Storie da tutto il mondo dimostrano che un mondo unito è già in cammino. Questa piattaforma mette in luce esperienze, iniziative e progetti di persone e comunità che lavorano per l’unità e per la pace. Scopri cosa sta succedendo e lasciati ispirare.
<p><em>Volevano sgozzare tutti i presenti e dar fuoco al locale. Ma dopo essersi sentiti accolti e ascoltati qualcosa cambia.</em></p> <p><strong></strong><strong>Ginevra, rue de Montbrillant n.3</strong> Come ogni venerdì, mi reco al “<em>Jardin de Montbrillant”</em>, un luogo d’accoglienza e d’incontro per persone bisognose di questa città cosmopolita, dove è possibile consumare dei pasti. Oggi, come di consueto, accogliamo a mezzogiorno circa 150 persone di ogni nazionalità.</p> <p><strong>La sala è già piena e tutto sembra svolgersi nel migliore dei modi</strong>.
<p><em>Esperienza di Pietro, Chiara e Matteo sull'impegno politico e la cittadinanza attiva</em></p> <p>Buongiorno a tutti, <br />Siamo Pietro, Chiara e Matteo. Tre studenti in rappresentanza della scuola di partecipazione di Torino.</p> <p>Con altri venti ragazzi in età compresa tra i venti e i trent'anni abbiamo scelto di iniziare un percorso di cittadinanza attiva riletta sotto la luce dell'ideale della fraternità espresso dal pensiero politico di Chiara Lubich.</p>
<p><em>Nei villaggi rurali nel nordest nigeriano la siccità stava creando grave disagio alla popolazione. Da Onitsha (24 ore di viaggio) alcuni giovani e adulti dei Focolari sono andati a visitarla per condividere la situazione e portare aiuti materiali. E spirituali.</em></p> <p><strong><img style="margin-right: 5px; float: left;" src="http://www.focolare.org/wp-content/uploads/2015/07/2.jpg" height="150" />In Nigeria c’è un grande dislivello di sviluppo fra le città e i villaggi rurali</strong> dove non ci sono quasi infrastrutture e mancano elettricità, cure mediche, strade, ecc. Yakoko è un uno di questi villaggi – vicino al deserto, in mezzo alle montagne – nel quale la comunità cristiana e quella musulmana vivono da sempre in grande concordia. La sera, dopo il lavoro nei campi, gli uomini si incontrano in piazza per discutere attorno ad una bevanda alcolica che producono dal loro <em>Guinea corn</em>.</p>
<p><em>“Chiediamo agli imprenditori, ai politici, agli esponenti delle organizzazioni religiose, delle associazioni civiche ed altri di farsi estremisti del dialogo...”</em></p> <p><img style="margin-right: 5px; float: left;" src="http://www.uww2015.com/assets/pages/gallery/imgs/u-nite1/IMG_1807.JPG" height="150" /><strong>“Fabric, Flavour, Festival. Discovering Fraternity”</strong> è il titolo dell'evento centrale della Settimana Mondo Unito 2015 (<a href="http://www.uww2015.com/">www.uww2015.com</a>) che ha radunato circa 150 giovani provenienti da 18 paesi del mondo a Mumbai e Coimbatore (India) dal 27 aprile al 4 maggio 2015. Nei mesi scorsi vi abbiamo a lungo aggiornato quanto avvenuto proprio in India, così come in ogni altro angolo del pianeta.</p>
<p><em>"Volevo iniziare alcune attività in cui i giovani potessero liberamente partecipare e sentirsi a casa"</em></p> <p><img style="margin-right: 5px; float: left;" src="http://farm8.static.flickr.com/7299/9593048563_1d55ec837e_m.jpg" height="150" />Sono Kyoko, vivo a Tokyo.</p> <p>La vita a Tokyo è molto individualista e troppo impegnata per creare relazioni con gli altri. Molti di noi si sentono soli anche se i posti sono così affollati. Come ho deciso di vivere per un mondo unito, volevo iniziare alcune attività in cui i giovani potessero liberamente partecipare e sentirsi a casa, ma nella nostra società è difficile invitare in qualsiasi attività in cui si si incontrano molte persone nuove.</p>
