Storie da tutto il mondo dimostrano che un mondo unito è già in cammino. Questa piattaforma mette in luce esperienze, iniziative e progetti di persone e comunità che lavorano per l’unità e per la pace. Scopri cosa sta succedendo e lasciati ispirare.
<p><em>Una campagna - Change for the planet – Care for the people - per promuovere stili di vita sostenibili, in vista della prossima Conferenza sul Clima a Parigi. Bernd Nilles, Segretario Generale della CIDSE (rete internazionale di organismi cattolici per lo sviluppo) incontra la presidente dei Focolari Maria Voce. Lavoro con le istituzioni e mobilitazione della società civile.</em></p> <p><strong>In rete per il bene comune, sull’onda della </strong><a href="http://w2.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html" target="_blank" rel="noopener">Laudato Si’</a>, che chiede azioni concrete in tempi rapidi: c’è convergenza di intenti tra Bernd Nilles e Maria Voce, che si sono incontrati al Centro internazionale dei Focolari a Rocca di Papa, lo scorso 9 settembre, insieme al copresidente, lo spagnolo Jesús Morán e alcuni collaboratori in rappresentanza dei giovani e di alcune agenzie dei Focolari (<a href="http://www.afnonlus.org/">AFN</a>, <a href="http://www.new-humanity.org/it/">New Humanity</a>, <a href="http://www.amu-it.eu/?lang=it">AMU</a>, <a href="http://edc-online.org/">EdC</a>).</p>
<p><em>La campagna elettorale in corso. L’appello di Aung San Suu Kyi e la speranza di un vero cambiamento dopo anni di asfissiante dittatura militare. Il problema della frangia estremista del buddhismo theravadabirmano</em></p> <p>Il prossimo 8 novembre il Myanmar vivrà un momento che ci si augura possa rappresentare una svolta nella storia del Paese. Oltre 30 milioni di cittadini si recheranno alle urne per le elezioni che dovrebbero rappresentare “un vero cambiamento politico ed amministrativo” per usare le parole della signora Aung San Suu Kyi, leader storica e carismatica dell’opposizione al potere militare che da decenni controlla il Paese con pugno di ferro. Proprio la Aung San Suu Kyi ha lanciato la campagna elettorale con un messaggio sui social chiedendo, fra l’altro, alla comunità internazionale di vigilare affinché le elezioni si possano svolgere in maniera libera e veramente democratica.</p>
<p><em>Un flusso quotidiano di migliaia di migranti che varcano il confine ungherese diretti in Austria e Germania. Una situazione di emergenza che rende difficile la sua gestione. E poi la gente, in cui spesso vince il senso di umanità.</em></p> <p><strong>«Un dolore che incontriamo, sotto volti diversi, davanti alle nostre case e porte</strong>, ogni giorno», scrivono Viktória Bakacsi e László Vizsolyi, responsabili del Movimento dei Focolari in Ungheria, per esprimere quanto vivono in questo periodo. «Abbiamo ascoltato le parole di Papa Francesco, ed ora proveremo a capire come metterle in pratica ancora di più».</p> <p><strong>«Ormai da mesi – scrivono – il flusso di immigrati è continuo</strong>, tutti i giorni arrivano in Ungheria circa 2000 persone: famiglie con bambini, stanchissimi, disperati, anche ammalati, senza niente e spesso senza documenti e con la ferma volontà di proseguire verso la Germania o altra destinazione. Nonostante la confusione, tantissime persone si muovono e aiutano: organizzazioni ecclesiali così come associazioni civili».</p>
<p><em>Un villaggio alle porte della foresta dove l’ideale della fraternità si traduce in scelte concrete per il bene comune: una casa per gli ospiti, la banca del riso, il centro sanitario, la cura dei bambini. Il racconto di Gilbert.</em></p> <p><strong>7 kilometri addentrandosi nella foresta, dove si arriva a piedi o con un furgoncino</strong> (il <em>baka</em>) che supera tutte le buche di acqua e fango scavate durante la stagione delle piogge. Nel villaggio di Glolé, uno dei 18 del Cantone (nella regione del Tonkpi, a Man, nordovest della Costa d’Avorio), non c’è l’elettricità, di conseguenza neanche la televisione, non c’è internet, non ci sono negozi. Molti dei suoi abitanti sono stati toccati dall’ideale di fraternità di Chiara Lubich. Lo vivono nel quotidiano a partire dalla parola del Vangelo messa in pratica, e anche la struttura sociale e politica che li tiene insieme, viene gradualmente arricchita e illuminata da questa esperienza.
