Pace e diritti umani

Editoriale Newsletter 27-2026

by Edoardo Zaccagnini

Editoriale Newsletter 27-2026
Wisemir - Pixabay

Raggi di luce dal mondo, tra le nuvole del presente

Lampedusa, Rimini, Sant’Etienne, l’Uganda e tanti altri posti del mondo. Due donne, un medico, un sacerdote e tanti giovani. Ci sono diversi luoghi e molte persone, al centro della nostra newsletter di settembre 2026, dedicata ai temi della pace e dei diritti umani. Ognuna ci racconta una storia di speranza nata da una ferita. Ci sono la guerra, il terrorismo, le morti in mare di chi cerca futuro, la povertà e l’ingiustizia, all’origine delle storie che raccontiamo questo mese. Ci sono le piaghe del nostro tempo, dalle quali, però, i protagonisti delle storie incontrate, hanno ricavato raggi di luce per aiutarci a credere nel futuro, per incoraggiarci a migliorare il mondo.

Due donne sono al centro di una preziosa storia di perdono. Dono Rosaline Hamel e Nassera Kermiche, raccontate nel bel libro Sorelle di dolore di Samuel Lieven, presentato all’ultimo Meeting di Rimini. La prima è la sorella di Padre Jacques Hamel, assassinato nel 2016 nella sua chiesa in Francia, a Sant’Etienne, da due giovani jihadisti mentre celebrava la messa. La seconda è la madre del terrorista che ha ucciso il sacerdote, rimanendo vittima a sua volta nell’attentato. Ucciso insieme al suo complice. Potevano riempire d’odio il loro destino, queste due donne, invece, col dialogo, sono arrivate al perdono, trasformando la loro tragedia in amore e pace.

Dall’isola di Lampedusa, nel cuore del Mediterraneo, arriva una storia che affronta con grande umanità il tema delle migrazioni. Da questo luogo attraversato negli anni da molta sofferenza, nasce un Network che vuole contrastare pregiudizi e discorsi d’odio per favorire una narrazione fondata sulla verità, sulla dignità umana e sui diritti delle persone migranti. Il progetto si chiama Rete Lampedusa e tra i suoi principali promotori c’è Pietro Bartolo, il medico che per molti anni ha soccorso i migranti sull’isola.

Ci sono pace, diritti umani e altri valori importanti, fondamentali, nella potente storia di don Leonsyo Akena, conosciuto anche come Ribamoi: il sacerdote ugandese che ha rischiato di diventare un bambino soldato, ma invece ha riempito la sua missione, umana e spirituale, di amore, unità, sostegno per i più fragili, dialogo e speranza per un futuro di armonia tra popoli, tribù e persone. Raccontiamo la storia di Don Leoncyo nella generosa intervista che ci ha concesso.

Together to Care è un documento che raccoglie esperienze, progetti e buone pratiche da tutto il mondo, testimoniando l’impegno dei giovani per la cura delle persone, del pianeta e del bene comune. Col sottotitolo, for our human family and our common home, questo report è stato prodotto dai Giovani per un mondo Unito del movimento dei Focolari (Y4UW, uno dei promotori dell’United World Project), e racconta il loro lavoro insieme a New Humanity ONG e al Movimento dei Focolari, dopo il Genfest in Brasile. Da lì sono nate molte delle iniziative raccontate nel Together to Care, la cui lettura forma una bellezza che dà forza e speranza. Raccontiamo tutto nel nostro articolo.

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