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<p><em>Il dibattito ad Alto Livello su Tolleranza e Riconciliazione, promosso dai vertici delle Nazioni Unite, è entrato nel vivo con una animata tavola rotonda, moderata dalla giornalista BBC Laura Trevelyan: il ruolo delle religioni nel mondo di oggi</em></p> <p><strong>Cosa sono le religioni nel mondo oggi?</strong> Tanti le vedono come ostacoli alla pace, residuo dei tempi passati che causano adesso un estremismo violento. Ma il mondo sarebbe davvero più pacifico senza le religioni? Il dibattito tematico ad Alto Livello “Promuovere la tolleranza e la riconciliazione”, ad un tratto si anima. Il secondo giorno dell’incontro all’ONU dà, infatti, delle direttive.</p>
<p><em>Un atto dimostrativo in un paese in cui la violenza sessuale è sfortunatamente una prassi comune</em></p> <p>L’Organizzazione Nazionale Kuki (Kuki National Organization, KNO), formazione armata di un gruppo etnico di Manipur (Nordest dell'India), ha confermato la sua politica di proibire e punire severamente ogni atto di violenza sessuale perpetrato dai suoi membri e ha concretizzato il suo impegno il 22 marzo 2015 firmando l’Atto d’Impegno di Geneva Call contro la violenza sessuale e la discriminazione di genere.
<p><em>Intervento della presidente dei Focolari Maria Voce alle Nazioni Unite nel Dibattito tematico ad Alto Livello “Promuovere la tolleranza e la riconciliazione”</em></p> <p><strong>Rischiare la propria vita per alleviare le sofferenze dei poveri: </strong>Maria Voce esordisce con il racconto della fase finale della seconda guerra mondiale, quando a Trento, nel 1943 «un gruppo di ragazze si riunisce nella piccola città di Trento, in Italia settentrionale. In mezzo alle bombe quelle ragazze, guidate da una giovanissima insegnante, Chiara Lubich, animate da una rinnovata comprensione della radicalità dell’amore evangelico, decidono di rischiare le loro vite per alleviare le sofferenze dei poveri».</p>
<p><em>Negare il diritto fondamentale di chiedere aiuto vorrebbe dire negare la democrazia e la dignità delle persone</em></p> <p>“Il Mediterraneo deve diventare un canale umanitario” dice alla MISNA monsignor Giancarlo Perego, il direttore della Fondazione Migrantes, dopo l’ultimo naufragio e le centinaia di vittime a largo delle coste libiche. Il primo impegno, che è necessario assolvere subito, è quello della ricerca e del soccorso. Non lasciando sola l’Italia, ma coinvolgendo l’Europa nel suo complesso. Perché, sottolinea monsignor Perego, i fondi ci sono e il diritto dei migranti a chiedere aiuto deve essere garantito. A tutti i costi, senza “discrezionalità”.</p>
<p><em>Il racconto dal vivo della tragedia di Garissa (Kenya). Condividere il dolore, portare sollievo ai parenti degli studenti uccisi. La solidarietà che nasce dalla tragedia.</em></p> <p><strong>«Il Venerdì Santo è avvenuta la strage di Garissa.</strong> Mi sono recata nell’obitorio dove stavano trasportando le salme degli studenti per il riconoscimento, non lontano dalla mia casa a Nairobi, portando con me la macchina fotografica: era impossibile non sentire le sirene. Ho trovato da una parte i genitori degli studenti uccisi che svenivano… dall’altra, i colleghi con le telecamere. Certamente avrei potuto riprendere qualche intervista, ma non ce l’ho fatta; mi sono trovata subito a piangere con quelle famiglie.
<p><em>A Firenze un progetto di accoglienza in un “Bed and Breakfast” di famiglia. Una delle tante iniziative sostenute dalle Famiglie Nuove dei Focolari, sparse nel mondo, rivolte ai più bisognosi.</em></p> <p><strong></strong><strong>Cesar, un diciottenne del </strong>Ghana<strong>, è stato salvato quando ormai stava annegando</strong>, avendo bevuto acqua e carburante. Da quella traversata sono state tratte in salvo 72 persone, mentre 32 non ce l’hanno fatta. <strong>Maria, nigeriana incinta di sette mesi,</strong> riceve una telefonata del padre mentre era per strada col marito e il figlioletto. Diceva loro di non tornare a casa perché la chiesa era stata bruciata e la madre uccisa. <strong>Sono scappati con quello che avevano </strong>e, arrivati in Libia, avendo soldi per un solo passaggio per l’Italia, è partita solo lei. Il marito ed il piccolo sono rimasti dall’altra parte del Mediterraneo in attesa di un prossimo imbarco.</p>
<p><em>Un appello al rispetto del cessate il fuoco sembra la sola strada percorribile</em></p> <p>Il ritiro delle armi pesanti dal fronte di combattimento nel Donbass non soltanto dovrà continuare ma includerà anche l’artiglieria leggera e i carri armati.</p> <p>Su questa linea hanno trovato un accordo a Berlino i Ministri degli Esteri di Russia, Ucraina, Francia e Germania, il cosiddetto formato Normandia, riunitosi in serata, prima del vertice del G7 che si terrà oggi a Losanna.</p>
<p><em>Testo completo di un'intervista che Francesco e Marianna, coordinatori dello UWP, hanno tenuto con la rivista "Città Nuova"</em></p> <p><strong>A cosa serve lo United world project?</strong></p> <p>L’idea che sta alla base del Progetto Mondo Unito è davvero semplicissima: promuovere una cultura della fraternità universale! Ancora oggi ricordiamo quando, con un gruppo di giovani provenienti da tutto il mondo, ci siamo ritrovati a Roma nel giugno del 2010. Era un momento, quello, molto simile a ciò che stiamo vivendo oggi. Tutto sembrava crollare e ovunque, nel mondo, si urlava alla necessità di un cambiamento.</p>
<p><em>Siamo tutti contro il terrorismo, contro la violenza</em></p> <p>Se a Parigi tutti erano Charlie, il mondo intero questa volta è Bardo.</p> <p>Come fu a place de la Bastille per i fatti che sconvolsero la capitale francese, a Tunisi una folla enorme ha voluto rendere omaggio alle vittime dell’attentato al museo del 18 marzo, costato la vita a 22 persone.</p>
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Stefano Zaffino, autore di Fraternità e Profezia: Il pensiero di Igino Giordani nel solco dell’enciclica Fratelli tutti, riflette sulla fraternità come risposta ai conflitti e alle divisioni del mondo contemporaneo.
Anna Granata, pedagogista dell'Università di Milano-Bicocca, ci ricorda in questa intervista che educare alla pace non è un'utopia astratta: è una pratica quotidiana che si compie ogni giorno nelle classi italiane, tra bambini di storie, lingue e origini diverse.
Il celebre artista Marvel e DC, Gabriele Dell’Otto, ci invita a riflettere sul ruolo dei supereroi come costruttori di pace. Un dialogo profondo su responsabilità, cittadinanza e la sfida di vivere lo straordinario nella quotidianità.