"><em>Il cordoglio del direttore del Centro Tevere per il dialogo di Roma, Mustafa Cenap Aydin di fronte gli attentati di Parigi: rispondere agli attacchi “disumani” rafforzando lo spirito di unità e fratellanza.</em></p> <p style="text-align: justify;"><strong>«La tragica notizia </strong>degli orribili attentati terroristici perpetrati nella capitale francese ci ha colmato di profondo dolore<strong>.</strong> Il nostro pensiero, la nostra solidarietà, le nostre preghiere vanno alle vittime, ai feriti, alle loro famiglie, ai loro cari e al popolo francese». Sono le parole di cordoglio di<strong> Mustafa Cenap Aydin, direttore del Centro Tevere per il dialogo di Roma.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>A Kinshasa (Repubblica Democratica del Congo) 2000 bambini fanno scuola col loro grido di pace. Il racconto di Martine, che ne ha accompagnato il percorso.</em></p> <p style="text-align: justify;"><strong>«Immaginate 2.000 bimbi che cantano a ritmo rap “Pace! Pace!”</strong> e che gridano all’unisono: <em>la guerra è la morte, la pace è amore.</em> E immaginate ancora che tutto questo avvenga in un Paese martoriato da decenni da conflitti armati le cui maggiori vittime sono proprio loro, i bambini. Ora non immaginate più – racconta Martine – perché tutto questo è realmente accaduto lo scorso 7 novembre a Kinshasa, nella R.D.C.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Vi scriviamo dalla Slovacchia per raccontarvi qualcosa di quanto abbiamo vissuto le scorse setttimane...</em></p> <p style="text-align: justify;">In Ungheria, al confine con l'Austria, nelle settimane scorse arrivavano molti treni con migliaia di immigrati, che transitavano a piedi lungo il confine e in Austria riprendevano il viaggio. Ci siamo accorti che questo era molto vicino al confine con la Slovacchia e che alcune organizzazioni internazionali e slovacche si erano attivate per portare cibo, vestiti e assistenza medica. Cosi ci siamo uniti a questa iniziativa con alcuni gen, giovani e adulti.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>La nuova ondata di violenza non ferma papa Francesco che conferma di voler andare nella capitale Bangui per aprire la porta santa della cattedrale. La fraternità vissuta tra le famiglie.</em></p> <p style="text-align: justify;"><strong>L’inasprirsi nella Repubblica Centrafricana dei</strong> <a href="http://www.focolare.org/news/2015/10/09/anche-la-repubblica-centro-africana-vedra-la-pace/">gravi disordini politico-militari</a> non fa cambiare <a href="http://w2.vatican.va/content/francesco/it/travels/2015/outside/documents/papa-francesco-africa-2015.html">programma</a> a Papa Francesco che da autentico messaggero di pace, nell’omelia di Ognissanti annuncia che il 29 novembre si porterà in quel martoriato Paese. Lì da oltre tre anni si sta consumando uno dei tanti focolai di guerra che punteggiano il pianeta, ai quali neppure la Comunità Internazionale sembra dare peso. Guerre fratricide, guerre dimenticate.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Dichiarazione di Maria Voce, Presidente del Movimento dei Focolari, dopo i recenti avvenimenti terroristici.</em></p> <p style="text-align: justify;"><strong>«Di fronte ai drammatici avvenimenti accaduti a Parigi</strong>, che si aggiungono a quelli recenti in tante altre aree del mondo, siamo in lutto, insieme a quanti sono stati colpiti negli affetti e a quanti credono possibile l’unità della famiglia umana.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Nello sgomento e nella ferma condanna di simili atti contro la vita umana</strong>, emerge forte anche una domanda: abbiamo fatto ogni passo e intrapreso ogni azione possibile per costruire quelle condizioni necessarie, tra cui il favorire più parità, più uguaglianza, più solidarietà, più comunione dei beni, per cui violenza e azione terroristiche perdono possibilità di agire?</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Presidente Magufuli: “Lavoriamo insieme per la pace e l’unità”</em></p> <p style="text-align: justify;">“Prometto di tenere fede alle promesse che ho fatto in campagna elettorale, ma dobbiamo lavorare insieme. Facciamo il possibile per garantire la pace e l’unità nazionale” : sono le prime parole di John Magufuli, vincitore delle elezioni e prossimo presidente tanzaniano, in un discorso pubblico pronunciato oggi a Dar es Salam.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Toshiko Tsuhako, di Okinawa, aveva 12 anni quando Hiroshima e Nagasaki furono distrutte dagli attacchi nucleari. Il ricordo della guerra la spinge ancora oggi a vivere per costruire un mondo di pace.</em></p> <p style="text-align: justify;"><strong>«</strong><strong>Il 22 agosto 1944, ho perso l’unica mia sorella nella tragedia navale di Tsushima maru»</strong>, la nave passeggeri affondata da un sommergibile americano, in cui morirono oltre 1400 civili, tra cui oltre 700 bambini. «Mia madre, fino alla morte a 96 anni, ha continuato a soffrire e a ripetere: “La guerra me l’ha mangiata”». A raccontare la sua storia, dal profondo del cuore, è la signora Toshiko Tsuhako. La sua città, sull’isola Okinawa, è stata teatro tra aprile e giugno del 1945 dell’unica battaglia via terra combattuta in Giappone: 150mila morti.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il National League for Democracy party avrebbe conquistato più del 70% dei suffragi. Il partito al governo ammette la sconfitta</em></p> <p style="text-align: justify;">Il National League for Democracy party, il movimento di Aung San Suu Kyi, ha vinto le elezioni presidenziali in Birmania sconfiggendo il partito dei militari al potere e conquistando "oltre il 70% dei voti". Lo rivela il portavoce dell'opposizione. Secondo la tv locale, il partito al governo, Usdp, ha ammesso la sconfitta. Festeggiamenti nelle piazze del Paese mentre San Suu Kyi ha chiesto di "non provocare i rivali sconfitti".</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il dialogo come risorsa ed opportunità imprescindibile per promuovere una nuova cultura dello sport. Settimo convegno organizzato dalla rete di Sportmeet a Krizevci (Croazia, 2-4 ottobre).</em></p> <p style="text-align: justify;"><strong>Può lo sport contribuire a realizzare un mondo più unito? Può essere campo di azione e strumento di unità fra le persone e fra i popoli?</strong> Sono alcune delle domande che hanno innescato l’esperienza dei fondatori di <a href="http://www.sportmeet.org/" target="_blank" rel="noopener">Sportmeet</a>, partendo dalla condivisione della comune passione per lo sport.</p>
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Scopri la Run4Unity 2026: una corsa mondiale che unisce migliaia di giovani per la pace. Dall’Italia all’Uganda, dal Brasile a Hong Kong, una staffetta di solidarietà e sport nel quadro della United World Week 2026.
Stefano Zaffino, autore di Fraternità e Profezia: Il pensiero di Igino Giordani nel solco dell’enciclica Fratelli tutti, riflette sulla fraternità come risposta ai conflitti e alle divisioni del mondo contemporaneo.
Anna Granata, pedagogista dell'Università di Milano-Bicocca, ci ricorda in questa intervista che educare alla pace non è un'utopia astratta: è una pratica quotidiana che si compie ogni giorno nelle classi italiane, tra bambini di storie, lingue e origini diverse.
Il celebre artista Marvel e DC, Gabriele Dell’Otto, ci invita a riflettere sul ruolo dei supereroi come costruttori di pace. Un dialogo profondo su responsabilità, cittadinanza e la sfida di vivere lo straordinario nella quotidianità.