<p><em>Un passo avanti verso l'equità e la giustizia sociale in Ecuador</em></p> <p><img style="margin-right: 5px; float: left;" src="http://www.mppu.org/images/news/2013-2015/Quito_montage_794x488.png" height="150" />Centinaia di persone hanno partecipato alle riunioni del dialogo nazionale per l'equità e la giustizia sociale convocate in Ecuador. Opposizione e società civile erano state invitate dal governo dopo le proteste e le polemiche che hanno accolto in giugno le proposte del presidente Rafael Correa per una più equa distribuzione della ricchezza, in particolare attraverso un disegno di legge che avrebbe gravato sulle eredità.</p>
<p><em>In Mauritania, una madre congolese sta aiutando i rifugiati a riconnettersi insegnando informatica, 17 anni dopo la sua fuga. Scritto da Helena Pes</em></p> <p><img style="margin-right: 5px; float: left;" src="http://tracks.unhcr.org/wp-content/uploads/2015/07/07222015_Featured_RefugeesConnecting.jpg" height="150" />La città di Nouakchott, Mauritania, non è estranea ai rifugiati. Circa 1.500 persone che sono fuggite alcuni dei più sanguinosi conflitti in Africa ora la chiamano casa. Una di loro, Budiaki*, è seduta in una sala computer presso un vivace Centro Femminile quando arrivo, utilizzando le proprie esperienze di vita in fuga per aiutare le donne come lei.</p>
<p><em>Esperienza di George e Lara, dal Libano</em></p> <p><strong>LARA:</strong></p> <p>Siamo George e Lara e veniamo dal Libano. Vi ringraziamo per quest’opportunità di poter parlare.</p> <p>Come sapete, il Medio Oriente vive una delle pagine più sanguinose della storia dell’umanità. Davanti a tanto orrore, l‘esempio straordinario di persone condannate a morte che rifiutano di rinnegare la loro religione, che pregano per i loro persecutori e che perdonano questi massacri prima della loro morte, come è stato per i ventuno copti morti in Libia durante gli eventi di febbraio scorso; ciò ci interpella profondamente, sia cristiani che musulmani che vivono in questi Paesi. Ci richiama alla grandezza dell’amore, del perdono, che un giorno cambieranno la faccia della terra.</p>
<p><em>Experience by George and Lara, from Lebanon</em></p> <p><strong>LARA:</strong></p> <p>We are George and Lara and we come from Lebanon. We thank you for this opportunity to speak.</p> <p>As you know, the Middle East is living one of the worst pages of the history of mankind. In front of such horror, the outstanding example of people sentenced to death because they refuse to renounce their religion, they pray for their persecutors and they forgive these massacres before their death, as it was for the twenty-one Copts killed in Libya during the events of last February; that challenges us deeply, both Christians and Muslims living in these countries. It reminds us of the greatness of love, forgiveness, which one day will change the face of the Earth.</p>
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Oltre 170 eventi, in decine di Paesi, hanno animato la Settimana Mondo Unito 2026 con iniziative, incontri e azioni concrete dedicate alla pace, alla fraternità e alla costruzione di un mondo più unito.
Stefano Zaffino, autore di Fraternità e Profezia: Il pensiero di Igino Giordani nel solco dell’enciclica Fratelli tutti, riflette sulla fraternità come risposta ai conflitti e alle divisioni del mondo contemporaneo.
Anna Granata, pedagogista dell'Università di Milano-Bicocca, ci ricorda in questa intervista che educare alla pace non è un'utopia astratta: è una pratica quotidiana che si compie ogni giorno nelle classi italiane, tra bambini di storie, lingue e origini diverse.
Il celebre artista Marvel e DC, Gabriele Dell’Otto, ci invita a riflettere sul ruolo dei supereroi come costruttori di pace. Un dialogo profondo su responsabilità, cittadinanza e la sfida di vivere lo straordinario nella quotidianità.