Storie da tutto il mondo dimostrano che un mondo unito è già in cammino. Questa piattaforma mette in luce esperienze, iniziative e progetti di persone e comunità che lavorano per l’unità e per la pace. Scopri cosa sta succedendo e lasciati ispirare.
<p><em>Il meeting del 1 maggio a Gerusalemme è il passo che segue dopo il Genfest 2012</em> </p> <p>“Let’s Bridge” era lo slogan che inaugurava l’apertura del Genfest il 1 maggio 2012. Durante tutto l’anno noi Giovani per un mondo unito (GMU) ci concentriamo sul costruire ponti con tutte le persone che incontriamo, ad ogni latitudine del Pianeta. Questo impegno si era concretizzato, poi, nei primi giorni di settembre con la testimonianza dei 12 mila giovani a Budapest. In quell’occasione era stato lanciato lo United World Project, un progetto che punta ad incrementare e estendere la cultura della fraternità.</p>
<p>A livello mondiale i “frammenti di fraternità” consistono in azioni di intervento tempestivo per assistere vittime di terremoti, alluvioni, carestie, guerre.</p> <p>Ad un livello locale, essi includono tutta una serie di attività di micro azioni, alimentati dall’intento di voler costruire la fraternità nella nostra città, nei nostri quartieri e nella nostra università.</p> <p>C’è un fermento d’iniziative nei cinque continenti: opere a favore di bambini di strada, senzatetto, anziani abbandonati, carcerati, immigrati, secondo le necessità più urgenti del posto. Questi sono i frammenti di fraternità capaci di dare risposta a qualche problema sociale, come una condizione di povertà, una contesto di conflitto, dei diritti violati, delle emarginazioni da recuperare ecc., rappresentano solo la punta di un iceberg. Si tratta di frammenti di fraternità visibili, per superare problemi evidenti. <br />C’è poi la parte sommersa dell’iceberg: la fraternità quotidiana, del volersi bene e vivere da fratelli. Arriviamo alla fraternità facendo di essa il movente delle nostre azioni di ogni giorno.</p>
<p><em>Il 23 marzo ore 20 presso la Chiesa Collegiata di Deliceto di Foggia, "Youth4Syria" un evento per la fraternità con il giovane giornalista siriano Wael Salibe</em></p> <p><br />I <a href="http://giovaniperunmondounito.blogspot.it/" target="_blank" rel="noopener">GMU</a> hanno all'attivo un progetto di portata globale, dal titolo United World Project (UWP), lanciato lo scorso settembre a Budapest, durante l'evento internazionale del Genfest. Ed è di fronte all'emergenza della guerra in Siria, è nata l'idea di organizzare un concerto-spettacolo in favore dei rifugiati della guerra in quella terra.</p> <p>La “parola chiave” che muove tutto l’evento è dunque "Let's Bridge", e riprende il titolo proprio della manifestazione di Budapest: cioé "costruiamo ponti". L'evento è organizzato dai Giovani per un mondo unito e il Club dell'UNESCO "Deliceto nei Monti Dauni", membro della FICLU (Federazione Italiana Club e Centri UNESCO).</p>
<p><em>S</em><em>tazione B1 di viale Libia. L'assessore alla Famiglia cita i suoi insegnamenti. <br />"Guardare al cittadino come a un fratello"<br /></em> </p> <p>(Fonte: <a href="http://roma.repubblica.it/" target="_blank" rel="noopener">roma.repubblica.it</a> )Tratto da La targa si trova presso la Scoperta a Roma una targa in ricordo di Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari, scomparsa esattamente cinque anni fa.</p> <p>La targa si trova presso la stazione della metro B1 di viale Libia, zona cara alla Lubich che visse nel Quartiere Africano per molti anni, prima in via Tigrè, poi in via Valnerina.</p>
<p><em>Un battesimo "speciale" per Agostino</em></p> <p>Quando è nato Agostino sono venuti a trovarci tantissimi amici. Ciascuno ha voluto festeggiare il suo arrivo con un piccolo pensiero, e così ci siamo ritrovati con 4 teli da bagno azzurri, 2 carillon simili oltre a tanti altri oggetti.
<p>Dal 10 al 13 maggio 2013 la “cittadella Piero”, a Nairobi, ospiterà la Scuola di Inculturazione, un laboratorio che quest’anno ha come tema principale “la persona” nelle varie tradizioni africane. Un gruppo di giovani parteciperà inoltre per segnare la prima tappa del Progetto “Sharing with Africa”. Di seguito il racconto di Giulia, dopo la sua esperienza in Uganda.</p>
<h1>La presidente della Conferenza Generale dell’Unesco ha ricevuto il 22 febbraio a Parigi una delegazione dei Giovani per un Mondo Unito</h1> <p>Una delegazione dei Giovani per un Mondo Unito, realtà giovanile di New Humanity, si è incontrata nel pomeriggio di venerdì 22 febbraio con Katalin Bogyay, Presidente della Conferenza Generale dell'UNESCO, organismo di rappresentanza permanente dei 195 Paesi membri dell'Unesco. Nel corso dell'incontro, i giovani hanno ringraziato Katalin Bogyay. Perle le sue parole al Genfest – il loro grande evento dell'estate scorsa a Budapest – e le hanno presentato le attività ora promosse in tutti i Paesi in cui sono presenti.</p> <p>«Noi siamo di tre nazionalità differenti, cilena, francese ed italiana – raccontano i membri della giovane delegazione –, ma nelle ore precedenti all'incontro ci siamo detti di essere "ambasciatori" dell'Africa, dell'Oceania, di tutto il Sud America, di fare nostro l'<a href="http://www.unitedworldproject.it/2/development_329905.html" target="_blank" rel="noopener">Ubuntu</a>, di essere la veramente in rappresentanza di ciascun giovane di ciascun continente».</p>
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Oltre 170 eventi, in decine di Paesi, hanno animato la Settimana Mondo Unito 2026 con iniziative, incontri e azioni concrete dedicate alla pace, alla fraternità e alla costruzione di un mondo più unito.
Stefano Zaffino, autore di Fraternità e Profezia: Il pensiero di Igino Giordani nel solco dell’enciclica Fratelli tutti, riflette sulla fraternità come risposta ai conflitti e alle divisioni del mondo contemporaneo.
Anna Granata, pedagogista dell'Università di Milano-Bicocca, ci ricorda in questa intervista che educare alla pace non è un'utopia astratta: è una pratica quotidiana che si compie ogni giorno nelle classi italiane, tra bambini di storie, lingue e origini diverse.
Il celebre artista Marvel e DC, Gabriele Dell’Otto, ci invita a riflettere sul ruolo dei supereroi come costruttori di pace. Un dialogo profondo su responsabilità, cittadinanza e la sfida di vivere lo straordinario nella quotidianità.