Storie da tutto il mondo dimostrano che un mondo unito è già in cammino. Questa piattaforma mette in luce esperienze, iniziative e progetti di persone e comunità che lavorano per l’unità e per la pace. Scopri cosa sta succedendo e lasciati ispirare.
<p><em>Nei villaggi rurali nel nordest nigeriano la siccità stava creando grave disagio alla popolazione. Da Onitsha (24 ore di viaggio) alcuni giovani e adulti dei Focolari sono andati a visitarla per condividere la situazione e portare aiuti materiali. E spirituali.</em></p> <p><strong><img style="margin-right: 5px; float: left;" src="http://www.focolare.org/wp-content/uploads/2015/07/2.jpg" height="150" />In Nigeria c’è un grande dislivello di sviluppo fra le città e i villaggi rurali</strong> dove non ci sono quasi infrastrutture e mancano elettricità, cure mediche, strade, ecc. Yakoko è un uno di questi villaggi – vicino al deserto, in mezzo alle montagne – nel quale la comunità cristiana e quella musulmana vivono da sempre in grande concordia. La sera, dopo il lavoro nei campi, gli uomini si incontrano in piazza per discutere attorno ad una bevanda alcolica che producono dal loro <em>Guinea corn</em>.</p>
<p><em>“Chiediamo agli imprenditori, ai politici, agli esponenti delle organizzazioni religiose, delle associazioni civiche ed altri di farsi estremisti del dialogo...”</em></p> <p><img style="margin-right: 5px; float: left;" src="http://www.uww2015.com/assets/pages/gallery/imgs/u-nite1/IMG_1807.JPG" height="150" /><strong>“Fabric, Flavour, Festival. Discovering Fraternity”</strong> è il titolo dell'evento centrale della Settimana Mondo Unito 2015 (<a href="http://www.uww2015.com/">www.uww2015.com</a>) che ha radunato circa 150 giovani provenienti da 18 paesi del mondo a Mumbai e Coimbatore (India) dal 27 aprile al 4 maggio 2015. Nei mesi scorsi vi abbiamo a lungo aggiornato quanto avvenuto proprio in India, così come in ogni altro angolo del pianeta.</p>
<p><em>"Volevo iniziare alcune attività in cui i giovani potessero liberamente partecipare e sentirsi a casa"</em></p> <p><img style="margin-right: 5px; float: left;" src="http://farm8.static.flickr.com/7299/9593048563_1d55ec837e_m.jpg" height="150" />Sono Kyoko, vivo a Tokyo.</p> <p>La vita a Tokyo è molto individualista e troppo impegnata per creare relazioni con gli altri. Molti di noi si sentono soli anche se i posti sono così affollati. Come ho deciso di vivere per un mondo unito, volevo iniziare alcune attività in cui i giovani potessero liberamente partecipare e sentirsi a casa, ma nella nostra società è difficile invitare in qualsiasi attività in cui si si incontrano molte persone nuove.</p>
<p><em>Un passo avanti verso l'equità e la giustizia sociale in Ecuador</em></p> <p><img style="margin-right: 5px; float: left;" src="http://www.mppu.org/images/news/2013-2015/Quito_montage_794x488.png" height="150" />Centinaia di persone hanno partecipato alle riunioni del dialogo nazionale per l'equità e la giustizia sociale convocate in Ecuador. Opposizione e società civile erano state invitate dal governo dopo le proteste e le polemiche che hanno accolto in giugno le proposte del presidente Rafael Correa per una più equa distribuzione della ricchezza, in particolare attraverso un disegno di legge che avrebbe gravato sulle eredità.</p>
<p><em>In Mauritania, una madre congolese sta aiutando i rifugiati a riconnettersi insegnando informatica, 17 anni dopo la sua fuga. Scritto da Helena Pes</em></p> <p><img style="margin-right: 5px; float: left;" src="http://tracks.unhcr.org/wp-content/uploads/2015/07/07222015_Featured_RefugeesConnecting.jpg" height="150" />La città di Nouakchott, Mauritania, non è estranea ai rifugiati. Circa 1.500 persone che sono fuggite alcuni dei più sanguinosi conflitti in Africa ora la chiamano casa. Una di loro, Budiaki*, è seduta in una sala computer presso un vivace Centro Femminile quando arrivo, utilizzando le proprie esperienze di vita in fuga per aiutare le donne come lei.</p>
