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Prima Luce: tessuti e colori per un mondo unito

 
21 Gennaio 2019   |   Giappone, Economia di Comunione, Y4UW
 

“Illumina la tua vita”: è la proposta che Kyoko Yoshida, giovane stilista giapponese, rivolge ai visitatori del sito della sua piccola azienda, Prima Luce. Le sciarpe che confeziona, infatti, colpiscono immediatamente per i loro colori vivaci e i loro motivi originali. I loro tessuti raccontano di paesi lontani e della storia di una ricerca personale iniziata con una domanda…

Fin da molto giovane, mi sono sempre chiesta: perché il Giappone è così ricco, mentre altri paesi sono così poveri?” racconta Kyoko. Cresciuta in una famiglia buddista, ha sempre avuto a cuore il problema della povertà, e, col tempo, ha sentito sempre più forte il desiderio di spendersi per aiutare i bisognosi. “All’università studiavo moda, e mi chiedevo in che modo avrei potuto mettere il mio talento a servizio dei poveri, dato che il mondo lavorativo in cui mi apprestavo ad entrare era prevalentemente un mondo di ricchi. Mi sembrava una contraddizione”, spiega. Così, dopo la laurea, fa una scelta decisamente controcorrente: parte per le Filippine, dove trascorre dieci mesi lavorando in un orfanotrofio e in un centro sociale. Da lì, il mondo della moda non potrebbe sembrarle più lontano. “Di ritorno a Tokyo, non avevo più interesse per la moda. Ho cercato un altro lavoro, ma dopo poco ho capito di essere alla ricerca di qualcosa di ancora più profondo e significativo per la mia vita”.

La sua ricerca la porta in Italia, per un periodo di formazione a Loppiano (Fi), nella cittadella del Movimento dei Focolari, alla cui spiritualità si è nel frattempo avvicinata. Lì conosce il progetto Economia di Comunione e ne rimane profondamente colpita. Incontra uno stile aziendale volto all’inclusione sociale e all’eliminazione della povertà, ispirato a una cultura secondo cui “c’è più gioia nel dare che nel ricevere”.

Così, sente l’ispirazione a diventare imprenditrice tessile. Poi l’India, dove si imbatte negli splendidi tessuti locali e decide di trasformarli nei suoi prodotti. “Mi trovavo a Coimbatore per partecipare alla Settimana Mondo Unito (evento annuale durante il quale, in diverse parti del mondo, vengono organizzate iniziative per la pace e l’unità fra i popoli) e svolgere attività sociali insieme ai membri del movimento indù Shanti Ashram, che vivono secondo lo spirito di Gandhi”, racconta. “Sono stati loro ad aiutarmi a importare i tessuti, e mi hanno accolta come in una famiglia”. Così, dalle coloratissime stoffe tipiche dei sari e kurti indiani, Kyoko inizia a confezionare le sue prime sciarpe, e, nel gennaio del 2016, dà vita a Prima Luce. L’azienda cresce piano piano: un sito web, poi un punto vendita presso un negozio di Kamakura, poi diverse occasioni per esporre le sciarpe presso fiere ed eventi.

“Con le mie sciarpe, voglio mostrare alla gente quanto il mondo sia bello nella sua varietà. Troppo spesso sentiamo parlare solo in negativo di questo o di quell’altro paese. Io invece voglio che la gente impari ad apprezzare la bellezza di ciascun popolo”, spiega. Trasformando stoffe esotiche in un accessorio di uso comune, Kyoko offre ai suoi clienti la possibilità di conoscere da vicino quella bellezza e di farla propria, indossandola. “Esaltare la bellezza di ogni paese, esaltando al contempo la bellezza di chi indossa le mie creazioni”: ecco la missione di Kyoko, che in futuro spera di coinvolgere nuovi paesi nella sua azienda e rendere il proprio mercato sempre più internazionale.

Ogni acquisto, poi, contribuisce ad una causa umanitaria: come azienda di Economia di Comunione, Prima Luce devolve parte dei suoi profitti a sostegno dei progetti di due ONG, l’indiana Shanti Ashram e l’italiana AMU.

“L’Economia di Comunione ha cambiato la mia vita”, racconta. “L’esperienza che ho vissuto in Italia, a Loppiano, è stata fondamentale per la nascita della mia azienda, perché ho sperimentato che la fraternità può trasformare l’ambiente lavorativo”. Ad insegnarglielo sono stati Giuliana e Giovanni, che gestivano il bar in cui ha lavorato, a Loppiano, anch’esso un’azienda di EdC. “Avevano un modo speciale di costruire rapporti con i dipendenti e con i clienti, tanto che a volte la gente passava dal caffè semplicemente per fare due chiacchiere o per concedersi un momento di pausa con loro. Non credevo che anche nel mondo aziendale potessero esistere comunità così aperte all’accoglienza dell’altro”. Con Giuliana e Giovanni, Kyoko non ha preso lezioni di contabilità o management, ma ha scoperto il modo di fare impresa che ha sempre cercato, e ha capito che per eccellere in esso occorre fare del dono il proprio stile di vita.

“Da buddista, credo che gli incontri che facciamo vadano oltre la nostra volontà e immaginazione, perché sono disposti e guidati dal divino per un progetto più grande”, afferma Kyoko.

E la sua storia lo conferma, come un mosaico in cui ogni tassello ha trovato il proprio posto. Il suo desiderio di aiutare i bisognosi, la sua passione per la moda: due mondi apparentemente lontanissimi che la sua fede e la sua determinazione hanno saputo conciliare. Così, Kyoko è al contempo protagonista e spettatrice di un’avventura di cui, per ora, è stato scritto solo l’inizio. “Per me, tutto questo è un dono del cielo: l’aver incontrato l’EdC, l’aver portato avanti la mia idea insieme ai fratelli cristiani e con il sostegno dei fratelli induisti…”, dice. “Spero che Prima Luce diventi un ponte fra le persone, perché Buddha dispone tutti i mezzi necessari affinché si realizzi un mondo unito”.

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