United World Project

Workshop

Storia di un murales di pace

 
27 Settembre 2022   |   Italia, Pace, Movimento dei Focolari
 
di Cristina Giorgetti

Una nostra lettrice, qualche tempo fa, ci ha inviato, dall’Italia, il racconto di una bella avventura vissuta a scuola, con i suoi alunni e colleghi, cercando di prendersi cura del proprio istituto. La condividiamo con tutti perché in molte parti del mondo proprio in questi giorni sono ricominciate le scuole. E poi, perché, la protagonista, Cristina, ha a cuore come noi il mondo unito!

Ho sempre avuto il pallino che la scuola dovesse essere un luogo bello. Per questo, tante volte, ho chiesto ai miei alunni di ridipingere delle aule. Questo, non per mancanza di fondi pubblici, ma per fare della scuola un ambiente colorato che i ragazzi sentissero proprio.

Da tanti anni, nell’Istituto dove insegno, c’era una parete imbrattata da un atto vandalico. Mi dava fastidio vederla così e avevo sempre in mente di ridipingerla con i miei studenti. Poi, quest’anno, nell’ambito di un percorso di educazione civica sul volontariato, siamo passati dal dire al fare. Così, c’è stata la possibilità di passare da così:

A così:

E già eravamo contenti! Se non altro, adesso avevamo una parete dignitosa!

Qualche tempo dopo, a scuola, è arrivato Jacopo, un nuovo collega di religione: una persona creativa, un artista. Insieme, abbiamo presentato il progetto “Disegnare valori”, per progettare e realizzare un murales.

Quando sono iniziati gli incontri con i ragazzi, per preparare il bozzetto, nel confronto è emerso il valore della pace. Anche perché la mia scuola è intitolata ad Aldo Capitini, filosofo di Perugia, educatore e antifascista. Uno tra i primi, in Italia, a cogliere e a teorizzare il pensiero nonviolento gandhiano, al punto da essere chiamato il “Gandhi italiano”. Poi, lo scoppiare della guerra e l’arrivo di un ragazzo ucraino hanno fatto venire tutte le altre idee.

Non è stato facile dipingere un muro di dodici metri per tre. Oltre alla grandezza, faceva un gran caldo, le pareti erano piuttosto rugose e repellenti al colore…

Ma è stato bello il coinvolgimento, quello di tanti ragazzi, dei colleghi, dei custodi e dei genitori. Piano piano, è diventata un’opera condivisa, che ha raccolto il contributo di idee e di manodopera di ragazzi di tutte le classi, i più diversi, i più improbabili (e imprevisti!): da ragazzi diversamente abili a diversamente BES (cioè con Bisogni Educativi Speciali). Un’opera davvero corale. Mai visti i ragazzi così contenti e soddisfatti di qualcosa! Merito di tutti!

Ho imparato molto da Jacopo, collega “rischiosamente inclusivo”. Lui è un vero artista ma non è mai stato attaccato al risultato “bello”. È invece stato sempre attento al processo, a valorizzare ogni contributo, ad accogliere ogni idea, così come quella di far scrivere parole chiave a chi non aveva avuto il “coraggio” di dipingere, in modo che ognuno potesse esprimersi. Tra i tanti, anche il ragazzo dell’Ucraina ha voluto scrivere una parola in russo, che tradotta significava: “il momento”. Come dire: il momento della pace è adesso!

Altri ragazzi hanno aggiunto parole in cinese, urdu, arabo, albanese. Parole diverse: fraternità, giustizia, verità, amore, dialogo, felicità… tutto ciò che per loro contribuisce ad “Un’esplosione di pace”. Che poi era il titolo scelto per dell’opera. Un ragazzo diversamente abile ci teneva molto che fossero evidenziate le classi che avevano partecipato e che fossero scritte con colori arcobaleno. Ma parlavamo di così tante classi che non ci pareva il caso… Questa idea però non la volevamo buttare. Allora, abbiamo fatto uno striscione di carta che utilizzasse la sua proposta.

Se devo dirla tutta, il segreto di questa esperienza è che questo collega ha a cuore, come me, come noi, il mondo unito.
Gli altri “sentono” questo spessore. L’abbiamo visto sia nei commenti di chi ci ha visto lavorare con i ragazzi, sia nei colleghi che si sono buttati e hanno preso il pennello, che si sono fatti coraggio iniziando a dipingere. Poi, ci hanno detto d’essere stati tanto bene e di essersi riposati. La nostra opera è stata simbolicamente inaugurata l’ultimo giorno di scuola alla presenza del sindaco di Agliana e di tanti “ARTISTI DIVERSI” dell’Istituto Tecnico “Aldo Capitini”. Una grande gioia per noi e per tutti.

Ecco qua, io e Jacopo, il mio pericolosamente inclusivo collega!


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