<p>Siamo i "Giovani per un Mondo Unito" e sentiamo urgente intervenire e fare qualcosa in questa situazione mondiale che stiamo attraversando. Spinti dalle esperienze di tanti, vogliamo proporre un progetto per incidere nelle nostre comunità, nei nostri Paesi anche presso le istituzioni, nei social media e dire a gran voce, tutta l’Opera insieme, coinvolgendo più persone possibile, che: ”VOGLIAMO LA PACE E L’UNITÀ FRA I POPOLI”.</p> <p>Quindi proponiamo a tutti di incominciare come primo passo, dall’<strong>11 Settembre 2015</strong> a:</p>
<p><em>Da aprile si è diffusa una nuova coscienza partecipativa nella popolazione. Dimissioni e arresti ai vertici del Paese centroamericano. Il contributo del Movimento politico per l’unità. #politics4unity</em></p> <p><strong>Lo scorso mese di aprile</strong> si è scoperta un’enorme truffa ai danni dello Stato da parte di funzionari del Servizio di Amministrazione Tributario (SAT) collusi con alti vertici della politica. La stretta collaborazione tra il Ministero Pubblico e la Commissione internazionale contro l’Impunità in Guatemala (CICIG) ha permesso di portare in giudizio per corruzione decine di persone implicate. Tra le più note la Vicepresidente. Questo ha provocato nei cittadini un’onda di indignazione mai vista negli ultimi 60 anni, che è andata crescendo.</p>
<p><em>Raggiungere entro il 2050 l’obiettivo del 100% delle energie rinnovabili. Questa la richiesta ai capi di stato di ciascun Paese promossa da Religions for Peace. Firma anche tu.</em></p> <p><strong></strong><strong>Il cambiamento climatico è una delle maggiori sfide morali del nostro tempo</strong>. I leader delle diverse religioni, si uniscono per sostenere una campagna mondiale, con l’obiettivo di <strong>raggiungere entro il 2050 l’obiettivo del 100% delle energie rinnovabili.</strong></p>
<p><em>Mentre continua il dramma nel Mediterraneo, delle persone che fuggono dalle guerre e la fame, in un comune di montagna del nord d’Italia, l'accoglienza si traduce in una rinascita della comunità e del territorio.</em></p> <p><strong>Cinque anni fa</strong> era inquadrato nelle classifiche tra i paesi con più alto tasso di “marginalità” sociale ed economica in Piemonte. Ma l’intera comunità ha imparato ad accogliere. <strong>Oggi, 30 profughi,</strong> quasi tutti africani oltre a una famiglia del Kosovo con tre bambini, vivono da otto mesi in un immobile di proprietà del Cottolengo.</p> <p>«<strong>Li abbiamo adottati</strong>», confidano due ultraottantenni sedute sulla panchina nella piazza del municipio. Lo avevano fatto anche durante la guerra, fa notare il presidente della “Pro Loco”, con gli ebrei e i partigiani. La Storia ritorna. <strong>Il sindaco Giacomo Lisa</strong> non ha dovuto convincere i 180 residenti del paese. Di questi solo 90 vivono a Lemie tutto l’anno.</p>
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Lorna Gold, Direttrice Esecutiva del Movimento Laudato Si’ riflette sui 10 anni dell’Enciclica. Analizza l’ecologia integrale come percorso essenziale per raggiungere l’unità globale e affrontare la crisi climatica.
Presente in Brasile, Perù, Ecuador e Bolivia, Operazione Mato Grosso porta avanti oltre cento missioni fondate su educazione, lavoro e solidarietà. Jacopo Manara, volontario da anni, racconta di cosa si tratta.
Intervista sulla comunicazione a Michele Zanzucchi, giornalista e scrittore, già direttore di Città Nuova, docente di comunicazione all’Istituto Universitario Sophia e alla Gregoriana, autore di una quarantina di volumi.