Storie da tutto il mondo dimostrano che un mondo unito è già in cammino. Questa piattaforma mette in luce esperienze, iniziative e progetti di persone e comunità che lavorano per l’unità e per la pace. Scopri cosa sta succedendo e lasciati ispirare.
<p><em>È il tema del “Regenerate” di quest’anno, l’appuntamento annuale del giovani di Irlanda e Gran Bretagna promosso dal Movimento dei Focolari. Sullo sfondo dei fatti di Parigi la questione del dialogo interpella in modo pressante.</em></p> <p><strong>Un gruppo</strong> di 80 giovani cristiani e musulmani. <strong>Un argomento</strong>: multiculturalismo, diverse religioni, dialogo. <strong>Una domanda</strong>: ti importa? <strong>Un format</strong>: quello di “<strong><em>Regenerate</em></strong>”, due giorni nell’Hertfordshire, in un clima rilassato dove si possono affrontare anche temi scottanti. Protagonisti sono i giovani dei Focolari di Inghilterra e Irlanda, quest’anno insieme a un gruppo della <strong>Islamic Unity Society</strong> con i quali da mesi cresce l’amicizia e la stima reciproca, e con cui hanno svolto diverse iniziative, da sessioni di studio al piantare alberi per la pace.</p>
<p><em>Una giovane coppia ha preso i loro piani per un matrimonio e una luna di miele e li ha trasformati in una bellissima occasione per donare.</em></p> <p><span id="result_box" lang="it"><span title=""Shocked and frozen."">"Scioccati e congelati." </span><span title="Those are two words that Mark and Ismini Svensson say perfectly describe their families' reaction to their unique wedding plans. ">Queste sono le due parole che Mark e Ismini Svensson usano per descrivere alla perfezione la reazione delle loro famiglie ai loro piani di nozze unici.</span></span></p> <p><span id="result_box" lang="it"><span title="Instead of having a typical ceremony, complete with cake and family photos, the couple chose a different path: To celebrate their love by sharing good deeds across the country with people they'd never met. ">Invece di fare una cerimonia tipica, con torta e foto di famiglia, la coppia ha scelto un percorso diverso: celebrare il loro amore condividendo buone azioni in tutto il Paese con persone che non avevano mai incontrato.</span></span></p>
<p><em>"La violenza non può essere colpa della gonna"</em></p> <p>Una giovane donna, <a href="http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Turchia-abiti-neri-in-segno-di-lutto-e-rabbia-per-la-brutale-morte-di-Aslan-a8ec3935-2e4f-4bd6-8885-5da1cf17c1af.html" target="_hplink" rel="noopener">Ozgecan Aslan</a>, vent'anni, è stata uccisa e bruciata a Mersin, in Turchia, dopo aver resistito al tentativo di stupro da parte dell'autista dell'autobus su cui viaggiava. In sua difesa e contro la violenza sulle donne, un gruppo di uomini ha deciso, per protesta, di sfilare per le strade di Istanbul <a href="http://www.repubblica.it/esteri/2015/02/23/foto/turchia_uomini_in_gonna_contro_la_violenza_sulle_donne-107978440/1/#1" target="_hplink" rel="noopener">con la minigonna</a>: "Se questo indumento è il responsabile di tutto, se basta indossare un abito più corto per essere immorali, se una donna che indossa una minigonna manda dei segnali sessuali e provoca quello che poi è successo a lei, allora <a href="http://www.bbc.com/news/blogs-trending-31536488" target="_hplink" rel="noopener">anche noi mandiamo questi segnali</a>", si legge nella didascalia di una foto postata da un manifestante su Facebook.</p>
<p><em>Un progetto di accompagnamento per famiglie adottive a cura di AFN onlus da realizzarsi con il contributo dell’Istituto Banco di Napoli Fondazione. L’importanza di sostenere le famiglie nell’iter dell’adozione e anche dopo.</em></p> <p><strong><a href="http://www.focolare.org/wp-content/uploads/2015/02/DEPLIANT_AFN.pdf"></a>I timbri sui documenti ci sono tutti: ora è figlio a tutti gli effetti.</strong> Un figlio su cui riversare quella piena d’amore che i genitori adottivi da sempre hanno in serbo. Anni di attesa e traversate sull’oceano non li hanno fermati. Dopo un primo fugace incontro in cui figlio-genitori si sono ‘riconosciuti’, trascorsa una breve convivenza in hotel all’estero, finalmente sono a casa. Un’esperienza esaltante, unica, quella di veder concluso l’iter adottivo che però, più che una conclusione, ha tutte le sembianze di un inizio. In salita.</p>
<p><em>P. Gariguez, segretario esecutivo Nassa-Cbcp, parla di "80% dei lavori completato". Tutti gli alloggi saranno pronti entro la fine di marzo, in tutto sono 3.753 unità abitative. Agli occupanti la Chiesa garantirà non solo un tetto, ma anche i mezzi necessari per poter sopravvivere. Obiettivo uno "sviluppo umano integrato".</em></p> <p>Manila - Il progetto residenziale promosso dalla Chiesa filippina, a favore delle popolazioni vittime di calamità e dei sopravvissuti ai disastri naturali, il più recente dei quali è il tifone Yolanda, è "completato all'80%". In un'intervista a <em>Radio Veritas</em> p. Edu Gariguez, segretario esecutivo della Caritas filippina (il National Secretariat for social Action - Justice and Peace, Nassa), è ottimista e assicura che i lavori saranno ultimati entro la fine di marzo. I complessi abitativi sono sparsi fra le nove province ecclesiastiche colpite dal tifone che si è abbattuto l'8 novembre 2013 nel centro dell'arcipelago seminando morte e devastazione.</p>
