Storie da tutto il mondo dimostrano che un mondo unito è già in cammino. Questa piattaforma mette in luce esperienze, iniziative e progetti di persone e comunità che lavorano per l’unità e per la pace. Scopri cosa sta succedendo e lasciati ispirare.
<p><em>Intervento della presidente dei Focolari Maria Voce alle Nazioni Unite nel Dibattito tematico ad Alto Livello “Promuovere la tolleranza e la riconciliazione”</em></p> <p><strong>Rischiare la propria vita per alleviare le sofferenze dei poveri: </strong>Maria Voce esordisce con il racconto della fase finale della seconda guerra mondiale, quando a Trento, nel 1943 «un gruppo di ragazze si riunisce nella piccola città di Trento, in Italia settentrionale. In mezzo alle bombe quelle ragazze, guidate da una giovanissima insegnante, Chiara Lubich, animate da una rinnovata comprensione della radicalità dell’amore evangelico, decidono di rischiare le loro vite per alleviare le sofferenze dei poveri».</p>
<p><em>Negare il diritto fondamentale di chiedere aiuto vorrebbe dire negare la democrazia e la dignità delle persone</em></p> <p>“Il Mediterraneo deve diventare un canale umanitario” dice alla MISNA monsignor Giancarlo Perego, il direttore della Fondazione Migrantes, dopo l’ultimo naufragio e le centinaia di vittime a largo delle coste libiche. Il primo impegno, che è necessario assolvere subito, è quello della ricerca e del soccorso. Non lasciando sola l’Italia, ma coinvolgendo l’Europa nel suo complesso. Perché, sottolinea monsignor Perego, i fondi ci sono e il diritto dei migranti a chiedere aiuto deve essere garantito. A tutti i costi, senza “discrezionalità”.</p>
<p><em>Il racconto dal vivo della tragedia di Garissa (Kenya). Condividere il dolore, portare sollievo ai parenti degli studenti uccisi. La solidarietà che nasce dalla tragedia.</em></p> <p><strong>«Il Venerdì Santo è avvenuta la strage di Garissa.</strong> Mi sono recata nell’obitorio dove stavano trasportando le salme degli studenti per il riconoscimento, non lontano dalla mia casa a Nairobi, portando con me la macchina fotografica: era impossibile non sentire le sirene. Ho trovato da una parte i genitori degli studenti uccisi che svenivano… dall’altra, i colleghi con le telecamere. Certamente avrei potuto riprendere qualche intervista, ma non ce l’ho fatta; mi sono trovata subito a piangere con quelle famiglie.
<p><em>A Firenze un progetto di accoglienza in un “Bed and Breakfast” di famiglia. Una delle tante iniziative sostenute dalle Famiglie Nuove dei Focolari, sparse nel mondo, rivolte ai più bisognosi.</em></p> <p><strong></strong><strong>Cesar, un diciottenne del </strong>Ghana<strong>, è stato salvato quando ormai stava annegando</strong>, avendo bevuto acqua e carburante. Da quella traversata sono state tratte in salvo 72 persone, mentre 32 non ce l’hanno fatta. <strong>Maria, nigeriana incinta di sette mesi,</strong> riceve una telefonata del padre mentre era per strada col marito e il figlioletto. Diceva loro di non tornare a casa perché la chiesa era stata bruciata e la madre uccisa. <strong>Sono scappati con quello che avevano </strong>e, arrivati in Libia, avendo soldi per un solo passaggio per l’Italia, è partita solo lei. Il marito ed il piccolo sono rimasti dall’altra parte del Mediterraneo in attesa di un prossimo imbarco.</p>
<p><em>Un appello al rispetto del cessate il fuoco sembra la sola strada percorribile</em></p> <p>Il ritiro delle armi pesanti dal fronte di combattimento nel Donbass non soltanto dovrà continuare ma includerà anche l’artiglieria leggera e i carri armati.</p> <p>Su questa linea hanno trovato un accordo a Berlino i Ministri degli Esteri di Russia, Ucraina, Francia e Germania, il cosiddetto formato Normandia, riunitosi in serata, prima del vertice del G7 che si terrà oggi a Losanna.</p>
<p><em>Testo completo di un'intervista che Francesco e Marianna, coordinatori dello UWP, hanno tenuto con la rivista "Città Nuova"</em></p> <p><strong>A cosa serve lo United world project?</strong></p> <p>L’idea che sta alla base del Progetto Mondo Unito è davvero semplicissima: promuovere una cultura della fraternità universale! Ancora oggi ricordiamo quando, con un gruppo di giovani provenienti da tutto il mondo, ci siamo ritrovati a Roma nel giugno del 2010. Era un momento, quello, molto simile a ciò che stiamo vivendo oggi. Tutto sembrava crollare e ovunque, nel mondo, si urlava alla necessità di un cambiamento.</p>
<p><em>Siamo tutti contro il terrorismo, contro la violenza</em></p> <p>Se a Parigi tutti erano Charlie, il mondo intero questa volta è Bardo.</p> <p>Come fu a place de la Bastille per i fatti che sconvolsero la capitale francese, a Tunisi una folla enorme ha voluto rendere omaggio alle vittime dell’attentato al museo del 18 marzo, costato la vita a 22 persone.</p>
<p><em>Abraham, un giovane messicano, condivide la sua esperienza di lotta pacifica per un Paese migliore, tra le grandi disuguaglianze in cui è immerso.</em></p> <p>«Ciao sono Abraham, vengo del Messico: un popolo di persone nobili e con tanta fede, un popolo con le braccia aperte al mondo». Esordisce così il suo racconto davanti a una platea di 300 giovani in un’aula del Parlamento italiano, riuniti in ricordo di Chiara Lubich e della sua profetica visione sulla politica. Abraham porta con sé il bagaglio di un Paese dilaniato dal narcotraffico e dai signori della morte.
<p><em>Gli Stone Flowers, un gruppo musicale composto da sopravvissuti alla guerra e alla tortura - stanno rilasciando il loro nuovo album Ngunda, dimostrando che può nascere <em>qualcosa di bello </em> da un'inimmaginabile violenza</em></p> <p>"La musica è un modo per sopravvivere. La musica è un modo per essere compresi. La musica è vita."</p> <p>Queste parole vengono dai membri degli Stone Flowers, un progetto musicale che è sia terapeutico sia politico e che produce musica potente, edificante e bellissima. Il progetto ha la rara qualità di sensibilizzare sulle violazioni dei diritti umani pur avendo un effetto positivo e piacevole sui partecipanti e sul pubblico.</p>
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35 anni fa nasceva un sogno: l’Economia di Comunione. A fine maggio, l’Argentina diventerà il palcoscenico di una festa straordinaria dove generazioni diverse si incontreranno per rigenerare questo progetto e scrivere, insieme, il futuro di un’altra economia.
Lorna Gold, Direttrice Esecutiva del Movimento Laudato Si’ riflette sui 10 anni dell’Enciclica. Analizza l’ecologia integrale come percorso essenziale per raggiungere l’unità globale e affrontare la crisi climatica.
Presente in Brasile, Perù, Ecuador e Bolivia, Operazione Mato Grosso porta avanti oltre cento missioni fondate su educazione, lavoro e solidarietà. Jacopo Manara, volontario da anni, racconta di cosa si tratta.
Intervista sulla comunicazione a Michele Zanzucchi, giornalista e scrittore, già direttore di Città Nuova, docente di comunicazione all’Istituto Universitario Sophia e alla Gregoriana, autore di una quarantina di volumi.