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<p><em>Nella capitale del Congo/RDC, come in molti Paesi africani, l’accesso alle cure è costoso e non sempre immediato. L’esperienza di Aline, infermiera e biologa, che sceglie l’accoglienza prima di tutto.</em></p> <p><strong>«Un giorno stavamo chiudendo, quando alle 16.30 si presenta una mamma</strong> con un bimbo di circa 8 mesi, per un prelievo di sangue». Aline M. è infermiera e biologa nella clinica universitaria di Kinshasa. Nel Congo/RDC l’indice di natalità è elevatissimo, come anche quelli di mortalità e di mortalità infantile in particolare. La speranza di vita alla nascita e l’età media della popolazione sono molto basse.</p>
<p><em>La giustizia è requisito indispensabile per realizzare l’ideale della fraternità universale.</em></p> <p>[...]A tal fine bisogna assicurare il dominio incontrastato del diritto e l’infaticabile ricorso al negoziato, ai buoni uffici e all’arbitrato, come proposto dalla Carta delle Nazioni Unite, vera norma giuridica fondamentale. L’esperienza dei 70 anni di esistenza delle Nazioni Unite, in generale, e in particolare l’esperienza dei primi 15 anni del terzo millennio, mostrano tanto l’efficacia della piena applicazione delle norme internazionali come l’inefficacia del loro mancato adempimento.
<p><em>Le notizie riportate su questo Paese africano state allarmanti. Il conflitto politico è veramente provante per tutta la popolazione di musulmani, cristiani e animisti. Tutti sperano in una soluzione pacifica.</em></p> <p>"Dal colpo di stato giovedì 17 settembre siamo tutti ancora a casa: le scuole, uffici e negozi sono tutti chiusi. Benzina e cibo si stanno esaurendo e quant'altro sia disponibile, costa il doppio", spiega Aurora De Oliveira dei Focolari a Bobo-Dioulasso, la seconda città del Burkina Faso. La protesta qui si fa sentire, ma non così forte come nella capitale, Ouagadougou (popolazione di 1,5 milioni di euro), dove si sono svolti i principali eventi della scorsa settimana e dove più di 100 persone sono state ferite e almeno dieci sono morte.
<p><em>Il mondo ha bisogno di riconciliazione</em></p> <p>"Da alcuni mesi, siamo testimoni di un avvenimento che ci riempie di speranza: il processo di normalizzazione delle relazioni tra due popoli, dopo anni di allontanamento. È un processo, è un segno del prevalere della cultura dell’incontro, del dialogo, del «sistema della valorizzazione universale... sul sistema, morto per sempre, di dinastia e di gruppo», diceva José Martí (ibid.). Incoraggio i responsabili politici a proseguire su questo cammino e a sviluppare tutte le sue potenzialità,
<p><em>Romano Prodi e Pasquale Ferrara intervengono all’incontro dei delegati dei Focolari nel mondo in corso a Castel Gandolfo (RM) dal 14 al 27 settembre.</em></p> <p><strong>«Abbiamo delle possibilità di reagire alla situazione attuale</strong> con forme di riorganizzazione, se vogliamo anche imperfette, ma che mettono insieme i Paesi, e persone di vario ambito. In Europa abbiamo un problema di una unità imperfetta, che bisogna portare avanti, e che oggi con l’emigrazione sentiamo essere indispensabile per il nostro futuro». Lo dichiara Romano Prodi, due volte Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica italiana e già Presidente della Commissione Europea, economista, accademico e politico, in un’intervista a margine dell’incontro dei delegati dei Focolari nel mondo.</p>
<p><em>Dal 25 al 30 agosto, 40 studenti universitari e 8 docenti, di 15 Paesi, cristiani e musulmani, hanno partecipato all’iniziativa dell’Istituto Universitario Sophia (IUS), sulle Dolomiti, con il sostegno della Provincia di Trento. Resoconto di Roberto Catalano, docente allo IUS.</em></p> <p>«La <strong>Summer School</strong> si è tenuta a Tonadico, nelle Dolomiti, sia per lo stupendo scenario che essa offre che per il legame che esiste fra Chiara Lubich e quelle località montane. In quei luoghi, infatti, nel 1949, con alcune giovani che erano con lei, Chiara ha vissuto momenti che tanto hanno significato nella storia dell’Opera da lei iniziata.</p>
<p> <a href="index.php?option=com_docman&view=document&alias=92-appello-uwp-2015&category_slug=azione-per-la-pace&Itemid=150" class="doclink">download</a></p> <p></p> <p>Alle Nazioni Unite<br />Alle istituzioni internazionali e nazionali<br />Alle organizzazioni internazionali e nazionali</p> <h2 style="text-align: center;">APPELLO</h2> <h1 style="text-align: center;">#SIGNUPFORPEACE</h1> <p>Siamo i Giovani per un Mondo Unito del Movimento dei Focolari, nato nel 1943 dall’esperienza di Chiara Lubich. Siamo giovani provenienti da tutto il mondo, di diverse religioni, culture, convinzioni e tradizioni; ci riconosciamo nel principio della fraternità universale e ci impegniamo a vivere secondo la cosiddetta "Regola d’Oro", che invita a fare agli altri quanto vorremmo fosse fatto a noi. Operiamo a livello internazionale in collaborazione con la ONG New Humanity.</p> <p>Siamo consapevoli dello scenario globale attuale costellato da numerosi conflitti da cui scaturiscono fenomeni come le migrazioni dei popoli che tentano di fuggire dalla violenza, dalla estrema indigenza, dalla fame e dalle ingiustizie sociali di cui sono vittime nei loro Paesi. Queste profonde ferite ci coinvolgono direttamente e ci spingono a cercare soluzioni concrete, a cui volgiamo il nostro impegno personale attraverso i così detti “frammenti di fraternità”, cioè azioni concrete per la pace, raccolte nello United World Project.</p>
<p><em>Siamo dentro una Terza guerra mondiale, dobbiamo esserne consapevoli. Le ondate dei migranti sono una conseguenza dei conflitti da conoscere nella loro origine. Il compito che la politica non può eludere è quello di trovare una soluzione</em></p> <p>Stamani nella lettura dei giornali e del web mi concentro sulle notizie sui Paesi di provenienza dei migranti che bussano all'Europa.</p> <p><strong>Afghanistan:</strong> i talebani fanno evadere 355 detenuti dal carcere di Ghazni.<br /> <strong>Pakistan:</strong> bombardamenti governativi sul Waziristan, vittime talebane e civili.
<p><em>Tsipras vince come previsto le elezioni e governerà di nuovo con gli alleati di destra di Anel. Le incognite del futuro</em></p> <p>E così <strong>Tsipras </strong>è di nuovo a capo della politica greca. I mercati, la Ue, gli stessi greci non ne sono poi così scontenti, anche se la partecipazione al voto è stata bassa, poco più di un elettore su due si è infatti recato alle urne.</p>
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