<p><em>Esperienza di George e Lara, dal Libano</em></p> <p><strong>LARA:</strong></p> <p>Siamo George e Lara e veniamo dal Libano. Vi ringraziamo per quest’opportunità di poter parlare.</p> <p>Come sapete, il Medio Oriente vive una delle pagine più sanguinose della storia dell’umanità. Davanti a tanto orrore, l‘esempio straordinario di persone condannate a morte che rifiutano di rinnegare la loro religione, che pregano per i loro persecutori e che perdonano questi massacri prima della loro morte, come è stato per i ventuno copti morti in Libia durante gli eventi di febbraio scorso; ciò ci interpella profondamente, sia cristiani che musulmani che vivono in questi Paesi. Ci richiama alla grandezza dell’amore, del perdono, che un giorno cambieranno la faccia della terra.</p>
<p><em>Experience by George and Lara, from Lebanon</em></p> <p><strong>LARA:</strong></p> <p>We are George and Lara and we come from Lebanon. We thank you for this opportunity to speak.</p> <p>As you know, the Middle East is living one of the worst pages of the history of mankind. In front of such horror, the outstanding example of people sentenced to death because they refuse to renounce their religion, they pray for their persecutors and they forgive these massacres before their death, as it was for the twenty-one Copts killed in Libya during the events of last February; that challenges us deeply, both Christians and Muslims living in these countries. It reminds us of the greatness of love, forgiveness, which one day will change the face of the Earth.</p>
<p><em>Mario Bruni, sindaco di Alghero, in Sardegna, Italia, racconta come hanno affrontato il necessario sgombero di un campo, cercando insieme ai Rom la migliore soluzione #politics4unity</em></p> <p><strong>Il campo, da alcuni anni doveva essere sgomberato</strong> per seri motivi sanitari e ambientali, ma non era lavoro semplice, dato che lì abitava una comunità di trenta famiglie. Mario Bruni, sindaco di Alghero, ha deciso di farlo, nell’attenzione di coinvolgere le stesse famiglie rom nella scelta del luogo dove trasferirsi.</p> <p><strong>Ad Alghero ci sono tanti disoccupati</strong> e c’è anche tanta gente in lista di attesa per avere una casa. Quindi, come diceva il sindaco, può essere difficile far capire ai cittadini «che ci sono finanziamenti ad hoc, che dobbiamo tutti avere a cuore l’inclusione sociale e a volte prendere anche delle decisioni che sono impopolari, che a volte non si capiscono».</p>
<p><em>Le tappe della lunga storia fino all'inizio del disgelo</em></p> <p>È l’8 gennaio del 1959 quando Fidel Castro e i suoi prendono il potere a L’Avana.<br />Gli Stati Uniti mostrano sorpresa e indifferenza allo stesso tempo. Il loro uomo, il dittatore Fulgencio Battista, ha abbandonato L’Avana già da una settimana.</p>
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Lorna Gold, Direttrice Esecutiva del Movimento Laudato Si’ riflette sui 10 anni dell’Enciclica. Analizza l’ecologia integrale come percorso essenziale per raggiungere l’unità globale e affrontare la crisi climatica.
Presente in Brasile, Perù, Ecuador e Bolivia, Operazione Mato Grosso porta avanti oltre cento missioni fondate su educazione, lavoro e solidarietà. Jacopo Manara, volontario da anni, racconta di cosa si tratta.
Intervista sulla comunicazione a Michele Zanzucchi, giornalista e scrittore, già direttore di Città Nuova, docente di comunicazione all’Istituto Universitario Sophia e alla Gregoriana, autore di una quarantina di volumi.