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<p>"Garantire pari opprtunità a tutti". Lo afferma la International Law Obligation.</p> <p><strong>La Tunisia dovrebbe portare</strong> la sua bozza di progetto costituzionale in linea con gli standard internazionali sui diritti umani e sugli obblighi del Paese in virtù del diritto internazionale. E' quanto affermano quattro organizzazioni per i diritti umani. L'Assemblea Costituente nazionale (NCA) ha iniziato la votazione articolo per articolo, ieri, 3 gennaio 2014.</p> <p><strong>Tra le modifiche più urgenti</strong> una chiara affermazione sulle convenzioni sui diritti già ratificato dalla Tunisia - e che abbiano la supremazia sul diritto nazionale -, e l'inclusione di una disposizione anti-discriminazione che sancisca la parità tra uomini e donne in tutte le sue sfaccettature.</p>
<p><em>Il racconto di un gruppo di giovani musulmani della comunità dei Focolari nel Paese nord africano. La scoperta della potenza dell’amore che supera ogni diversità.</em><br /><br /><strong><img src="images/news/2013-2015/Gen_Algerini.jpg" width="250" height="154" alt="Gen Algerini" style="float: left; margin-top: 5px; margin-right: 5px;" />«Per molto tempo abbiamo pensato</strong> che non sarebbe stato possibile rapportarsi con giovani cristiani in un modo così profondo, ma le cose che vengono da Dio non possono essere in disaccordo.<br />Siamo musulmani, di cultura e di convinzione. Veniamo da un Paese, l’Algeria, in cui la quasi totalità è musulmana, dove il contatto con altre religioni è molto raro, o meglio assente.</p> <p><strong>Certo diventava una grande sfida.</strong> Prima perché le nostre culture sono diverse, diversità coltivate soprattutto da delle dottrine politiche e storiche, e che sono in più infiorate nel quotidiano da molti ostacoli di ordine sociale e culturale.
<p><em>E' il messaggio di Papa Francesco per singoli e popoli. Lo proponiamo in versione integrale.</em></p> <p><span style="font-size: 11pt; line-height: 115%; font-family: Calibri, sans-serif;"><img src="images/news/2013-2015/Papa_Francesco_Colombe.jpg" width="201" height="150" alt="Papa Francesco Colombe" style="float: left; margin-top: 5px; margin-right: 5px;" /><span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 15px;"><strong><strong>"Fraternità: fondamento e via per la pace".</strong> </strong>Questo il titolo scelto da papa Francesco in occasione della 47sima Giornata Mondiale della Pace istituita da Paolo VI.</span></span></p> <p><strong><span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"> <p><strong>Il documento, datato 8 dicembre</strong>, consiste in 10 punti includenti un breve prologo e una conclusione strutturate su due domande della Bibbia: "Dov'è il tuo fratello?" (Genesis 4:9) e "Sarete tutti fratelli" (Matteo 23:8); insieme a sei frasi che descrivono la fraternità su pace, povertà, economia, guerra, corruzione e natura.</p>
<p><em>Ne fanno parte Bosnia, Croazia, Italia, Serbia. Adesione Fvg.</em></p> <p><strong><img src="images/news/2013-2015/I_care_for_Europe.jpg" width="200" height="150" alt="I care for Europe" style="float: left; margin-top: 5px; margin-right: 5px;" />E' nato "I care for... Europe",</strong> network tra piccoli Comuni Europei con lo scopo di far conoscere tra loro le comunità dei vari Paesi e avviare un percorso comune sulla difesa dei diritti umani e l'adozione di politiche di sviluppo locale e di cooperazione. L'avvio di "I care for ... Europe", è stato sancito con un evento di tre giorni ospitato in Friuli Venezia Giulia dove sono giunti oltre 200 cittadini da Croazia, Serbia e Bosnia-Herzegovina. Del progetto, infatti, fanno parte i centri di Tarcento e Aquileia per l'Italia, Rakovica per la Croazia, Čapljina per la Bosnia-Erzegovina, Bač per la Serbia.
