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<p><em>Dal 2008 e per 8 mesi l'anno, da ottobre a luglio, un Laboratorio interculturale con un corso di lingua italiana e varie iniziative</em></p> <p>L'associazione "Umanità solidale Glocal Onlus” insieme con le amministrazioni locali, hanno dato avvio al primo Laboratorio Interculturale che si sviluppa su tre livelli di formazione per gli stranieri: il livello A rivolto agli analfabeti nella lingua madre, il livello B per coloro che maturano elementi di base della lingua italiana ed il livello C rivolto a coloro che hanno interiorizzato le conoscenze di base della lingua e che desiderano altresì<span> </span>approfondirne lo studio; arrivando a conquistare negli anni con la collaborazione delle istituzioni anche il Permesso di soggiorno e la Cittadinanza degli stessi stranieri.
<p><em>Nella sede di Palazzo Mercosur, una delegazione dei Giovani per un mondo unito e di New Humanity ha incontrato il 25 marzo Maria Paz Echeverriarza, responsabile per l’Educazione della Rappresentanza dell'UNESCO per l’ Argentina, l’Uruguay e il Paraguay</em></p> <p><br />Il 25 marzo una delegazione dei <a href="http://giovaniperunmondounito.blogspot.it/" target="_blank" rel="noopener">Giovani per un Mondo Unito</a> dell'Uruguay e di <a href="http://www.new-humanity.org/it/" target="_blank" rel="noopener">New Humanity</a> è stata ricevuta da María Paz Echeverriarza, etnologa e responsabile per l'area Educazione della Rappresentanza dell'Unesco presso i governi di Argentina, Uruguay e Paraguay.</p> <p>L’accoglienza è nella luminosa sala riunioni che si affaccia sul Río de la Plata nel Palazzo Mercosur, dove ha sede la commissione Unesco per l’Uruguay. In questo incontro informale, María Paz Echeverriarza ha spiegato quali sono le attuali priorità dell’Unesco a livello mondiale – l’ “equità di genere (tra i sessi)” e l'Africa –, e quali a livello regionale – il miglioramento del livello di preparazione del corpo docente, l’abbattimento della disuguaglianza nella ridistribuzione dei redditi e delle opportunità –.</p>
<p><em>Prima sconfitta delle lobby degli armamenti, ma si tratta solo di un primo passo. Intervista al professor Maurizio Simoncelli, vicepresidente dell’Istituito di ricerche internazionali “Archivio Disarmo”</em></p> <p><br />L’Assemblea generale dell’Onu ha approvato a larghissima maggioranza il primo trattato internazionale ATT (Arms Trade Treaty) che pone delle limitazioni al commercio di armi convenzionali. Abbiamo chiesto un commento a Maurizio Simoncelli, vicepresidente di Archivio Disarmo, autorevole Istituto di ricerche internazionali che ha seguito l’intero iter che ha portato alla votazione dei Paesi Onu.</p>
<p><em>Il 16 marzo a Manfredonia quarta edizione del Premio Chiara Lubich che sottolinea il voler vivere della città pugliese per la fraternità universale </em></p> <p>Il 16 marzo scorso presso l’Auditorium di Palazzo dei Celestini, promosso dall’Associazione “Mondo Nuovo”, ha avuto luogo la 4° Edizione del “Premio Chiara Lubich, Manfredonia città per la fratellanza universale”. Nel corso della brillante serata, presente una larga rappresentanza di associazioni di volontariato e un foltissimo pubblico si è sviluppato un tema importantissimo: “La fraternità nei rapporti sociali, paradosso o modello sociologico sostenibile? Un argomento molto forte che quotidianamente vede impegnati a livello mondiale quanti si battono per la uguaglianza dei popoli in uno spirito di fraternità che va oltre l’aiuto economico fine a se stesso. E’ quanto ha affermato la prof.ssa Emmanuela Troiano, presidente del sodalizio durante la sua incisiva prolusione.</p>
<p><em>Si apre a Tunisi il 26 marzo il Forum sociale mondiale: 30 mila persone da 127 Paesi discuteranno delle strategie per incidere su grandi temi di interesse internazionale</em></p> <p>Cinque giorni di seminari, tavole rotonde e gruppi di lavoro per definire le strategie di azione della società civile sui grandi temi che il mondo si trova oggi ad affrontare: è questo lo spirito che anima il Forum sociale mondiale, che si apre a Tunisi il 26 marzo. La prima edizione si tenne a Porto Alegre nel 2001, riunendo i rappresentanti di organizzazioni non governative (ong), associazioni, movimenti sociali, ma anche semplici cittadini che intendono impegnarsi in prima persona; e dopo un ritorno nella città brasiliana delle origini lo scorso anno, per il 2013 la scelta è caduta su Tunisi, in quanto culla della primavera araba.</p>