<p><em>"Ci sono nomi che nessuno si preoccupa di ricordare, per cui nessuno fa il tifo... gli 805 milioni di persone che soffrono la fame nel mondo oggi"</em></p> <p>Cinquanta tatuaggi non permanenti. Carmen, Mariko, Antoine, Sawsan, Chheuy, Lida, Siatta, Rahma, Yaae… Cinquanta nomi di persone che soffrono la fame e che Zlatan Ibrahimović si è fatto scrivere sulla pelle per poi mostrarli al mondo, in occasione della partita di sabato contro il Caen che il PSG ha pareggiato 2-2. Ibra ha segnato il gol del momentaneo 1-0 e poi ha esibito il suo fisico pieno di tatuaggi.</p>
<p><em>La libertà dalla violenza rimane fondamentale per il raggiungimento di un futuro sostenibile in cui ogni bambino possa crescere sano, forte, ben educato, culturalmente sensibile e protetto in maniera efficace.</em></p> <p>Ragazze e ragazzi africani continuano a essere sottoposti a livelli angoscianti di violenza fisica, sessuale ed emotiva, nonostante le significative misure giuridiche e politiche adottate in tutta la regione, secondo un nuovo rapporto sostenuto dalle Nazioni Unite.</p> <p>Lanciato l'11 febbraio presso la sede delle Nazioni Unite a New York, il <em>Rapporto Africano sulla Violenza sui Bambini</em> è il primo rapporto completo del suo genere nella regione e sviluppa l'impegno proposto dagli Stati membri dell'Unione Africana a promuovere una cosiddetta "Africa adatta ai Bambini."</p>
<p><em>Mentre il mondo guarda i tragici eventi che si svolgono in Ucraina, il Papa invoca la pace. La piccola comunità dei Focolari si attiva, insieme ad altri cristiani, per “protestare” con la preghiera.</em></p> <p><strong>«Fratelli e sorelle, quando io sento le parole ‘vittoria’ o ‘sconfitta’</strong> – ha detto papa Francesco nell’<a href="http://w2.vatican.va/content/francesco/it/audiences/2015/documents/papa-francesco_20150204_udienza-generale.html" target="_blank" rel="noopener">udienza generale del 4 febbraio</a> scorso – sento un grande dolore, una grande tristezza nel cuore. Non sono parole giuste; l’unica parola giusta è ‘pace’. Questa è l’unica parola giusta. Io penso a voi, fratelli e sorelle ucraini … Pensate, questa è una guerra fra cristiani! Voi tutti avete lo stesso battesimo! State lottando fra cristiani. Pensate a questo scandalo. E preghiamo tutti, perché la preghiera è la nostra protesta davanti a Dio in tempo di guerra».</p> <p><strong>Mentre la diplomazia mondiale si mobilita</strong>, i fatti sembrerebbero smentire ogni prospettiva di pace. Eppure c’è gente e istituzioni che s’adoperano con coraggio per salvaguardarla, anche a rischio della propria vita.</p>
<p><em>La 1ª giornata mondiale di preghiera e di riflessione ma anche di denuncia, celebrata l’8 febbraio è stata fortemente voluta da Papa Francesco e promossa dal variegato mondo delle congregazioni e istituti religiosi col patrocinio di due importanti dicasteri pontifici.</em></p> <p><strong>Sr Tina Ventimiglia, Francescana dei Poveri, e Resi e Alessandra,</strong> volontarie dell’<a href="http://associazionerandi.org/" target="_blank" rel="noopener">associazione Randi</a> che nell’impegno a vivere la spiritualità dell’unità, trovano forme impensate per l’incontro e l’accompagnamento. E il riscatto. Il ruolo della prevenzione: creare opportunità di sviluppo nel sud del mondo.</p> <p>L’8 febbraio, in concomitanza con la <strong>memoria liturgica di s. Giuseppina Bakhita</strong>, suora sudanese, che da bambina fece la drammatica esperienza della schiavitù, si è celebrata la <a href="https://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2015/02/03/0088/00187.html" target="_blank" rel="noopener">prima giornata mondiale contro la tratta</a>.
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United World Project lancia #ChooseToDialogue (#ScegliIlDialogo), un invito globale nell'ambito della Settimana Mondo Unito 2026. Una proposta per costruire spazi di incontro e condividere storie di impatto attraverso uno strumento potente e necessario: il dialogo.
Ecco la chiave: sapere di non sapere. Nessuno possiede la Verità assoluta e, dialogando con tutti, possiamo cogliere aspetti, frammenti della verità che ci aiutano a ricomporre un vaso andato in frantumi che possiamo rimettere in sesto solo se siamo ‘insieme’.
Anna Granata, pedagogista dell'Università di Milano-Bicocca, ci ricorda in questa intervista che educare alla pace non è un'utopia astratta: è una pratica quotidiana che si compie ogni giorno nelle classi italiane, tra bambini di storie, lingue e origini diverse.
Il celebre artista Marvel e DC, Gabriele Dell’Otto, ci invita a riflettere sul ruolo dei supereroi come costruttori di pace. Un dialogo profondo su responsabilità, cittadinanza e la sfida di vivere lo straordinario nella quotidianità.