<p> </p> <p><i>L'UWP raccontato dai giovani portoghesi dove ad Arco-Iris hanno organizzato un Forum nazionale e a Lisbona un progetto di volontariato per bambini e anziani. Prospettive di una fraternità sempre attenta al locale.</i></p> <p> </p> <p><img src="images/news/2013-2015/Portogallo_Meeting_ottobre_2013.png" alt="Portogallo Meeting ottobre 2013" style="float: left; margin-top: 5px; margin-right: 5px;" />Dal Portogallo diverse le azioni negli ultimi mesi nell’ottica fraterna: da un meeting a fine ottobre al volontariatocon protagonisti i Giovani per un Mondo Unito.</p> <p><strong>Una cittadinanza per la fraternità</strong></p> <p>“Novanta giovani nei giorni dal 12 al 13 ottobre si sono incontrati per il primo Meeting nazionale “Una Meta: una Cittadinanza per la Fraternità” ad un anno dopo il Genfest 21o2 in cui era stato lanciato lo UWP. Per capire come si stava evolvendo e, ci dicono: “per mettere in moto le proposte dell’UWP a livello locale e condividendo i frammenti di fraternità molto interessanti fatti nelle proprie località”.
<p> <p><em>Otto donne vestite di nero hanno pagato la spesa a chi non poteva permetterselo al mercato di Atene.</em></p> <p><img src="images/news/2013-2015/Barbakeios.jpg" width="230" height="150" alt="Barbakeios" style="float: left; margin-top: 5px; margin-right: 5px;" /><strong>E' stata raccontata</strong> dal quotidiano "La Repubblica" nei giorni di Natale. Ha fatto il giro del web. Ha dato speranza. E' la storia che viene dalla Grecia messa in ginocchio dalla crisi economica. </p> <p><strong>Il 22 dicembre al popolare mercato di Atene</strong>, Barbakeios, dove si vendono ogni tipo di prodotto alimentare otto donne, vestite di nero, si sono messe vicino alle casse di un negozio pagando la spesa a coloro che avevano piccole porzioni di carne.
<p> </p> <p><em>Durante le vacanze, molte sono le persone coinvolte nel dare e nel servire gli altri. Ma finisce con le festività natalizie? E come possiamo dare in modo che possano beneficiarne veramente gli altri?</em></p> <p><strong><img src="images/news/2013-2015/Donare.jpg" width="268" height="188" alt="Donare" style="float: left; margin-top: 5px; margin-right: 5px;" />Le persone sono fondamentalmente</strong> persone votate al dono o al prendere? La capacità di prendersi cura degli altri, aiutare e condividere è parte della nostra natura umana? Nelle società primitive, la comunità era un elemento essenziale. Essere soli è quasi l'equivalente ad essere condannati a morire nel deserto. Nel mondo di oggi sembra che siamo meno dipendenti l'uno dall'altro. Nel mondo degli affari si dice spesso che le persone che vogliono salire la scala della carriera debbano pensare solo a se stessi: "è vincitore perché prende tutto". </p> <p><strong>Adam Grant, un giovane professore</strong> della Wharton School all'Università della Pensilvenia descrive l'esatto opposto di questo tipo di analisi nel suo libro di "Dare e avere". Chi dona ha più successo, sono i migliori networkers e tutto questo paga se si dona senza aspettativa. Offre poi esempi straordinari di come le persone che offrono sempre il loro aiuto ricevono molto di più nel lungo periodo.</p>
<p><em>Un "brano di fraternità" dall'India. I dieci anni di vita di un progetto partito per aiutare alcune famiglie indigenti che oggi si prende cura di oltre 115 ragazzi con un ventaglio di attività dalla formazione scolastica all’educazione interculturale, alla cura e assistenza medica.</em></p> <p><strong><img src="images/news/2013-2015/Mumbai.jpg" width="250" height="166" alt="Mumbai" style="float: left; margin-top: 5px; margin-right: 5px;" />Mumbai è il centro economico dell’India</strong> ed una delle più grandi e popolose città del Paese. Ma gran parte dei suo venti milioni di abitanti vive per strada o negli slums, le baraccopoli che costellano il panorama urbano. In alcuni di essi, situati a quaranta minuti di treno dal centro città nell’area nord ovest, abitano in condizioni di estrema povertà circa quattrocentomila persone.</p> <p><strong>Proprio qui nel 1997</strong> dal desiderio di aiutare alcune famiglie dello slum è nato un progetto sociale in collaborazione con il “Sostegno a distanza” di Azione per Famiglie Nuove (AFN). Nel 2001, durante la sua prima visita in India, Chiara Lubich incoraggiò a proseguire e sviluppare questa attività come “risposta concreta alla povertà che ci circonda”.
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