<p><em>Presentati il 21 marzo 2013 al Centro d’Informazione Europea di Lisbona il Genfest e lo United World Project</em></p> <p>Un’occasione di quelle di grande spessore all’interno del programma “Europa per i cittadini” dell’Unione Europea, circa un centinaio di presenti appartenenti a diverse associazioni, istituzioni civili e statali, e due <a href="http://giovaniperunmondounito.blogspot.it/" target="_blank" rel="noopener">Giovani per un mondo unito</a> a raccontare sia il <a href="http://www.genfest.org/it-IT/" target="_blank" rel="noopener">Genfest</a> di Budapest 2012 (già sostenuto dall'Unione Europea) sia lo United World Project nella sua globalità e nella sua attuazione in Portogallo. È accaduto il 21 marzo scorso nella capitale portoghese al Convegno promosso dalla Rappresentanza della Commissione Europea in Portogallo e dalla Segreteria di Stato della Cultura.</p>
<p><em>Jorge Mario Bergoglio nel suo primo saluto da vescovo di Roma ha già indicato alcune di quelle che saranno le priorità del suo pontificato</em></p> <p>L’elezione di papa Francesco è un grande segno in continuità con ciò che ha lasciato alla Chiesa Benedetto XVI, rinunciando al ministero di vescovo di Roma. In continuità, perché con la scelta del nome di Francesco, per la prima volta nella storia della Chiesa, il nuovo papa, evidentemente, ha voluto mettere il suo ministero nella luce profetica della testimonianza evangelica di Francesco d’Assisi.</p> <p>Il fatto che il papa si sia riferito alla fratellanza, fratellanza da vivere, è un segno forte di questa volontà di seguire lo spirito più autentico del Vangelo nel nostro tempo.</p>
<p><em>Il meeting del 1 maggio a Gerusalemme è il passo che segue dopo il Genfest 2012</em> </p> <p>“Let’s Bridge” era lo slogan che inaugurava l’apertura del Genfest il 1 maggio 2012. Durante tutto l’anno noi Giovani per un mondo unito (GMU) ci concentriamo sul costruire ponti con tutte le persone che incontriamo, ad ogni latitudine del Pianeta. Questo impegno si era concretizzato, poi, nei primi giorni di settembre con la testimonianza dei 12 mila giovani a Budapest. In quell’occasione era stato lanciato lo United World Project, un progetto che punta ad incrementare e estendere la cultura della fraternità.</p>
<p>A livello mondiale i “frammenti di fraternità” consistono in azioni di intervento tempestivo per assistere vittime di terremoti, alluvioni, carestie, guerre.</p> <p>Ad un livello locale, essi includono tutta una serie di attività di micro azioni, alimentati dall’intento di voler costruire la fraternità nella nostra città, nei nostri quartieri e nella nostra università.</p> <p>C’è un fermento d’iniziative nei cinque continenti: opere a favore di bambini di strada, senzatetto, anziani abbandonati, carcerati, immigrati, secondo le necessità più urgenti del posto. Questi sono i frammenti di fraternità capaci di dare risposta a qualche problema sociale, come una condizione di povertà, una contesto di conflitto, dei diritti violati, delle emarginazioni da recuperare ecc., rappresentano solo la punta di un iceberg. Si tratta di frammenti di fraternità visibili, per superare problemi evidenti. <br />C’è poi la parte sommersa dell’iceberg: la fraternità quotidiana, del volersi bene e vivere da fratelli. Arriviamo alla fraternità facendo di essa il movente delle nostre azioni di ogni giorno.</p>
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Lorna Gold, Direttrice Esecutiva del Movimento Laudato Si’ riflette sui 10 anni dell’Enciclica. Analizza l’ecologia integrale come percorso essenziale per raggiungere l’unità globale e affrontare la crisi climatica.
Presente in Brasile, Perù, Ecuador e Bolivia, Operazione Mato Grosso porta avanti oltre cento missioni fondate su educazione, lavoro e solidarietà. Jacopo Manara, volontario da anni, racconta di cosa si tratta.
Intervista sulla comunicazione a Michele Zanzucchi, giornalista e scrittore, già direttore di Città Nuova, docente di comunicazione all’Istituto Universitario Sophia e alla Gregoriana, autore di una quarantina di volumi.